Zarate (topic unico)

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2600 il: 06 Ago 2019, 10:08 »
lo zarate dei primi 6 mesi era tanta roba, poi sono arrivate le conoscenze in curva, la bella vita e quella moglie che si ritrova attorno che ovviamente non ti fa dormire la notte (e vorrei vedè a voi)

Prima delle conoscenze in curva, la nella vita e quella moglie, ci fu che doveva essere educato come veniva educato Pandev.
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2601 il: 06 Ago 2019, 11:01 »
lo zarate dei primi 6 mesi era tanta roba, poi sono arrivate le conoscenze in curva, la bella vita e quella moglie che si ritrova attorno che ovviamente non ti fa dormire la notte (e vorrei vedè a voi)

Però la ragazza di Correa (100 volte migliore di quella di Zarate) è un'altra che non ti farebbe dormire la notte, eppure....

Offline Tarallo

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2602 il: 06 Ago 2019, 12:09 »
Questa delle donne e' una cazzata che dovremmo lasciar cadere nell'oblio del topic abbastanza in fretta, su.

Offline bak

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2603 il: 06 Ago 2019, 12:12 »
My opinion: Zarate è stato rovinato da Maradona, quando gli preferì Lavezzi ai mondiali del 2010; da quella storia non s'è più ripreso.
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2604 il: 06 Ago 2019, 13:46 »
Questa delle donne e' una cazzata che dovremmo lasciar cadere nell'oblio del topic abbastanza in fretta, su.

non sarà mai abbastanza in fretta

Offline syrinx

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2605 il: 06 Ago 2019, 18:40 »
Questa delle donne e' una cazzata che dovremmo lasciar cadere nell'oblio del topic abbastanza in fretta, su.

