http://www.calcioblog.it/post/12241/pubblicate-le-intercettazioni-moratti-bergamo
Bergamo-Moratti, dicembre 2004.
Moratti: E' andata abbastanza bene fino adesso, non c'è stata polemica o casini...
Bergamo: Per fortuna sì, ma si può e si deve fare meglio...
Moratti: Senta, io ci tenevo ad incontrarLa...
Bergamo: Anch'io, perché ci tenevo per farLe una confidenza...
Moratti: Quando Lei aveva un minuto quando passa da Milano...
Bergamo: Lei verrà a Livorno a vedere la gara o la vedrà come?
Moratti: Non lo so, io evito sempre di venire fuori casa...
Bergamo: La settimana successiva...
Moratti: Io sono qua, io sono da quelle parti a Forte eh... sentiamoci un giorno prima del Livorno, se lei ci ha tempo, o due giorni prima...
Bergamo: Ci mancherebbe... io sono a Coverciano che riuniamo gli arbitri...
Moratti: Se vengo su, Lei mi dice ci troviamo qui o...
Bergamo-Moratti, gennaio 2005.
Bergamo: Presidente Moratti sono Bergamo..
Moratti: Volevo chiamarLa io per dirle che poi ho visto anche stò ragazzo (Bertini) che si è comportato benissimo durante la partita che poteva finire in un pestaggio ben grave...
Bergamo: Era diventata la più difficile Inter-Sampdoria, hanno lavorato bene anche gli assistenti...
Moratti: L'ho detto a loro alla fine, guardate proprio bravi, perché era già due volte... bravi a beccarli, come cazzo fate voi a beccarli... mi hanno strizzato l'occhio...
Bergamo: Vediamo di fare dieci risultati partite utili di fila, eh!
Moratti: Pensavo di chiamarLa ieri sera perché poi sono andato dal ragazzo (Bertini); dopo che sono andato dal ragazzo, che si è comportato benissimo, io pensavo poi che era domenica e riceve sempre le telefonate di chi è contento e di chi non è contento...
La partita in oggetto è dunque Inter-Sampdoria 3-2 del gennaio 2005.
Con la Samp in vantaggio per 2-0 fino al 38′ del secondo tempo, ci saranno 4 minuti di recupero e l'Inter segnerà all'88,' al 91′, e al 93′.
In un'altra intercettazione del 10 gennaio 2005, Bergamo chiedeva a Moratti quale arbitro preferisse tra Palanca e Gabriele per Bologna-Inter di Coppa Italia, e il presidente rispondeva "van bene tutti e due".
Queste le parole di Massimo Moratti riportate oggi dalla Stampa:
"E' incredibile. Di più, è ridicolo. Che tristezza, forse non si rendono conto di quello che è successo veramente. Guardi è davvero roba da matti, una cosa incredibile, glielo dico sinceramente. Il punto che va chiarito è uno soltanto: so come ci siamo sempre comportati noi dell'Inter e ho letto come invece si comportavano gli altri. E' tutto lì. La differenza è evidente, è emersa negli anni scorsi e non c'è altro da aggiungere. Che vadano pure a sbobinare tutto quello che vogliono, non c'è alcun problema. Davvero qui arriviamo a situazione ridicole. C'è il tentativo di ribaltare la verità emersa e questo non è giusto. Neppure mi ricordavo di questa conversazione prima di Bologna-Inter, ma se è come dice, mi sembra di aver dato la risposta più giusta. Ho sempre avuto rispetto del lavoro dei designatori e non mi sono mai permesso di fare qualche cosa di irregolare, qualche passo oltre il consentito. Non scherziamo. Mi creda, possono dire e fare ciò che vogliono, ma sono assolutamente tranquillo. So qual è stato il mio comportamento e quindi che non c'è alcunché da temere".
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Non ne parla nessuno, ma proprio nessuno. Un dato è certo: nessuno si sottraeva dal fare telefonate ai designatori e mi sorprende il fatto che ancora non siano uscite intercettazioni riguardanti l'altra squadra di Roma.
Citazione di: Eagle78 il 02 Apr 2010, 23:06
...
Non ne parla nessuno, ma proprio nessuno. Un dato è certo: nessuno si sottraeva dal fare telefonate ai designatori e mi sorprende il fatto che ancora non siano uscite intercettazioni riguardanti l'altra squadra di Roma.
In realtà, proprio durante Calciopoli, Pairetto confessò a Matrix che Fabio Capello, durante la sua esperienza in giallorosso, lo tempestava di telefonate per lamentarsi di arbitraggi e di designazioni.
Citazione di: Eagle78 il 02 Apr 2010, 23:06
Non ne parla nessuno, ma proprio nessuno. Un dato è certo: nessuno si sottraeva dal fare telefonate ai designatori e mi sorprende il fatto che ancora non siano uscite intercettazioni riguardanti l'altra squadra di Roma.
Ai tempi di calciopoli svariati erano i commentatori giallorozzi (ne ho sentito io personalmente più di qualcuno) che sbeffeggiando le squadre inquisite affermavano candidamente che il riomma era stata fortunata perchè le intercettazioni sono state effettuate solo per un periodo circoscritto di tempo, lasciando (neanche troppo velatamente) intendere che se avessero esteso le intercettazioni ai periodi immediatamente successivi (vedi il famoso film "un caffè con Moggi"...) sarebbero finiti inchi@ppett@ti anche loro a passo di cammello.
Moggi non era un santo, ma calcipoli non è stata alto che una finzione per operare un golpe ai vertici delle "segrete stanze del calcio", nessuno me lo toglierà MAI dall testa.
Citazione di: eaglefly1978 il 02 Apr 2010, 23:28
Ai tempi di calciopoli svariati erano i commentatori giallorozzi (ne ho sentito io personalmente più di qualcuno) che sbeffeggiando le squadre inquisite affermavano candidamente che il riomma era stata fortunata perchè le intercettazioni sono state effettuate solo per un periodo circoscritto di tempo, lasciando (neanche troppo velatamente) intendere che se avessero esteso le intercettazioni ai periodi immediatamente successivi (vedi il famoso film "un caffè con Moggi"...) sarebbero finiti inchi@ppett@ti anche loro a passo di cammello.
Moggi non era un santo, ma calcipoli non è stata alto che una finzione per operare un golpe ai vertici delle "segrete stanze del calcio", nessuno me lo toglierà MAI dall testa.
Quindi prima e dopo facevano le telefonate e non durante il periodo delle intercettazioni.
Citazione di: olandese il 02 Apr 2010, 23:44
Quindi prima e dopo facevano le telefonate e non durante il periodo delle intercettazioni.
Prima c'erano rolex, fidejussioni e altre porcate varie, seguite da un periodo di "isolamento", alla fine del quale (grazie anche alla pace sancita con Moggi) hanno ricominciato come e peggio di prima (i risultati sono sotto gli occhi di tutti da qualche anno a questa parte).
Che strana coincidenza questa: bastava far durare le intercettazioni, che ne so, tre mesi di più e finivano incaprettati, e invece...
Le cose sono 2:
o le merde hanno fatto 6000 telefonate e le hanno cancellate tutte
oppure sono stati avvertiti di usare altre linee o altre modalità di contatto dagli intercettatori stessi
in ognuno dei 2 casi ce n'è abbastanza da incriminare più di qualcuno
poi, che IN QUESTO MOMENTO escano le magagne dell'inter NON E' AFFATTO CASUALE
La fogna di partenza di questi spurghi è sempre la stessa
bravo moratti, continua a fargli i favori a questi..., "condinua, condinua" (cit)
Citazione di: WhiteBluesBrother il 02 Apr 2010, 16:19
Le cose sono 2:
o le merde hanno fatto 6000 telefonate e le hanno cancellate tutte
oppure sono stati avvertiti di usare altre linee o altre modalità di contatto dagli intercettatori stessi
in ognuno dei 2 casi ce n'è abbastanza da incriminare più di qualcuno
poi, che IN QUESTO MOMENTO escano le magagne dell'inter NON E' AFFATTO CASUALE
La fogna di partenza di questi spurghi è sempre la stessa
bravo moratti, continua a fargli i favori a questi..., "condinua, condinua" (cit)
Per risponderti in maniera inequivocabile basta leggere il corsport odierno.
Mourino si sta lamentando, giustamente, di quanto sta accadendo intorno all'Inter, leggi cosa rispondo i giornalisti trigorioti in merito, loro, i trigorioti, sono parte lesa, non si azzardi Mourino a dire che sono aiutati dagli arbitri (che poi basta guardare anche solo i bilanci tra rigori, ammonizioni, espulsioni, punizioni)......
E ancora coltivi dubbi sul perchè loro non appaiono mai? Probabilmente nessuno telefonava, le direttive le facevano leggere direttamente sui giornali..... da questo punto di vista hanno sviluppato una tecnica talmente sofisticata d'aver superato i pizzini della mafia connecttion...
Citazione di: WhiteBluesBrother il 02 Apr 2010, 16:19
poi, che IN QUESTO MOMENTO escano le magagne dell'inter NON E' AFFATTO CASUALE
La fogna di partenza di questi spurghi è sempre la stessa
bravo moratti, continua a fargli i favori a questi..., "condinua, condinua" (cit)
speriamo che stavolta lo capisca.............e comunque Balotelli in campo nelle ultime gare di campionato mi renderebbe molto ma molto piu' sereno su una conclusione positiva dello stesso (e speriamo che la pace duri.....).
