Zemanlandia cade a pezzi.
I bambini non piangono più per entrare nel parco giochi.
Gli addetti alle biglietterie, annoiati e sfaccendati, giocano a solitario mentre leggono ErCoriere.
Il bersaglio bianco e nero a forma di zebra, posizionato strategicamente subito dopo l'ingresso, pendola sbilenco. Infilate nel muro, si intravedono un paio di freccette lanciate da qualche tiratore dalla mira cattiva.
Le montagne russe "Goleade e Rimonte" sono troppo anche per i cuori più forti. Placati i primi entusiasmi, non ci sale più nessuno.
Il tunnel degli orrori difensivi è diventato ripetitivo e diverte solo gli avversari.
I portieri del parco sono distratti: chiunque riesce a entrare attraverso i buchi aperti nelle reti di recinzione.
Il pupone, dopo tanti anni di servizio come impeccabile clown, è ormai prossimo alla pensione e non vede l'ora di andarsene.
I trucchi del cinema in 3D, dove si proietta il film "Propaganda Fide", sono chiari anche agli spettatori più ingenui.
Il rinnovamento del parco, con lo strombazzato arrivo di Topolino e Paperino, non è mai diventato realtà.
Anche se il trenino a bruco giallorosso riceve sempre l'affetto di grandi e bambini (è l'articolo più acquistato di tutto il merchandising del parco), è un'attrazione datata e da sola non riesce ad attirare le masse di tifosi e a ripianare il bilancio.
Ruggine, malinconia e decadenza. Chi salverà Zemanlandia?

P.