Citazione di: cosmo il 13 Gen 2014, 08:05
Il romanistismo ha da tempo travalicato il contesto del campo verde e dello stadio; è diventato una sorta di strafottenza istituzionalizzata. L'arroganza al potere invece che la fantasia del celebre slogan. Nel silenzio di tutti (a parte noi) e, ancora più grave, nella compiacenza di tutti (sempre a parte noi).
Nelle società civili è normalmente vietata ogni forma di prevaricazione. Ma nel caso della roma, la demonizzazione del cosiddetto branco lascia spazio alla celebrazione dello stesso e alla demonizzazione delle vittime. La ghettizzazione diventa quindi un valore, così come sono diventati dei valori la faziosità e la superficialità figlia dell'amore cieco, quell'amore che hai per una passione. L'essere di parte insomma. Che andrebbe bene se rimanesse confinata nel contesto di appartenenza.
Invece nel caso del tifo romanista, questi (dis)valori superano il confine del contesto e diventano moda, cultura, modello di riferimento, sotto l'occhio compiacente di una maggioranza rumorosa e connivente.
da questo discorso, io non terrei fuori un dato
l'omogenizzazione anzi, pardon, l'
omologazione fra le tifoserie organizzate, in risposta ad una precisa strategia politica di conglobazione delle opposte fazioni sotto un'unica bandiera (nera,
ma anche rossa, sarebbe stato lo stesso)
quello che voglio dire è che, nel tempo, l'infiltrazione di gruppi di estrema destra NELLE due curve romane ha portato ad una stagnazione, anche nei rapporti di forza fra chi vuole menare le mani
negli anni 70 ed 80 (stante anche la situazione sociopolitica), l'opposizione fra la nord (fascista) e la sud (rossa) ha portato a scontri, divisioni, cacce all'uomo che sono state da humus per un'azione PIANIFICATA, STUDIATA, STRATEGICAMENTE MESSA IN ATTO e COPERTA come quella che portò alla morte di Vincenzo Paparelli
in tutti gli anni 90 e 2000, invece, le due curve romane sono state ripulite dalle frange più libere del tifo, depurate dagli estremismi di sinistra ed hanno visto sostituire il substrato popolano di sinistra con quello, sempre popolano, ma che scontava il cambiamento delle periferie da rosse a nere (basta guardare i voti espressi da quartieri un tempo roccaforte del PCI, una volta che il partito si è imborghesito ed ha lasciato le periferie alla destra sociale)
non voglio dire, e sarei un folle a farlo, che le aggressioni non esistano più: ci sono fior di netter che sono capitati in mezzo alle aggressioni di ponte milvio, da parte dei
bastardi giallorossisolo che, rispetto a quello che avveniva negli anni 70 ed 80, oggi non si risponde più colpo su colpo, non si restituisce lo schiaffo dandone due, i gruppi della nord hanno sodali nella sud, con loro casomai si aggrediscono le ff.oo. o qualche manifestazione di studenti medi o si attacca un pub dove si possono trovare ebrei o inglesi
a questo punto, e so di dire una cosa più grossa di me e ragionare per paradossi, io vedo una strategia ANCHE in questo
negli anni 70 ed 80 era NORMALE che a roma si pensasse, a vari livelli (dal mercato rionale all'aula di tribunale) che ammazzare un Laziale non fosse un reato: ce l'hanno cantato in faccia per 20 anni
a quei canti, ognuno rispondeva come poteva e doveva: a roma volavano pizze, no carezze
ed il tifoso Laziale, seppure sbeffeggiato nei cori, veniva temuto de visu
molto temuto
così, vuoi perchè il clima politico pian piano cambiava, vuoi perché su qualche tavolo si è pensato di dare un'unica connotazione alle curve italiane (non solo romane), l'infiltrazione fascista omologante si è impadronita sia della nord (e ce voleva poco, ma prima dovevi sfanculare gli ES, che erano apolitici) che della sud (qui hanno lavorato più a lungo, arrivando a trasformare addirittura i fedayn)
ad oggi, quindi, l'onore (parola terribile) dei Laziali NON E' PIU' difeso da nessuno se non da Laziali sciolti e da siti come questo
la società, spersonalizzata e delazializzata, non mette bocca su NULLA che riguardi il buon nome dei singoli tifosi
i gruppi organizzati oramai trovano anche difficoltà a ribattere o controbattere (se non con goliardici
stricioni o con opere d'arte di difficile comprensione) ai nemiciamici giallorossi: non sia mai che si colpisca un altro affiliato, come te, a casapound o albadorata
nel mezzo, noi Laziali NORMALI
che dobbiamo leggere questo vomito di scimmia su un quotidiano pagato da TUTTI noi a firma cagnucci che, di fatto, cerca di riportare (e lo fa con TUTTI gli articoli che scrive: il sesso con la Lazio, questo, ma anche altri) lo scontro a quando ammazzare un Laziale non contava nulla
a quando era solo un errore (peraltro, ben pianificato)
e che dobbiamo, coperti dall'estremo
imbarazzo dei ns gruppi di curva nord, subire anche vigliacche aggressioni solo per il fatto di portare una sciarpa o passare per un ponte sbagliato o avere un adesivo sull'auto
imbarazzo che, ripeto, nasce dalla contiguità, dall'omologazione, dalla complicità e da una connessione di interessi extracalcistici fra chi si crede fascista più fascista dei fascisti e relega i Laziali a cittadini di serie b a roma, nella loro città
questi guerrieri della nord, che oramai vivono in una riserva tutta piena di odio per lotito ma vuota, oramai, della difesa della Lazio, non si rendono conto neanche del danno duplice, triplice, quadruplo, che fanno alla Lazio stessa
almeno, una volta, ai tempi rimpianti da TC, ai tempi del cucs, uno come lui avrebbe dovuto dormire molto preoccupato
molto
oggi, invece, scrive oscenità simili e panegirici su una manica di delinquenti (fra cui uno che meriterebbe un esodo Laziale come a Napoli per pisciargli sulla tomba), e per giunta lo fa su un giornale pagato, in parte dagli stessi Laziali
anche quelli che oramai non si indignano più ma magari pensano ad una nuova, spettacolare, coreografia