Essendo matematicamente impossibile che non esistano intercettazioni tra il fu Sensi e Bergamo-Pairetto-arbitri, ed essendo la pubblicazione delle intercettazioni opera di chi vuole fare del male ad una squadra augurandosi l'affondamento giudiziario della stessa, mi chiedo:
Possibile che non esista nessuno, a parte noi, che odi la trigoriense a tal punto da prendere ste benedette telefonate e renderle finalmente pubbliche?
Eppure l'arroganza e la strafottenza di TUTTI i tifosi della rioma, dovrebbe, in un paese calcistico normale, provocare orticarie alle vie urinarie.
Possibile che sia in atto un intontimento generalizzato tale da evitare qualsiasi tipo di attacco nei confronti dei difettosi?
Ci sarà pure un laziale da qualche parte con la possibilità di affondare i denti aguzzi nel collo di coloro che l'inferno fascista vomitò nel 27.
o no?
chissà piuttosto come si parlano adesso...secondo me usano chatroulette.com
l'unico vero punto di calciopoli e' questo:
ALCUNE TELEFONATE SONO STATE PRESE, ALTRE NO...
non so se ci sia la roma l'inter o il cagliari...
la cosa grave e' che hanno preso qua' e la' per incastrare chi gli serviva...
Citazione di: rocchigol il 06 Apr 2010, 09:53
l'unico vero punto di calciopoli e' questo:
ALCUNE TELEFONATE SONO STATE PRESE, ALTRE NO...
non so se ci sia la roma l'inter o il cagliari...
la cosa grave e' che hanno preso qua' e la' per incastrare chi gli serviva...
Un utilizzo strumentale del mezzo per operare un semplice cambio della guardia nella stanza dei bottoni...è così evidente che solo i ciechi e quelli i malafede non possono/vogliono acorgersene.
Quela di Del Piero srà pure una provocazione, ma non me la sento di dargli torto se a fare la morale sono personaggi del genere...come diceva er poro nonno "er più pulito c'ha la rogna"...
Ditemi che esiste la somma speranza di coinvolgere anche i "paladini della moralità" in questo replay (anzi, rewind) di Calciopoli.
Datemi questa speranza e usciamo tutti insieme con le macchine a fare i caroselli.
Gli spetta questo, se lo meritano, glielo si deve.
vi ricordate la telefonata tra Carraro e Bergamo dopo roma-Juve, quando Bergamo diceva che l'arbitro era stato ammaestrato a fare il contrario di quello che era avvenuto (rigore per la Juve) e in cui Carraro si lamentava fortemente con Bergamo?
Ecco.....quella chiamata (al contrario di quella prima di Lazio-Brescia che prima della deposizione di tombolini - avvenuta a luglio inoltrato, dopo la prma sentenza, perché era a commentre i mondiali) è stata del tutto ignorata o comunque non considerata come fonte di indagine.
Citazione di: fish_mark il 06 Apr 2010, 11:39
Ditemi che esiste la somma speranza di coinvolgere anche i "paladini della moralità" in questo replay (anzi, rewind) di Calciopoli.
No,non te lo diciamo perchè non accadrà,così come tutti gli spifferi al riguardo sono stati sistematicamente ignorati...calciopoli è stato acchittato dalle due compagini paladine dell'onestà,una delle quali,finora,si è sempre presa la fetta grossa e ha lasciato all'altra coppe Italia e piazzamenti d' "onore"...queste intercettazioni nerazzurre invece fanno paura,si rischia un interregno merdico (almeno per "occupare" il tempo della rifondazione juvemilanista)
Citazione di: fish_mark il 06 Apr 2010, 11:39
Ditemi che esiste la somma speranza di coinvolgere anche i "paladini della moralità" in questo replay (anzi, rewind) di Calciopoli.
Datemi questa speranza e usciamo tutti insieme con le macchine a fare i caroselli.
Gli spetta questo, se lo meritano, glielo si deve.
Citazione di: eaglefly1978 il 02 Apr 2010, 23:28
Ai tempi di calciopoli svariati erano i commentatori giallorozzi (ne ho sentito io personalmente più di qualcuno) che sbeffeggiando le squadre inquisite affermavano candidamente che il riomma era stata fortunata perchè le intercettazioni sono state effettuate solo per un periodo circoscritto di tempo, lasciando (neanche troppo velatamente) intendere che se avessero esteso le intercettazioni ai periodi immediatamente successivi (vedi il famoso film "un caffè con Moggi"...) sarebbero finiti inchi@ppett@ti anche loro a passo di cammello.
Moggi non era un santo, ma calcipoli non è stata alto che una finzione per operare un golpe ai vertici delle "segrete stanze del calcio", nessuno me lo toglierà MAI dall testa.
Le bobine delle registrazioni ormai saranno seppelite in una bara di cemento in fondo al mare da anni... :evil:
nessuna sorpresa che manchino le intercettazioni dei mandanti...
Ma a nessuno viene in mente che le intercettazioni fatte in MSG EDITATO.
A NOI INVECE VIENE IN MENTE CHE QUESTE INSINUAZIONI SONO PESANTI E NON ANDREBBERO FATTE IN LUOGHI IN CUI LA RESPONSABILITA' DI CIO' CHE SI SCRIVE NON E' LA PROPRIA MA DI ALTRI...
MAGARI UNO PENSA CHE QUESTI RESPONSABILI SIANO GENTE NON MEGLIO SPECIFICATA DI CUI INFISCHIARSENE TRANQUILLAMENTE, VISTO CIO' CHE QUALCUNO RIESCE A SCRIVERE.
ERRORE. GRAVE ERRORE.
SE VOGLIAMO RICOMINCIARE CON L'EDIT E CON I PROVVEDIMENTI DI SOSPENSIONE DEGLI ACCOUNT QUESTA E' LA STRADA GIUSTA.
VEDIAMO DI REGOLARCI FIN DA SUBITO.
Mylazionet STAFF
Chiaro come il sole... ma quando si ha l'assoluto controllo di Rai, Mediaset e La7 (non sto parlando di Berlusconi, ma della asroma) per ciò che riguarda l'informazione sportiva e si è immanicati a livello politico come e meglio di al Capone a Chicago... Che vuoi che venga fuori?
Citazione di: Trippanera52 il 06 Apr 2010, 15:23
Chiaro come il sole... ma quando si ha l'assoluto controllo di Rai, Mediaset e La7 (non sto parlando di Berlusconi, ma della asroma) per ciò che riguarda l'informazione sportiva e si è immanicati a livello politico come e meglio di al Capone a Chicago... Che vuoi che venga fuori?
non dimentichi niente? E SKY dove la metti? :roll:
La risposta a tutti i nostri dubbi l'ha già data oggi il sig. Renga sul Messaggero.
Calciopoli, quattro anni fa si poteva fare piazza pulita
di Roberto Renga
ROMA (6 aprile) - Moratti si offende se qualcuno tira in ballo l'Inter in questa nuova fase di Calciopoli, ma che ci possiamo fare? Se vuole, mettiamo da parte la sua società e parliamo delle altre, però il quadro generale non cambia: quasi tutti facevano quasi tutto. A parte qualche eccezione, vedi la Roma, che mai una parte ha recitato in questa brutta commedia. Per il resto, che tristezza. Alcune conclusioni:
1) i carabinieri guidati dall'ufficiale Auricchio hanno lavorato con impegno, hanno perso notti e giorni dietro dirigenti, arbitri, ballerine e segretarie.
2) Gli stessi carabinieri, arrivati a un certo punto e convinti di aver centrato il bersaglio, hanno tirato i remi in barca: centrotrentamila telefonate intercettate forse non sono mai state ascoltate. Di sicuro non sono state messe per iscritto.
3) I nostri segugi si sono arresi per stanchezza o perché sicuri di aver raggiunto la meta? Nel primo caso, siamo portati al perdono: c'è un limite alla sopportazione, oltre il quale non si può andare; nel secondo caso, non ci sarebbe giustificazione.
4) E' perlomeno singolare che della trascrizione del materiale lasciato in soffitta si debbano occupare gli avvocati di parte.
5) I processi sportivi, aperti e chiusi in tutta fretta, si devono per forza considerare incompleti.
6) Stesso discorso per il processo di Napoli: le indagini sono state parziali.
7) Luciano Moggi dice: tutti colpevoli o tutti innocenti. Noi diciamo: colpevole l'intero sistema. Non si dovevano accettare due designatori; i due non dovevano tenere rapporti con chiunque avesse una particina nel nostro calcio; i due non dovevano genuflettersi davanti ai potenti, chiedendone l'aiuto.
8) Il primo marzo del 2011 Luciano Moggi sarà libero di svolgere il suo lavoro: undici mesi e ci siamo. Ciò che sta succedendo in questi giorni gli toglie le leadership: era uno dei tanti.
9) Questo era il quadro: Milan con le sue televisioni e i suoi giornali; l'Inter con i telefoni e il potere economico di Moratti; la Juve con la triade e i dodici milioni di tifosi. Le altre a cercare briciole. Le prime tre si dividevano il regno, ognuna attaccando e difendendosi.
10) E dopo un'incompleta Calciopoli, qual é la situazione? Juve alle corde; Milan e Inter a litigare, come ci aveva fatto sapere Mourinho.
