Il ministro degli esteri serbo, Ivica Dacic, ha duramente condannato l'incidente allo stadio di Belgrado che ha portato ieri sera alla sospensione della partita Serbia-Albania, parlando apertamente di "provocazione politica premeditata". "Una cosa del genere non e' mai accaduta in nessun campo di calcio. Attendo di vedere come reagiranno l'Unione europea e la Uefa, poiche' se fosse stato un serbo a far volare la bandiera della 'Grande Serbia' a Tirana o a Pristina, la cosa sarebbe gia' nell'agenda del consiglio di sicurezza dell'Onu"",
ha detto Dacic al quotidiano Blic. "Il tutto ha assunto una dimensione politica, e si tratta di una provocazione politica", ha aggiunto. "La Serbia non ha alcuna responsabilita' per la sospensione della partita", ha sottolineato il ministro degli esteri.
Anche il ministro dello sport e della gioventu', Vanja Udovicic, e' intervenuto su quanto accaduto allo stadio di Belgrado, definendo l'incidente con la bandiera della 'Grande Albania' una "perfida provocazione di estremisti". Si e' trattato - ha detto - di un "brutale abuso dello sport da parte di estremisti albanesi".
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