Pero' ti dico lo stesso la mia.
Dunque.
Il cartone animato giapponese ha queste caratteristiche:
I protagonisti potrebbero essere di qualunque nazionalità, fuorche' giapponesi, se si esclude il fatto che ne comprendi la nazionalità da come entrano dentro casa e da cosa mangiano.
O visto che sono giapponesi, mangano, ma li si rischierebbe di finire a parlare di Berlusconi e del suo stalliere, quindi soprassiedo.
Ogni protagonista deve avere una storia travagliata alle spalle, e soprattutto, almeno un genitore: defunto, sparito, uscito a comprare le sigarette e mai piu' tornato, scappato con l'amante.
Nel cartone appunto ci devono essere un numero di coatti compresi tra l'1 e i 100 che devono vessare il protagonista principale, che poi comunque, vincerà lo stesso, non si sa per quale recondito motivo.
Nello stesso modo in cui gli americani nei loro film devono salvare la casa bianca da qualunque attentato, i giapponesi, nonostante la loro notoria incapacita' in un qualunque sport che non sia il sumo, devono vincere i mondiali di pallavolo o addirittura quelli di calcio (e poi assumono Zaccheroni, vabbe').
In qualunque serie del mondo ci sono almeno 83 parenti di una serie precedente, le serie si incrociano come se non ci fosse un domani. Ognuno e' cugino di chiunque e fratello di chicchessia.