Quattro anni fa si poteva fare piazza pulita, invece hanno pagato solo alcuni protagonisti, i più noti, quelli la cui colpevolezza è stata cercata, trovata, provata. Gli altri sono tra noi. Li intervistiamo, li stiamo a sentire come oracoli o insegnanti di galateo sportivo. Noi ingenui e stupidi. Moratti, unendo la nuova fase di Calciopoli alla stramba richiesta di Vieri, lascia intendere che sia tutto frutto di un regista il cui scopo sarebbe evidente: inguaiare l'Inter alla vigilia di partite decisive, per la Champions e per il campionato.
Noi crediamo piuttosto che, considerata la mole delle telefonate figlie del peccato, solo adesso e faticosamente si sia arrivati a capirne qualcosa di più. Ciò che è stato non si può cancellare e la prescrizione salva il salvabile. Ma le mani rimangono sporche e anche il pallone é pieno di fango.
Hai ragione... c'è soprattutto SKY, la fonte primaria di propaganda e di finanziamento delle mmerde.
Citazione di: zorba il 06 Apr 2010, 15:45
Calciopoli, quattro anni fa si poteva fare piazza pulita
di Roberto Renga
...
certa gente non conosce vergogna e si commenta da sola...
Citazione di: eaglefly1978 il 06 Apr 2010, 16:21
certa gente non conosce vergogna e si commenta da sola...
Uno dei tanti che voleva fare le cose in fretta perche c` era il campionato dell`mondo.... e un campionato di serieA da disputare.
Qualcuno potrebbe mandargli gli estratti delle conversazioni in cui si parlava di roma-juve, oppure le affermazioni di Bergamo che diceva che Sensi lo chiamava spesso.
Ma tanto non sa' legge.
Citazione di: Tarallo il 06 Apr 2010, 16:26
Qualcuno potrebbe mandargli gli estratti delle conversazioni in cui si parlava di roma-juve, oppure le affermazioni di Bergamo che diceva che Sensi lo chiamava spesso.
Ma tanto non sa' legge.
A che servono? Tanto è gente che ancora oggi sostiene la buonafede del fu Franco Sensi nel REGALARE dei ROLEX a CIASCUN arbitro di serie A e nel farsi accordare una fidejussione FALSA e TARDIVA per l'iscrizione al campionato.
Citazione di: zorba il 06 Apr 2010, 15:45
La risposta a tutti i nostri dubbi l'ha già data oggi il sig. Renga sul Messaggero.
Calciopoli, quattro anni fa si poteva fare piazza pulita
di Roberto Renga
ROMA (6 aprile) - Moratti si offende se qualcuno tira in ballo l'Inter in questa nuova fase di Calciopoli, ma che ci possiamo fare? Se vuole, mettiamo da parte la sua società e parliamo delle altre, però il quadro generale non cambia: quasi tutti facevano quasi tutto. A parte qualche eccezione, vedi la Roma, che mai una parte ha recitato in questa brutta commedia. Per il resto, che tristezza. Alcune conclusioni:
1) i carabinieri guidati dall'ufficiale Auricchio hanno lavorato con impegno, hanno perso notti e giorni dietro dirigenti, arbitri, ballerine e segretarie.
2) Gli stessi carabinieri, arrivati a un certo punto e convinti di aver centrato il bersaglio, hanno tirato i remi in barca: centrotrentamila telefonate intercettate forse non sono mai state ascoltate. Di sicuro non sono state messe per iscritto.
3) I nostri segugi si sono arresi per stanchezza o perché sicuri di aver raggiunto la meta? Nel primo caso, siamo portati al perdono: c'è un limite alla sopportazione, oltre il quale non si può andare; nel secondo caso, non ci sarebbe giustificazione.
4) E' perlomeno singolare che della trascrizione del materiale lasciato in soffitta si debbano occupare gli avvocati di parte.
5) I processi sportivi, aperti e chiusi in tutta fretta, si devono per forza considerare incompleti.
6) Stesso discorso per il processo di Napoli: le indagini sono state parziali.
7) Luciano Moggi dice: tutti colpevoli o tutti innocenti. Noi diciamo: colpevole l'intero sistema. Non si dovevano accettare due designatori; i due non dovevano tenere rapporti con chiunque avesse una particina nel nostro calcio; i due non dovevano genuflettersi davanti ai potenti, chiedendone l'aiuto.
8) Il primo marzo del 2011 Luciano Moggi sarà libero di svolgere il suo lavoro: undici mesi e ci siamo. Ciò che sta succedendo in questi giorni gli toglie le leadership: era uno dei tanti.
9) Questo era il quadro: Milan con le sue televisioni e i suoi giornali; l'Inter con i telefoni e il potere economico di Moratti; la Juve con la triade e i dodici milioni di tifosi. Le altre a cercare briciole. Le prime tre si dividevano il regno, ognuna attaccando e difendendosi.
10) E dopo un'incompleta Calciopoli, qual é la situazione? Juve alle corde; Milan e Inter a litigare, come ci aveva fatto sapere Mourinho.
Quattro anni fa si poteva fare piazza pulita, invece hanno pagato solo alcuni protagonisti, i più noti, quelli la cui colpevolezza è stata cercata, trovata, provata. Gli altri sono tra noi. Li intervistiamo, li stiamo a sentire come oracoli o insegnanti di galateo sportivo. Noi ingenui e stupidi. Moratti, unendo la nuova fase di Calciopoli alla stramba richiesta di Vieri, lascia intendere che sia tutto frutto di un regista il cui scopo sarebbe evidente: inguaiare l'Inter alla vigilia di partite decisive, per la Champions e per il campionato.
Noi crediamo piuttosto che, considerata la mole delle telefonate figlie del peccato, solo adesso e faticosamente si sia arrivati a capirne qualcosa di più. Ciò che è stato non si può cancellare e la prescrizione salva il salvabile. Ma le mani rimangono sporche e anche il pallone é pieno di fango.
Ma è vero sto coso? Sicuri che non l'ha scritto Cosmo!?!?!
Citazione di: Kebab il 06 Apr 2010, 16:52
Ma è vero sto coso? Sicuri che non l'ha scritto Cosmo!?!?!
Stavolta non c'entro nulla, rr è insuperabile. Ma forse è a conoscenza di qualcosa e mette le mani avanti.
Citazione di: zorba il 06 Apr 2010, 15:45
La risposta a tutti i nostri dubbi l'ha già data oggi il sig. Renga sul Messaggero.
Calciopoli, quattro anni fa si poteva fare piazza pulita
di Roberto Renga
ROMA (6 aprile) - Moratti si offende se qualcuno tira in ballo l'Inter in questa nuova fase di Calciopoli, ma che ci possiamo fare? Se vuole, mettiamo da parte la sua società e parliamo delle altre, però il quadro generale non cambia: quasi tutti facevano quasi tutto. A parte qualche eccezione, vedi la Roma, che mai una parte ha recitato in questa brutta commedia. Per il resto, che tristezza[/size].
Tipico ed evidente caso di "excusatio non petita......"?!? :twisted: :twisted: :twisted:
(Il Fatto Quotidiano 07.04.2010)
CALCIOPOLI
PALAZZI DI VETRO
Il procuratore federale della Figc apre un fascicolo E in attesa dell'udienza a Napoli, nuovi veleni
Alla fine, dopo un concilabolo con Giancarlo Abete nella sede della Federcalcio, Stefano Palazzi, procuratore federale, ha deciso di aprire un fascicolo (ma non ancora un'inchiesta) sulle nuove rivelazioni che Calciopoli sembra ancora portare con sé. Il comunicato (sofferto) stilato dalla Federcalcio è arrivato nel tardo pomeriggio e tra mille prudenze, ratifica un'attenzione da parte della Figc (parte lesa nel processo napoletano) verso i materiali che la difesa di Moggi sta producendo, file che trovano generosa ospitalità sui siti dei principali quotidiani italiani. Abete (si è espresso molte volte in questo senso) valuta come "incontrovertibili" le prove emerse a carico della dirigenza juventina fino ad ora, ma in questo frangente, negare la possibilità di argomentare, drenerebbe sospetti di parzialità che il gran capo del pallone italiano a poco più due mesi dai mondiali non ha nessuna intenzione di avallare. Per ora, in attesa del giorno disegnato come "fondamentale", il fascicolo di Palazzi contiene gli articoli che in questi giorni riempiono le pagine dei principali quotidiani italiani. Nei sogni di Luciano Moggi, la data chiave è comunque quella del 13 aprile. Il giorno in cui, per usare le parole di uno dei suoi legali, Paolo Trofino, (cui spetterà il controesame dell'allora maggiore, oggi tenente colonnello dei carabinieri Auricchio) altre telefonate verranno portate all'attenzione della corte penale presieduta da Teresa Casoria. L'obbiettivo (ardito) è quello di sostenere che "Calciopoli non sia mai esistita". "Di intercettazioni ne usciranno sicuramente altre, anche con altri presidenti di squadre prestigiose" argomenta Trofino. Quindi, tra le 15.000 telefonate ancora da esaminare, un prevedibile calderone in cui lavorare di cesello per dimostrare come così "facessero tutti", ci saranno "sorprese" in grado di cambiare il corso degli eventi. Una verità che Luciano Moggi ha fatto filtrare negli ultimi anni dalle colonne del quotidiano Libero e che sembra acquisire, complice l'oblìo, nuovi inattesi sostenitori. Così, prevedibilmente, il 13 non sarà un giorno fortunato per Galliani, Moratti e per altri protagonisti a stretto contatto con i designatori. All'epoca del processo sportivo, l'avvocato Zaccone della Juventus sostenne che la società accettava serenamente la retrocessione in serie B. Qualcosa deve essere cambiato, se molti degli arbitri coinvolti in Calciopoli sono tornati a integrare il sistema e il clima corrente ravviva la memoria e spinge a dichiarazioni sorprendenti. Cesare Ruperto, presidente emerito della Corte Costituzionale che, da capo della commissione di Appello federale della Figc su Calciopoli emise la prima sentenza, prende la parola e all'Ansa delinea scenari fitti di ombre. Sullo scudetto assegnato da Guido Rossi dello scudetto 2005-2006, la posizione di Ruperto è chiara. "Andatevi a rileggere la mia sentenza: Non assegnazione del titolo". Gioco, partita, incontro. Anche se non si capisce bene, per chi stia fischiando la bufera. (M.P.)
negare sempre anche di fronte all'evidenza e insabbiare il prima possibile,poi articoli a gogò degli amici giornalisti e se non basta piangere e mostrarsi parte lesa, sono 83 anni che campano in questo modo, reclutando soldati nel centro-sud Italia pronti ad immolarsi nel nome della "romanità acquisita"
che schifo!
