Citazione di: Achab77 il 21 Gen 2016, 00:45
Sono d'accordo nella analisi più ampia, ma non in quella dettagliata. I fischi sono un deterrente molto labile, dato che Marchetti invece lamentava la scarsa spinta di uno stadio sempre semivuoto. Dov'è la verità? Manca la spinta o la cornice incide con la sua negatività?
Io stasera non ho sentito fischi, perché è storicamente comprovato che il Laziale mugugna soprattutto quando si offrono prestazioni deludenti contro squadre abbordabili o presunte tali.
Immagino tu non sia d'accordo quando ti dico che Juric potrebbe essere invece accolto senza i brontolii che un tempo accompagnavano i nuovi arrivati privi di blasone mondiale, ma facendo un ragionamento freddo e statistico noterai che dal 2004 ad oggi non sono transitati per Formello nomi di chissà quale grido.
Quindi il problema vero, secondo me, è che se Juric arriva e fa sfracelli il primo anno perché ha ambizioni fresche, perché riesce ad imporre un meccanismo di gioco, perché semplicemente arriva con la sfrontatezza dell'esordiente, stai pur certo che i mugugni non arriveranno per le sue prime cadute, quanto per la strisciante consapevolezza che non gli verrà permesso di consolidarsi e di ripetersi l'anno successivo, lasciato in balia degli eventi e gravato del peso di dover far andare la barca alla stessa velocità di prima ma con meno benzina. Un gap che forse (e sottolineo forse ) solo un allenatore quotato e di esperienza ad alti livelli potrebbe colmare: sperare che lo facciano i Petkovic, i Pioli e i Delio Rossi è una scommessa che si vince di rado. Già il tanto bistrattato Edy è stato forse l'unico a ripetersi per due anni di seguito, con quella Champions sfumata per gol ingiustamente sottratti e qualche palo di troppo.
Lazio Patria Nostra
E' questo il punto! Perché Allegri veniva dal Cagliari, Conte dal Siena, Barcellona e Real Madrid prendono i loro allenatori addirittura dalle giovanili, e pure l'Atletico Madrid prese il tanto stimato Simeone dal Catania, tra l'altro quando stavano in mezzo alla merda. Se uno è bravo, è bravo, ma cos'è che gli permette di essere bravo anche ad alti livelli?
La società. Nei top club è il club che conta più di tutti, pure se ti chiami Messi e vuoi Laporta come presidente anziché Bartomeu, quindi ti forniscono una squadra adeguata e poi gli fanno capire che tu sei l'allenatore che hanno scelto e sei tu che comandi. Qui invece abbiamo Pioli che l'anno scorso ha fatto quel che ha fatto, che ha avuto dei problemi quest'anno ma li stava riprendendo, poi però la società gli ha messo i bastoni tra le ruote, andando a prendersela con lui dopo Atalanta - Lazio, e ora a quanto pare non rischiamo il tracollo ma sarà difficile anche solo ottenere il minimo ed evitare una stagione anonima. Ma qui sta il punto che dicevo prima: se anche fai una stagione come la 2013-2014 ma senza cambiare allenatore, fai capire che la società ha scelto un allenatore, che ha già dimostrato in passato di saperci fare, e che la colpa è dei calciatori che non l'hanno più seguito, quindi andassero pure via tutti se non gli va bene, ma non esiste che decidono i calciatori. Se esoneravano Pioli mesi fa, magari la stagione andava meglio, ma sarebbe arrivato il momento in cui si sarebbero stancati anche del nuovo mister e stavamo da capo a dodici, a meno di un nuovo Reja, uno che ha avuto continuità ma che i risultati ottenuti da Pioli l'anno scorso (ma pure da Petkovic e da Delio Rossi) non li ha mai ottenuti, e forse è per questo che è durato più di tutti: perché non ha mai chiesto alla squadra uno sforzo in più, e li ha difesi dando la colpa a tutti tranne che a loro e a se stesso.
Il problema grosso comunque è che club come Lazio, Roma, Napoli e Fiorentina non hanno la mentalità vincente di club come Milan, Juventus e Inter. Certo, puoi sempre comprarla la mentalità vincente, ma devi avere i soldi per pagarla, e l'esempio è sempre il Napoli: al primo anno con Benitez aveva circa 100 milioni da spendere tra qualificazione in Champions League e cessione di Cavani, al secondo anno non li aveva ed è crollato tutto pure con l'allenatore top. Quest'anno cos'è cambiato? Che hanno preso Allan, Reina e Hysaj? Hanno la stessa coppia di centrali che l'anno scorso si facevano goal da soli, e sono diventati la terza difesa del campionato; hanno messo a fare il regista lo stesso calciatore che in un anno e mezzo con loro ha fatto poco e niente; hanno un centravanti fortissimo che però l'anno scorso ha sbagliato TUTTI i goal decisivi, quest'anno invece sta avendo addirittura la media goal più alta di tutta la sua carriera (uno che ha giocato al Real Madrid), i goal se li inventa pure. Secondo me è perché, oltre a cambiare l'allenatore, cosa che in genere da sempre un imput, devono riscattare una stagione negativa, funziona così in questi club...
Cragnotti era uno che aveva la possibilità di comprare la mentalità vincente, ma ci sono un paio di punti da evidenziare:
1) Vendeva e ricomprava i migliori ogni anno, e s'incazzò quando i tifosi gli impedirono di vendere Signori.
2) Rimpiange di non aver dato ascolto a Eriksson dopo la vittoria dello scudetto, quando gli disse di vendere tutti e rifare la squadra, perché erano appagati.
Forse, nonostante quello che potevamo fare, la Lazio era pur sempre la Lazio?
Altro esempio è l'Atletico Madrid: una cosa che ho sempre letto sul blog "L'Ultimo Uomo" è che Simeone ha reso forte l'Atletico Madrid convincendo la squadra di essere debole. In poche parole, gli ha dato un gioco adeguato e chiede di dare sempre il massimo per applicarlo. Ah, anche a lui vendono e ricomprano i migliori ogni anno...
Ecco, forse è questo un altro punto: se uno per continuare ad impegnarsi vuole uno stipendio enorme o una squadra ancor più forte che vinca al posto suo, ma io non ho la possibilità di dargliela, se ne vada lui piuttosto! Così ho anche i soldi per fare la squadra che diceva... magari non miglioro, però resto com'ero l'anno prima, che non mi sembra poco per un club della categoria della Lazio.