Consigli per l'Università

Aperto da trax_2400, 02 Feb 2016, 14:39

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StylishKid

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Qualunque cosa, pure filologia romanza.

Ma via dall'Italia.
E in fretta.

StylishKid

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Citazione di: Tarallo il 03 Feb 2016, 11:17
Vorrei solo ricordarle, se vuole andare all'estero, che deve prendere in considerazione l'ipotesi che tornare potrebbe essere quasi impossibile. Se le interessa, un giorno, tornare.

Ce può sempre torna' in vacanza.

Sonni Boi

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Professionalmente parlando, non c'è un singolo motivo valido per cui una persona capace e preparata dovrebbe voler rimanere in questo paese.

Consiglio anch'io il binomio triennale in Italia, master ed eventuale PhD all'estero. E poi, a meno che non sia presa dalla nostalgia, capirà da sola che tornare qui non avrà alcun senso.

Andreavespa

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Citazione di: italicbold il 04 Feb 2016, 11:01
Partire per l'estero pensando che appena passata la frontiera c'é il paradiso in terra é il viatico più rapido per prendere clamorose tranvate in faccia.

D'accordo, ma c'e' estero e estero. Non c'e' il paradiso, ma molto spesso e' meno inferno.

Per dire, quelli che mi dicono che sono andati all'estero e sono in Spagna non li prendo neppure in considerazione, se non per aver "imparato" un'altra lingua

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ciccio17

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Citazione di: Zanzalf il 04 Feb 2016, 11:09
Per l'estero io consiglio 2 anni in USA subito dopo la laurea (in Italia), come primo lavoro, che si impara molto, si scavalca l'equivoco italiano "che i giovani non si pagano", che si ragiona business e internazionale. E poi back in Italy.
Gia`, perche` trovare lavoro in USA da neolaureato in una universita` italiana e` una passeggiata.  :)
Se l'obiettivo e` gli US - e ci sta - meglio iniziare a impostarlo gia` tramite gli studi. Farlo dopo e` praticamente impossibile a meno di non avere delle skill veramente specializzate e ricercatissime.

ciccio17

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Citazione di: Mohammed Hussein il 04 Feb 2016, 11:30
Professionalmente parlando, non c'è un singolo motivo valido per cui una persona capace e preparata dovrebbe voler rimanere in questo paese.
Confermo.

ES

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Citazione di: trax_2400 il 02 Feb 2016, 14:39
E' la prima volta che apro un topic. Spero che abbia successo.
Mia figlia frequenta il 4° Liceo, ed è una studentessa molto brillante con una certa propensione per le materie scientifiche.
Adesso si sta ponendo il problema di quale indirizzo prendere.
Cosa consigliereste voi, oltre al solito "falle fare quello che le piace di più"?
A lei piacciono tutte le materie dell'ambito scientifico (Biologia, Chimica, è molto brava in Matematica) e adesso sta pensando ad Ingegneria Medica. Preferirebbe lavorare all'estero.
Mi piacerebbe indirizzarla verso un Facoltà che rientri nell'ambito di quelle che preferisce e che nel contempo dia ottime possibilità di impiego.
Se rimane in italia, o raccomandazione o è un genietto, sennò la vedo dura, anche ingegneria.
Se vi racconto quel che è accaduto a me, vi passa proprio la voglia.
Se va all'estero, va tutto bene tra quelle citate.
Mandala all'estero.  :beer:

syrinx

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Citazione di: Andreavespa il 04 Feb 2016, 13:49
D'accordo, ma c'e' estero e estero. Non c'e' il paradiso, ma molto spesso e' meno inferno.

Per dire, quelli che mi dicono che sono andati all'estero e sono in Spagna non li prendo neppure in considerazione, se non per aver "imparato" un'altra lingua

Esatto, dipende dove vai.

