PABLO DANIEL OSVALDO (2)

Aperto da Partido, 20 Nov 2012, 11:31

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PILØ

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Citazione di: scintilla il 20 Dic 2012, 19:52
quarti, semifinale, finale = 3 turni

a proposito di Oscarso.....
sui falsi passaporti di Fermo mi sa che hanno messo il segreto di stato...
la semifinale è andata e ritorno.

scintilla

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chuck6

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Citazione di: scintilla il 20 Dic 2012, 19:52
quarti, semifinale, finale = 3 turni

a proposito di Oscarso.....
sui falsi passaporti di Fermo mi sa che hanno messo il segreto di stato...

Semifinale è andata e ritorno!

Meranetto

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Il centravanti della nazionale italiana dice cose strane. Ora posto l'intervista.

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"A Roma non mi sento libero". Emerge un lato inaspettatamente triste e pensieroso dalla lunga intervista concessa da Pablo Daniel Osvaldo a 'Repubblica'. Come accaduto in passato a Lavezzi a Napoli, il bomber della Roma rivela di sentirsi soffocato dall'amore e dalle attenzioni dei tifosi giallorossi: "Io cerco la pace, ma ho i tifosi sotto casa, e se vado con mia figlia al ristorante non posso avere intimità. Non mi sento libero. Roma è affascinante, vorrei godermela di più. Beata Greta Garbo che riusciva a girare per New York indisturbata. Io tutta questa attenzione non la sopporto, invidio gli sconosciuti".
L'attaccante ammette poi di sentire il peso delle pressioni: "Mi sento troppo giudicato. Io gioco nella stessa maniera, non dipende dai soldi. Ma questo il tifoso non lo capisce: crede che siccome guadagni tanto, devi realizzare tanto. Ma anche con 600 euro al mese giocherei nello stesso modo".

Osvaldo parla poi del suo carattere, spesso sopra le righe: "Sono lunatico: un giorno mi sento forte, un altro scarso. Lotto, segno, reagisco. Tutto all'eccesso. Sono stato costretto a crescere, ma c'è una parte di me dentro che rifiuta l'idea. Faccio falli inutili, ma per me in quell'attimo sono giusti. Ho un carattere di merda. Mi piace essere così, ma non sono il solo a sbagliare. E mi devo difendere dalle cattiverie: un sito romano ha scritto che mia madre era morta. Allora chiamo casa, sono le quattro di mattina in Argentina, risponde mamma, mi metto a piangere. Chiedo: si può pubblicare una notizia così drammatica senza fare verifiche? Poi dicono: Osvaldo è nervoso".

Eppure a Roma è già alla seconda stagione consecutiva, cosa che non gli era mai accaduta in passato, con sei squadre cambiate in sei anni. Ma in futuro non si sa cosa potrebbe accadere: "È vero, mi piace cambiare - spiega l'attaccante - penso sempre che la felicità sia altrove".

Il periodo più difficile l'ha vissuto all'Atalanta: "Il giorno del mio ventesimo compleanno, il 12 gennaio, mi sono ritrovato a Bergamo solo in una stanza d'albergo, nel mezzo del nulla, e con fuori la neve. Non conoscevo la lingua, non c'era la mia famiglia, né i miei amici. Ero disperato, ho iniziato a piangere e non ho smesso più. A Bergamo per sentirmi meno solo dissi alla mia ragazza Ana di raggiungermi. Era incinta. Le cose non migliorarono: piangevamo in due".

L'Italia poi è diventata la sua seconda terra, tant'è che oggi indossa la maglia azzurra: "Però la mia infanzia interrotta è in Argentina, i miei amici sono lì, quella è casa mia. Sono contento della maglia azzurra e a quelli della Lega Nord che vorrebbero solo italiani doc chiedo: che senso ha? E' puro razzismo. Balotelli è nato a Palermo e parla bresciano, anche grazie all'oriundo Camoranesi gli azzurri hanno vinto il mondiale in Germania. E' sbagliato offendere qualcuno solo perché non è nato dove piace a te".

L'Argentina però gli è rimasta nel cuore: "Ci sono giorni in cui mi sento triste, vorrei essere un'altra persona, perdermi nel mondo. Ho nostalgia dell'Argentina, di Baires, di Lanus. Quando sto con i bimbi però il mondo non esiste. Imparo ad essere padre, loro mi aiutano. Chissà se un giorno riuscirò ad unire tutta la famiglia. Mi mancano, a me manca sempre qualcosa. Anche il mio paese".

