Secondo me, noi dimentichiamo spesso il ruolo dell'allenatore. Vorremmo che si mettesse contro la società, oppure lo spogliatoio, scelte di rottura.
Noi non sappiamo quanto la società stia dalla parte di Pioli, parlo realmente, nei rapporti interni, non in quello che viene detto alla stampa, da là si parte per capire cosa è consentito fare e cosa non si può fare.
Pioli, come tutti gli altri allenatori, non si dimette, crede nel proprio lavoro, perchè per fare questo mestiere serve anche molto ego, se alle prime difficoltà un allenatore si dimettesse, che immagine darebbe all'esterno? Quale società si fiderebbe ad affidare una squadra ad un tecnico che scappa. Mourinho, si è dimesso? Eppure aveva sicuramente il polso della situazione, giocatori contro o meno, sapeva cosa avrebbe potuto tirare fuori da questo campionato.
Io credo che ci siano delle situazioni che non funzionano all'interno, rapporti personali deteriorati, e come sempre accade a queste latitudini, la società non ha la forza per risolvere queste questioni, noi da secoli, paghiamo la mancanza di società forti, che sappiano cosa vogliono e sappiano rimettere le varie componenti al loro posto.
Il calciatore è secondo me fondamentalmente un egoista, capace di trasformare in oro i momenti buoni e di tirare mer.da sugli altri in quelli negativi, lui punta al contratto, ad un guadagno superiore, non possiamo fidarci dei calciatori, di ciò che dicono o pensano, però sono loro che vanno in campo e sono loro che possono cambiare il volto ad una stagione se lo vogliono, i nostri non lo vogliono ed è compito della società richiamarli all'ordine e fargli capire che moriranno qui se non fanno i prossimi 5 mesi come se fossero gli ultimi della propria vita.