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Andreavespa

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Citazione di: ciccio17 il 04 Feb 2016, 13:57
Gia`, perche` trovare lavoro in USA da neolaureato in una universita` italiana e` una passeggiata.  :)
Se l'obiettivo e` gli US - e ci sta - meglio iniziare a impostarlo gia` tramite gli studi. Farlo dopo e` praticamente impossibile a meno di non avere delle skill veramente specializzate e ricercatissime.

Confermo. Anche perche' ottenere un visto lavorativo e' diventato un miraggio, dato che viene dato solo al 20% degli applicanti, che in precedenza devono aver trovato uno sponsor.

StylishKid

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Vabbe' dai, il Gabon o il Burkina Faso, a meno che non fai il missionario, non li considera nessuno.

Qui si parla di US, Asia, Sud America.
Lì te fermi.

Kappa

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Citazione di: StylishKid il 04 Feb 2016, 15:35
Vabbe' dai, il Gabon o il Burkina Faso, a meno che non fai il missionario, non li considera nessuno.

Qui si parla di US, Asia, Sud America.
Lì te fermi.
Ti sei perso un pezzo bello grosso: Olanda, Germania, UK, Svizzera...

StylishKid

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Citazione di: Kappa il 05 Feb 2016, 09:19
Ti sei perso un pezzo bello grosso: Olanda, Germania, UK, Svizzera...

E pensa che io in UK ce so' pure emigrato  :beer:

By the way, a Londra nel 2000 se stava da Dio.

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italicbold

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A mediamente 20 o 30 anni stai da dio ovunque. Se parti, viaggi, c'hai solo il tuo mestiere e la tua vita in testa.
Magari dormi pure in uno sgabuzzino e sei contento lo stesso.
Ma poi la realtà é anche un'altra.
Reitero, se uno pensa che aldifuori delle frontiere italiane ci sia il bengodi é pronto per la più grande delle disillusioni.
E' dura ovunque. Se si pensa che basta prendere un aereo per trovare milioni di posti di lavoro disponibili, con stipendi da favola, affitti a poco prezzo, burocrazia rapidissima, colleghi fenomenali e niente traffico, secondo me si vive su un altro pianeta.
Partire all'estero non é uno scherzo, é un cazzo per il culo. Non é un erasmus, non é uno stage. E' qualcosa di più.
E' importante farlo, per la propria crescita, per la propria esperienza. Ma se il motivo principale é la fuga, allora é una cazzata. Io é solo da quello che metto in guardia chi ha una visione dell'estero troppo edulcorata.
Se non hai una preparazione solida, solidissima, col cazzo che trovi lavoro. Ovunque tu vada. Qualsiasi bandiera flotti aldisopra della tua testa. A questa devi, ovviamente, accompagnare una conoscenza supplementare della lingua del posto dove vai. Che non é uno scherzo.
Se sai dire solo "Brian is in the kitchen" o "Voulez-vous coucher avec moi", col cazzo che ti offrono un lavoro superiore a quello di sguattero in una pizzeria.



cartesio

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Citazione di: Mohammed Hussein il 04 Feb 2016, 11:30
Professionalmente parlando, non c'è un singolo motivo valido per cui una persona capace e preparata dovrebbe voler rimanere in questo paese.

Aricalma.

L'Italia è leader in alcuni settori a tecnologia avanzata, come la robotica, le biotecnologie, ed altro. Inoltre, da CSC


Nonostante la crisi, il tasso d'investimento delle imprese manifatturiere in Italia è tra i più alti al mondo: 23%, contro 13% in Germania e Francia. La quota di imprese innovatrici è pari al 46% del totale, rispetto al 63% tedesco, al 43% francese e al 39% britannico. Sono sfavorite dal contesto economico e istituzionale in cui operano, che riduce la loro capacità di spesa.
....
La capacità di innovare delle aziende manifatturiere italiane è, invece, molto alta: nel 2012 il 46% di esse ha innovato prodotti o processi, rispetto al 63% di quelle tedesche, il 43% delle francesi e il 39% delle britanniche.