Il calcio resta la sua isola felice: "Forse solo nei 90 minuti trovo un ordine, un po' di calma per la mia testa. Il calcio è la mia sosta. Io corro, fuggo non so dove. Vorrei essere un pirata, avere altre isole, ho bisogno di fantasticare. Per questo in mezzo all'area reagisco quando mi rovinano il sogno. Devo crescere sì, ma bisogna dirlo al mio inconscio".

BoyRM76

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Citazione di: Barabba Terzo il 13 Dic 2012, 02:19
Su google ci sono sue foto alla roma e al piacenza. Nelle foto del piacenza sembra una persona normale, in quelle una volta approdato alla roma sembra un ladro di cerchioni col doppio taglio e lo sguardo truce.
Mitici.

Al Piacenza? non mi risulta ci abbia giocato...al massimo ho trovato questa all'Atalanta, quando ancora sembrava una persona normale:


Drake

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Citazione di: BoyRM76 il 01 Feb 2013, 12:45
Al Piacenza? non mi risulta ci abbia giocato...al massimo ho trovato questa all'Atalanta, quando ancora sembrava una persona normale:

normale? ho visto facce più sveglie sul banco del pesce stamattina

Cialtron_Heston

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A Bergamo per sentirmi meno solo dissi alla mia ragazza Ana di raggiungermi. Era incinta. Le cose non migliorarono: piangevamo in due".

lo avrei capito se avesse fatto l'operaio nel bacino della Ruhr o nelle paludi belghe.
Ma fai il mestiere piu' bello del mondo,in Italia,di dove sei pure originario e nella civile Bergamo.
Compatisco di piu' un cameriere che emigra a Londra,se dovrebbe ammazzà in confronto a lui?
Per me è patetico.

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Tib90

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Feb 2013, 12:56
A Bergamo per sentirmi meno solo dissi alla mia ragazza Ana di raggiungermi. Era incinta. Le cose non migliorarono: piangevamo in due".

:o


Drake

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Citazione di: Cialtron_Heston il 01 Feb 2013, 12:56
A Bergamo per sentirmi meno solo dissi alla mia ragazza Ana di raggiungermi. Era incinta. Le cose non migliorarono: piangevamo in due".

lo avrei capito se avesse fatto l'operaio nel bacino della Ruhr o nelle paludi belghe.
Ma fai il mestiere piu' bello del mondo,in Italia,di dove sei pure originario e nella civile Bergamo.
Compatisco di piu' un cameriere che emigra a Londra,se dovrebbe ammazzà in confronto a lui?
Per me è patetico.

quel poraccio de MadBob allora che dovrebbe di', tutto solo in terra elvetica a respingere i pervicaci attacchi delle colleghe, ma poi c'hai la ragazza che se chiama Ana, ma de che te voi lamenta'

marcantonio

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Citazione di: Meranetto il 22 Dic 2012, 10:48
"A Roma non mi sento libero". Emerge un lato inaspettatamente triste e pensieroso dalla lunga intervista concessa da Pablo Daniel Osvaldo a 'Repubblica'. Come accaduto in passato a Lavezzi a Napoli, il bomber della Roma rivela di sentirsi soffocato dall'amore e dalle attenzioni dei tifosi giallorossi: "Io cerco la pace, ma ho i tifosi sotto casa, e se vado con mia figlia al ristorante non posso avere intimità. Non mi sento libero. Roma è affascinante, vorrei godermela di più. Beata Greta Garbo che riusciva a girare per New York indisturbata. Io tutta questa attenzione non la sopporto, invidio gli sconosciuti".
L'attaccante ammette poi di sentire il peso delle pressioni: "Mi sento troppo giudicato. Io gioco nella stessa maniera, non dipende dai soldi. Ma questo il tifoso non lo capisce: crede che siccome guadagni tanto, devi realizzare tanto. Ma anche con 600 euro al mese giocherei nello stesso modo".

Osvaldo parla poi del suo carattere, spesso sopra le righe: "Sono lunatico: un giorno mi sento forte, un altro scarso. Lotto, segno, reagisco. Tutto all'eccesso. Sono stato costretto a crescere, ma c'è una parte di me dentro che rifiuta l'idea. Faccio falli inutili, ma per me in quell'attimo sono giusti. Ho un carattere di merda. Mi piace essere così, ma non sono il solo a sbagliare. E mi devo difendere dalle cattiverie: un sito romano ha scritto che mia madre era morta. Allora chiamo casa, sono le quattro di mattina in Argentina, risponde mamma, mi metto a piangere. Chiedo: si può pubblicare una notizia così drammatica senza fare verifiche? Poi dicono: Osvaldo è nervoso".

