Come al solito i giornalisti ci mettono sempre il carico da 90, per creare sensazionalismo.
Il protocollo adottato in Italia è ottimo, è normale però che non esiste un "rischio zero", ma non solo nel calcio, non esiste nelle nostre vite, va di per sé che i protocolli servono per minimizzare i rischi ma non potranno mai avere una "rischio zero".
Leggo che chi parla di play-off, chi di chiudere tutto, chi di annullare tutta la terza giornata (per quale motivo non si sa...).....solite cavolate da carta da culo all'italiana, tanto per buttare aria fritta su cui discutere nei salotti di cartone....innanzitutto stanno tutti bene, nessuno sta male e quindi parliamo di situazioni tranquille....primo...secondo, i protocolli esistono già, non è che possono cambiare in base all'importanza delle partite o in relazione alle proprie aspirazioni.
Se il Napoli avrà qualche positivo (1, 2 o 3) la partita si giocherà utilizzando i criteri del protocollo, altrimenti il Napoli ritiri la squadra, per cui o si prende la sconfitta a tavolino, oppure, se ritiene che giocare sia non conveniente, si ritiri dal campionato.
E' un periodo particolare, e vale per tutto il mondo e per tutti i settori della società, ognuno di noi, a scuola, nel lavoro, in strada, nei locali, accetta un minimo rischio, e non solo per il covid, pensare di vivere in una camera iperbarica non è possibile.
Esiste un periodo di incubazione che può essere mediamente previsto per il 90% delle persone, ma può succedere che per qualcuno duri di più, al Genoa probabilmente è accaduto ciò, senza che si facciano drammi o polemiche, come in Italia siamo sempre soliti fare.
O si accetta il rischio minimo oppure si chiude TUTTO, non solo il calcio, stiamo tutti a casa senza andare a lavorare.....ma va da sé che ciò non è possibile, questa vita, che noi vogliamo per forza complicarci da soli, deve pur andare avanti.