Non so, mi sembra che si stiano considerando come scelte ponderate quelle dettate dall'emergenza.
A un certo punto della stagione l'ottima rotazione fatta all'inizio tra campionato e coppe si è fermata.
Vecino si è fermato a lungo. Nel frattempo Tavares ha cominciato ad accusare tutti gli affaticamenti del mondo, Pellegrini si è rivelato alternativa non affidabile, come del resto Lazzari. Decisamente meglio Marusic, che pure lui però combina belle frittate. Infortunio lungo a Gabarron, per il quale si parlava addirittura di stagione finita. Il recupero di Hysaj è andato alle ortiche in pochi giorni e in mezzo a un certo punto si è fermato Dele Bashiru. Acciacchi e risentimenti nel tempo pure per Zaccagni, Rovella, Isaksen, Romagnoli, Noslin. Davanti Dia dopo la finta malaria ha cominciato ad avere due di pressione e Taty s'è rotto. Nel mentre, Tchaouna e Noslin faticano ad arrivare al livello degli altri e i nuovi, a detta dello stesso Fabiani, sono arrivati a fine mercato per lavorarci in prospettiva, non per buttarli dentro in situazioni molto rischiose. Infatti Belahyane ha giocato qualche spezzone, Ibra poco e Provstgaard niente.
Quindi si arriva alla partita di Bologna, con la squadra in grave difficoltà contro avversari in ben altre condizioni. Ci si arriva dopo due mesi di impegni fittissimi condotti in queste situazioni.
Baroni ha mostrato un bel calcio, coraggioso anche nelle scelte: la prima fase di EL se l'è giocata la Lazio2, con grandi risultati. Dopo si è dovuto agire per necessità e si è perso quello spirito.
La condizione è sembrata buona col Plzen, visto che abbiamo chiuso in crescendo.
I tempi brevi di recupero ci hanno consegnato al Bologna.
Adesso mettere in discussione Baroni sarebbe sbagliato, perché nei momenti difficili si possono creare guasti nello spogliatoio. L'ambiente è facilmente in armonia quando si vince, ma se si perde i musi si allungano. Questa squadra ha dei leader in campo, sicuramente Guendouzi, Zaccagni, Romagnoli, lo stesso Taty, che devono portarsi dietro i giovani più bravi, i Gila, gli Isaksen, i Rovella, i Tavares.
Il gruppo numericamente ci sarebbe ma ci sono elementi che creano un gap.
Inutile starseli a ripetere, ma ultimamente le difficoltà di Lazzari, per dirne uno, sono state evidenti. Senza metterlo in croce, ma c'è gente che al momento abbassa il livello di concentrazione e qualità.