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Sport => Calcio! => Discussione aperta da: radar il 13 Gen 2011, 09:42

Titolo: Voli, paure, pensieri di Dino il Taciturno (Il Manifesto 13 gennaio)
Inserito da: radar il 13 Gen 2011, 09:42
Citazione di: Matteo Patrono - Il Manifesto 13 gennaioIntervista a Dino Zoff, al quale il drammaturgo Giuseppe Manfridi ha dedicato un'anomala biografia tra Shakespeare e Bearzot. «In porta mi sentivo un operaio specializzato e sulla vita qualcosa da dire ce l'ho anche io»

Scrivere un libro di 257 pagine su Dino Zoff, passando con lui qualche pomeriggio al circolo dopo il caffè, non deve essere impresa facile nemmeno per un drammaturgo. Mai vi fu calciatore e allenatore più schivo di lui. Per dire, la conferenza stampa con cui annunciò le dimissioni da ct azzurro dopo gli insulti di Berlusconi durò in tutto sette minuti e da allora sul Cavaliere non ha più detto una parola. Suscita dunque una certa curiosità il bel libro scritto da Giuseppe Manfridi, Tra i legni. I voli taciturni di Dino Zoff (Limina), presentato ieri a Roma nella sede dell'Istituto per il credito sportivo alla presenza del leggendario numero uno azzurro. Sceneggiatore teatrale, Manfridi racconta soltanto lo Zoff calciatore perché per lui che da ragazzino in porta si faceva chiamare Zoffe, Dino sarà sempre e soltanto quello, il portiere per antonomasia. Dalle prime partitelle per le strade di Mariano all'ultima parata contro la Svezia nell'83, passando per la Juventus, il mundial di Spagna e quel pallone arpionato sulla linea di porta al 90' di Italia-Brasile 3-2. «Mai avuta tanta paura come su quel colpo di testa di Oscar», confessa Dino, 29 anni dopo. Sulla soglia dei 70, è facile incontrarlo a spasso per Trastevere col nipotino, ma qui l'occasione è troppo ghiotta per lasciarselo sfuggire.
Come ha fatto Manfridi a fare breccia nella sua proverbiale riservatezza?
In effetti all'inizio ero un po'scettico all'idea, io non amo nemmeno riguardare le mie vecchie partite, si figuri. Ci trovo sempre qualcosa che non va. Le biografie sportive poi di questi tempi sono molto più che inflazionate anche se questa tutto è tranne che una biografia tradizionale. Sono stato tirato dentro dall'amicizia e dal calore dell'autore che è riuscito a percepire molte cose che io a parole non so spiegare.
Infatti per spiegarle Manfridi ha fatto ricorso a Shakespeare, Balzac e Camus, che era portiere come lei...
Non sono così orso come si dice. Se mi si chiede di parlare di calcio sì, direi anche piuttosto parco. Ma sulla vita qualcosa da dire ce l'ho anche io. Ci siamo divertiti a divagare qua e là, scomodando scrittori importanti ma io in realtà sono molto più terra terra. Comunque, se uno ha piacere di leggere quello che ha pensato Zoff ogni tanto nella sua vita, faccia pure. Ma non è strettamente necessario.
Cos'è, si è già pentito?
No, ma sono certo che qualche problemino questo libro me lo creerà, con la gente del mio paese. Ho raccontato di un vecchio falegname di Mariano e già so che quello mi chiamerà e dirà: ma io non sono un semplice falegname, sono un falegname che fa modelli per la fonderia. Noi friulani siamo fatti così.
A cosa pensava lei quando stava tutto solo in mezzo ai pali?
Pensavo al mio lavoro, a farlo bene. A farmi trovare sempre pronto da quell'operaio specializzato che ero. In campo non c'è tempo per riflettere sulla vita o pensare ai propri problemi, quello puoi farlo dopo. In porta l'unica cosa che devi fare è tirare fuori il carattere e non deprimerti se becchi un gol. Il portiere era e resta un uomo solo, lo scriveva già Umberto Saba.
Manfridi dice che il momento più imbarazzante dei vostri incontri è stato quando lui, romanista, le ha chiesto conto del famoso gol di Turone...
Gli addetti ai lavori dicono che valutare una fuorigioco per un centimetro a velocità normale è impossibile. Comunque il gol non era regolare perché l'arbitro non l'ha dato.
La sua Juventus non se la passa tanto bene. Preoccupato?
Sta vivendo un momento delicato, ma non tanto per la classifica che permette ancora di recuperare il terreno perso, quanto per quei sette gol presi nelle ultime due partite che sono un brutto segnale. Il Napoli mi ha entusiasmato ma la squadra da battere resta il Milan. L'Inter dovrà sudare per rientrare in gioco.
Oggi Buffon torna in campo in Coppa Italia, 7 mesi dopo l'infortunio al mondiale. Possibile sia diventato una riserva?
Purtroppo gli infortuni non gli hanno permesso di giocare negli ultimi mesi ma quando recupererà la forma migliore, si riprenderà il posto. Se Gigi sta bene, non c'è nessuno come lui. Lui è Buffon.
Eppure alla Juve sembra che lo considerino ormai un mito ingombrante. Più o meno come Totti alla Roma.
Totti è un grande giocatore e se sta bene, anche lui non ha problemi a giocare. Credo che la decisione di Ranieri di farlo entrare solo nei minuti finali a Genova sia un segno di riconoscenza del valore di Totti perchè evidentemente anche il tecnico sa che in pochi minuti uno come lui può decidere una partita.
Non è che così si ammainano le bandiere?
Non è una questione di bandiere, ma di condizioni di forma che vanno e vengono e portano un allenatore a prendere delle decisioni. Anche i grandi campioni vivono momenti difficili.
Soprattutto a fine carriera, lei ne sa qualcosa.
Arrivai alla Juve a trent' anni e già dicevano che ero vecchio. Dopo i due gol presi con l'Olanda ai mondiali del '78, mi gridavano di tutto. Pensionato, paralitico, vai a casa.
E invece arrivò il trionfo dell'82. Uno di quei momenti in cui la nazionale di calcio ha contribuito a formare l'identità collettiva di questo strano paese. Da «minus habens», Bearzot divenne padre della patria.
Bearzot era un condottiero. Forza morale, carisma, coraggio, onestà intellettuale, aveva tutto. Sempre in prima fila. Si mostrava ai detrattori e proclamava: «Sono qui. Che altro volete? Qualcosa non va? Avanti, eccomi!». La nazionale ha riunito l'Italia in più di un'occasione, penso anche al trionfo europeo del '68 e alla magica notte del 4-3 con la Germania. C'è stata un'epoca in cui si scendeva in piazza a sventolare il tricolore solo per le vittorie azzurre.
Titolo: Re:Voli, paure, pensieri di Dino il Taciturno (Il Manifesto 13 gennaio)
Inserito da: eagle75 il 13 Gen 2011, 10:05
Per quanto riguarda er go' deTurone, Dino..........era bbono!!!!!!!!!!   
Titolo: Re:Voli, paure, pensieri di Dino il Taciturno (Il Manifesto 13 gennaio)
Inserito da: jp1900 il 14 Gen 2011, 12:09
Quanti anni è stato alla Lazio, come allenatore e presidente? Ovviamente neanche una parola nell'articolo, però ergodeturore e il fesso dentro ci sono capitati comunque...  :S