Citazione di: Il Tenente il 13 Feb 2013, 15:54
Quando e se dovessero uscire notizie più fondate, ammissioni, prove, allora se ne riparlerà
Per ora gli spagnoli si sono guardati bene dall'ammettere al processo Fuentes rivelazioni circa atleti e club diversi da quelli del processo, che coinvolge solo ciclisti: il medico ha chiarito di essere disposto a fare tutti i nomi, ma il giudice ha bollato come non pertinente la richiesta (!) Questo perchè si tratta di un processo per attentato alla salute pubblica, non per doping, dal momento che in Spagna fino a poco tempo fa non esisteva una vera legge sul doping

Il terrore della Spagna è che vengano ufficializzati i collegamenti con il Real Madrid (ci sono parecchie carte che scottano), il Barcellona, il Valencia ed il Betis.
Comunque non mancano elementi interessanti e spunti per riflettere:
- I media italiani hanno rapidamente associato il nome Milan ad una squadra ciclistica di seconda categoria.
Dal tariffario di Fuentes emerge che un anno di trattamento con lui costava dai 20.000 ai 70.000 euro ad atleta: figurarsi se un piccolo club di quel livello poteva permettersi di mantenere un'intera formazione sotto "cura". Tra l'altro, queste sono le tariffe al netto, cui vanno aggiunti i prezzi dei medicinali ed i compensi extra per ogni competizione vinta.
-Molto curiosamente, appena è uscito il nome "Milan" sulle carte, nessun organo di informazione si è preoccupato di verificare se già in passato fossero emersi riferimenti a qualche club italiano. Il riferimento c'è: già nel 2006, appena scoppiò l'Operacion Puerto, Fuentes affermò di essere stato cercato per un ingaggio ufficiale dal Barcellona nel 1996 e nel 2002, ed anche da un club italiano, di cui però non voleva fare il nome; che sia lo stesso nome delle carte o meno, un certo sospetto viene (Fonte dell'epoca:
http://affaritaliani.libero.it/sport/fuentesrealbarcellona0712.html?refresh_ce)
-Jaksche afferma che quando incontrò per la prima volta Fuentes, questi si vantava di aver collaborato con i maggiori club calcistici: se i ciclisti si rivolgevano a lui era perchè poteva esibire successi di grandi squadre dovuti al suo intervento, non certo insignificanti trofei di club ciclistici di seconda categoria;
-Gli organi di informazione italiani si sono interrogati risibilmente del perchè e come un club italiano potesse eventualmente stare in contatto con un medico delle Canarie. A parte la fama di Fuentes nel campo del doping, è curioso che proprio in Italia nessuno abbia accennato a Luigi Cecchini, orribile personaggio espertissimo di doping e collaboratore di Fuentes (era il tramite per distribuire i farmaci in Italia): il mezzo per stare agevolmente in contatto con Fuentes per un club italiano, fosse ciclistico o calcistico, non mancava di certo;
-E' stato detto che il nome Milan può essere il nome di un singolo atleta balcanico. Ipotesi difficilmente sostenibile visto il quantitativo di medicinali affiancati al nome, uguale a quello della Real Sociedad e quindi compatibile con una formazione di più persone, non con un solo individuo.
-Incredibilmente l'enorme quantitativo di sacche di sangue sequestrato dalla polizia spagnola nel corso dell'Operacion Puerto non è stato opportunamente surgelato, causandone il deterioramento (ecco perchè Cipollini dice di essere disponibile a fare un confronto con le sacche

). Un'ingenuità del genere da parte di un organo di polizia può essere solo in malafede, e teso a coprire qualcosa di molto più grosso oltre il coinvolgimento di corridori spagnoli: il sospetto che là in mezzo ci fosse anche il vaso di Pandora del calcio è più che legittimo

Queste sono solo considerazioni, per ora le prove sono poche e ben nascoste: la volontà di fare i nomi inerenti al mondo del calcio ci sarebbe, ma la giustizia spagnola non sembra molto collaborativa in tal senso