Che pezza sto video...

L'ho criticato molto, Mourinho, perché lo ritenevo tatticamente sopravvalutato e perché pensavo che il suo modo di comunicare non facesse che bruciare ulteriore terra intorno all'Inter.
Sul primo punto non sento di dover fare marcia indietro, anche se un noto netter, uno molto religioso, tra una birra e l'altra mi faceva notare alcuni movimenti delle punte che presuppongono studio e applicazione. Vero.
Aggiungo, a stemperare il giudizio iniziale troppo critico, che l'Inter di quest'anno, liberatasi dall'Ibracentrismo, ha anche offerto prestazioni esteticamente appaganti. Magari non sempre ma spesso.
E non si è trattato del contropiede evocato da IB.
Si è trattato di un gioco palla a terra nella maggior parte dei casi; palla che girava veloce, Sneijder (cervello della squadra) a suggerire, saltare l'uomo, dettare la sponda ai tre davanti, che intanto si scambiavano, tagliavano, aprivano spazi per i compagni di reparto e per chi veniva da dietro (l'olandese stesso, Motta, Cambiasso, Stankovic, Zanetti) o dai lati (Maicon).
Nulla di elaborato o di particolarmente avvolgente (non parliamo di assalti rugbystici con un ventaglio di 5 uomini) però parliamo di qualcosa di efficace e, ripeto, anche bello.
Sul paragone con Lippi e il catenaccio non sono d'accordo.
L'Italia di Lippi non sapeva fare altro che il catenaccio (e aggiungerei "giustamente", considerando quanto poco tempo passi un ct con la nazionale).
L'Inter di Mourinho ha scelto di rimanere bassa e chiusa in diverse occasioni (alcune volte obbligata, provate a giocare a Barcellona in inferiorità numerica per un tempo e mezzo), tuttavia, quando decideva che era il momento, sapeva salire e tenerti lì dietro, negli ultimi 25 metri, asfissiandoti, facendo girar palla destra-sinistra-destra-sinistra, in attesa del varco o della disattenzione.
Certe volte mi è sembrato di vedere un gattone giocare con un toposorcio (non c'entra nulla però toposorcio è un bel neologismo; in pratica si trucca, come con i motori, la semantica, potenziandola... Vabbe', che dicevo?).
Senza contare che Lippi a Milano, sponda Inter, ancora lo stanno ringraziando per gli scudetti e le coppe...
Ma non vorrei che questo topic(sorcio) diventasse l'ennesima faida verbale tra catenacciari-italianisti e zemaniani-hiddinkiani-vangaallisti-wengeriani-sacchiani-ecc.
E' un topic per Mou.
Che ho criticato anche perché, secondo me, a un certo punto ha sbagliato la comunicazione: rispondendo pure troppo per le rime, sfottendo, alludendo. Quando invece, sempre secondo me, avrebbe dovuto abbassare i toni, far raffreddare la giostra.
Ma ha avuto ragione lui.
Ha vinto veramente contro tutto e tutti; ha incendiato ed è passato a riscuotere; ha detto in faccia al calcio italiano "io sono il bersaglio, sono qui, anche se mi colpisci non sento niente, perché sono troppo impegnato a fare spazio in bacheca".
Vincere come ha fatto lui è roba da fantascienza, o da numeri 1.
Ha avuto contro i tre eserciti mediaticamente e politicamente più importanti d'Italia: Juve, Milan, roma.
E tutte quelle truppe di contorno, zerbinate e pronte all'estremo sacrificio: non dimentichiamo infatti gli ambientini che ha trovato l'Inter sul suo cammino (al volo Napoli, Bari, Catania, Siena, tanto pe' di'... Ah, e la partita della vita della Florentia?).
Impagabile Mou.
E' stato l'unico ad aver capito il fortissimo legame roma-media, denunciandolo, attaccandolo.
Ha parlato dei debiti e della politica da accattoni della roma.
Queste cose non dimentichiamole mai.
Mai.
Non dimentichiamo mai che ogni volta che parlava da Garbatella a Testaccio, passando per Saxa Rubra, per via Salaria (mignotte e Sky) e Montecitorio (mignotte e basta) si sentiva quel tipico pfsssssssst che si sente dal gommista.
Erano
loro.
Che si gonfiavano e stavano male, ma male.
Loro coi loro corpi verdastro-giallognoli, tesi come cadaveri gonfi di gas, inconsolabili dinanzi alla realtà, con le bocche schiumanti, le labbra livide e le lingue appena ritratte da un calamaio di bile.
Li ha fatti impazzire.
Mou, I love you.