Eppure a Roma è già alla seconda stagione consecutiva, cosa che non gli era mai accaduta in passato, con sei squadre cambiate in sei anni. Ma in futuro non si sa cosa potrebbe accadere: "È vero, mi piace cambiare - spiega l'attaccante - penso sempre che la felicità sia altrove".

Il periodo più difficile l'ha vissuto all'Atalanta: "Il giorno del mio ventesimo compleanno, il 12 gennaio, mi sono ritrovato a Bergamo solo in una stanza d'albergo, nel mezzo del nulla, e con fuori la neve. Non conoscevo la lingua, non c'era la mia famiglia, né i miei amici. Ero disperato, ho iniziato a piangere e non ho smesso più. A Bergamo per sentirmi meno solo dissi alla mia ragazza Ana di raggiungermi. Era incinta. Le cose non migliorarono: piangevamo in due".

L'Italia poi è diventata la sua seconda terra, tant'è che oggi indossa la maglia azzurra: "Però la mia infanzia interrotta è in Argentina, i miei amici sono lì, quella è casa mia. Sono contento della maglia azzurra e a quelli della Lega Nord che vorrebbero solo italiani doc chiedo: che senso ha? E' puro razzismo. Balotelli è nato a Palermo e parla bresciano, anche grazie all'oriundo Camoranesi gli azzurri hanno vinto il mondiale in Germania. E' sbagliato offendere qualcuno solo perché non è nato dove piace a te".

L'Argentina però gli è rimasta nel cuore: "Ci sono giorni in cui mi sento triste, vorrei essere un'altra persona, perdermi nel mondo. Ho nostalgia dell'Argentina, di Baires, di Lanus. Quando sto con i bimbi però il mondo non esiste. Imparo ad essere padre, loro mi aiutano. Chissà se un giorno riuscirò ad unire tutta la famiglia. Mi mancano, a me manca sempre qualcosa. Anche il mio paese".

Il calcio resta la sua isola felice: "Forse solo nei 90 minuti trovo un ordine, un po' di calma per la mia testa. Il calcio è la mia sosta. Io corro, fuggo non so dove. Vorrei essere un pirata, avere altre isole, ho bisogno di fantasticare. Per questo in mezzo all'area reagisco quando mi rovinano il sogno. Devo crescere sì, ma bisogna dirlo al mio inconscio".

Un coacervo di assurdità. Quella che ho messo in grassetto è una delle minori, ma è imbarazzante.

Ma questo ragazzo, che per me ha problemi seri (sia detto senza ironia), perché non torna nella sua Baires? Farebbe contenti tutti, e anche se stesso.

Magnopèl

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Tutto bello Osvà , poi però te la sei presanderculo e continui a farlo. Sarà questo che genera la tua voglia di fuga.

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Esprit Libre

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Citazione di: marcantonio il 01 Feb 2013, 13:28
Un coacervo di assurdità. Quella che ho messo in grassetto è una delle minori, ma è imbarazzante.

Ma questo ragazzo, che per me ha problemi seri (sia detto senza ironia), perché non torna nella sua Baires? Farebbe contenti tutti, e anche se stesso.
A Baires resisterebbe una settimana. Il problema non è nel posto dove sta, ma nella sua testa.

Alexia68

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Citazione di: Esprit Libre il 01 Feb 2013, 13:51
A Baires resisterebbe una settimana. Il problema non è nel posto dove sta, ma nella sua testa.

infatti, da come leggo sembra una di quelle persone che non sono mai felici.

marcantonio

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Citazione di: Alexia68 il 01 Feb 2013, 15:05
infatti, da come leggo sembra una di quelle persone che non sono mai felici.

Prendo la rincorsa prima che mi prendiate a sassate.  8)

Se venisse da noi, nessuno di noi sarebbe così coatto da rompergli le scatole sotto casa.  8)

Petkovic è re Mida e quel che tocca diventa oro.  8)

Abbiamo un gruppo stupendo.  8)

Io ce farei un pensierino.  8)

Dateme un po' de vantaggio... Scappo.  :fear:

JoeStrummer

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E' pronto per Udine o Parma...

Daniela

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magari se la smette di conciarsi come Jhonny Depp da meno nell'occhio :roll:

Cialtron_Heston

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Infatti,si concia in quel modo e poi si lamenta che attira attenzioni?
mvapjndcl và!

