85esimo, siamo sul 2-0 per la maggica. La partita è brutta, il Genoa è in vacanza. La curva sud invoca a gran voce il suo capitone e comincia ad insultare Lucio Prime Time, reo di tenerlo in panca vicino a Gerson e Vermaelen. Alcuni tifosi della monte Mario vengono fermati dagli steward mente tentano di raggiungere Spallucce per chiedere spiegazioni armati di banane gonfiabili. L'atmosfera è elettrica, nosferatu cede. Entra er gapetão. Dopo 8 minuti di olè per ogni tocco indietro, finalmente un lampo: nessuno lo marca e il pupazzo fa partire un lancio sghembo per Mohamed kebab; burdisso decide quindi di congedarsi dal suo ex pubblico con un fallaccio da dietro. CALCIO DI RIGORE. l'Olimpico cade in una specie di incantesimo, gli ultrà smettono di cercare di srotolare la coreografia - ancora impastata in curva da inizio partita, i tifosi addentano nervosi i panini con nduja e melanzane ripiene, c'è chi spera che tutto finisca in tempo per l'ultima corriera per Avezzano.
Tutto è pronto. Zampa di gallina, in un bagno di sudore e lacrime, manda giù una boccetta di Lexotan per calmarsi, de Rossi e il ninja si avvicinano a Lamanna con le mani a coprire la bocca e minacciano il portiere genoano di fargli trovare i Casamonica dentro casa se dovesse provare a buttarsi, a bordo campo si affollano i giornalari di Rai, Sky e Mediaset, che per l'occasione hanno cinto il loro microfono con la fascetta giallorossa d'ordinanza. Lui, il mito di questa gente, si guarda intorno e, prima di farsi consegnare il pallone dall'arbitro di linea, chiude gli occhi e comincia a rivivere i momenti più belli della sua carriera, poi inizia a contare i trofei conseguiti in un quarto di secolo e si accorge, ancora una volta, che basta una mano per contenerli tutti. Vabbè, poi pensa, so' comunque er mejo giocatore d'Italia, lo dicono tutti. Poi però pensa al fatto di non aver mai giocato una semifinale europea, e rimugina sul fatto che a lui sto famoso pallone d'oro non l'hanno mai dato, mentre ad altri italiani sì. Pesante da digerire ma, si risponde, se giocavo cor real ne vincevo quattro e comunque so' quello che in Italia ha segnato di più. Poi però si ricorda che non è vero, c'è uno che sta ancora oggi sopra di lui, nonostante la classe arbitrale abbia fatto di tutto per ridurre il gap, garantendo agli eredi dell'impero più rigori che calci d'angolo. Ed è pure uno che giocava con la Lazio, un certo Pioli, Piola, pensa e rimugina. Allora la testa va al derby. Almeno in città, considera, so' er padrone assoluto, ho vinto più derby de tutti. Poi però ci pensa bene e s'accorge che è anche quello che ne ha persi più di tutti. E che quelli che ha perso sono più di quelli che ha vinto. Ok, è stata sfortuna, ma comunque vuoi mette, so' sicuro che da quando sto a Trigoria io nun c'è trippa per gatti, a vittorie li sotteramo, er king of rome, voglio dì, so' sempre io. Poi però ci riflette meglio e si rende conto che da quando c'è lui la Lazio ha vinto il doppio dei trofei rispetto alla maggiga, vincendo anche in Europa e alzandogli per giunta una coppa in faccia. Ao', in qualcosa sarò er primo, er più. Almeno er più vecchio a gioca' in A, si chiede. Poi ci riflette meglio e si rende conto che il più vecchio è Ballotta, n'artro laziale. Vabbe', per oggi ho pure pensato troppo, la testa me scoppia, famme fa sto go'. Prima di tirare si controlla la maglietta celebrativa firmata Nike, ce sta na scritta in inglese che non capisce ma gli hanno detto che è da paura. "Non plus ultra", boh. Daje, famo sto go'.