Citazione di: porgascogne il 05 Lug 2012, 10:03
mah, viene ribadito uno schema conosciuto, applicabile anche nelle recensioni dei film, dei concerti, dell'arte in generale
ovvero, se tutti ne parlano bene, trova una cosa che non va, anche piccola, prendila come paradigma e stronca il tutto
come minimo, apparirai fuori dal coro e ci si ricorderà dell'articoletto
l'unica cosa giusta, e ribadita da baldrick, è che 20 euri per un primo (peraltro "della tradizione") mi paiono un po' troppi
a meno che tu non me li faccia con ingredienti assolutamente di prim'ordine
ma er pecorino deve puzza' de zinne della pecora, però
Ho letto con attenzione l'articolo di Agrette Sauvage.
La prima cosa che mi balza agli occhi è la seguente: un disprezzo classista che trasuda da ogni capoverso.
Il disgusto dell'elite per gli "avventori domenicali", per i "profani", per quelli che "mangiano l'oliva taggiasca senza nemmeno sapere cosa voglia dire".
Anch'io ho notato l'ambiente "da Ikea" e l'ho giudicato negativamente, ma il caro AS si scorda una cosa: Eataly è principalmente un supermercato del gusto. Non un circolo esclusivo di degustatori.
Significativa la scalata fino al terzo piano, metafora dell'allontanarsi disgustato dal popolino ignorante, l'elevarsi alle sfere che competono ad un dotto del gusto (e ad un facoltoso, aggiungo io, che cor popolo non si mischia).
E quindi quale può essere il posto giusto? Ma certamente quello in cui si paga di più. Quello in cui il popolino non si avvicina (figuriamoci se vi entra): Il ristorante Italia.
L'appropriazione di tradizioni, costumi (e perché no, anche ricette) popolari da parte delle classi agiate non è cosa nuova.
Anzi, è qualcosa che si nota soprattutto in cucina: gran parte delle ricette della tradizione nascono dal popolo, nascono dall'elaborazione dei prodotti locali (cioè quelli più disponibili). Solo successivamente vengono elevate a piatti raffinati.
Ma in questa appropriazione c'è sempre una rivisitazione, che le renda proprie di tali classi.
La caratteristica più esplicita e immediata non può che essere il prezzo.
Non paghi la cacio e pepe. Paghi il tuo essere lì. La cacio e pepe la trovavi pure due piani sotto, il piatto era il doppio, erano i rigatoni, non erano freddi e non la pagavi venti euro. Ma te dovevi sorbì il popolino (che schifo).
La scelta di AS è una scelta... di classe, non di gusto.
E allora caro mio, la sai na cosa?
Che la cacio e pepe fredda a 20 euro te la meriti tutta. Come se la meritano tutti quelli come te.
La cucina è roba nostra. La "cacio e pepe" che te lo dico a fa. E pe na vorta, gli scarti ve li pijate voi, attenti soprattutto alla forma, ma scarsi in quanto a sostanza.