Mamma mia, una roba imbarazzante.
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2606 il: 06 Ago 2019, 19:14 »
My opinion: Zarate è stato rovinato da Maradona, quando gli preferì Lavezzi ai mondiali del 2010; da quella storia non s'è più ripreso.
Ti dico la mia. Perché credo dopo circa 10 anni di esser arrivato ad una conclusione. Non so se sia quella giusta. Qualcosa però mi dice di sì. Mauro Zàrate arriva alla Lazio nell'estate del 2008 con un curriculum già ben delineato. Un prologo che ne descrive benissimo pregi e difetti. Su cui poi avrebbe basato il resto della sua carriera. Capocannoniere nel Vèlez. Autore del goal vittoria (dribbling sul vertice dell'area sinistra, staffilata sul primo palo) che permette all'Argentina di battere la Repubblica Ceca nella finale Mondiale U-20. In Qatar, giovanissimo, per 20 milioni. Segna da punta. Segna da 10. Su rigore. Su punizione. Segna, soprattutto, da solo. Però è egoista. Si sente già forte. Ma lo è solo nelle gambe. Non nella testa. Così, scappa dal deserto e si rifugia a Roma. Ricominciando a giocare a pallone. Sul serio. Nonostante gli scatti. Nonostante i pallonetti. Nonostante le magie. Nonostante tutto. Mauro Matias Zàrate è un ragazzo di 20 anni. Non ancora un calciatore. E' un talento. Un diamante grezzo. In formazione. Da farsi. Da smussare. Pandev a parte, illumina l'Olimpico per quasi un anno intero. Vuoi la fame. Vuoi l'euforia. Tirando fuori dal cilindro giocate che mai prima aveva messo in mostra. Che, ironia della sorte, da quel momento non avrebbe quasi più ripetuto. Delio Rossi è la sua più grande fortuna. Perché lo bacchetta, cercando di disciplinarlo. Ma, allo stesso tempo, lo lascia libero. Gli chiede, ''Fammi vincere la Coppa Italia...''. Conscio di quanto quel funambolo dipenda dal suo estro. Il 2010, complice una stagione negativissima per i biancocelesti, è la sua fine calcistica. Perché quella testa che gli fece scegliere il Qatar, è la stessa che gli dice che no, se le cose vanno male ci si lamenta, anzichè allenarsi il doppio per ritrovare le giocate perdute. Mentalmente, Mauro Zàrate, muore qui. Perso nel suo ego. Insiste. Persevera, Sbuffa. Dando la colpa a chissà chi. Sul suo libro che gelosamente custodisco, il maestro Delio diceva, ''Zàrate sa fare benissimo A. Deve imparare a fare anche B. Quando il fisico, i risultati, il periodo, non gli permetteranno di fare A.''. Mauro Zàrate, quel ''B'', non ha mai voluto impararlo. Ma non solo. Ha anche creduto che quello di prima gli fosse dovuto. Che non ci fosse bisogno di sacrificio. Che è facile metterla sotto al sette ad ogni tiro. Anche se passo il tempo a rifarmi il trucco. Anzichè allenarmi. Non aiutandosi, Mauro Zàrate perde anche coscienza e confidenza con le capacità che Dio gli ha donato. Mauro Zàrate, quindi, perde anche ''A'', diventando un giocatore sempre più normale. Un irritante ibrido, spesso. Una partita fa tutto da solo. Nell'altra non tiene palla mezzo secondo. Mentre il ragazzo strafottente di qualche anno prima, non solo faceva 2 goal al Bologna, ma metteva anche 2 assist stratosferici a Reggio Calabria. Quello che si vede a Milano ed in Inghilterra, è un fantasma. Un uomo in difficoltà che cerca se stesso. Che però è troppo preso da altro. E così il tempo passa. E le gambe vanno sempre meno. Dai tiri ad occhi chiusi. Ai passaggi quieti a metà campo. Uno degli ultimi Zàrate si vede a Genova, in un recupero di Genoa-Fiorentina di fine 2016. Panchina da mesi e mesi. Moglie malata. Voglia di lasciare questo sport. Però c'è un lampo. Dalla trequarti, ancora. Sguscia tra 2 avversari. Non lo tengono. E ci credo. Botta di destro e traversa piena. Giocata voluta. Ad occhi chiusi. Come ai bei tempi. Si chiude lì, sul legno, la sua storia a Firenze. Torna in Inghilterra e, generoso, per aiutare la sua difesa, sta per scivolare. Allora cerca subito di recuperare la posizione, fa un movimento innaturale del ginocchio. Una forbice troppo veloce. E se lo spacca. Visto in diretta. Uno dei miei giorni più bui. Maurito è in lacrime, si tiene la gamba. Come un bambino, mentre gli altri continuano a giocare. Come con l'Udinese, dopo il rigore. O l'espulsione con la Sampdoria, nel giorno del suo compleanno. Se la carriera di Mauro Zàrate è andata così, non è per la moglie o la palestra. Ma per uno ego smisurato. E, soprattutto, una fragilità che nessuno ha avuto tempo di comprendere. La chiudo qui. Avesse avuto Zàrate un amico, in quel burrascoso 2010, per dirgli, ''Tu non devi cambiare. Tu devi crescere.'', ora, lo dico senza dubbi, starebbe giocando finali e finali di Champions League. Se oggi, in finale di Supercopa Argentina, perde col Boca Juniors, facendo la mezzala di contenimento, è anche colpa di chi qualche anno addietro gli diceva che, Zàrate, quando faceva Zàrate, non andava bene. Zàrate, il vero Zàrate, il ''tira quando vuoi, non passarla mai'', era un giocatore eccezionale. Quello col Panatinaikos, invece, del ''rientra e appoggia al mediano'', una delle cose più brutte da me mai viste. Panchina in Argentina, eppure 15 goal e 12 assist in stagione. In finale di Libertadores entrò Tevez, perché lo chiese al coach, con quest'ultimo che annuì. La testa non c'è più. La voglia, nemmeno. Il genio, sì. Fra un ritocco e l'altro alle sopracciglia, il destro incanta anche le reti de la Bombonera. E' odiato da tutti. Dai tifosi della Lazio. Dai tifosi del Vèlez. Pure dai fratelli. Ci manca solo il cane. ''Dale la pelota, morfon!''. Però, in sottofondo, sul doppio passo del 19, si sente un timido, ''OLE' OLE' OLE' OLE', MAUROOO, MAUROOO'', tutto Arghentino. Con la ''h'', come dice Guidone in radio. Ed io me lo godo. Perché es individualista. Perché es un distinto. Perché non la pasa. Perché es solo gambeta. Perché no tiene condicion. Però es anarchia. Però è magia.