Iscritti al campionato con una fidejussione FALSA, voglio vedere se lo avrebbero consentito in qualsiasi altra parte del mondo. E hanno pure la faccia (e ne avrenno convinto anche lettori di giornali e ascoltatori di tg e aradio) che loro erano la parte lesa. Ma vi rendete conto di quanto potere mediatico e politico hanno questi?
Ricordo le parole di Sconcerti (che sarà pure odioso ma che dice sempre quello che pensa senza peli sulla lingua) dire, in riferimento ad una domanda su cosa sarebbe successo con mancata consegna della lista Polverini nel Lazio, queste parole: "Che succederà? Che la lista non si presenterà alle elezioni, perchè ci sono delle leggi che vanno fatte rispettare, e devono essere rispettate da tutti...tranne che dalla Roma che si è riuscita ad iscrivere ad un campionato qualche anno fa presentando una fidejussione falsa"
Adesso escono nuove telefonate di Moratti, mentre quelle di Sensi con Bergamo, e di Carraro pro me.rde, che sono pubbliche dall'inizio di calciopoli, e pubblicate da tutti i giornali e tutti i siti, non sono rilevanti., mah!!!!!!!!!
http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1 (http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1)
Citazione di: olandese il 07 Apr 2010, 13:51
http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1 (http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1)
Pazzesco.
Tutto sepolto,sparito,archiviato.
Da leggere e tenere in mente,da evidenziare ad ogni sospiro di vento.
ma che state a di' , ohh!!!
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Tifosi Roma 'A noi lo scudetto del 2006'
12:54 del 07 aprile
'Alla Roma lo scudetto del 2006'. Lo dicono i tifosi giallorossi tramite le radio ed i siti internet.
Alla luce del recente coinvolgimento dell'Inter in Calciopoli, la provocazione ci può stare. Infatti, al momento, non risultano agli atti comportamenti immorali dei dirigenti della Roma, che nella stagione incriminata terminò quinta in campionato. Sopra di lei arrivarono - oltre all'Inter - Juventus, Milan e Fiorentina: tutte penalizzate dalla giustizia sportiva. 'L'Inter parlava con i designatori - spiegano i romanisti -, la Roma no. Quindi quello scudetto spetta a noi'. Fino ad intercettazioni contrarie.
_________________________
pòre bestie
Le cose sono 2
o le intercettazioni merdesche sono state TUTTE cancellate per ordine superiore
oppure villa pacelli ERA STATA AVVERTITA di utilizzare altre linee o altre modalità al riparo da orecchie indiscrete
bagiamo le mani a voscenza
se poi dovesse uscire qualcosa, cosa che non credo, ma forse qualche morchia è rimasta attaccata qui e là, allora verrà sminuita con capriole e acrobazie pennivendole nelle quali il sopracitato Sommo Maestro della Propaganda ci strapperà l'ennesima standing ovation per essere riuscito a dimostrare che al polo fa l'afa, nel Gabon ci sono i pinguini e trygorya è parte lesa.
(Mi sembra di capire che proviene da Calciomercato.com questa notizia)
Ma i Laziali cosa dicono tramite le radio e i siti internet? c`e lo danno un po di spazio?
asroma poep
Citazione di: WhiteBluesBrother il 07 Apr 2010, 14:39
oppure villa pacelli ERA STATA AVVERTITA di utilizzare altre linee o altre modalità al riparo da orecchie indiscrete
bagiamo le mani a voscenza
Con una tale moltitudine di organi di (DIS)informazione così asservita non avevano/hanno neanche bisogno di esporsi direttamente... :roll:
Citazione di: olandese il 07 Apr 2010, 13:51
http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1 (http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1)
Ha indagato il PM Palamara...
:lol:
Citazione di: olandese il 07 Apr 2010, 13:51
http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1 (http://www.ju29ro.com/archivi/articoli/altri-scandali/34-roma-il-caso-bergamo-sensi.html?showall=1)
Non mi funziona il link quotato, quindi non sò se è lo stesso.
Io metto questo.
http://forum.giulemanidallajuve.com/forum/index.php?showtopic=86
So' parte lesa...............
Citazione di: ML il 07 Apr 2010, 22:51
So' parte lesa...............
no la as riomma è solo ed esclusivamente
MMMERDAAAAA
Citazione di: ML il 07 Apr 2010, 22:51
So' parte lesa...............
(CEREBRO)lesa
Citazione di: jp1900 il 07 Apr 2010, 19:25
Ha indagato il PM Palamara...
:lol:
Ma chi quello che il giorno di Parma-Inter e Catania-merde era a casa di ++++++++ con Amendola e company a vedere la partita? Strano che abbia archiviato tutto,
CitazioneCosi' il presidente dell'Associazione nazionale magistrati...
Era presidente anche prima di calciopoli?
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Giustizia-Palamara-Anm-sconcerta-aggressione-quotidiana-premier-a-toghe_160886950.html (http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Giustizia-Palamara-Anm-sconcerta-aggressione-quotidiana-premier-a-toghe_160886950.html)
Citazione di: olandese il 08 Apr 2010, 09:53
Era presidente anche prima di calciopoli?
http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Giustizia-Palamara-Anm-sconcerta-aggressione-quotidiana-premier-a-toghe_160886950.html (http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Giustizia-Palamara-Anm-sconcerta-aggressione-quotidiana-premier-a-toghe_160886950.html)
Ci è diventato dopo, comunque gli ha parato il culo per svariati anni.
Interessante telefonata in diretta di Paolo Bergamo a Radio Radio fino a pochi minuti fa.
Nei prossimi giorni verranno sicuramente pubblicati nuovi testi di intercettazioni che si preannunciano molto interessanti (lo stesso Bergamo ha ammesso di aver parlato praticamente con i rappresentanti di tutte le società di serie A del periodo in cui svolgeva il ruolo di designatore e, tra questi, il suo conterraneo mister Spalletti, alias il mago di Certaldo.....).
Per chi volesse riascoltare l'intervento di Bergamo, si può sempre ricorrere ai podcast di Radio Radio.
Citazione di: calimero il 08 Apr 2010, 16:19
Ci è diventato dopo, comunque gli ha parato il culo per svariati anni.
Era quello che volevo capire. Un` altro che ha fatto carriera facendo un lavoro da principianti.
Salve a tutti: ecco un'intervista abbastanza interessante in materia che è uscita il 7 aprile sul fascicolo sportivo di Resto del Carlino e la Nazione. Le telefonate di Pradè ci sono, evidentemente, anche se il giornalista non entra nel merito...
L'intervista Il perito Nicola Penta e le intercettazioni ignorate
«Anche il processo sportivo avrebbe avuto un esito diverso con l'uso di queste telefonate» di Paolo Franci
Roma
NICOLA PENTA è il consulente per la parte sportiva dei legali di Luciano Moggi. E' lui l'uomo che ascolta le decine di migliaia di nuove intercettazioni di Calciopoli, scegliendo quelle utili al castello difensivo dell'ex dg juventino.
In cosa consiste il suo lavoro?
«Ascolto le intercettazioni riscontrandole con i fatti attraverso le immagini televisive e i dati delle partite sotto processo a Napoli».
La gente si chiede perchè le nuove conversazioni non siano state prese in considerazione nell'estate del 2006. Se fossero uscite allora...
«E' chiaro che se nelle trascrizioni trasmesse dalla procura di Napoli a quella della Figc vi fossero state anche queste telefonate, la mia opinione è che il processo sportivo si sarebbe concluso diversamente. Bergamo ha sempre detto che parlava con tutti, ma lo hanno ritenuto un bugiardo. E invece il nostro lavoro sta dimostrando che diceva la verità».
Perché state rendendo pubbliche le nuove conversazioni soltanto in questi giorni?
«Non perché vi fossero vincoli, ma perchè aspettavamo che al processo di Napoli testimoniasse il colonnello Auricchio (all'epoca di Calciopoli maggiore e a capo delle indagini, ndr). Lui ha dichiarato che non c'erano telefonate con altri dirigenti, un fatto confermato anche dai pm».