Alla base di questa innovazione ci sono tecnici italiani, quindi per queste figure professionali il lavoro c'è ed è probabile che continuerà ad esserci.
Poi ci sono settori in cui c'è una domanda costante di persone competenti, non delocalizzabile. Ci sarà sempre bisogno di medici, infermieri, avvocati, commercialisti, meccanici, idraulici, elettricisti, insegnanti... (continuate voi).
In Italia gli insegnanti sono quasi un milione, ed anche se si tratta di un lavoro sottopagato - secondo me - per chi ama insegnare è un lavoro che dà molte gratificazioni e dei rapporti umani impossibili da creare in altri ambienti lavorativi.

StylishKid

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Citazione di: italicbold il 05 Feb 2016, 11:24
A mediamente 20 o 30 anni stai da dio ovunque. Se parti, viaggi, c'hai solo il tuo mestiere e la tua vita in testa.
Magari dormi pure in uno sgabuzzino e sei contento lo stesso.
Ma poi la realtà é anche un'altra.
Reitero, se uno pensa che aldifuori delle frontiere italiane ci sia il bengodi é pronto per la più grande delle disillusioni.
E' dura ovunque. Se si pensa che basta prendere un aereo per trovare milioni di posti di lavoro disponibili, con stipendi da favola, affitti a poco prezzo, burocrazia rapidissima, colleghi fenomenali e niente traffico, secondo me si vive su un altro pianeta.
Partire all'estero non é uno scherzo, é un cazzo per il culo. Non é un erasmus, non é uno stage. E' qualcosa di più.
E' importante farlo, per la propria crescita, per la propria esperienza. Ma se il motivo principale é la fuga, allora é una cazzata. Io é solo da quello che metto in guardia chi ha una visione dell'estero troppo edulcorata.
Se non hai una preparazione solida, solidissima, col cazzo che trovi lavoro. Ovunque tu vada. Qualsiasi bandiera flotti aldisopra della tua testa. A questa devi, ovviamente, accompagnare una conoscenza supplementare della lingua del posto dove vai. Che non é uno scherzo.
Se sai dire solo "Brian is in the kitchen" o "Voulez-vous coucher avec moi", col cazzo che ti offrono un lavoro superiore a quello di sguattero in una pizzeria.

Concordo su tutto.
Solo che non c'avevo voglia di scriverlo..... :=))

MadBob79

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A quello che ha scritto IB, che sottoscrivo al 99%, aggiungo anche la motivazione. La fuga dall'Italia può essere UNA motivazione (l'1% sul quale non sono daccordo con IB), ma non LA motivazione (non considerando situazioni extra-professionali, vedere le discussioni su Temi per quanto riguarda le unioni civili). La pagnotta può essere dura ovunque: non fosse così, l'Italia sarebbe spopolata peggio dell'Irlanda durante la carestia delle patate dell'800.

Sonni Boi

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Citazione di: italicbold il 05 Feb 2016, 11:24
A mediamente 20 o 30 anni stai da dio ovunque. Se parti, viaggi, c'hai solo il tuo mestiere e la tua vita in testa.
Magari dormi pure in uno sgabuzzino e sei contento lo stesso.
Ma poi la realtà é anche un'altra.
Reitero, se uno pensa che aldifuori delle frontiere italiane ci sia il bengodi é pronto per la più grande delle disillusioni.
E' dura ovunque. Se si pensa che basta prendere un aereo per trovare milioni di posti di lavoro disponibili, con stipendi da favola, affitti a poco prezzo, burocrazia rapidissima, colleghi fenomenali e niente traffico, secondo me si vive su un altro pianeta.
Partire all'estero non é uno scherzo, é un cazzo per il culo. Non é un erasmus, non é uno stage. E' qualcosa di più.
E' importante farlo, per la propria crescita, per la propria esperienza. Ma se il motivo principale é la fuga, allora é una cazzata. Io é solo da quello che metto in guardia chi ha una visione dell'estero troppo edulcorata.
Se non hai una preparazione solida, solidissima, col cazzo che trovi lavoro. Ovunque tu vada. Qualsiasi bandiera flotti aldisopra della tua testa. A questa devi, ovviamente, accompagnare una conoscenza supplementare della lingua del posto dove vai. Che non é uno scherzo.
Se sai dire solo "Brian is in the kitchen" o "Voulez-vous coucher avec moi", col cazzo che ti offrono un lavoro superiore a quello di sguattero in una pizzeria.

