Ciao Papà,
oggi è successa una cosa bella: stavo fermo a un semaforo sul lungotevere e dalla macchina accanto ho sentito arrivare le note di Vola Lazio Vola. Seduto al volante c'era uno che avrà avuto più o meno la mia età, e dietro, sul seggiolino, un bambino, sicuramente suo figlio. Cantavano insieme, e pure io, che stavo sintonizzato sulla stessa stazione, cantavo appresso a loro. Con l'uomo al volante c'è stato uno sguardo d'intesa, poi è scattato il verde, un cenno di saluto e via. Non penso che ci incontreremo mai più, ma è stato bello, e m'ha lasciato dentro tanto. Pure perché è successo proprio oggi, papà: oggi che avresti compiuto settant'anni. E io in quei due, padre e figlio, che cantavano di un'aquila nel cielo, ci ho rivisto noi due. Ho ripensato a quanto m'hai comprato la prima bandiera, e a quella volta che sei tornato dal Maestrelli col pallone della Lazio firmato dai giocatori. E t'ho rivisto lì, sui gradini dei distinti est, con la tua scoppoletta ben calcata sulla testa e la tua vecchia sciarpa di lana a strisce bianche e celesti legata attorno al collo.
Ci tornerò, presto o tardi, a sedermi nei nostri distinti est. Qualche fratello laziale, qui su LazioNet, ha già provato a convincermi, dicendomi che di sicuro non mi sentirò solo. Ma io ancora non ce la faccio. Era il nostro momento, il nostro rito. Non siamo mai andati d'accordo, mai. Ci siamo sempre appiccicati su tutto, siamo sempre stati distanti. Sei stato un pessimo padre e lo sai, perché te l'ho detto. Io, forse, un pessimo figlio, ma questo non te l'ho detto mai, e un poco mi pesa. Nelle nostre battaglie di ogni santo giorno, una cosa soltanto ci univa: la nostra Lazio. Solo da quella ci accorgevamo d'avere, in fin dei conti, lo stesso sangue, e forse pure la stessa testaccia. Solo per Lei siamo stati due cuori all'unisono. Solo su quei gradini siamo riusciti a parlare, solo lì ci siamo abbracciati. Se c'è, qui ed ora, un tuo ricordo felice in cui posso accoccolarmi, lo devo alla nostra Lazio, a quei colori che tu m'hai insegnato ad amare. E in quel ricordo, oggi, io mi ci voglio cullare fino ad addormentarmi.
Ciao papà. Tanti auguri.
E Forza Lazio.