Mi hai fatto sorgere un ricordo d'infanzia (a proposito di "Bandiera rossa").
Ero piccino (non ricordo l'età) e come molti di noi, credo, ero un appassionato delle costruzioni della Lego.
Le mie costruzioni preferite erano astronavi e basi spaziali. Gli omini in dotazione erano provvisti di tute da astronauta che erano di tue tipi: l'una bianca, l'altra rossa.
Un giorno, passeggio con mia zia e le do il tormento finché non mi compra una scatolina di Lego.
Arrivati a casa, esclamo: "Che bello, che bello! Ho trovato l'omino con la tuta rossa, mi piace di più della tuta bianca!" (Avevo la fissa per il rosso già dall'epoca.)
Mia zia, fascista come una cucuzza, si fa scappare un'infelice battuta: "Quella rossa? E perché? Sarai mica comunista?".
Io comincio a sudare: dal tono in cui l'ha detto dev'essere davvero qualcosa di brutto. Le balbetto una risposta monosillabica, indecifrabile - non sarei stato capace di rispondere, come avrei fatto adesso: "ma no, cara zietta, si tratta solo di ragioni puramente estetiche".

Sera, coi miei. Vado da mia madre.
"Mamma, cos'è un comunista?"
"Figlio mio, non rompere
els collons (così, in catalano

), come faccio a spiegarti cos'è un comunista? Sei ancóra piccolo per queste cose. E poi non è semplice da spiegare. Adesso vai a giocare e lasciami cucinare".
"Papà, papà, cos'è un comunista?"
"Figlio mio, non rompere
els collons (così, in catalano

, parlavano tutti in catalano in famiglia: chi non parla catalano a Roma?), come faccio a spiegarti cos'è un comunista? Sei ancóra piccolo per queste cose. E poi non è semplice da spiegare. Adesso vai a giocare e lasciami finire di rivedere questo documento".
Mi sento umiliato. In primo luogo potrei essere affetto da una malattia gravissima (il comunismo) o nutrire una perversione allucinante (idem). In secondo luogo si sta sottovalutando le mie facoltà intellettuali (come volete che non capisca cos'è il comunismo??).
Cerco di ovviare al problema consultando un'enciclopedia alla voce "comunismo". Non ci capisco una mazza: ricomincio a sudare freddo perché tutto può essere.
Convoco insieme mia madre e mio padre.
"Mamma, papà, se non mi spiegate immediatamente cos'è un comunista... DIVENTO COMUNISTA!"
Ineccepibile logica infantile.
Mia madre e mio padre si scambiano uno sguardo raggelato, atterrito. Mia madre annuisce, mio padre si schiarisce la voce e improvvisa un "Communism for (very young) dummies".
Non ci capisco un cazzo comunque, ma capisco che sono comunque esente da colpe, infezioni e perversioni per il fatto che mio padre chiosa, sotto lo sguardo indignato di mia madre:
"E comunque non ci fare caso perché tua zia è scema. Poi gliene dico quattro".
Quel giorno rimasi sollevato e non ci pensai più. Ma è inutile dire che anni dopo divenni comunista. Forse adesso un po' gauche caviar. Ma questa è un'altra storia.