Citazione di: ralphmalph il 07 Mar 2016, 00:20
niente, praticamente su sto forum rispondo solo a te, essendo d'accordo con te praticamente su nulla.
Ma tu davvero pensi che la società abbia coperto pioli? Che non sia stato esonerato perché la società ha fiducia in lui?
Tu hai una fiducia cieca in questa società, ecco perché non sono mai(issimo) d'accordo con te
Non lo so con certezza perché non l'hanno esonerato. Ipotizzo più che altro. La via più facile per una società per scaricare le responsabilità addosso a qualcuno a fronte delle delusioni è l'esonero del tecnico.
Io, dopo la sconfitta di Bergamo l'avrei fatto.
A volte l'hanno fatto, altre no.
Potrebbe essere per i soldi ma, SECONDO ME, non è questo, non regge del tutto, per i motivi che ho descritto prima.
Il fatto che non hanno cambiato, fino a prova contraria, dice che l'hanno coperto davanti alla squadra.
No, non ho una fiducia cieca nei confronti della societa' perché Saha l'ho visto pure io. Più in generale non concedo mai fiducia cieca a nessun presidente Laziale. L'inculata è sempre stata dietro l'angolo.
Pessi, Longo e Baraldi ci dicevano che era tutt'apposto ed intanto consegnavano i libri contabili a Masoni che doveva curare gli ultimi respiri prima della consegna dei libri in tribunale. Tutti ad applaudire fiduciosi.
Questa societa' mi ha fatto vedere Keller e Patric, quindi e' capace di tutto. Ma ho visto pure Biglia. Il 26 Maggio, una stupenda finale di Coppa Italia persa lo scorso anno, Pechino, il primo Zarate, il primo Hernanes, Miro Klose, Keita Balde Diao (che se non fosse un po' testina di cazzo, varrebbe tre El Shaarawy), la riedizione della maglia bandiera, lo scudetto primavera e via dicendo.
Ho gioito con Cragnotti ma sono stato terribilmente male nel 2004.
Tra le due posso rinunciare alla prima ma preferisco non ripetere mai piu' la seconda.
Cerco solo di avere l'onestà intellettuale di riconoscere un certo lavoro al di la dell'andamento stagionale dei risultati.
Come scrivevo a Zoppo, la base è quella. Se si parte da li ogni ragionamento è valido.
Siamo messi molto meglio della maggior parte dei miei anni di tifoso e della maggior parte delle societa' professionistiche italiane, la società e solida e non ho nessun timore di ricadere a parte indietro, il che è parecchio rassicurante per chi ha vissuto decine di anni a bucio di culo stretto.
Lo scudetto del bilancio, a te te fa ride, per me invece conta. Perché è la base di partenza su cui poggiano tutti in progetti di crescita di una società con risorse limitate ed un presidente che non sovraintende ad un grande gruppo industriale o finanziario. L'equilibrio dei conti è fondamentale per evitare di fare nuovamente il botto.
Il problema di una squadra che non riesce a stabilizzarsi in Champions League non è un dramma sportivo ne umano. Ci arriveremo. È nelle cose.
Tradotto in soldoni, significa che tra 1 e 10 stiamo tra il 7 e l'8, come mio figlio a scuola a cui faccio i complimenti mica lo prendo a calci in bocca dalla mattina alla sera. Me piacerebbe che prendesse 10 ma non si può volere tutto, soprattutto se per tanti anni e' stato tra il 3 e il 4.
Ho capito che a voi ricordare la storia non piace. Liberi di farlo, a me invece si, mi piace riverdicarmela tutta perche' fortifica e non fa barcollare la mia Lazialita' solo per la qualità dei risultati. E mi fa apprezzare meglio il livello raggiunto oggi.
I risultati sono importanti, certo, ma mai decisivi come unico discrimine tra me e la squadra o tra me e la mia passione.
Difatti state incazzati dalla mattina alla sera e, da come scrivete, non trovate più le ragioni della vostra passione.
Come se una qualificazione Champions ve le facesse ritrovare. Nel mio modo di vivere il tifo una cosa del genere la riterrei parecchio avvilente.
Soprattutto per un irriducibile tifoso della Lazio per come è stato forgiato dal tempo e dagli eventi. Un Laziale tifa e partecipa in base ai risultati? Ma quando mai e soprattutto ma de che cazzo stamo a parla'?
Dopodiché si, in societa' possono migliorare parecchio, solo a Roma c'avemo tre quattrocentomila Laziali che farebbero meglio di Lotito di Tare e di Pioli, i quali, ovviamente, non capiscono una minchia sebbene sia il loro lavoro.
Certo, posso convenire sul fatto che sarebbe auspicabile Bertarelli alla presidenza e Guardiola in panca. Io c'ho pure l'autografo di Guardiola.
Ciò non toglie che, con tutti i difetti, l'antipatia e l'arroganza del personaggio, Lotito ha fatto del bene alla Lazio ed escludo che operi in malafede. È del tutto evidente. Nell'ambito dei suoi limiti, delle sue possibilità e dei suoi macroscopici errori.
Quindi, sebbene il personaggio mi sia completamente indifferente, mi da fastidio lo scherno continuo, l'insulto ed il fatto di continuare a descrivere la Lazio come la squadra e la società più merdose in circolazione. Soprattutto se fatto dai Laziali. Me manda al manicomio.
Un buon lavoro è un buon lavoro, punto. Sicuramente può fare meglio ma stiamo un bel pezzo avanti.
Al di la di questo, come fai come Laziale, vedendo una Lazio in bambola come quella col Sassuolo o quella di oggi, in cui magari i giocatori avrebbero bisogno di un minimo di sostegno e che l'ambiente sia un po' meno sotto pressione a continuare a disinteressartene?
A me, che so' strano, me fa proprio l'effetto contrario.
Proprio quando cadono e non riescono a rialzarsi mi viene spontaneo stargli vicino e tendergli la mano. Penso sia amore, me lo spiego così.
Che è indiscutibilmente più forte dell'odio o dell'antipatia per il diabolico gestore.
@Autumleaves: non intervenire e fatti i cazzi tuoi, rispondo a Ralph a cui mi lega affetto e stima anche se ci conosciamo pochissimo. La mia Lazialita' non è e non deve essere quella di nessun altro perché ognuno vive le cose come meglio crede. Non do lezioni ne pretendo di essere un modello di riferimento ne, tantomeno, voglio convincere nessuno a fare alcunché.
Spero che leggendo con attenzione i concetti espressi nel mio post chilometrico, stavolta ti risultino più chiari.