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Partido

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Che vi sembra il numero di ieri?
:) :) :)

Sempre più circo quelli..... :asrm

MadBob79

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Citazione di: Meranetto il 22 Dic 2012, 10:48
"A Roma non mi sento libero". Emerge un lato inaspettatamente triste e pensieroso dalla lunga intervista concessa da Pablo Daniel Osvaldo a 'Repubblica'. Come accaduto in passato a Lavezzi a Napoli, il bomber della Roma rivela di sentirsi soffocato dall'amore e dalle attenzioni dei tifosi giallorossi: "Io cerco la pace, ma ho i tifosi sotto casa, e se vado con mia figlia al ristorante non posso avere intimità. Non mi sento libero. Roma è affascinante, vorrei godermela di più. Beata Greta Garbo che riusciva a girare per New York indisturbata. Io tutta questa attenzione non la sopporto, invidio gli sconosciuti".
L'attaccante ammette poi di sentire il peso delle pressioni: "Mi sento troppo giudicato. Io gioco nella stessa maniera, non dipende dai soldi. Ma questo il tifoso non lo capisce: crede che siccome guadagni tanto, devi realizzare tanto. Ma anche con 600 euro al mese giocherei nello stesso modo".

Osvaldo parla poi del suo carattere, spesso sopra le righe: "Sono lunatico: un giorno mi sento forte, un altro scarso. Lotto, segno, reagisco. Tutto all'eccesso. Sono stato costretto a crescere, ma c'è una parte di me dentro che rifiuta l'idea. Faccio falli inutili, ma per me in quell'attimo sono giusti. Ho un carattere di merda. Mi piace essere così, ma non sono il solo a sbagliare. E mi devo difendere dalle cattiverie: un sito romano ha scritto che mia madre era morta. Allora chiamo casa, sono le quattro di mattina in Argentina, risponde mamma, mi metto a piangere. Chiedo: si può pubblicare una notizia così drammatica senza fare verifiche? Poi dicono: Osvaldo è nervoso".

Eppure a Roma è già alla seconda stagione consecutiva, cosa che non gli era mai accaduta in passato, con sei squadre cambiate in sei anni. Ma in futuro non si sa cosa potrebbe accadere: "È vero, mi piace cambiare - spiega l'attaccante - penso sempre che la felicità sia altrove".

Il periodo più difficile l'ha vissuto all'Atalanta: "Il giorno del mio ventesimo compleanno, il 12 gennaio, mi sono ritrovato a Bergamo solo in una stanza d'albergo, nel mezzo del nulla, e con fuori la neve. Non conoscevo la lingua, non c'era la mia famiglia, né i miei amici. Ero disperato, ho iniziato a piangere e non ho smesso più. A Bergamo per sentirmi meno solo dissi alla mia ragazza Ana di raggiungermi. Era incinta. Le cose non migliorarono: piangevamo in due".

L'Italia poi è diventata la sua seconda terra, tant'è che oggi indossa la maglia azzurra: "Però la mia infanzia interrotta è in Argentina, i miei amici sono lì, quella è casa mia. Sono contento della maglia azzurra e a quelli della Lega Nord che vorrebbero solo italiani doc chiedo: che senso ha? E' puro razzismo. Balotelli è nato a Palermo e parla bresciano, anche grazie all'oriundo Camoranesi gli azzurri hanno vinto il mondiale in Germania. E' sbagliato offendere qualcuno solo perché non è nato dove piace a te".

L'Argentina però gli è rimasta nel cuore: "Ci sono giorni in cui mi sento triste, vorrei essere un'altra persona, perdermi nel mondo. Ho nostalgia dell'Argentina, di Baires, di Lanus. Quando sto con i bimbi però il mondo non esiste. Imparo ad essere padre, loro mi aiutano. Chissà se un giorno riuscirò ad unire tutta la famiglia. Mi mancano, a me manca sempre qualcosa. Anche il mio paese".

Il calcio resta la sua isola felice: "Forse solo nei 90 minuti trovo un ordine, un po' di calma per la mia testa. Il calcio è la mia sosta. Io corro, fuggo non so dove. Vorrei essere un pirata, avere altre isole, ho bisogno di fantasticare. Per questo in mezzo all'area reagisco quando mi rovinano il sogno. Devo crescere sì, ma bisogna dirlo al mio inconscio".

Poveraaaaaaaaaaaaaa...

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