Eppure queste intercettazioni ci sono. E allora?
«L'oggetto dell'indagine era Luciano Moggi, la Juve, l'arbitro De Santis e gli altri indagati. Le circa 120mila telefonate, a mio parere non sono state ascoltate dai carabinieri perché l'indagine non era sul mondo del calcio ma su alcuni soggetti. Se non fosse stato così avrebbero dovuto intercettare tutti».
Un'opera di scrematura dunque.
«E' stato effettuato l'incrocio solo sui numeri di telefono degli indagati, soltanto tra loro. E' per questo che le telefonate di Moratti, Facchetti, Cellino ad esempio, non sono nell'indagine. E ce ne sono altri».
Ad esempio?
«Anche Pradè parla con Bergamo, Spalletti quando era all'Udinese. Ma lo ripeto, era consuetudine per molti».
Si è fatto una sua idea su quel periodo ascoltando migliaia di telefonate?
«Sì. La mia idea è che tutti i dirigenti cercavano di difendere la propria società, pensando che c'era qualcun altro che poteva arrivare dove loro non arrivavano. Una sorta di corto circuito. Da quello che sto ascoltando era consuetudine parlare con i designatori e quello che sta emergendo contribuisce a fare chiarezza su un modus operandi, non un "sistema", molto diffuso. Non solo di Moggi e degli altri finiti a processo».
Le famose 170mila intercettazioni dove sono?
«Abbiamo un hard disk eppoi ci sono circa cinquanta cd. Consideri che ognuno di questi contiene circa 3mila intercettazioni».
E sono tutte conversazioni?
«No, circa un terzo sono contatti che non sono andati a buon fine, tra cadute di linea, mancate risposte. Quelle buone sono circa 120mila».
Le ascolterà tutte?
«No. Una volta raggiunti i nostri obiettivi processuali mi fermerò e ormai siamo in dirittura d'arrivo. Finora ne ho ascoltate circa 40mila».
Emergono incongruenze?
«Gliene dico una. Alla Juve vengono contestate 25 ammonizioni 'dolose' a giocatori avversari in diffida e poi squalificati prima di affrontarla. Di quelle 25, dieci vengono comminate da arbitri che non sono finiti sotto inchiesta. Delle due l'una: o bisognava indagare quegli arbitri o quelle dieci ammonizioni sono normali».
Come funziona la sua ricerca? Inserisce ad esempio il nome di Moratti e viene fuori la lista delle telefonate?
«No. Usiamo i numeri di telefono, ma solo quelli degli indagati. Se inserisco quello di Moratti non esce niente. Diversamente, se metto il numero di Bergamo con i riferimenti di altri interlocutori possibili che non fanno parte dell'indagine, come Moratti ad esempio, esce una lista».
E' come se fosse una sorta di Google delle intercettazioni.
«Esatto, il problema è che non puoi scegliere il link ma ascoltare ogni telefonata. E non sono tutte 'piene'. Delle dieci che ascolto, sette magari non sono andate a buon fine».
Come avete fatto a procurarvi le intercettazioni?
«Si acquistano».
Quanto costa un cd?
«Tra i 400 e i 500 euro».
Un meccanismo costoso.
«Sì, una persona poco abbiente avrebbe certamente meno possibilità di difendersi».
Citazione di: almostblue il 08 Apr 2010, 16:54
Salve a tutti: ecco un'intervista abbastanza interessante in materia che è uscita il 7 aprile sul fascicolo sportivo di Resto del Carlino e la Nazione. Le telefonate di Pradè ci sono, evidentemente, anche se il giornalista non entra nel merito...
L'intervista Il perito Nicola Penta e le intercettazioni ignorate
«Anche il processo sportivo avrebbe avuto un esito diverso con l'uso di queste telefonate» di Paolo Franci
Roma
NICOLA PENTA è il consulente per la parte sportiva dei legali di Luciano Moggi. E' lui l'uomo che ascolta le decine di migliaia di nuove intercettazioni di Calciopoli, scegliendo quelle utili al castello difensivo dell'ex dg juventino.In cosa consiste il suo lavoro?
«Ascolto le intercettazioni riscontrandole con i fatti attraverso le immagini televisive e i dati delle partite sotto processo a Napoli».
La gente si chiede perchè le nuove conversazioni non siano state prese in considerazione nell'estate del 2006. Se fossero uscite allora...
«E' chiaro che se nelle trascrizioni trasmesse dalla procura di Napoli a quella della Figc vi fossero state anche queste telefonate, la mia opinione è che il processo sportivo si sarebbe concluso diversamente. Bergamo ha sempre detto che parlava con tutti, ma lo hanno ritenuto un bugiardo. E invece il nostro lavoro sta dimostrando che diceva la verità».
Perché state rendendo pubbliche le nuove conversazioni soltanto in questi giorni?
«Non perché vi fossero vincoli, ma perchè aspettavamo che al processo di Napoli testimoniasse il colonnello Auricchio (all'epoca di Calciopoli maggiore e a capo delle indagini, ndr). Lui ha dichiarato che non c'erano telefonate con altri dirigenti, un fatto confermato anche dai pm».
Eppure queste intercettazioni ci sono. E allora?
«L'oggetto dell'indagine era Luciano Moggi, la Juve, l'arbitro De Santis e gli altri indagati. Le circa 120mila telefonate, a mio parere non sono state ascoltate dai carabinieri perché l'indagine non era sul mondo del calcio ma su alcuni soggetti. Se non fosse stato così avrebbero dovuto intercettare tutti».
Un'opera di scrematura dunque.
«E' stato effettuato l'incrocio solo sui numeri di telefono degli indagati, soltanto tra loro. E' per questo che le telefonate di Moratti, Facchetti, Cellino ad esempio, non sono nell'indagine. E ce ne sono altri».
Ad esempio?
«Anche Pradè parla con Bergamo, Spalletti quando era all'Udinese. Ma lo ripeto, era consuetudine per molti».
Si è fatto una sua idea su quel periodo ascoltando migliaia di telefonate?
«Sì. La mia idea è che tutti i dirigenti cercavano di difendere la propria società, pensando che c'era qualcun altro che poteva arrivare dove loro non arrivavano. Una sorta di corto circuito. Da quello che sto ascoltando era consuetudine parlare con i designatori e quello che sta emergendo contribuisce a fare chiarezza su un modus operandi, non un "sistema", molto diffuso. Non solo di Moggi e degli altri finiti a processo».
Le famose 170mila intercettazioni dove sono?
«Abbiamo un hard disk eppoi ci sono circa cinquanta cd. Consideri che ognuno di questi contiene circa 3mila intercettazioni».
E sono tutte conversazioni?
«No, circa un terzo sono contatti che non sono andati a buon fine, tra cadute di linea, mancate risposte. Quelle buone sono circa 120mila».
Le ascolterà tutte?
«No. Una volta raggiunti i nostri obiettivi processuali mi fermerò e ormai siamo in dirittura d'arrivo. Finora ne ho ascoltate circa 40mila».Emergono incongruenze?
«Gliene dico una. Alla Juve vengono contestate 25 ammonizioni 'dolose' a giocatori avversari in diffida e poi squalificati prima di affrontarla. Di quelle 25, dieci vengono comminate da arbitri che non sono finiti sotto inchiesta. Delle due l'una: o bisognava indagare quegli arbitri o quelle dieci ammonizioni sono normali».
Come funziona la sua ricerca? Inserisce ad esempio il nome di Moratti e viene fuori la lista delle telefonate?
«No. Usiamo i numeri di telefono, ma solo quelli degli indagati. Se inserisco quello di Moratti non esce niente. Diversamente, se metto il numero di Bergamo con i riferimenti di altri interlocutori possibili che non fanno parte dell'indagine, come Moratti ad esempio, esce una lista».
E' come se fosse una sorta di Google delle intercettazioni.
«Esatto, il problema è che non puoi scegliere il link ma ascoltare ogni telefonata. E non sono tutte 'piene'. Delle dieci che ascolto, sette magari non sono andate a buon fine».
Come avete fatto a procurarvi le intercettazioni?
«Si acquistano».
Quanto costa un cd?
«Tra i 400 e i 500 euro».
Un meccanismo costoso.
«Sì, una persona poco abbiente avrebbe certamente meno possibilità di difendersi».
Quindi sarà di nuovo un'indagine parziale con il pericolo che anche stavolta le m.erde dribbleranno la punzione che meritano.
Non credo infatti che Moggi abbia interesse a coinvolgere anche i dirigenti riommici, anche per motivi semplicemente famigliari.
anche spalletti parlava con bergamo...articolo su yahoo...ora cercano di farla passare come parte lesa prendendo di mira spalletti...che merde
Citazione di: vagabond il 08 Apr 2010, 20:15
anche spalletti parlava con bergamo...articolo su yahoo...ora cercano di farla passare come parte lesa prendendo di mira spalletti...che merde
Lo Spalletti Luciano da Certaldo è stato intercettato all'epoca in cui era allenatore dell'Udinese.
Non è uno scherzo.
Arrivato a Trigoria, si è pentito.
Anzi, gli hanno chiesto di pentirsi prima di fargli il contratto, come recita la postilla a pagina 24 del contratto stesso.
:x
(e comuqnue, la cosa pazzesca è che coi designatori parlavano tutti - ma proprio tutti.
