Vlado Petkovic

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Vlado Petkovic
« il: 31 Mag 2013, 08:11 »
Vladimir Petkovic, dottor football

"Petkovic-Lazio: ho avuto quest'idea ed ho mandato una lettera di presentazione a Lotito" - Flavio Ferraria, consulente Petkovic.
31.05.2013 06.00 di Chiara Biondini 


Dalle nubi ai sorrisi. Dai dubbi alle certezze. La storia di Vladimir Petkovic è la favola di un self made man, di un uomo che con le sue forze, con la sua cultura, si è fatto da solo. Roma lo accolse titubante, poiché le latitudini svizzere erano incognita importante per regalare capisaldi ad una Lazio bisognosa di ripartenze senza intoppi. Il Dottore parla sette lingue, ma una in particolare ha sempre accompagnato la sua vita: quella universale del calcio.

LA GUERRA - Nasce a Sarajevo, in quella terra ricca di tante meraviglie e di troppe insidie chiamata Jugoslavia. Era il 1963, il padre del giovane Vladimir era calciatore, divenne poi allenatore. Il calcio, la lingua universale della sua vita, scorreva già nelle sue vene. Petkovic parte lì, da casa sua, quella dove poi pioveranno bombe e morte, nella carriera da calciatore. Le giovanili del Sarajevo, un salto al Koper a piantonare il centrocampo della formazione ora nel campionato sloveno, poi la guerra. Quella che dilania un paese, strappa i sogni, annienta le vite. Quella che abbatte i ponti e costringe chi vi si trova coinvolto, terrorizzato, spaventato, a scegliere la sua strada: restare e combattere oppure andarsene, in cerca di una nuova vita. Petkovic aveva vinto un campionato jugoslavo nel 1985, ma la prima tappa della sua nuova esistenza è Chur, un comune di trentaseimila anime nel Canton Grigioni. La Svizzera, come nido sicuro, lontano dal frastuono e dallo strazio della morte.

LA CARITAS - Il Chur 97 è la sua prima squadra. Petkovic è un onesto mestierante della mediana, lì si è trasferito prima che arrivassero i primi aerei, i primi mortai, prima che scoppiasse la Guerra dei Balcani. I genitori rimasero a Sarajevo, ha raccontato il cittadino del mondo Vladimir in una recente intervista a Panorama. "Riuscivo a chiamarli, ma sentivo gli spari in lontananza: per sei mesi, ci sentivamo solo tramite i radioamatori". La carriera di calciatore, fatta di gavetta e sudore, dura in totale diciassette anni. Petkovic studia poi per diventare allenatore, nel frattempo si impegna anche nel sociale, con la Caritas, dove nasce il soprannome Dottore. Per cinque lunghi anni, si occupava di povertà, di per persone con basso reddito, di chi aveva dipendenze, di uomini e famiglie che non potevano arrivare a fine mese. Una storia privata, che Petkovic racconta senza dettagli, perché fa parte del suo bagaglio umano e dev'esser buona solo per convincere altri a prendere la sua strada. "Ha lavorato cinque anni da noi come operatore sociale nella sede di Giubiasco -ci spiega Stefano Frisoli, suo collega ed amico nell'associazione umanitaria-. In questo periodo, Vladimir ha abbinato due vite. Fino alle cinque operatore sociale di Caritas, dopo le cinque allenatore. Conciliava le due realtà con fatica ma bene, dando importanza ad entrambe le cose, senza farci pesare mai niente. Si sapeva organizzare molto bene, da persona molto alla mano e capace di costruire relazioni forti quale è. La sua forza è questa, quella di costruire un gruppo". Frisoli spiega, nel dettaglio, il compito di Petkovic a Giubiasco. "Da noi faceva sopralluoghi e con le squadre esterne faceva ritiro e consegna mobili: a Giubiasco abbiamo un negozio dove le persone donano oggetti in un negozio dove vengono rivendute. Lui si occupava del lavoro esterno, del ritiro e consegna. Lo ricordo sempre con grande affetto, in modo vero: è sempre stato legato alle cose che faceva, concentrato, senza pensare al big match della domenica. Viveva bene le due dimensioni, finché ad un certo punto ci ha detto che sarebbe andato allo Young Boys: non poteva conciliare questa vita con quella da professionista della panchina". Già. Tra i due, però, è rimasto sempre un rapporto meraviglioso. "A volte ci sentiamo, ci scambiamo qualche messaggio. E' passato a trovarci recentemente, abbiamo mantenuto un legame. Fa parte del suo modo di essere, quello di mantenere le relazioni nel tempo. Una grande persona, ecco chi è Petkovic".

