Una delle cose più curiose e bizzarre che periodicamente, da qualche anno, è non solo l'esaltazione delle partite tra le grandi squadre d'Europa, come è stata City.Real, e questo è anche normale, le belle partite piacciono a tutti, ma nei commenti di molti giornalisti italiani, ripeto oltre all'ammirazione di quanto visto, c'è un sottile messaggio, per me qualunquista ed anche abbastanza ridicolo, di "rimprovero" al calcio italiano di non voler offrire ai suoi tifosi uno spettacolo del genere, arroccandosi su un modo di allenarsi e di giocare volto alla lentezza, alla noia, alla bruttezza e quindi alla sconfitta. Quanta mediocrità, quanta approssimazione, quanto populismo. Come se uno di nostri figli ci accusasse di non voler vivere in una villa a Montecarlo e di non voler circolare in Ferrari con abiti di alta modo, etichettandoci come mediocri. Ripeto...povero giornalismo, quanto mancano all'Italia i Beppe Viola, Gianni Brera, anche Aldo Biscardi, Paolo Valenti, giornalisti competenti ed intellettuali che non si piegavano alle mode ed al qualunquismo. I Top Club inglesi, il PSG, Real Madrid e Barcellona offrono spettacolo perchè economicamente possono acquistare i giocatori più forti del mondo, è una equazione semplice, sono motivazioni di carattere economico, d'altronde dalla prima metà degli anni '80 ai primi anni 2000 quelli che offrivano spettacolo erano i club italiani, la Serie A era appellata il "miglior campionato del mondo", e di certo non lo era perchè allora ci fosse una volontà di essere bravi ed oggi no, è una questione di dimensione economica del nostro Paese, che oggi cmq sta vivendo una fase di ripresa. Zico, Maradona, Falcao, Socrates, Platini, Boniek, Veron, Kakà, Shevchenko, Rummenige, careca, Van Basten, Gullit, Rijkard, Krol, ed altri ancora, veniva in Italia ad allietarci e ad ispirare i giovani calciatori italiani non perchè prima lo volevamo ed oggi no, non perchè le società erano brave ed oggi no, ma perchè prima l'Italia, o meglio il sistema economico italiano, aveva le possibilità di poter ingaggiare quei campioni che oggi arricchiscono i Top Club della Premier, PSG, Bayern, Real e Barcellona. Ultima cosa: il calcio inglese era già molto affascinante negli anni '60-70-80, prima che arrivassero i campioni, già allora esprimeva un dinamismo, velocità, fisicità che da noi si vedevano di meno, solo che da 15 anni la Premier ha unito queste caratteristiche anche alla possibilità di avere i giocatori più talentuosi del pianeta, per cui è la ricchezza economica a fare la differenza, e lo scrivo con ampia cognizione di causa in quanto il calcio inglese lo seguo da quando era trasmesso da TMC e commentato da Michele Plastino, da fine ani 70. Mi aspetterei dagli ottimo giornalisti italiani più riflessività e meno qualunquismo fatti di luoghi comuni e chiacchiere.