PS: ''comunque sempre forza Lazio!''. E buone vacanze a tutti :ssl :asrm

Offline Tarallo

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2607 il: 06 Ago 2019, 19:22 »
Reappearingfs.
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2608 il: 06 Ago 2019, 19:28 »
Reappearingfs.
Eheh, leggo spesso il forum. Evito di scrivere perché dopo un po' si finisce sempre per essere accusati di un qualcosa. Magari non sono capace proprio a forumizzare. Ed ho pensato di smettere, quindi. Comunque leggo, ogni tanto. Ho notato pure che si parlava del mio amico. E non ho perso occasione per dare fastidio con uno dei miei trattati psicologici. La colpa è di chi ha nominato il Mondiale 2010, haha... Si scherza. Re-disappearing, sempre forza Lazio, caro Tarallo. E a tutti voi :D :beer: :since

Offline Tarallo

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2609 il: 06 Ago 2019, 19:33 »
OT
Sarebbe bello se restassi qui e imparassi a starci. È sempre un peccato. Saluti e complimenti per la conoscenza enciclopedica della vita e le opere del Pibe de Haedo.
EOT
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2610 il: 06 Ago 2019, 19:45 »
OT
Sarebbe bello se restassi qui e imparassi a starci. È sempre un peccato. Saluti e complimenti per la conoscenza enciclopedica della vita e le opere del Pibe de Haedo.
EOT
Lo so, ci ho anche provato. Fallendo più e più volte. E' anche carattere, non sono bravo ad adattarmi, un po' come Maurito, mezza cosa e non dribblo più. Quindi scappo, haha... Seh, mi sono tenuto stretto, ho cercato di evidenziare qualche key point della sua carriera post-Lazio per chiarire il mio pensiero. In fin dei conti son stato pure troppo lungo. La sintesi è che, secondo me, lui non si è più ripreso da quel 2009/2010. Non ha avuto la forza di tornare se stesso. E nessuno ha fatto molto per aiutarlo. Anzi. Si è via via sempre più snaturato, come disse, di nuovo, santo Delio nel 2016. Però poi ci son giorni in cui ci penso. E' una mia teoria. Può darsi anche che è diventato davvero scarso di colpo senza un reale motivo. O che quell'anno fu solo fortuna. Sono le uniche alternative, secondo me, per quanto ''fantasy''. Ancora saluti, SFL ;)

PS: I miei gusti in quanto a femmine - pur essendo io un mostro che evita accuratamente the bathroom mirror - sono molto lontani sia da lady Zàrate che da lady Correa. Però mi sento con Nati dal 2012, quindi fate i braviiii :p
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2611 il: 29 Ago 2019, 12:43 »
Ciao, @tarallo e @bak. Ho rivisto, nel caso vi interessi, alcuni vecchi match di Mauro con la nostra maglia. Ne ho scelto appositamente un paio per stagione (3), prendondoli come esempio, per riassumere lo Zàrate del periodo, chi era e chi, purtroppo stava diventando. Se vi fa piacere, fatemi sapere cosa ne pensate. Un abbraccio e sempre forza Lazio.

