Col titolo del topic volevo rinverdire una mia vecchia personalissima polemica.
Francamente sono arcistufo di questa pezzetta giustificatoria dietro la quale si può compiere qualsiasi nefandezza, da parte giallorossa.
Lo "sfottò" esisterebbe in condizioni di parità. Tra i tifosi che seguono realmente il calcio, infatti, ad esempio, non c'è una grossissima differenza numerica tra Laziali e romanisti.
Il brutto è che, per ogni romanista che segue seriamente la propria squadra (e che, devo dire, in fondo rispetto pure) c'è un codazzo di 157 simpatizzanti, che pensano che il pallone da calcio sia ovale, ma che si dichiarano fierissimi riommanisti dopo le vittorie della loro squadra e - cosa per me assolutamente inspiegabile - travasano fiele antilazzziale in modo smodato e fuori da qualsiasi canone di civiltà. Inspiegabile, perchè per me è umanamente incomprensibile un livore simile contro l'antagonista di un idolo di cui non sai un cavolo e di cui esalti le gesta solo ed esclusivamente ex post.
Per cui, solitamente, lo "sfottò", è la condizione in cui i romanisti sono 220 contro 1, o, addirittura, talvolta contro nessuno.
La presa per i fondelli verso il laziale o la Lazio, solitamente avviene in maniera sottilmente violenta, come una sublimazione di una società che formalmente non accetta più la generalizzazione e il razzismo e si ammanta di un politicamente corretto che soppesa col bilancino ogni parola e ogni manifestazione.
Sulla Lazio, invece, tutto è lecito. Si può perpetrare la favoletta, FASULLA E RAZZISTOIDE, del laziale di campagna, e VA TUTTO BENE. Si può tranciare con l'accetta e dire che i laziali sono tutti irrimediabilmente al 100% nazi-fasci-razzisti, e nessuno fa una grinza. In una società in cui si fanno seicentomila distinguo e specificazioni per ogni cosa.
E tutto questo a fronte della foglia di fico dello "sfottò", che è "eeehhh ce devi sta, er zzzale del calcio". Ma sale del calcio DE CHE? Solitamente sono in 23874 contro zero, in questo tipo di sfottò. Perpetrano storielle fasulle, discriminatorie... ogni volta che c'è una battutina contro la Lazio, in tv o sulla stampa, non c'è mai contraddittorio, mai.
E questa cosa del supermercato, per me, è grave, per via di quanto ho scritto fino ad ora.
Ho vissuto la città a ferro e fuoco per mesi, per uno scudetto di plastica, le forche caudine, i pupazzi con la maglia della Lazio impiccati, le galline col fiocco biancoceleste a passeggio per il centro, e miriadi di altre buff.onate, sempre, irrimediabilmente, unilaterali.
A parti invertite, non mi sarebbe per niente piaciuta, una cafonata simile, ma almeno avrebbe avuto "l'onore" di essere stata fatta in condizioni di ultra-minoranza ghettizzata. Di mossa kamikaze. Visto che uno pseudolaziale che avesse inscenato una simile buffonata in un supermercato, sarebbe stato licenziato con tanto di marchio a fuoco vitalizio in fronte.
Invece, qui, immagino 'sta spacconata, tra 52 dipendenti romanisti, di cui 53 riscopertisi improvvisamente fieri tifosi giallorossi dopo il goal di Borriello, a fronte di zero colleghi laziali. Stesse proporzioni tra i clienti del Conad in questione...
E me so stufato, tanto. Perchè non è più questione di "semplice" sport. C'è dietro una sottile ma tangibile violenza, che ormai, sta assumendo dimensioni reali...