Citazione di: gobbo1971 il 28 Nov 2014, 00:32
Scusami, non sono stato abbastanza chiaro, non intendevo allenatori "solo" grintosi.
Altrimenti Pasquale Bruno avrebbe avuto le credenziali per diventare un top manager. 
Per "huevos" intendevo quella somma di aspetti che si traducono in una parola più pertinente: carisma.
Quella qualità che ti porta ad essere credibile, un leader naturale, quel qualcosa che gli altri ti riconoscono e per questo motivo ripongono in te fiducia.
E non puoi paragonarmi il carisma di Ancelotti a quello di Mazzarri: Ancelotti le cose te le dice una volta sola, poi alza il sopracciglio.
E se lo alza al chiuso dello spogliatoio sono cazzi tuoi. Fidati.
Non vi fate ingannare dall'aspetto pacioso e apparentemente bonario: Ancelotti era un leader nella Roma de Farcao, nel Milan di Sacchi e, dopo aver fatto bene a Parma e non malaccio a Torino, è riuscito a tener testa per otto anni (e un bel bottino di trofei) al fanatico del bel giuoco offensivo che di allenatori ne ha segati parecchi.
Compreso quello che allena da noi adesso, e spero che anche stavolta il tizio si sia sbagliato. 
Mazzarri è stato leader in piccole squadre, non ha mai affrontato la pressione di una squadra che parte per vincere lo scudetto.
Quando ha avuto a disposizione il Napoli più forte dai tempi di Maradona, con Cavani, Lavezzi e un Hamsik che non era ancora diventato il fratello timido di se stesso, a dicembre era sistematicamente fuori dalla lotta per lo scudetto.
Simeone all'età in cui Zenga iniziava ad allenare una squadra seria o semiseria (in Romania, forse la Steaua) è arrivato a 15 secondi dal portarsi a casa la Coppa dei Campioni.
Simeone é un jefe carismatico, Zenga è uno che si perdeva le convocazioni in Nazionale per andare a trombarsi la soubrettina di turno.
Prandelli è un buon allenatore da squadra media, che se centra la zona UEFA festeggiano per mesi; se arriva a metà classifica va tutto bene; se retrocede è colpa della rosa scarsa.
Ma non è allenatore per quei 5/6 club che partono con ambizioni importanti e, soprattutto, costanti nel tempo.
Tutto giusto cio' che ho evidenziato in neretto.
Ma quel che segue e' un insieme di luoghi comuni.
Gli allenatori, come i giocatori, li devi valutare alla lunga e non per un paio di stagioni stratosferiche.
Nella carriera di un lavoratore (che sia allenatore, giocatore o qualsiasi altra cosa) possono capitare in un periodo limitato di tempo un insieme di eventi e coincidenze fortunate o sfortunate che messe insieme originano risultati negativi o positivi a prescindere dalle capacita'.
E' chiaro che alla lunga le capacita', al netto dei suddetti eventi fortuiti, vengono fuori e da li' si vede il valore.
Valutare un allenatore straordinario Simeone ed un bidone Mazzarri significa guardare alla data del novembre 2014 e dimenticare il passato.
Simeone potra' essere considerato un super allenatore (alla pari di Ancelotti) tra 4, 5, 6 anni dopo che avra' confermato l'Atletico al livello dello scorso anno e magari si confermera' in un'altra squadra.
Mazzarri, che fino a settembre era il sogno proibito del tifoso laziale e non solo, ha semplicemente fallito un anno in una piazza mangia allenatori che ha visto il delicato passaggio di consegne tra il presidente Moratti ed il nuovo arrivato Tohir e quindi immagino in una situazione societaria alquanto confusa, oltre ad avere una rosa che non potra' ambire certo allo scudetto e che dovra' accontentarsi di un piazzamento Europa League.
Se alla luce di quest'annata si vuole cancellare anche il percorso straordinario che quest'allenatore ha fatto nella sua carriera e per ultimo col Napoli che una squadra da scudetto non l'ha mai avuta, significa cancellare completamente la memoria.
Ti ricordo che gli straordinari Lavezzi e Cavani che hai citato, sono esplosi con Mazzarri e che fino ad allora i loro nomi erano da associare a semi-bidoni o perlomeno ad attaccanti senza grosso futuro.
Infine di Prandelli sostieni che non e' da grande squadra ma mi piacerebbe sapere come si fa a stabilire quando si e' da grande squadra se questa non si e' mai avuta.
Prandelli al netto di quest'anno orribilis ha sempre garantito alle sue squadre risultati che nessun altro suo successore e' riuscito a ripetere e questo vorra' pur dire qualcosa.
Era riuscito a portare stabilmente la Fiorentina per tre anni di fila in Champions League e l'ultimo anno addirittura (con merito) ai quarti di Champions con la seguente formazione: Frey, Comotto, Gobbi, Donadel, Dainelli, Gamberini, Marchionni, Zanetti, Montolivo, Vargas, Gilardino, Mutu.
Formazione che dall'anno successivo si e' semplicemente liquefatta evidenziando la pochezza dei componenti della rosa che non mi pare siano poi transitati in squadre di vertice, anzi....
Stesso straordinario rendimento (in rapporto alla qualita' della rosa) lo aveva raggiunto anni prima con il Parma, pertanto non capisco come si possa considerare Mazzari un mediocre, Prandelli allenatore da squadra di meta' classifica e Simeone un top player.
Il tempo parlera' per tutti.
E pensa un po' che oggi m'e' toccato difendere i due allenatori che piu' detesto dal punto di vista umano!