Tranne noi. Che però siamo stati penalizzati.
E nessuno, tra i giornalisti, che sottolinei questo, perché ormai è passato il concetto del "grumo di potere" originario - sostanzialmente a motivo delle telefonate FATTE - e non ricevute - da quel bischero di Mazzini.
Che schifo)
Citazione di: aaronwinter il 09 Apr 2010, 08:42
Lo Spalletti Luciano da Certaldo è stato intercettato all'epoca in cui era allenatore dell'Udinese.
Non è uno scherzo.
Arrivato a Trigoria, si è pentito.
Anzi, gli hanno chiesto di pentirsi prima di fargli il contratto, come recita la postilla a pagina 24 del contratto stesso.
arrivato a Trigoria non c'era più bisogno che contattasse i designatori ....
http://www.repubblica.it/speciale/2006/dossier_calcio/ (http://www.repubblica.it/speciale/2006/dossier_calcio/)
Ma come mai sulla prima pagina di repubblica.it non leggo nulla sulle intercettazioni di Spalletti?
Se i cattivi usavano SIM svizzere i riomisti quali usavano?
Bergamo parte lesa anche lui?
Citazione di: olandese il 09 Apr 2010, 10:46
Ma come mai sulla prima pagina di repubblica.it non leggo nulla sulle intercettazioni di Spalletti?
Se i cattivi usavano SIM svizzere i riomisti quali usavano?
Bergamo parte lesa anche lui?
La cosa simpatica sarebbe se ,tramite qualche foro nella tessitura di protezione uscisse uno spiffero,che so,un sospiro,che riguardi la roma.Immagino che comincerebbe il valzer della "roma parte lesa",che potrebbe portare ad un vero e proprio effetto domino.Insomma,alla fin dei conti sono convinto che per parare loro diventeremmo tutti parte lesa.
(Il Fatto Quotidiano 10.04.2010)
MARCO TARDELLI
NON CI PROVATE
Calciopoli, Moggi e l'ex bandiera della Juventus: "Tentano la restaurazione, lo scandalo c'era"
Marco non ha smesso di urlare. Dalle susine della lucchesia negli anni '60: "Le rubavo dall'albero del vicino" al Bernabeu, vent'anni dopo: "Dopo aver vinto il Mondiale, sembrava possedessi un alone. Tutti a dirmi 'prego signor Tardelli, passi pure avanti'. Andavo alla posta, volevo essere come tutti gli altri e mi facevano sentire un marziano". Donne, coraggio, figli, fratelli antitetici: uno seminarista, l'altro di Lotta Continua. E poi vittorie e insofferenza alle regole: "Avevo i capelli lunghi, le collanine, un'aria strana per il rigore Juventus. Boniperti mi fece avvisare, poi mi suggerì di toglierle di persona". Tardelli è a Londra, bluffa e finge di mentire. Gioca con il paradosso sul filo del'ironia.
"Premetto che di quello che sta accadendo da voi non so nulla, sembra che adesso siano tutti colpevoli e che vada bene lo stesso. Calciopoli esisteva, l'hanno attuata con fatti e gesti. Credo che si possa e si debba discutere delle pene che sono toccate alla Juventus e alle altre squadre ma, quello che proprio non si può fare, è ribaltare il senso complessivo di quella vicenda.
Si spieghi meglio.
Calciopoli ha rappresentato un tremendo momento per il calcio italiano, mi auguro che non ritorni ma, nascondere o peggio confondere i termini di ciò che avvenne, è un'operazione disonesta.
Ora dicono: "Così facevan tutti".
Non è che se tutti sbagliano, la colpa sparisca e si possa proclamare l'assoluzione generale. Non va bene. E' immorale. E' un problema generale dell'Italia di oggi. Vale per Calciopoli e per ogni altra questione che attraversa il Paese.
Moggi. Una definizione.
Una sola è impossibile. Ha fatto molto per il calcio italiano, cose che a mio giudizio sono negative. Ma nella valutazione complessiva, bisogna anche riconoscergli delle qualità. Faceva il vice capostazione della stazione di Civitavecchia, ed è arrivato a gestire l'intero calcio italiano. Da quel punto di vista, tanto di cappello.
Condizionava i tornei?
Non lo so. Una volta si dà, l'altra si prende. Moggi avrà sicuramente fatto qualcosa. Mi sembra che nel suo caso, gli elementi per farsi un'idea chiara non manchino. Mi pare, ma forse sbaglio, (sorride ndr) che le prove a suo carico le abbiano trovate.
E dei designatori che parlavano con i presidenti cosa pensa?
Un malcostume allucinante. In Inghilterra non si sa nemmeno il nome dell'arbitro che fischierà il sabato o la domenica.
Perchè?
Non interessa a nessuno. L'arbitro non viene mai giudicato in maniera persecutoria, più semplicemente del suo operato non frega nulla a nessuno. Si gioca e basta. Che i presidenti abbiano intrattenuto costanti rapporti con i designatori, comunque, è inaudito e mi spinge a un'altra considerazione.
Prego.
E' ovvio che i direttori di gara non si possano sentire sereni sapendo che se sbagliano contro le grandi squadre, le reazioni saranno feroci. Il condizionamento è fortissimo.
Duro.
Parliamoci chiaramente: finché saranno i presidenti a decidere quali arbitri farsi mandare, la situazione non migliorerà. Non dovrebbe sapere niente nessuno. Comunque la si giri, questa è una storia imbarazzante. Le regole da proporre per un futuro differente, a me paiono solari.
Le illustri.
Della designazione dell'arbitro non si deve sapere nulla. I Presidenti devono saper stare al loro posto. Tenendo a bada il telefono, perchè poi magari (è successo anche questo) ti capita di entrare in affari economici con i designatori arbitrali e con gli stessi arbitri.
Quanto ha a che fare il caos pallonaro con l'insopprimibile servilismo degli italiani?
Le intercettazioni di oggi e del passato, parlano chiaro. Gli italiani sono così, in qualunque ambito della vita pubblica. Fino a quando non cambieremo questa mentalità, nulla muterà. Tutto ci passerà addosso come l'acqua di Lourdes. Ti immergi, esci e ti ritrovi asciutto ma i dolori, magari, sono rimasti.
Cosa fu Calciopoli? Un'allucinazione o un'occasione mancata?
Un'altra, direi l'ennesima opportunità che gli italiani avevano di migliorarsi. Ogni tanto Dio ci offre qualche chance, siamo noi che ad afferrarla, proprio non riusciamo.
Possibilità persa per sempre?
Naturalmente. Vuole sapere quale è stata la mia fortuna più grande?
Dica.
Allenare senza mai pensare agli arbitri. Ho fatto bene? Ho fatto male? Non lo so. Ho assistito a partite in cui qualcosa di sporco c'era sicuramente, ma non ho mai dato colpe a nessuno. Però ho pagato, perché non mi interessava se l'interlocutore fosse potente o umile. Se pensavo una cosa, gliela dicevo in faccia. Avevo e ho bisogno di poter continuare a guardarmi allo specchio. Di quello che sta accadendo, comunque, non mi frega nulla. Si sapeva da sempre. Tutti sapevano. Ricorda cosa diceva Pasolini? Dagli anni '70 ad oggi, certe dinamiche non si sono modificate di un millimetro.
A proposito di Moggi. C'è chi dice che pur essendo squalificato, Paletta controllasse mezza serie A.
Mi importa meno di zero. C'è mai stato un momento in cui non è successo che il mercato non fosse eterodiretto da qualcuno?.
Sostengono che l'esperienza anglo-irlandese l'abbia fatto ringiovanire.
Verissimo. Lontano da polemiche pretestuose e immobilismo, respiro a meraviglia. Sono stato 85 volte in Nazionale e, non ricambiato, amo il mio paese. In Inghilterra però esiste la pena. Io sono contro tutte le violenze ma la certezza della sanzione è fondamentale. Se rubi, qui vai in galera. Se non ha i i bilanci a posto retrocedi o vieni penalizzato.
Ultima cosa. Un ricordo di Facchetti.
Cosa pensano gli altri non mi sfiora. Io l'ho conosciuto. Un galantuomo. Ora Giacinto non c'è più e della sua memoria si può fare ciò che si vuole, ma anche questo, è un esercizio miserevole.
(Mal.Pag.)
Citazione di: zorba il 10 Apr 2010, 07:59
perchè poi magari (è successo anche questo) ti capita di entrare in affari economici con i designatori arbitrali e con gli stessi arbitri.
Mi sembra che nelle varie indagini questo aspetto che avrebbe dovuto rappresentare il movente non sia mai stato preso in considerazione, o meglio, qualcosa è uscito fuori in passato ma delle squadre 'sbagliate'.
Scoppia un'altra bomba: regali ai disegnatori?
