Ieri il CdTrigoria ha pubblicato una interessante intervista a Serse Cosmi.
Due battute hanno colpito la mia attenzione.
D. Però quando viene a Roma a giocare contro la Lazio no ha mai vita facile. I tifosi la sfottono per via della sua fede giallorossa
R. "Sono orgoglioso di essere romanista e rispetto i tifosi biancocelesti. Anch'io se fossi uno di loro mi insulterei. Li capisco. Quel "forza Rioma" dopo essere stato espulso in un Lazio-Perugia fu un episodio troppo forte per non tenerlo in considerazione. Ma io non sono solo quello. Non cerco consensi banali da parte della tifoseria della Lazio, non voglio essere ipocrita. Gli insulti li trovo giustificati..."
D. A Siena ha trovato una società con una famiglia al comando e una banca che non è solo lo sponsor
R. L società ha una struttura molto semplice. [...] Certo la banca non è solo uno sponsor. La crisi coinvolge tutti i settori e questo si sente a tutti i livelli. Il calcio ti consente di avere dei privilegi e pensare che questo possa togliere qualcosa ad altri dipendenti mi crea disagio"
Ottima persona Serse, e non mi serviva questa intervista per averne conferma.
Ma, con sincera stima, mi auguro si dibatta sempre tra l'atroce dilemma.