Citazione di: italicbold il 30 Ott 2019, 14:28
Con immenso piacere. 
Ripeto, se tu mi dici che secondo te non ci sono gli estremi per un cartellino (rosso o giallo che sia) non ho nessun problema. Ce l'ho nel momento in cui mi dici, se ho capito bene, che entra in campo anche il fattore tempo trascorso. E questo, a mio avviso, lascia troppo spazio alla discrezionalità di un arbitro.
Devo ripetere ancora che le mie considerazioni non hanno valore assoluto, ma sono relative
solo a quell'evento e a quel preciso momento della partita in cui è avvenuto, in cui era possibile per l'arbitro esercitare una certa discrezionalità (scegliere tra ammonire e richiamare). Non è generalizzabile.
Questa discrezionalità è si consentita, e direi anche apprezzata, se funziona, se i calciatori capiscono che aria tira e si adeguano, comportandosi di conseguenza.
E' accettata ed apprezzata perchè dimostra la capacità di un arbitro di modificare il comportamento dei calciatori senza ricorrere a mezzi di coercizione, di essere autorevole senza essere autoritario, di non caricare la partita di tensioni inutili, che rovinano il gioco.
Al ripetersi di una situazione simile però, l'arbitro
coerente non si limiterebbe alle parole, ma prenderebbe un provvedimento disciplinare adeguato all'accaduto.
Quindi l'ho detto e lo ripeto, non c'è un "fattore tempo", come lo chiami tu, e sicuramente non vale per le situazioni in cui invece è chiaro cosa deve fare l'arbitro.
Su questo ho già fatto anche degli esempi relativi a casi recenti, di questa settimana (espulsione del portiere dopo 13 secondi, calcio di rigore per interferenza di un calciatore di riserva), in cui non ci può essere nessuna discrezionalità da parte dell'arbitro, in nessun minuto della partita (Adesso devo pure vedere che uno di questi mi viene rivoltato contro per dimostrare che mi sbaglio... veramente mi sento un incapace nella scrittura!).
La differenza dovrebbe essere evidente, se non viene colta non so proprio come spiegarlo.
Adesso vorrei provare ad andare allo stadio.
SFL!