Un bacio alla nonna Andrè, come ti capisco...
Ho avuto un'infanzia bellissima, soprattutto per merito dei miei nonni...
I miei genitori lavoravano entrambi quindi per forza di cose dovevo passare molto tempo con nonno Italo e nonna Foricca... Nonna è ancora con noi, adesso va per i 93, nonno purtroppo non c'è più ma il suo ricordo è indelebile dentro di me.
Lui era un grande uomo, classe 1918, nato in una famiglia di 9 fratelli in un paesino sperduto sulle colline del reatino, famiglia di agricoltori e pastori, ha combattuto, è stato imprigionato, nella seconda guerra mondiale è stato preso mentre era al fronte in Grecia e messo a lavorare in miniera dai tedeschi, per tanto tempo ha mangiato mollica di pane e patate, poi tornato dalla guerra è scappato dal mondo ed emigrato in Argentina, ancora ricordo i suoi racconti sulle traversate transoceaniche, ci voleva 1 mese, mi raccontava; li ha lavorato per anni in una fabbrica di bottoni e tornato in Italia con qualche soldo ha sposato nonna Foricca, in realtà il suo nome è Salvatorica, donna sarda, tosta come il marmo, classe 1921.
Dopo aver cresciuto mio padre nel paese natale sono venuti a Roma in cerca di fortuna, stanchi del paese; grazie a tanto sudore e tante capacità sono riusciti a regalare a mio padre e a me una vita serena, per la quale li ringrazio infinitamente.
Ricordo ancora quando d'estate alla chiusura delle scuole partivo con i miei nonni per andare nel paesello, li vivono i miei ricordi più belli, quando nonno prendeva la sua 127 bianca e mi portava a spasso, quando mi portava nei campi a vedere se era pronto il granturco o se la vite aveva cicciato, a volte prendevamo il treno per andare a L'Aquila o a Terni, così, tanto per passeggiare mano nella mano e stare insieme; ricordo ancora quando andammo a Sulmona a vedere la fabbrica dei confetti, ricordi sempre vivi in me e meravigliosamente commoventi.
Se n'è andato nel 2009 a settembre, 1 mese esatto dopo la morte della mia nonna materna, in silenzio, di notte, dopo che la sera prima si era sentito poco bene, mio padre lo portò in ospedale, io stupido non andai, mi dissero loro di non andare, prima di andarsene disse solo che era stanco e aveva freddo, voleva dormire.
Che belli i nonni, tenetevene da conto.