La comunicazione mediatica sportiva è spesso condizionata da interessi e/o motivi di opportunità che finiscono, per forze di cose, a viziare se non condizionare una doverosa ed onesta analisi degli eventi.
Nel caso di Juventus-Napoli, caso anomalo e per certi versi inspiegabile, visto come si stanno gestendo gli eventi sportivi professionistici in tutto il mondo, i vari media e gli opinionisti, spesso, hanno contribuito e stanno contribuendo a trasmettere una visione che per forza di cose risulterà poco attinente alla realtà; i motivi di questa informazione, analisi e critica, stanno nel fatto di voler, forse per interesse di audience e consenso verso l'enorme bacino d'utenza partenopeo, mostrare una situazione dove il Napoli può avere qualche chance di non incorrere in sanzioni sportive ed amministrative, già comminate dal giudice sportivo, chiamato a giudicare sull'eventuale "forza maggiore" che avrebbe impedito al Napoli di recarsi a Torino a giocare la partita contro la Juventus.
I vari "azzeccagarbugli" e "amici di convenienza" del Napoli, chiamati spesso a dire la loro opinioni in radio e tv, purtroppo contribuiscono a creare un clima inutilmente teso e di "sfida" al sistema sportivo che non ha alcun ragione d'essere per un motivo ben preciso:
-se fosse accolto, per assurdo, il principio secondo cui "l'isolamento fiduciario domiciliare" contenuto nelle documentazioni delle varie ASL, allorquando le società sportive comunicano, per dovere, la positività di un loro associato, basti o sia necessario affinché si crei una causa di "forza maggiore" per non effettuare una partita o una trasferta, allora, per normale e logica conseguenza, TUTTE le competizioni sportive mondiali, al tempo di questa pandemia, che si stanno continuando a svolgere grazie agli specifici protocolli sanitari, dovrebbero immediatamente fermarsi, e dichiarare l'impossibilità a ricominciare finché non ci sia una effettiva assenza continuata di contagiati.
Va da logica che una situazione del genere potrebbe applicarsi ad un singolo, circoscritto e quotidiano evento che possa svolgersi in un arco di tempo discrezionalmente ampio, ma in un contesto di calendarizzazione di campionati, con tante e ripetute partite, tornei, coppe nazionali ed internazionali, tutto ciò comporterebbe l'impossibilità, fino a quando non venga dichiarata terminata la pandemia globale, di far svolgere qualsivoglia competizione, dalla Formula 1 ai campionati degli sport di squadra: è questa la chiarezza informativa che vorrei sentire da giornalisti e comunicatori, e non argomentazioni retoriche e fantasiose, per alimentare ed accattivarsi le simpatie di questa o quella fazione, per finalità di "audience" e seguito mediatico.
Il Napoli non potrà vedere accolte le sue eventuali istanze di ricorso semplicemente perché vanno contro ogni logica di prosecuzione delle attività professionistiche sportive, sarebbe come chiedere al mondo dello sport di chiudere i battenti fino al 2022.
In tutto il mondo, dal Sud-America all'Europa, quindi all'Italia, i club che hanno atleti positivi ai test, in quarantena, si continuano ad allenare in stato di "isolamento fiduciario", con delle procedure, per i cosiddetti negativi, dettate e regolamentate rigidamente dai singoli protocolli; questo permette loro di continuare a giocare, spostarsi in aereo, treno o autobus per fare le trasferte, e questo finora è avvenuto per i campionati nazionali e le nazionali stesse, mentre dalla prossima settimana inizieranno tutte le partite delle Coppe Europee, Champions ed Europa League....quale sarebbe il principio che il Napoli vorrebbe far passare attraverso le proprie istanze ?
Che per caso tutti i club, considerando che una improbabile pronuncia di validità della "forza maggiore" per un singolo, e unico, reclamo contro la sanzione per non aver effettuato una trasferta con 2 positivi in rosa, costituirebbe precedente giuridico dottrinario, idoneo a fare giurisprudenza, non potrebbero, o sarebbero tenuti a non muoversi e spostarsi, in modo da non poter svolgere le partite e quindi le competizioni ?
Con un minimo di buonsenso e senso logico si comprenderebbe che le istanze portate avanti dal Napoli sono illogiche e destinate ad essere respinte, ricordando che, come enunciato chiaramente dalla sentenza del giudice sportivo, la sanzione appena comunicata riguarda la sola non rilevanza della "forza maggiore" per la non presentazione e partecipazione alla partita di Torino, e non circa l'inchiesta, portata avanti nel frattempo dalla Procura Federale, finalizzata ad accertare se il Napoli abbia o meno ottemperato agli obblighi sanciti dal protocollo sanitario, a seguito della quale potrebbero essere inflitte ulteriori e più pesanti sanzioni
A De Laurentiis andrebbe consigliata invece, da parte dei comunicatori di parte e dei collaboratori diretti, saggezza, umiltà e moderazione, perché con la logica di chi invece è alla ricerca di facili consensi e simpatie strumentali il rischio è quello di inasprire la posizione del proprio club nei confronti dell'intero sistema istituzionale del calcio e dello sport, causando come reazione un atteggiamento di rigida intransigenza regolamentare che porterebbe, oltre ad un naturale irrigidimento dei rapporti, un inasprimento delle sanzioni previste, considerando, per l'appunto, anche l'inchiesta della procura Federale sul rispetto del Protocollo FIGC-LEGA Ministero della Salute e Ministero dello Sport, accettato e controfirmato da tutti i club, Napoli compreso.