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2008/2009: Partiamo con una premessa. Ci sono degli Atalanta-Lazio, Bologna-Lazio e altri match a testimoniare quanto Mauro non fosse estremamente continuo. Perdendosi, in partite del genere, in soluzioni solitarie senza mai creare superiorità numerica. Quindi, così come è una leggenda ''Ha vinto 2 coppe da solo'', lo è anche, ''Quell'anno fece il fenomeno''. Leggenda, quest'ultima, che ha fatto male al ragazzo, facendo passare una buona stagione per un qualcosa di perfetto, che perfetto non era, finendo per criticare, successivamente, anche quando giocava bene ma non benissimo. Detto ciò, analizziamo, a grandi linee, il conportamente in campo dell'argentino. Seconda punta o esterno, viene sempre a chiedere il pallone e, la prima cosa che fa, è fermare il pallone tra gli scarpini per partire nell'1 contro 1. Nonostante non sia la classica ala centometrista, sfrutta la sua tecnica immensa per andar via sul primo passo. La costanza con cui lo fa, risalta molto all'occhio, esternando naturalezza. Da far pensare quanto quel calciatore sia nato per far quello: dribblare. Ma non è il semplice cercare la giocata, bensì l'atteggiamento del calciatore, nel chieder con insistenza la sfera, tentare ossessivamente lo scontro con l'avversario di turno e, come se non bastasse, correre, correre, correre, per cercare di recuperare i palloni persi. Perché sì, Zàrate perdeva tanti palloni, visto la quantità di dribbling che tentava di portare a buon fine. Altra leggenda da sfatare, quella che vuole un Maurito agile all'inizio e ''pompato'' in seguito. La verità è che sin dalle prime partite, Mauro mostra una forza fisica eccezionale, che gli permette di resistere a gente come Samuel, Maldini e compagnia, senza andare giù. El Torazo, veniva chiamato, non a caso. Potenza non solo di gambe, quindi. Stesso discorso per le conclusioni a rete. Finì quell'anno solo dietro ad un certo Zlatan, in quanto a tentativi a rete. Calciava con sfrontatezza, senza pensarci, ripetutamente, da tutte le posizioni.

2009/2010: Dello Zàrate della seconda stagione, una cosa mi ha subito colpito. L'atteggiamento. Il suo porsi al ruolo da coprire in campo. Se quelle della stagione precedente era un free roamer impazzito, questo dava la sensazione del 10 che gioca da fermo, ovvero qualcosa di molto lontanto dalle caratteristiche del giocatore. Questo, a mio avviso, non è dovuto a questioni fisiche. Ma a questioni mentali. Denota un sentirsi arrivato. Con un che di spocchioso, anche. Anche l'approccio al dribbling, ossigeno, per Maurito, subisce un cambiamento. Mentre l'anno prima, Zàrate cercava di saltare l'uomo sullo scatto breve, aiutandosi in corsa con il corpo, quello ''arrivato'' dell'anno dopo, lo fa con presunzione, da fermo, puntando più sul gioco di gambe che sulla spinta, quella che in precedenza si dava, mettendo la testa tra le spalle e anticipando l'avversario. La sua capacità di andare via, quindi, peggiora sensibilmente. In primis, come detto, per un atteggiamento sbagliato nei confronti della partita e della sua interpretazione. In secondo luogo, un male interiore senza conseguente reazione, dovuta agli scarsi risultati personali e della squadra. Solo all'ultimo, per onestà, è da aggiungere alle motivazioni il fattore conoscenza. In un Reggina-Lazio del 2009, Mauro aveva 10 metri di campo per avanzare palla al piede. Col tempo, invece, la sua marcatura è divenuta tripla. Il tiro, poi, è ovviamente influenzato da tutto ciò, nonchè dalla sua poca intelligenza calcistica. Meno spazio. Sufficienza nella conclusione. Poca fantasia, vedendosi bloccato ogni qual volta ij procinto di provare il tiro a giro dal vertice dell'aria di rigore. Come detto stesso da lui in una conferenza post Chievo-Lazio dell'anno dopo, ''Quando le cose vanno male, giornata dopo giornata, ti riesce tutto sempre meno.''. Ed infatti, man mano che passano le giornate, Zàrate riesce sempre meno a tornare Zàrate

