Difficile quantificare, non stiamo parlando di un fenomeno elementare come, che so io, la caduta di un grave, dalla cui osservazione è possibile ricavare leggi fisiche. Ammetto che una qualche influenza ci deve essere senz'altro ma sono tra quelli che pensano che non vada sopravvalutata. Qualche riflessione buttata là.
Il centro dell'evento partita di calcio, anche geometricamente, è il terreno di gioco. Sono convinto che l'importanza degli attori sia inversamente proporzionale alla distanza dal centro, tant'è che siamo in grado di distinguere tra le prestazioni di ogni singolo giocatore, mentre i tifosi si sentono perché fanno massa.
E' vero che in generale non è la stessa cosa giocare in casa o fuori, e questo per molte ragioni, non ultima il fatto di essere incitati, la qual cosa può avere incidenza sul lato emotivo ed agonistico. Eppure, sono convinto che anche per questo aspetto conti di più un buon allenamento che cento grida di sostegno. Hai voglia a incitare un cavallo morto, quello non schioda da lì.
Mentre scrivo, mia moglie mi parla e mi dice qualcosa. Sono concentrato nella risposta e non ho sentito quello che mi ha detto, tanto da farle dire che non l'ho ascoltata, e tutto sommato è vero. Ecco, la concetrazione che deve avere un calciatore in campo dovrebbe influire sulla sua percezione del mondo esterno. Se fossi un calciatore nel bel mezzo di una partita di calcio avrei la tendenza a ritenere che l'universo finisca più o meno dove termina il campo per destinazione. Ma è chiaro che non tutti sono uguali, altrimenti non si vedrebbero mai giocatori chiamare con gesti i tifosi a incitarli.
In ultimo, mi porrei anche la domanda inversa. Quanto influisce la prestazione di una squadra sul tifo? Nella mia esperienza di partite viste allo stadio ho notato quasi sempre che la gente, e parlo di quelli che non fanno il coro dietro al capetto di curva con il megafono in mano, tifa più volentieri quando la squadra gioca bene e vince, probabilmente perché se stai 3-0 in un derby cantare viene quasi spontaneo anche se di solito le tue manifestazioni di gioia sono molto più contenute. Ma neanche questo è sempre vero, soprattutto in circostanze particolari. Mi ricordo tutto lo stadio che cantava in un Lazio-Juventus di coppa Italia all'epoca del secondo calcio scommesse, mi sembra 1986, con la squadra che giocava male, era sotto di due gol e sugli spalti si era appena diffusa la notizia della nostra retrocessione a tavolino.
Insomma, quella tra una squadra e la sua tifoseria è una relazione di doppio scambio. Le due entità si influenzano a vicenda in modo asimmetrico, più la squadra sui tifosi che il contrario, secondo me. Oltretutto direi che nella mia idea di grande squadra ci faccio rientrare la capacità della stessa di lasciarsi influenzare poco da fattori estranei al terreno di gioco, pure se in relazione di prossimità con esso.