Questo credo che sia ovvio, si ragiona sempre a parità di condizioni.
Citazione di: cartesio il 05 Feb 2016, 11:46
Alla base di questa innovazione ci sono tecnici italiani, quindi per queste figure professionali il lavoro c'è ed è probabile che continuerà ad esserci.

Il che non vuole assolutamente dire che la condizione dei tecnici italiani sia migliore che, chessò, quella dei tecnici tedeschi o olandesi. A partire dagli stipendi.

Andreavespa

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Citazione di: italicbold il 05 Feb 2016, 11:24
A mediamente 20 o 30 anni stai da dio ovunque. Se parti, viaggi, c'hai solo il tuo mestiere e la tua vita in testa.
Magari dormi pure in uno sgabuzzino e sei contento lo stesso.
Ma poi la realtà é anche un'altra.
Reitero, se uno pensa che aldifuori delle frontiere italiane ci sia il bengodi é pronto per la più grande delle disillusioni.
E' dura ovunque. Se si pensa che basta prendere un aereo per trovare milioni di posti di lavoro disponibili, con stipendi da favola, affitti a poco prezzo, burocrazia rapidissima, colleghi fenomenali e niente traffico, secondo me si vive su un altro pianeta.
Partire all'estero non é uno scherzo, é un cazzo per il culo. Non é un erasmus, non é uno stage. E' qualcosa di più.
E' importante farlo, per la propria crescita, per la propria esperienza. Ma se il motivo principale é la fuga, allora é una cazzata. Io é solo da quello che metto in guardia chi ha una visione dell'estero troppo edulcorata.
Se non hai una preparazione solida, solidissima, col cazzo che trovi lavoro. Ovunque tu vada. Qualsiasi bandiera flotti aldisopra della tua testa. A questa devi, ovviamente, accompagnare una conoscenza supplementare della lingua del posto dove vai. Che non é uno scherzo.
Se sai dire solo "Brian is in the kitchen" o "Voulez-vous coucher avec moi", col cazzo che ti offrono un lavoro superiore a quello di sguattero in una pizzeria.

Dove la vuoi imparare un'altra lingua se non nel posto in cui la parlano? Ovvio che non sono rose e fiori all'inizio, ma da qualche parte si deve pur partire. Quelli che vanno via per fare un'esperienza di vita e/o senza un piano preciso, non andranno da nessuna parte ne' che siano all'estero, ne' che rimangano in Italia. Qui parliamo di volonta' di intraprendere studi e carriera all'estero, non farsi 6 mesi per vedere come va.

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cartesio

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Citazione di: Mohammed Hussein il 05 Feb 2016, 13:53
Questo credo che sia ovvio, si ragiona sempre a parità di condizioni.
Il che non vuole assolutamente dire che la condizione dei tecnici italiani sia migliore che, chessò, quella dei tecnici tedeschi o olandesi. A partire dagli stipendi.

Giusto. A partire dagli stipendi, passando per i servizi, la civiltà della popolazione e altre cose, clima e gastronomia esclusi.

er polipo

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Medicina.  8)
O, alternativamente, fisica o matematica, e master all'estero.
Tutto il resto ormai è una competizione senza fine, non ne vale la pena.
In India ci sono più ingegneri che anguille a Comacchio.

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