CITTADINO DEL MONDO - Vladimir Petkovic parla otto diverse lingue. Serbo, bosniaco, italiano, francese, inglese, tedesco, russo, spagnolo. Vladimir Petkovic ha tre cittadinanze diverse: bosniaca, croata, svizzera. Vladimir Petkovic è un cittadino del mondo. Perché il mondo è la sua casa, perché quella natia gli è stata strappata sotto il frastuono delle bombe ed ha fatto dell'intero globo il posto dove vivere col sorriso, per sé e per gli altri. Anche per la sua famiglia, come la moglia Ljiljana e le due figlie, Ines e Lea. E' per questo che, oggi, Roma è come Sarajevo, come Bellinzona, come Locarno, come Martigny. Roma è davvero casa sua, anche perché lui lo ha sempre ribadito, nel corso della sua vita. "Non mi sento straniero da nessuna parte". Così si sente nella Capitale, così si sentirà in qualsiasi sarà la sua prossima destinazione.

LE PANCHINE - Petkovic non ha modelli a cui ispirarsi. Cerca di prendere il meglio da chi ha incrociato, osservato e studiato, però. Wenger e Capello, per esempio, sono da sempre fonti di spunti e idee. Prova a metterle in atto dal 1997, quando si siede sì una panchina senza però appendere le scarpette al chiodo: con il Bellinzona ricopre il ruolo di allenatore giocatore, poi per cinque anni è il tecnico del Malcantone Agno con cui conquista anche una promozione in Challenge League. Fa la storia della piccola società biancorossa, tanto da lottare anche per salire in Super League, sin quando nel 2004 il Malcantone non si fonde con l'FC Lugano, formando l'AC Lugano. Torna poi a Bellinzona, dove trova il suo ex allenatore Arno Rossini, che da lì in poi sarà il suo fedele vice, sino all'esperienza della Capitale. Qui scopre anche Senad Lulic, bosniaco fuggito in Svizzera anche lui, storie parallele che si incrociano nuovamente anche a Roma, sponda Lazio. Poi lo Young Boys e le prime esperienze in Europa, l'esonero nel maggio 2011 e la Turchia. Vola al Samsunspor, aperitivo di nuova esperienza in una casa diversa da quella precedente, visto che qui resta solo per sei mesi. Poi torna in Svizzera, grazie a chi l'aveva conosciuto molto prima. "La prima volta eravamo a Bellinzona - ricorda Marco Degennaro, ex uomo mercato del club elvetico ed ora al Sion-. Stavamo attraversando un periodo di risultati deludenti, lui aveva fatto bene a Lugano ed era senza squadra. Ci incontrammo in città, all'Hotel Sereda. Era la stagione 2005-2006, eravamo io, il mio ds di allora Bignotti e Petkovic. Gli dissi: 'dimmi tu a che ora preferisci, non ci sono problemi'. Mi disse 'sette, sette e mezzo all'albergo'. Di mattina, però... Il percorso con Vlado fu bellissimo, riuscimmo anche a salire in A nel 2008 dopo lo spareggio. Poi ci ho giocato tre-quattro volte contro, quando era allo Young Boys, poi è andato in Turchia e poi...". Già, poi. Poi il Sion, quasi come una nuova missione, perché di quello si trattava. "Ci dettero trentasei punti di penalizzazione -ricorda Degennaro-: dal secondo, finimmo al penultimo posto e dovevamo giocare quattro partite e ci serviva un motivatore, un leader. Al club dissi chiaramente: 'la persona giusta è Petkovic'. Stavolta scelse l'orario il presidente, ci vedemmo a Locarlo e lui ci chiese un attimo per riflettere, visto che aveva già i primi contatti in essere con la Lazio. Poi accettò ed in pochissimo tempo salvò il Sion, in quattro partite. Il passaggio in biancoceleste -chiosa-, l'ho vissuto da amico di Vlado: ha sempre vissuto tutto bene, serenamente. Era sì teso, ma anche tranquillo, è riuscito a guidare il Sion alla salvezza ed a condurre le trattative con massima serenità".

