Trovo interessante quanto affermato da Miretti della Juve: "Il salto diretto da Primavera a prima squadra può essere troppo grande. L'esperienza in Serie C ti permette di essere più pronto di quanto non lo faccia il campionato Primavera. Migliori sotto il punto di vista della malizia e dell'intensità, fattori che puoi incontrare solamente nel calcio dei grandi"..
Ora, la creazione delle squadre B non sarà la panacea a tutti i mali del calcio italiano, però può probabilmente dare una mano. Più che di tecnica, il giovane bianconero, parla infatti di intensità differente tra un campionato Primavera e uno di serie C. Ora, senza fare l'esempio della nostra povera Primavera, ma anche una partita di alta classifica di Primavera A mi lascia sempre una sensazione stile "sì, sono bravi, ma il calcio professionistico è tutt'altra cosa, ha tutt'altra velocità". E in molti casi vedi in campo giocatori di 19 anni, se non già di 20 anni.
Tra l'altro, anche dal punto di vista dell'esperienza, in serie C ti ritrovi davanti giocatori molto smaliziati (il classico giocatore rognoso di categoria) e non il "bamboccio" totalmente inesperto.
Ripeto, non sarà la soluzione definitiva, però da qualche parte bisogna in qualche modo cominciare.
P.s.: fa sorridere poi l'italiano medio che ha da ridire su Gnonto che da diciottenne gioca e segna nella squadra campione di Svizzera, mentre "uau, il fenomeno della Primavera!!!".