Macheda di presenze in Champions League ne ha sette.
Non c'entra un cazzo col potenziale valore di un giocatore quante presenze hanno in prima squadra o nelle coppe, c'è un enorme elenco di brasiliani pubblicizzati con le presenze in nazionale, triste chi si è fidato ed ha pagato a caro prezzo delle sòle.
Nel discorso su Isco è sfuggito che due società non hanno creduto al giocatore, il Valencia che l'ha lasciato partire per i 6 milioni di clausola ed il ManUd che fidandosi del report di un osservatore l'ha ritenuto inadatto al grande calcio, mentre altre due società hanno visto in quel giocatore un talento naturale da poter valorizzare, il Malaga che c'ha investito 6 milioni in tempi non sospetti ed il Real Madrid che lo ha acquistato quando il prezzo era ancora a buon mercato per un bilancio che non manca certo di risorse come il loro.
Fare plusvalenze e reinvestirle è la norma per la Lazio, prendere due giocatori ancora da sgrezzare programmando un percorso pluriennale è un rischio calcolato, è l'occasione che si presenta grazie al lavoro oscuro di un Ds al quale vengono riconosciuti pochi meriti e sul quale vengono riversate montagne di critiche.