2010/2010: Lo Zàrate del terzo anno è un calciatore che vuole ritrovarsi, dopo una stagione per nulla positiva. Secondo me, però, l'ultimo Zàrate si è rivisto proprio in quella stagione disastrosa. O almeno in metà di essa. Non a caso, con Reja gioca ala sinistra nel 4-2-3-1, concludendo poco e niente, relegato sulla fascia a marcare Balzaretti. I pochi goal che fa, guarda caso, li fa da punta libera di svariare, il suo ruolo naturale, appunto. Complice il motto, ''Passa, non dribblare troppo'', l'involuzione di Zàrate, però, si completa. Abbandonata la faccia tosta dell'anno prima, lui ci si mette d'impegno. Ed infatti ci viene concesso di riallenarsi col suo preparatore atletico, giocando molto bene gli ultimi mesi con goal all'Inter, Catania, Cesena e Parma in pochi mesi. Però si perde, perché uno come lui, nato per puntare l'uomo e cercare il tiro in porta, giocando in diversi ruoli indefiniti del centrocampo, con quel carattere, con un certo tipo di allenatore, non può fare altro. Se non l'ala che crossa per 90 minuti. Zàrate, mal consigliato dalla sua capoccia, va all'Inter, tornando sulla fascia, con i soliti scarsi risultati. La pressione. I pochi minuti sulle gambe. Tutto fa sì che anche in quei pochi spezzoni giocati da attaccante, lui non riesca a far rivedere le sue qualità. Qualità sbiadite. Emblematico è un Inter-Genoa dove lui fa anche goal, però, su 20 allunghi, 20 volte si fa recuperare. E non per il fisico. Ma per l'improvvisazione del tutto. Tra puntare l'uomo deciso. E tra farlo con la paura di perdere il pallone. Ci passa una vita. Le gambe vanno il doppio. O, nel suo caso, la metà.

Questo è, in sostanza, ciò che penso. Mauro Zàrate si presenta in Serie A con un tiro preciso, uan corsa eccezionale unita ad una tecnica sublime che gli permette di dribblare, da fermo, come fosse niente. Un animale, che fa a sportellate con tutte le difese italiane senza mai andare giù. Il Mauro Zàrate di Pechino, invece, si sente arrivato. Quindi cambia modo di giocare. Senza rendersi conto quanto ciò gli avrebbe tolto. Gioca da fermo. Trotterella in campo. Non rincorre gli avversari. Dribbla pure meglio di prima. Però rimane lì, non affonda più il busto cercando l'anticipo. Pensa gli sia dovuto. Che anche senza muoversi può rimetterla nel sette. E quindi va in depressione. E si abbatte. E si allena male. E non reagisce. E le qualità sbiadiscono. Il Mauro Zàrate di Reja, l'ultimo, cerca di rinascere. Però gioca terzino e si snatura. Non dribbla più. O quasi. E quando lo fa non ci va convinto, perché sa che la curva non gli perdonerà l'ennesima palla persa. E quindi appoggia a centrocampo. E si abbatte. E si allena male. E non reagisce. E la qualità sbiadiscono sempre di più. Nessuno gli bussa allo stanzino, per dirgli di non sentirsi in colpa di aver saltato mezzo Catania con Andujar che gli toglie il goal della vita. E allora scappa a Milano, fuori forma, facendo brutte figure su brutte figure. Quando solo 3 anni prima, sempre a Milano, illuminò San Siro nonostante una brutta sconfitta, mettendo sotto una squadra intera.

Non è nei troppi muscoli. Ma in una condizione fisica mai coltivata.
Non è su Twitter. Mai in una fragilità mai compresa.
Non è nell'egoismo. E' nella testa.

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Tira quando vuoi. Non passarla mai. Ora che ancora puoi.

Offline bak

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19882
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2612 il: 29 Ago 2019, 13:13 »
My opinion: Zarate è stato rovinato da Maradona, quando gli preferì Lavezzi ai mondiali del 2010; da quella storia non s'è più ripreso.
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2613 il: 29 Ago 2019, 13:19 »

Sicuramente conta anche questo. Però, se ricordi, Mauro cominciò a giocare male già molto prima dei Mondiali. E' indubbio che per me sia stata una questione mentale, e di conseguenza fisica, atletica e tecnica a rovinarlo. Ma è un processo cominciato a Luglio 2009, quando lui si è sentito già un campione, secondo me. Poi al terzo anno ha capito che avrebbe dovuto rimettersi al lavoro e, lo ripeto, emblema di ciò fu la sua prestazione a Milano dove perdemmo 2 a 1. Giocò alla grande. Bruciava l'erba. Però era troppo tardi. Non c'era più tempo. Il mister. Il ruolo. La testa. Sbarcato a Milano finì di giocare.

