Caro Maurizio
Sono davvero triste, so che non leggerai mai queste righe ma voglio comunque scriverle in forma intima; quell´intimitá che noi popolo di tifosi e tu allenatore abbiamo costruito affrontando le tempeste e le delusioni degli ultimi mesi.
Tu ringrazio, perché hai saputo insegnare ad un uomo di 44 anni, quale ahime son,o dei valori importanti. Se non proprio insegnarli quanto meno ricordarglieli e farglieri riemergere. Il valore del rispetto per una tifoseria, per l´essere popolare della tifoseria. In questi anni in cui in tanti ci hanno massacrato, tu hai testimonia[color=var(--input-color)]to senza retorica la Lazialitá. [/color]
IL valore dell´impegno e della dignitá. Avevi 100 ragioni per andartene, sarebbe stato un tuo diritto e nessuno di noi ti avrebbe accusato di viltá; hai scelto di restare, di tener fede alla parola data ad un popolo. Non ti sei tirato indietro.
IL valore della cultura del "lavoro". Non inteso come sistema di sfruttamento, ma come serietá e impegno dell´attivitá umana come gioco. Sei sempre stato pedagogico con il tuo gruppo; hai cercato di lavorare con chiunque e questo lo riconoscono tutti i tuoi atleti, hai riconosciuto pubblicamente l´impegno dei tuoi ragazzi nel lavorare con te. Non si tratta qua di essere bidoni o campioni ma del lavorare con tutti con dignitá.
Personalmente mi mancheranno tanto anche le tue competenze tecniche, l´organizzazione geometrica del tuo calcio, la linea difensiva, la compatezza di squadra. In questo secondo scorcio crepuscolare del tuo lavoro con noi non abbiamo pututo vedere molto di piú.
Ad oggi mi sento umanamente piú solo. Non so chi difenderá me e i miei fratelli nella Lazialitá con la stessa autorevolezza e competenza. Non so chi difenderá i nostri atleti dal tritacarne mediatico. Ammetto di aver tanta paura e di aver perso il porto sicuro cui gettare l´ancora nella tempesta.
Questo afoso 27 Maggio mi ricordá terribilmente il 31 Agosto del 2002, quando il nostro Sandro andó via e li finí il sogno della grande Lazio. Allora provavo una tristezza rabbiosa come difronte ad un tradimento (non di Sandro ma della Storia o di qualcosa che non só spiegare) adesso sento una tristezza malinconica come quella che provo ogni volta che saluto in aeroporto i miei genitori, la mia terra, il mio mare.
Io tifo solo Lazio e mi perdonerai se non proveró alcuna simpatia per l´atalanta. A me e penso a tantissimi Laziali non devi dimostrare niente, né bellezza, né risultati. Ora é la tua storia con i bergamaschi, la nostra é ahimé finita
e non resta che un mesto ma sentito
Grazie Maurizio.