Siamo giunti (anzi, sono giunta) inevitabilmente al bilancio etico del lutto. Perché si lasciano andare le persone che amiamo? Perché le amiamo. Non so se ci sia qualcosa oltre il tempo della vita. Ma se c'è, sogno che sia libertà. Finalmente, solo libertà. Vincolare qualcuno al proprio dolore è immorale, ingiusto: è disamore.
Sono ancora colma d'amore, malgrado me, malgrado te, malgrado la vita e la morte. Perciò, ti prego, vai in pace anche tu (siamo 3 a 0 e te lo dice la perdente). Sii pienamente felice. Ci siamo perdonati tutto senza dirci niente. L'ultimo abbraccio è stato mio. Mie le carezze, mia la rabbia, mio il dolore. L'ultimo tuo sguardo è stato per me. Mi stavi dicendo addio. Ero una statua di sale, impietrita ti ho guardato andare via. E non sapevi che le persone che si amano non possono dirsi addio. Tu mi hai amata troppo, male, ma so di essere stata il tuo amore più grande.
Arrivederci, ci incontreremo davanti al mare. O forse saremo due fotoni in una fiamma. Puri, risanati e liberi. Stai bene, fratello mio. Ti scrivo qui, perché è il mio spazio nel vento. Spero che queste parole senza eco ti raggiungano. Stringile tra le dita e portale con te.
(aveva gli occhi azzurro-verdi-giada con le pagliuzze dorate. Non li ritroverò più due occhi così)