Offline richard

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7560
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2614 il: 29 Ago 2019, 18:06 »
ma sticazzi de zarate. sta bene al boca con de rossi.

Offline Omar65

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6805
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2615 il: 29 Ago 2019, 18:10 »
My opinion: Zarate è stato rovinato da Maradona, quando gli preferì Lavezzi ai mondiali del 2010; da quella storia non s'è più ripreso.

Mine: Zarate è stato rovinato dalla  testa che si ritrova.

E comunque

ma sticazzi de zarate. sta bene al boca con de rossi.

Come dissentire?

 :)

Offline Baldrick

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Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2616 il: 29 Ago 2019, 18:27 »
no ma scriviamole altre 3425436543 righe su un mezzo giocatore fallito. è tutto così rimantico, er carcio de na vorta, operazzzzione nostargia, vai bomber
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2617 il: 29 Ago 2019, 19:57 »
Mine: Zarate è stato rovinato dalla  testa che si ritrova.

Guarda, non dico sia il tuo caso, però quando si parla di testa, credo si vada un po' per luogo comune. Penso infatti ogni caso sia diverso. C'è chi non rende più perché non ci sta con la testa. Nel senso che non gliene frega più. E chi come Mauro, vedi terzo anno da noi, vive un problema psicologico perché non riesce a ritrovarsi nonostante l'impegno. Tu, nello specifico, cosa intendi con testa, relativamente a Mauro? Non voglio fare il sapientone. Solo cercare di sfatare qualche mito su un ragazzo che comunque qualcosa di buono con noi l'ha fatto. Non ho problemi ad ammettere che 2 coppe non le ha vinte da solo. Ma, allo stesso modo, sono tra i pochi che ha sempre sostenuto che, da un certo momento in poi, i problemi di Zàrate non erano nei pochi passaggi, mai nei pochi dribbling e tiri. Da quel momento, diciamo Febbraio, Marzo 2010, è cominciata la sua involuzione. Questo non per dire che, con una Lazio in difficoltà, avrebbe dovuto continuare a fare tutto da solo. Il mio discorso è slegato dal contesto. Io stesso, che amo molto Mauro, critico da sempre le sue scelte. Però, ''testa'', per me, non vuol dire sempre ''discoteca''. Nel caso di Mauro, ''fragilità''. Perché non è possibile che tu a Settembre 2009 dribbli come Messi, la metti all'angolino, a 2 all'ora, tanto che sei preciso, e nemmeno 1 anno dopo non solo non riesci più, ma nemmeno dai più la sensazione di esser quello che almeno ci provava. Mauro con Delio stava imparando a giocare a calcio, alternando anarchia e un pizzico di disciplina. Poi ha perso la fame. E la fiducia in se stesso. Perché solo Maradona può permettersi di non coltivare il suo talento. I comuni mortali, come Mauro, devono porre rimedio. Quando sei nato per correre, dribblare e tirare. E lo fai sempre meno. Perché ti adagi. Perché il mister non vuole. Smetti di crederci pure tu. E passi da 4 dribbling a partite a uno che pare non lo ha mai fatto, allungandosi la palla goffamente. La mia più grande sconfitta, quando penso a Zàrate, è stata non vederlo giocar male, ma cambiare e perdere se stesso. Si è cercato di adattarlo ad ala a tutta fascia, facendogli ulteriormente perdere smalto nel fare le cose di sempre. Non a caso, l'anno dopo a Milano non saltava nemmeno i difensori del Novara. Il primo Zàrate, con tutti i suoi difetti, era speciale. E non diventi brocco in 5 mesi perché ti fidanzi o fai un po' di pettorali. Ho visto calciatori grossi il doppio di lui dribblare goffamente e riuscirsi. Lui, invece, da quando sterzava pure sulla riga del calcio d'angolo (esempio: Lazio-Catania del primo anno) arrivò a non sapere più farci col pallone. Tant'è che ogni tentativo di giocata era un blando replicare un altro giocatore, che non c'era più, perché morte nelle gambe. E, soprattutto, nella testa. Lo dico ancora, sono mancate 2 cose a Zàrate in quel 2010. Un allenatore che lo mettesse nel suo ruolo. Un amico che gli volesse bene. Un po' d'umiltà e sacrificio, per allenarsi il doppio, 2 ore a giorno nell'1 vs 1, ricominciando a correre. Ma lui questo lo sa. Poche settimane fa lo ha ribadito in Argentina:

