Io sono un grande "fan" di TripAdvisor.

Nel senso che, ammetto, mi piace recensire hotel e ristoranti, cercando di essere misurato ed obiettivo, e sperando di dare indicazioni utili ai lettori.
Però, che dire? Effettivamente è così come dite voi.
Incomprensibile come, bene o male, tutti i posti del mondo abbiano prevalentemente recensioni ultra-entusiaste. Frammiste, però, ad altre che descrivono gravi violazioni dei diritti umani da parte del ristoratore.
Da lettore, il metodo semi-infallibile, è quello di leggere le recensioni a 3 Stelle. Ed, in generale, le recensioni scritte in italiano corretto.
Gli aspetti folkloristici sono plurimi, in generale. Li avete già descritti, ma voglio ribadire una cosa che mi manda davvero ma davvero ai matti:
Quando mi capita di andare in un posto che valuto negativamente, in toto o per alcuni aspetti.
Ecco, mi manda ai matti il fatto di trovare, in una recensione su 50, le stesse identiche pecche che ho trovato anche io. Affogate tra altre 49 recensioni ultra-entusiastiche.
Mi spiego con un esempio concreto. Un par di mesi fa sono andato a mangiare in una trattoria, ai Castelli. Servizio molto lento, perché il locale era diretto da un unica persona che doveva fare tutto: cucinare, servire, prendere ordinazioni, fare cassa eccetera. E, in più, un antipasto di salumi composto da due fettine scarne di prosciutto, oltretutto molto poco invitanti, oltre a, in generale, una fastidiosissima ingerenza da parte del gestore tuttofare nell'indirizzare le ordinazioni, sia con noi che, ho notato, con i tavoli intorno.
Orbene: non fosse stato per le altre (poche) recensioni che segnalavano le stesse identiche cose, avrei pensato di essere capitato in una giornata storta io. Ma se, costantemente, dal 2014 ad oggi, c'è una recensione al mese che descrive le stesse identiche cose, tutte quante identiche a come le ho viste, vuol dire che in quel locale è
sempre così. E allora come fanno gli altri 49 su 50 a trovarlo divino-strepitoso-incredibile?
In misura minore, mi stranisce anche l'effetto opposto, solitamente nelle recensioni di qualche peracottaro.
Posti in cui si mangia almeno benino, si spende il giusto, eccetera, riconosciuti così anche dai recensori. Tranne da uno, uno solo che "habbiamo speso 893483 euro x 1 antipst la pasta hera skotta ke skifooooooo".

PS: tra le mille categorie che potrei citare, su altri aspetti, ne cito una.
La gente che recensisce i monumenti. Già che senti il bisogno di dare un voto alla Torre Eiffel o alla Porta di Brandeburgo a me pare un filino strano.
Ma, in particolare, quelli che li recensiscono negativamente. Una droga.
Gente di Busto Arsizio che "sì, carina questa Cappella Sistina ma niente di che". "Boh, nun me dice niente", di fronte al Taj Mahal. "Voi mette cor cuppolone", del romano (e romanista) di fronte a qualsiasi attrazione del mondo...