Citazione di: Cliath il 19 Nov 2014, 22:16
P.S. per arkham: come hai fatto a ritrovare gli indirizzi dei tuoi alunni dopo 10 anni?
No, scusa, mi sono spiegato male. Io ho scritto a me stesso. Avevo pensato anche di trascrivere le lettere (scritte a penna) qui, per dare il senso dello spostamento degli orizzonti avvenuto, ma sono intrise di riferimenti personali e al di là della privacy, sono obiettivamente noiosissime per qualcuno che non sia io.
Scrissi la prima di getto, fu un atto spontaneo, un po' come scrivere poesie al liceo pensando all'amata che non ci sta. Infatti è una lettera bella, vera, a tratti profonda anche se un po' ingenua e deformata dalla visuale di un quindicenne (anche se in realtà ne avevo sedici, di anni).
Rilessi quella lettera qualche anno dopo e decisi di inviarmene un'altra al compimento dei 25 anni.
In quel caso si nota (o forse lo noto io, che conosco ogni sfumatura dell'
autore), che è più
pensata, forse è come se inconsciamente il venticinquenne che era in me volesse far bella figura con il trentacinquenne cui si rivolgeva.
Ad ogni modo la seconda lettera è consapevole, pone obiettivi più concreti del manifesto d'intenti della prima: parlo di laurea, di fare esperienza in un giornale, di risparmiare dei soldi, acquistare una casa, cose che hanno un riscontro nel breve medio termine.
Una cosa ho notato: a quindici anni pensavo agli amici, e non all'Amicizia in generale, come a delle componenti fondamentali della vita. Li nomino proprio, cito delle persone che evidentemente per me erano inscindibili dalla mia esistenza. Solo con due di questi ho mantenuto un saldo rapporto.
A venticinque anni non parlo di nessuno: sono concentrato su me stesso, su quello che devo fare.
Ecco, la differenza di fondo forse è proprio questa: a quindici anni pensavo a come volevo essere e cosa
speravo mi succedesse, a venticinque a cosa volevo ottenere e come dovevo fare per farlo.
La seconda lettera non la rileggo quasi mai, la prima sì, perché a volte ho bisogno di resettare il sistema.
Ero una persona migliore e mi fa bene, ogni tanto, ricordarmi perché.