Citazione di: Giako77 il 08 Giu 2025, 12:08
Non so come funziona in Italia, dubito che ci siano le stesse indicazioni. Di fatto con questo metodo si tenta di riprodurre il "calcio di strada". In strada si giocava così, uno prendeva palla e cercava di andare in porta col pallone in mezzo all'asfalto driblando macchine, alberi e con i giacchetti come pali. Io ho giocato così dai 5 ai 14 anni. Al nord Europa credo non possa essere possibile per questioni climatiche. Noi abbiamo tirato a campà così per tanti anni, cambiando la società il gioco è finito. Perché le strutture sportive sono tutte private e poco accessibili per tutti e perché c'è tanta speculazione. Ora rincorrere gli altri che, come ci stai raccontando, stanno già molto avanti la vedo molto difficile.
Penso sarà una lunga agonia e non vedo molte speranze per il futuro del nostro calcio. Vedo invece che in altri sport più individuali un ottimo futuro
Allora, per rispondere un po' a tutti, io ho fatto nel 2017 il corso base ufficiale della FIGC (che dà il patentino UEFA B, e allora permette di allenare tutte le giovanili e i grandi fino ai dilettanti).
Già allora il problema principale era chiaro: nelle scuole calcio si è permesso di allenare a chiunque,
non era obbligatorio il patentino UEFA. Al contrario, se uno scarsacane qualsiasi portava uno sponsor alla scuola calcio, aveva le porte aperte.
I suddetti scarsacani non hanno competenze per definizione, per cui non le sanno insegnare, e, cosa ben più grave, come ogni buon ignorante affetto dalla sindrime di Dunning-Kruger, non sanno quanto è importante quella fase di sviluppo per i ragazzi, e si sopravvalutano, al contrario prediligendo le vittorie (gli schemi del manchester united di ferguson, diceva l'amico di IB), e favorendo i bambini più grandi, indipendentemente dalla loro tecnica.
Questa strategia può pagare per l'allenatore scarsacane di turno (migliori risultati, migliore notorietà nell'ambiente, incarichi di maggior prestigio), ma a lungo andare ci porta esattamente nella situazione tecnica in cui siamo ora,
mancano disperatamente giocatori di alto livello.
Dal punto di vista delle scuole calcio, era tutto di guadagnato, perché vogliono spendere il meno possibile (gli scarsacani con sponsor di solito si fanno pagare tramite lo sponsor), al massimo concedono un rimborso spese a nero. Al contrario, un allenatore col patentino si vuole far pagare, perché è migliore degli altri, a ragione.
Superato lo scoglio delle scuole calcio, sono usciti giocatori che non hanno gli strumenti giusti per affrontare le difficoltà (e da grandi si sono cagati in mano contro il PSG, questo lo aggiungo io), e si scontrano con il sistema procuratori-intermediari-maneggioni di cui avete parlato, oltre che alle problematiche sociali/di strutture).
Ora, questa era la situazione nel 2017, e le scuole calcio dovevano avere un tesserato responsabile tecnico in possesso di licenza UEFA (qualunque essa sia), ma ne bastava uno solo, e poteva anche non essere un allenatore (sarebbe più corretto parlar di educatore), quindi tutti gli altri potevano essere senza patentino. Da pochissimo tempo sono obbligatori i patentini UEFA per almeno un allenatore per categoria, ma solo nelle scuole calcio riconosciute (è possibile anche essere tra i club "non riconosciuti", ma con pochi malus).
Oltretutto, non c'erano indicazioni univoche da parte della federazione, sulle cose da insegnare ai bambini (come invece ha raccontato RG-Lazio), come invece accade in Francia, Germania, Spagna, Inghilterra. Queste nazioni sono oggi avanti anni luce a noi, mentre ci stanno superando col braccio fuori dal finestrino la Svizzera, l'Austria, la Svezia, la Danimarca, della Norvegia manco ne parliamo.
Quindi, considerando che la situazione è cambiata da troppo poco tempo, anche la prossima generazione di giocatori sarà di questo livello.
TL;DR: si è permesso a tizi senza patentino, e senza indicazioni univoche di formare i bambini nelle scuole calcio, per convenienza economica
scusate la lunghezza ed eventuali errori di battitura