''Non sono stato professionale. Le cose andavano male ed io non riuscivo a reagire. Mi allenavo male. Dormivo poco. Non riuscivo a disciplinarmi. Ma non era per qualcosa. E' che sono sempre stato ansioso. L'ansia che mi ha sempre fatto scappare anzichè rimettermi in gioco. Scappare all'Inter, quando avrei dovuto riconquistarmi il posto lavorando duro.''

Che è scemo lo dico pure io, ma è pur sempre un essere umano, che sbaglia come tutti, e qualche gioia ce l'ha regalata.
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2618 il: 29 Ago 2019, 20:08 »
"no ma scriviamole altre 3425436543 righe"

disappearingfs: scrive 3425436544 righe


Sto topic è bellissimo  :D
Re:Zarate (topic unico)
« Risposta #2619 il: 29 Ago 2019, 20:26 »
no ma scriviamole altre 3425436543 righe su un mezzo giocatore fallito. è tutto così rimantico, er carcio de na vorta, operazzzzione nostargia, vai bomber
Non è operazione nostalgia, è che quando si parla di Mauro sento di dover intervenire. Purtroppo ho sempre la sensazione che sia stato detto troppo su questo ragazzo, visto come si è lasciato con la Lazio. Senza effettivamente sapere. Del presidente che prima spende 20 milioni e poi lo scarica in prestito al primo offerente, di questo non mi interessa, visto che è lo stesso signore che ha bisogno di 3 calciomercati per acquistare calciatori che la Fiorentina compra in 3 giorni. Nessuno dice mai che a Gennaio 2013, lui voleva andare via, ed il presidente si impuntò in tutto i modi per legarlo al campetto. Così come Mauro stesso chiese il reintegro, senza ricevere riscontro. Non c'è mai stato equilibrio. Quando Reja lo metteva in ridicolo dinanzi alla stampa, nessuna parlava. Se lui invece, scemo ma fragile, si lamentava su Twitter, si facevano gli striscioni. Non accetterò mai alcune scelte di Maurito. Così come non accetterò il modo in cui è stato trattato. Il mio affetto sarà pure cieco, però ci sono calciatore che hanno lasciato la Lazio a Febbraio, pur giocandoci fino a Giugno, che qualcuno vorrebbe ancora con la nostra maglia. Il giorno in cui si smetterà di dire che Mauro Zàrate è un discotecare, [...], che ha boicottato mezzo spogliatoio, non sarà mai troppo tardi. L'orecchio con la  Fiorentina, by the way, era per Tare e Lotito. Quel Tare che ho nel cuore ma che si permise di minacciare Maurito in panchina. In un'altra società, non sarebbe mai accaduto. E stava con noi da pochi mesi, facendo ancora il fenomeno. Guai a chi mi tocca la Lazio, io parlo di chi la gestisce, attenzione. L'odio costa poco, non ci vuole nulla a impuntarsi e spegnere la luce. Sono convinto che non solo alcune persone non hanno mai voluto bene a Mauro, ma che ripudiano proprio l'idea di ipotizzare che forse, forse, tutto sto mostro alla fine non lo è stato. Anche in radio è un tiro a segno. Ogni volta che si parla di giocatori problematici, si prende Zàrate come esempio, spiegando a tutta frequenza quanto male ha fatto alla Lazio. Per fortuna che c'è Guido, sempre equilibrato, ''Perché dobbiamo odiare Zàrate? Non è riuscito a ripetersi. Si è perso. Ha avuto problemi con la società. Ecco perché è andato via. Che ci ha fatto? Io non lo so. Senza di lui avremmo 2 trofei in meno, probabilmente.''. Forse sbaglio io, ma gli voglio troppo bene.
 

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