CORE DE STA CITTA' - "L'ho conosciuto in Svizzera -spiega Flavio Ferraria, amico e consulente di Petkovic, figura fondamentale nel presente dell'allenatore-. Ero presidente e dg di un club, lui allenava il Bellinzona. E' sempre stato una persona seria, professionale, un uomo che conosce il calcio internazionale e che guarda molte partite: uno studioso del football". Già. Cittadino del mondo, cittadino onorario del pianeta calcio. La bandiera che si sarebbe aggiunta, di lì a poco, nell'atlante delle emozioni di Petkovic è quella italiana. "Ho avuto io l'idea Lazio -spiega Ferraria-: mi sono visto con Vlado per un caffè, vicino Locarno, e gli ho spiegato tutto. Ci abbiamo provato, è iniziata per gioco, quasi, poi la realtà ha preso piede e lui ha avuto i contatti diretti con la società biancoceleste. Io ho mandato una lettera di presentazione a Lotito, il 15 maggio c'è stato il primo incontro e da lì è nato tutto". Adesso Petkovic abita vicino a Formello, zona del centro sportivo della Lazio. Casa e lavoro, lavoro e casa. Perché le favole si costruiscono anche così. Sudore, fatica ed impegno. E' la favola del Dottor Football.

   


Offline bak

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #1 il: 23 Giu 2018, 09:06 »
Grandissimo allenatore. tatticamente quasi perfetto.

Sempre grati, Vlado

Offline surg

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #2 il: 23 Giu 2018, 09:21 »
I tifosi della Lazio lo hanno cacciato per incapacità.
Il prossimo sarà Simone Inzaghi

Offline mrk71

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #3 il: 23 Giu 2018, 09:40 »
ieri sera con una squadra meno forte fisicamente .....gliel'ha incartata e alla fine ha vinto.
Grande Vlado ...un vero signore !!!!
Re:Vlado Petkovic
« Risposta #4 il: 23 Giu 2018, 09:41 »
I tifosi della Lazio lo hanno cacciato per incapacità.
Il prossimo sarà Simone Inzaghi


In realtà, come fece Eriksson, aveva firmato per una nazionale

Offline olympia

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #5 il: 23 Giu 2018, 09:49 »
Forse avete la memoria corta, vi siete scordati la moltitudine di partite perse perché giocate come ha giocato la Serbia ieri? Tutti all' attacco e infilati regolarmente di rimessa. Poi per recuperare, in campo una moltitudine di attaccanti e regolarmente puniti perché troppo sbilanciati? Forse l' esperienza alla Lazio lo ha fatto migliorare tatticamente, ieri ha giocato con intelligenza.

Offline Tarallo

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #6 il: 23 Giu 2018, 09:56 »
Esatto.
Manco ali cani.
Re:Vlado Petkovic
« Risposta #7 il: 23 Giu 2018, 10:24 »
Sembra che ci fossi solo io a Verona perdere con l'hellas 4-1 in una delle più nefande partite mai viste.
Un genio incompreso.....

Offline 12.maggio.74

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #8 il: 23 Giu 2018, 10:39 »
In realta', se ben ricordate, si scazzo' perché si fece un mercato che lui non gradiva avendo dato altre disposizioni. Lo so che tantissime societa' fanno mercato indipendentemene dai desideri dell'allenatore, ma non tutti son cosi' e ci sta che qualcuno pretenda  di allenare con cio' che vuole lui (nei limiti del possibile). A posteriori non aveva neanche troppo torto, oggi tare, che tutti incensiamo, in quel mercato porto', oltre a biglia, perea, postiga, novaretti, vinicius e kakuta, più un giovane ventenne infortunato (ANDERSON)  che  quell'anno vide il campo ben poco.
E' vero che bisogna sempre rispetta chi ti paga, ma è anche vero che se il rispetto delle tue idee dall'altra parte non c'è ti s[...] abbastanza...

Offline sergione

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #9 il: 23 Giu 2018, 10:43 »
Sembra che ci fossi solo io a Verona perdere con l'hellas 4-1 in una delle più nefande partite mai viste.
Un genio incompreso.....
Forse non ricordi con quali difensori giocavamo in quel periodo.
Grande allenatore, gli sono grato soprattutto per aver eliminato quella patina di triste rejaggine che ci portavamo dietro da 3 anni.
Non e' un caso che dall'anno successivo e' cominciata la rinascita Lazio.

Offline bak

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #10 il: 23 Giu 2018, 11:55 »
Forse avete la memoria corta, vi siete scordati la moltitudine di partite perse perché giocate come ha giocato la Serbia ieri? Tutti all' attacco e infilati regolarmente di rimessa. Poi per recuperare, in campo una moltitudine di attaccanti e regolarmente puniti perché troppo sbilanciati? Forse l' esperienza alla Lazio lo ha fatto migliorare tatticamente, ieri ha giocato con intelligenza.

