tiferemo Bayern contro un nazionalismo becero che nulla ha a che vedere con il sentimento di patria che abbiamo ben piantato nel nostro cuore e che Roma, nel Risorgimento e nella Resistenza, ha sempre saputo onorare. (...) A differenza di altri che dicono di usare il tricolore per pulircisi il culo, noi cantiamo commossi l'inno d'Italia, in piedi e con la mano sul cuore. Italiani, romani, romanisti e fieri di esserlo. Povero Fotia, vittima di un crudele gioco del destino. In questi ultimi mesi chissà quante notti insonni avrà passato pensando a quando, da giovane, cantava a squarciagola "L'Internazionale"...
Adesso, per campare, è costretto a farsi paladino dell'italianità e della romanità, con la mano sul cuore quando intona l'inno di Mameli...
Dov'è la Vittoria?
Ne ho perso memoria
perchè la mia Riomma
seconda arrivò...