Ma hai letto da parte mia l'affermazione "deve andare in galera?"
Se si, dove?
Io non sono entrato né a livello di giudizio né a livello di conseguenze sul piano penale.
Di cui non me ne po' fregà de meno, visto che lo ritengo un piano strutturalmente ingiusto, nella sua espressione e nelle sue conseguenze, e di cui quindi non parlo.
Ma ogni giudizio secondo te si forma o si basa su quanto stabilisce il giudice penale?
Non credo proprio.
Ecco, allora noi non abbiamo bisogno che si esprima un giudice per dire la nostra.
Possiamo dirla già sulla base degli elementi che abbiamo.
Anche perché, scusami tanto, se passasse il concetto che dici tu non capisco come possano venir fuori i dati sulla violenza di genere.
Se i dati dicono che gran parte di questa violenza è sommersa, non è denunciata e non è punita, questo implica che nessun giudice si è espresso in merito di quei casi. Che però vengono conteggiati.
E come si fa?
Seguendo il tuo ragionamento per parlare di violenza di genere dovremmo attendere i giudici.
E così facendo, vedere solo un decimo di quel che accade.
Ripeto, se per te questo è esaustivo fai pure.
Io dico che la molteplicità dei giudizi non è né prerogativa, né esclusiva dei giudici, a cui in ogni caso è assegnato UN giudizio, che è prettamente quello penale.
Gli altri non sono successivi, si muovono accanto in modo del tutto autonomo. E io di questi sto parlando.
Nefandezza giuridica? Mah, fai pure.
Per me questo sarebbe il cuore di un ordinamento democratico, cioè il suo sapersi interrogare criticamente su un piano sostanziale senza accontentarsi di quello formale.
Tanto che io vedo l'attuale ordinamento come un simulacro svuotato.
Per te invece al netto di qualche stortura funziona che è una meraviglia e a chi non sta bene se ne può anche andare.
Non vedo la possibilità di conciliare queste due posizioni antitetiche.