Cito:
http://www.ilromanista.it/images/copertina/copertina_20111019.pdfFotia, questo non è veleno, ma semplicemente un buttarla in caciara, un espediente per attizzare gli animi e magari vendere qualche manciata di copie in più: cosa c'entra quel signore di Reja con quei deficienti che hanno fatto i cori antisemiti? Che sono stati oltretutto ripudiati dalla società Lazio (come giustamente rimarcato dalla Comunità ebraica di Roma:
http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/425365/), e sono stati respinti dalla stragrande maggioranza dei tifosi?
Oltretutto, mi pare che Reja non si sia minimamente filato (se non rispondendo cortesemente ad alcuni giornalisti) quei bamboccioni che non sanno che le partite durano a volte 93 minuti (e che non bisogna esultare prematuramente...), o che non hanno ancora imparato - in tanti anni - un minimo di rispetto sportivo dell'avversario, prima, durante e dopo le partite. Dunque, perché tirare in ballo Reja?
Lo so, dopo due giorni fa ancora male come una soppressata ingerita dall'orifizio sbagliato, ma questo non giustifica, ai miei occhi, il livore di Venenum su un giornale anche da me finanziato.
Ecco il testo, che si commenta da solo:
VenenumDa 48 ore, ininterrottamente, il buon Reja non fa che
ripetere quanto lui sia un signore e quanto Totti e,
ovviamente Osvaldo, non lo siano.
Non c'è intervista, dichiarazione, breve battuta dell'allenatore
laziale più sconfitto nei derby, che non
contenga un riferimento alla "sua medesima" signorilità.
Ora sarebbe meglio che uno non si sbrodolasse
così addosso da solo. La lasci giudicare dagli altri
la sua classe.
Non so, per esempio da quei signori dei tifosi laziali
che la sera del derby hanno intonato a più riprese il
coro "Su cantiamo tutti insieme giallorosso ebreo!"
in concomitanza con la fiaccolata che ogni anno ricorda
la deportazione nazista di 1022 ebrei romani
- di cui 200 bambini - proprio il 16 ottobre del 1943.
Tornarono vivi solo in 16 adulti. Ma agli aquilotti
che je frega...