Esatto.
Manco ali cani.

Sembra che ci fossi solo io a Verona perdere con l'hellas 4-1 in una delle più nefande partite mai viste.
Un genio incompreso.....

Beh, bisogna dire per prima cosa che sono passati 4 anni, e in quattro anni si imparano diverse cose. Il primo anno sbracò alla fine, quando chiaramente tutti i fari erano puntati sul 26 maggio, disputando comunque un'ottima Europa League; il secondo anno andò a puttane come successe in precedenza a Delio Rossi e Pioli.
Comunque gli sarò sempre grato e per la Coppa e per lo stile.

Offline mdfn

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #11 il: 23 Giu 2018, 12:04 »
Io ho un buon ricordo, soprattutto per il ventisei maggio. Brava persona, elegante, tutto quello che volete, ma grande allenatore no.
La partita col Verona non fu nemmeno giocata così male, è che ci mangiammo dei gol, prendendone di balordi.
A leggere i nomi quella squadra non era scarsa, purtroppo alcuni erano arrivati di cottura. Biava e Dias, per dirne due (per farmi del male ho rivisto il video della partita col Verona, i gol che prendiamo sono comici, c'è anche un paperozzo di Marchetti).

Offline sergione

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #12 il: 23 Giu 2018, 13:34 »
Io ho un buon ricordo, soprattutto per il ventisei maggio. Brava persona, elegante, tutto quello che volete, ma grande allenatore no.
La partita col Verona non fu nemmeno giocata così male, è che ci mangiammo dei gol, prendendone di balordi.
A leggere i nomi quella squadra non era scarsa, purtroppo alcuni erano arrivati di cottura. Biava e Dias, per dirne due (per farmi del male ho rivisto il video della partita col Verona, i gol che prendiamo sono comici, c'è anche un paperozzo di Marchetti).
Quella partita la ricordo bene perché è la dimostrazione che puoi avere Messi Sms Neymar in squadra, ma se prendi quei gol non vai da nessuna parte. E noi avevamo un ex portiere  ( già allora), un ex difensore  ( Dias) uno che non è mai stato un difensore  ( Cana) e per non farci mancare niente Lulic terzino. Gli unici due difensori  ( Biava e Radu) infortunati.

Offline Daniela

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #13 il: 23 Giu 2018, 13:44 »
io me lo voglio ricordare così :D

Offline olympia

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #14 il: 23 Giu 2018, 13:56 »
io me lo voglio ricordare così :D


:since

Offline PabloHoney

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #15 il: 23 Giu 2018, 15:22 »
io me lo voglio ricordare così :D



A vita proprio

Offline COLDILANA61

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #16 il: 23 Giu 2018, 17:53 »
E' una nostra costante fare un buon anno e poi buttare tutto alle ortiche per una serie di motivi che ancora oggi mi risultano incomprensibili .

I tifosi della Lazio lo hanno cacciato per incapacità.
Il prossimo sarà Simone Inzaghi

I tifosi solo per ultimi .

Mancano 8 giorni al 1 luglio .

Speriamo che il mercato accontenti la societa' (finanze) , il tecnico (gradimento) , noi tifosi che vediamo tutti compatti .

Poi il campo dira' .

Ma basta scontenti e partenti al 1 agosto .

Io lo svedese che fece regalare uno scudo alle merde , non l'ho dimenticato , altro che Vlado .

Offline syrinx

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #17 il: 23 Giu 2018, 19:32 »
io me lo voglio ricordare così :D



Solo per questo, uno dei più grandi della nostra storia.

Le imbarcate, però, me le ricordo ancora.

Offline robylele

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #18 il: 23 Giu 2018, 19:55 »

Io lo svedese che fece regalare uno scudo alle merde , non l'ho dimenticato , altro che Vlado .

esattamente.
Hai detto bene, altro che vlado...



p.s.: comunque io la Svizzera la gufo lo stesso.

Offline Omar65

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Re:Vlado Petkovic
« Risposta #19 il: 23 Giu 2018, 20:31 »
Non scherziamo, l'allenatore del 26 maggio entra di diritto nel Pantheon dei laziali.

Poi, è vero, perse completamente il controllo della squadra e stavamo andando a piombo in b.



Io lo svedese che fece regalare uno scudo alle merde , non l'ho dimenticato , altro che Vlado .

Ah, meno male...
Pensavo che sta cosa me l'ero sognata e la pensavo solo io.
 

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