Mentre in Figc si impegnano non poco per spiegare che esiste un fascicolo d'indagine su Calciopoli 2 (assegnato ad un viceprocuratore federale di stretta osservanza palazziana e ad un sostituto molto stimato dal Procuratore, entrambi uomini dell'antica Procura) e che il medesimo fascicolo ha una data (di protocollo, ndr) per fissare eventuali termini di prescrizione, ma che non ha ancora annunciato che è aperto in attesa dell'udienza penale di domani a Napoli; il consulente sportivo di Luciano Moggi,
Nicola Penta (giunto al record di quasi 50 mila telefonate ascoltate), ha rivelato ieri a Studio Stadio ( Gold Sport) che tra le intercettazioni rinvenute in queste ore frenetiche in cui coi legali Prioreschie Trofino si definiscono i dettagli dell'audizione di martedì ce n'è una in cui un presidente di club contatta uno dei designatori e gli dice «passa da casa del maggiore azionista della società che ti deve dare un regalo». Roba pesante da digerire. Tra l'altro in queste ore il lavoro dei consulenti della difesa di Moggi s'è fatto più spedito perché il consulente informatico Porta ha individuato un sistema di filtraggio delle chiamate interessanti assai più rapido. «Voglio vedere se all'ascolto di queste telefonate – dice Penta con Moggi in studio – si continuerà a dire che sono fatti irrilevanti dal punto di vista sportivo e penale».
PRESCRIZIONE- Il problema dell'indagine sportiva sarà e rimarrà il vulnus fatto a Calciopoli non sbobinando tutte le telefonate prima d'ora: mai come stavolta, però, il rischio della prescrizione incomberà sui chiamati in causa come una spada di Damocle. Se tutto è prescritto, ma gli elementi di accusa saranno all'altezza delle attese suscitate in questi giorni, come si farà a tacitare l'opinione pubblica di fronte ad una così evidente disparità di trattamento? Ecco perché in queste ore si fa sempre più forte il partito di chi chiede di "rivedere" politicamente Calciopoli e togliere lo scudetto della Discordia. Alla revocazione del processo principale, ai sensi dell'articolo 39 del codice, ci si arriverebbe facilmente se nel lavoro di sbobinamento si presentassero evidenze datate 1 luglio 2005 e posteriori. Tra l'altro il comunicato juventino, l'attesa della Fiorentina e le urla di Garrone, ma anche e soprattutto la presa di posizione di Abete («voglio chiarezza e che si vada fino in fondo») fanno da garante al rispetto della memoria dei fatti contro la voglia di dimenticare.
Fonte: Tuttosport.com
CitazioneFonte: Tuttosport.com
HO DETTO TUTTO...
Ma a me che uso autocad i regali li danno lo stesso?
Citazione di: orso.free il 12 Apr 2010, 17:59
Ma a me che uso autocad i regali li danno lo stesso?
:D :lol:
Oggi sulla prima pagina di tuttosport si parla di altre squadre coinvolte, tra cui la rioma. Ma da altre partimnon trovo niente, solito insabbiamento?
No, c'è pure su Rep
Citazione di: simcar il 13 Apr 2010, 14:19
Oggi sulla prima pagina di tuttosport si parla di altre squadre coinvolte, tra cui la rioma. Ma da altre partimnon trovo niente, solito insabbiamento?
No, c'è pure su Repubblica e su un altro topic in questa sezione.
Citazione di: BiancoAzzurro il 13 Apr 2010, 14:22
No, c'è pure su RepNo, c'è pure su Repubblica e su un altro topic in questa sezione.
Grazie per l'informazione, non avevo fatto una ricerca approfondita :oops:
Posto qui un interessante articolo di Emanuele Boffi, pubblicato sul settimanale Tempi
Il tragico caso Juve
Il processo farsa, il mostro Moggi, gli onesti. Anche se le restituissero gli scudetti, nulla ormai può più cambiare la sorte della Juve. E' diventata l'Inter del Duemila
Il tragico caso Juve è cominciato con la richiesta di un sorriso. È iniziato, cioè, con un atto d'hubris, così come gli antichi greci chiamavano l'illusoria tracotanza degli umani che tentano vanamente con un atto d'imperio di cambiare ciò che sottostà alle leggi dell'immutabile e del necessario. Il tragico caso Juve ha avuto principio con la richiesta del giovane rampollo Elkann – l'estroverso e funambolico Lapo – di vedere in campo e sulle pagine dei magazine una squadra e una società più sorridente, più simpatica, più cool. Quando lo sventurato, il figlio dell'élite torinese, l'esperto di marketing e cittadino del mondo chiese «una Juve più smile» fu il principio della fine, l'abbrivio dell'inevitabile cataclisma, perché non puoi essere vincente e simpatico. Aut aut. O sei l'uno o sei l'altro, come gli ricordò l'allora amministratore delegato Antonio Giraudo: «Senza "smile" negli ultimi dieci anni abbiamo vinto cinque scudetti, giocato sedici finali di coppe vincendone otto, conquistato due Palloni d'Oro. La nostra società è una di quelle più solide dal punto di vista finanziario, senza che gli Agnelli in questi ultimi dieci anni abbiano dovuto mettere denaro». Invece Lapo voleva sfidare le leggi della natura e del calcio: voleva vincere sul campo e fuori. Pretendeva, lo sciagurato, di battere tutte le altre squadre e poi di riceverne pure il clap clap di un battimani: grazie che ce le avete suonate 4 a 0, cheese. Voleva, insomma, essere l'Inter di Moratti, la squadra che piace alla gente che piace, a Fiorello, a Valentino Rossi, a Gino Strada, a Michele Serra, a Gad Lerner. Voleva che la sua Juve avesse lo charme del perdente senza perdere, la fortuna sportiva senza rimetterci la fortuna economica. Non si capacitava del perché lui, che aveva rilanciato l'immagine Fiat con la semplice idea di farne scrivere il logo a caratteri maiuscoli su una felpa, non potesse fare la stessa cosa con la squadra di famiglia. Lapo non capiva perché il giocattolo sportivo del nonno dovesse essere la squadra di cui, nei bar dello sport, si diceva che rubasse, e al cui palmarès si associasse il muso brutto sporco cattivo di un team manager adiposo e di un amministratore delegato col portamento di un impiegato delle poste. È così che è iniziato il tragico caso Juve, e non c'è dio dell'Olimpo né giudice di tribunale che oggi possa inviare un qualche deus ex machina a indicare una via di redenzione.
Un chiaro caso di illecito strutturato
Chi oggi finge di scandalizzarsi per Calciopoli 2, mente sapendo di mentire. Era già tutto chiaro allora, nel 2006, l'anno che fu per il calcio quello che fu il 1993 per la politica. Tredici anni dopo le mani, furono ancora la magistratura e la stampa a pulire i piedi, col consenso di chi, da quella depurazione, s'illudeva di trarne solo vantaggi e nessuna rogna. Il campo, quello su cui rotolava la palla rotonda, diceva questo: c'erano due squadre invincibili, la Juventus della triade (Moggi, Giraudo, Bettega) e di Del Piero e Ibrahimovic e il Milan di Berlusconi e Galliani, di Kakà e Maldini che spadroneggiavano in Italia e in Europa. Poi c'era l'Inter di Moratti, una squadra campione solo nei triangolari d'agosto cui da anni andava male tutto quel che poteva andare male. Il 5 maggio, Kanu, Gresko, Recoba, Vampeta, dobbiamo continuare? L'Inter era la squadra dei tifosi che per consolarsi correvano in libreria a comprare le barzellette sugli interisti di Severgnini (l'autoironia è l'arma del perdente), i cui supporter gettavano motorini dal secondo anello di San Siro ed esponevano striscioni di incitamento ai propri giocatori il cui più benevolo era questo: «Non sappiamo più come insultarvi». La Juventus, invece, era la squadra che vinceva perché, come ha spiegato German Camoranesi, «quando entravamo in campo, gli altri si pisciavano addosso». Fu nell'estate del 2006, a pochi mesi dal Campionato del Mondo, che andò in scena Calciopoli, un assurdo processo sportivo in cui la Juventus – e, in minor grado, Milan, Fiorentina e Lazio – pagarono per non avere commesso il fatto. A dirlo non è Tempi, Giampiero Mughini, o gli sfegatati del sito ju29ro.com, ma quegli stessi giudici che allora decisero la sanzione sull'onda di un sentimento popolare e di una campagna di stampa cui non dispiacque materializzare in sentenza il luogo comune più diffuso: la Juventus vince le partite "perché paga l'arbitro".
A spiegarlo furono quegli stessi che la condannarono. Come Mario Serio, giudice della Corte di appello federale: «Abbiamo cercato di interpretare un sentimento collettivo, abbiamo ascoltato la gente comune e provato a metterci sulla lunghezza d'onda». O come Piero Sandulli, il presidente di quella Corte, che dichiarò: «Nella nostra sentenza evidenziammo soprattutto cattive abitudini, mica illeciti classici. Si doveva far capire che quello che c'era nelle intercettazioni non si fa. è stata una condanna etica». A un quotidiano Sandulli ha anche detto che nelle partite del campionato 2004-2005 «non ci sono illeciti. Era tutto regolare. L'unico dubbio era sulla partita Lecce-Parma». Lecce-Parma. Ma allora perché la Juve è andata in B?
Chi ha avuto la pazienza di leggere le sentenze dei tribunali e non soltanto quelle vergate su carta dai quotidiani rosa salmone, lo sa dal 2006. Contro la dirigenza juventina c'erano prove di non rispetto dell'articolo 1 del codice di giustizia sportiva (lealtà sportiva), ma non di violazione dell'articolo 6 (illecito sportivo), l'unico la cui violazione prevede la retrocessione. I giudici, già nel 2006, lo avevano appurato con certezza, tanto che, come spiegò sempre Sandulli, «l'illecito associativo non esisteva, era una falla del sistema giuridico che è stato da noi introdotto». È il famoso «illecito strutturato» di cui parlò Francesco Saverio Borrelli, chiamato dall'allora commissario straordinario Guido Rossi – ex dirigente Telecom, ex cda Inter – a condurre le indagini: «è un caso di illecito strutturato», spiegò l'eroe di Mani Pulite. Un'arcana formula che si potrebbe tradurre più o meno così: non abbiamo prove che la Juventus abbia comprato partite, né arbitri, né guardalinee, né calciatori. Abbiamo appurato che «non esisteva alcuna cupola», che la celebre favola delle "ammonizioni mirate" a favore dei bianconeri era appunto una favola, che non vi è stata mai alcuna «alterazione del sorteggio arbitrale», che l'arbitro Gianluca Paparesta non fu mai chiuso in uno spogliatoio da Moggi. Ecco, sebbene non ci sia una-prova-una che la Juventus abbia rubato le partite, sebbene sia illogico pensare che si possa alterare un campionato senza alterare i match, abbiamo condannato la Juventus alla serie B, alla non assegnazione del campionato 2004-05 e alla revoca dello scudetto 2005-06 (non oggetto d'indagine). Tutto questo durante un processo in cui abbiamo eliminato un grado di giudizio, in cui abbiamo concesso agli avvocati difensori solo tre giorni per preparare la difesa e un quarto d'ora per esporla e in cui non abbiamo ammesso come prove i filmati delle partite o altre prove documentali, ma solo alcune intercettazioni da noi selezionate senza dare la possibilità ai presunti colpevoli di accedere a tutte quelle disponibili (171 mila). Insomma, quel che si dice un processo equo. È scritto così nella sentenza: «è concettualmente ammissibile l'assicurazione di un vantaggio in classifica che prescinda dall'alterazione dello svolgimento o del risultato di una singola gara». Deve essere questo che si intende per "illecito strutturato": sei colpevole perché è ammissibile che tu lo sia.
Già allora ci fu chi tentò di insinuare che Calciopoli era una farsa e che dietro l'operazione piedi puliti si stava svolgendo una pedicure tutta a favore di telecamere e istinti belluini di piazza. Oltre al giornale che tenete in mano, avanzarono sospetti alcuni giornalisti come Piero Ostellino sul Corriere della Sera, Christian Rocca sul Foglio, Giampiero Mughini nella trasmissione tv Controcampo. Probabilmente l'avrebbe voluto fare anche la firma numero uno del giornalismo sportivo italiano, quel Giorgio Tosatti di cui, con sospetto tempismo, furono pubblicate telefonate con Moggi, forse anche per vendetta contro le aspre critiche che Tosatti aveva mosso al pm Raffaele Guariniello, quello che aveva indagato invano sulla stessa Juventus. Ma non solo giornalisti, anche Giuseppe De Biase, il giudice che condusse le indagini sul calcio scommesse negli anni Ottanta, uno che di diritto sportivo se ne intende certamente più dell'avvocato d'affari Guido Rossi, disse senza mezzi termini: «La sentenza su Calciopoli è un aborto giuridico». E il giornalista Enzo Biagi, non esattamente un garantista a tutto tondo, aggiunse: «Una sentenza pazzesca costruita sul nulla».
Con Lippi non vinceremo mai
A tentare di discolparsi ci provarono anche i vari "mostri", inutilmente. Il designatore Paolo Bergamo, quello accusato di essere troppo amico di Moggi, spiegò dal principio che lui «parlava con tutti i dirigenti». L'arbitro Massimo De Santis rivelò che le intercettazioni delle telefonate usate dall'accusa per dimostrare che esistevano degli accordi tra dirigenti delle squadre e arbitri erano «tutte successive alle partite». Moggi non fece mai finta di non essere quello per cui veniva pagato a peso d'oro: un dirigente maneggione, autoritario, svelto. Prima che Berlusconi fosse, Moggi fu. Fu lui il primo a usare l'espressione «non sono un santo» e ad ammettere di aver infranto gli obblighi di lealtà e correttezza sportiva, il già citato articolo 1 «quello che nel mondo del calcio, che è business, forse non infrangono solo i magazzinieri». Perché che tutti parlassero con tutti, era già noto nel 2006, eppure solo Moggi fu dipinto come un ciarliero farabutto. «Ci sono 42 società tra serie A e B, tutte parlano, l'unica società sordomuta era l'Inter», ha detto Moggi.
Eppure tutti hanno fatto finta di credere che il calcio fosse corrotto per colpa di uno solo. I quotidiani, con la Gazzetta dello Sport in testa, cavalcarono la piazza. Candido Cannavò scrisse che «la vergogna era ormai venuta allo scoperto» ed era «impossibile nasconderla sotto una foglia di fico». Gianni Mura su Repubblica chiese di fare «piazza pulita» per liberarsi di «uno scandalo che è peggio di tutti gli altri, è il più ramificato ed il più simile (ammazzamenti esclusi) ai metodi mafiosi». Gigi Garanzini sulla Stampa intimò di mandare via «i mercenari padroni del vapore». Per Gad Lerner trattavasi di «amici degli amici, figli dei padrini, più o meno come nella mafia». Lo sdegno si fece politico con Antonio Di Pietro che assicurò trattarsi di un nuovo caso «Tangentopoli. E ci sono le prove. Queste intercettazioni sono importanti. Hanno lo stesso valore della mazzetta scoperta a Mario Chiesa». L'allora ministro dello Sport, Giovanna Melandri, si disse pronta a «restituire al calcio italiano l'onore che merita». Il fu radicale Daniele Capezzone propose «Zdenek Zeman come presidente della Figc». Essendo alle porte il Mondiale, l'Italia del pallone chiese la testa degli azzurri della Juventus: «Lippi, Buffon e Cannavaro devono tornarsene a casa» (Manifesto); «La Nazionale farebbe meglio a starsene a casa» (La Padania); «La Nazionale è la Nazionale italiana, non la Nazionale della Gea. Lippi deve dimettersi» (Beppe Grillo); «Che questa fosse una squadra mediocre, lo penso da tempo e per una banale ragione. E se Lippi è un genio del pallone, almeno a un Nobel può aspirare anche il mio portinaio di Milano» (Vittorio Zucconi, Repubblica). L'associazione di consumatori Codacons pretese un risarcimento per ciascun italiano di 2.500 euro, l'Adusbef e Federconsumatori chiesero «l'allontanamento dell'attuale ct della nazionale, Marcello Lippi. Le due associazioni consumatori chiedono un Ct al di sopra di ogni sospetto». Marco Travaglio rivelò di essere a conoscenza del sistema da tempo e di aver già anni prima scritto un libro sul terribile «Lucky Luciano».
Oggi che Moggi ha portato in aula le "intercettazioni degli altri" (pagandone la sbobinatura di sua tasca, si badi), la stampa italiana ha con qualche imbarazzo o minimizzato o riaffilato la ghigliottina come Oliviero Beha sul Fatto ("Moratti a processo come Moggi"). I tifosi juventini del sito giùlemanidallajuve.com hanno annunciato di aver pronto un dossier sulle errate scelte societarie dall'estate 2006 a oggi. In rete si trovano dettagliate ricostruzioni di presunte lotte tra famiglia Agnelli e famiglia Elkann per il patrimonio Fiat in cui la società Juventus sarebbe stato l'agnello sacrificale. Da più parti si è iniziato a chiedere che lo scudetto che fu tolto ai bianconeri e assegnato ai nerazzurri, sia restituito.
Ma chi l'ha comprato Poulsen?
Chi non leggesse coi paraocchi le intercettazioni di oggi come quelle di ieri, invece, ne dovrebbe trarre la medesima conclusione: trattavasi di lobbying estremo, pressione per ottenere qualche occhio di riguardo, chiacchere da bar, sciocchezze e millanterie. Che da tutto questo ne derivasse un risultato pratico, concreto, fattuale non è dimostrato da alcuna prova. Né ieri né oggi. A meno di pensare che la palla, anziché essere rotonda sia quadrata e che bastino le battutacce da bandito al telefono per far di Darko "scarpa di piombo" Pancev un Alessandro "Pinturicchio" Del Piero.
L'aspetto paradossale di tutta la vicenda è che anche se lo scudetto 2005/06 fosse restituito, anche se dagli almanacchi fosse cancellato che la Juventus è stata in serie B, anche se Moratti riconoscesse che non era esattamente un comportamento «da onesti» che l'ex presidente Giacinto Facchetti telefonasse agli arbitri prima delle partite, anche se tutto ciò accadesse, questo non renderebbe meno tragico il destino della società Juventus. Perché è stata la Juventus a scaricare Moggi e oggi è quasi patetico il tentativo di riabilitarlo senza ammetterlo. È stata la Juventus, tramite il suo avvocato Cesare Zaccone, a definire la retrocessione in B una soluzione equa. È stata la Juventus a vendere i suoi campioni all'Inter. È stata la Juventus a comprare Poulsen, Felipe Melo, Grosso. È la Juventus oggi la squadra che non termina la stagione con lo stesso allenatore, che viene contestata dai suoi supporter, che perde con l'Udinese e il Fulham, che vive di continui litigi negli spogliatoi, che trasforma i campioni in brocchi, che ad aprile inizia a parlare di calciomercato. Il tragico destino della Juve del 2010 è questo: è l'Inter del 2000. E non c'è nemmeno uno smile che la faccia sorridere.
Emanuele Boffi