OT
Mi piacerebbe che Lazionet se possibile, spostasse questo thread in "Let the Good Times...", che mi sembra il luogo più adatto per un personaggio come Giorgio Faletti. Grazie
EOT
Debbo fare una confessione.
Ce ne sono stati tantissimi in Italia, particolarmente fra le schiere degli scrittori professionisti, dei giornalisti-belle-penne, dei frequentatori e/o dei giurati di Premi Letterari, degli ospiti fissi in trasmissioni di libri, etc. che hanno storto la bocca (a dire poco) quando Giorgio Faletti ha cominciato a scrivere (e a vendere tutto quell'incredibile numero di copie).
- Ma come, un comico! Uno capace al massimo di scrivere quattro battute. Uno come Fabio Volo

questo magari i libri se li fa scrivere da qualche disperato ghost-writer...

Io ero fra questi.
Io ho rosicato, e manco poco. Lo confesso. Rifiutandomi persino di avvicinarmi a uno di quei libri (che pure, in casa mia giravano).
C'era un motivo: per un lungo periodo, circa sei o sette anni nei primi anni '90, Faletti scriveva una rubrica su un settimanale di automobilismo. E in contro-pagina, lui a sinistra, io a destra, c'era la mia rubrica, che usciva ugualmente tutte le settimane.
La sua era ovviamente di taglio satirico, scherzoso, sempre pungente; la mia era più specifica, di sport, di auto produzione, di attualità, di costume.
Scriveva bene, Faletti. Però (non certo a detta solo mia) anche i miei pezzi, messi così "a fronte aperta" dall'altra parte della pagina, uno davanti all'altro, non sfiguravano, anzi.
E lo sapeva pure lui, ne sono certo.
Siamo andati avanti per un bel po', ma purtroppo ci siamo incrociati solo una volta, per un momento, un saluto senza neanche avere il tempo di scambiare quattro parole.
So solo (e la cosa mi riempi' di orgoglio all'epoca, potete immaginare, perchè Giorgio Faletti era già Giorgio Faletti, allora) che la volta che chiamai il Direttore al telefono per fargli il pianto greco, per dirgli che insomma... prendevo troppo poco... io tengo famiglia... uuu purtau 'u pane, Papà...

e lui bellamente mi rispose (ed era vero) :
- Guardi Nanni, non so che dirle... lei prende lo stesso compenso che diamo a Giorgio Faletti...
Era un grande appassionato di automobilismo, Giorgio Faletti. Si vedeva dai "riferimenti sportivi" che faceva quando scriveva pezzi diversi. Te ne accorgi, no? quando uno dice di essere esperto di una cosa che alla fine rappresenta la tua materia primaria, se spara cazzate o sa di cosa si sta parlando. QUante volte ci succede, per dire, di incontrare sedicenti "Laziali" che magari nell'ambito di un altro discorso ti sparano nomi sbagliati (il giocatore della Lazio
Assunçao 
esperienza personale...

), o riferimenti inesatti ("mi ricordo di Lazio-Reggiana, ultima partita dell'anno dello scudetto...

)
Ecco, Giorgio Faletti le sapeva le cose. Si vedeva. Se parlava di Fangio o di John Surtees, di rally, di Chris Amon, di Mario Andretti o di Formula 3, era evidente che conosceva perfettamente quelle cose, le aveva seguite con passione. E amate, sopratutto.
E poi, grazie ovviamente al suo nome che "attirava curiosità e sponsor", era riuscito pure a fare un paio di stagioni da pilota "vero". Corse nel Campionato Italiano Turismo, con un Peugeottino 106 bianco, sempre preparatissimo, sempre veloce. Ma la sua passione erano i rallies (aveva pure fatto qualcosa da ragazzetto, a livello locale, lui era di Asti, una zona dove il rallismo è seguitissimo). Gli avevano affidato macchine da assoluto, più volte. Addirittura al Rallye di Sanremo, mi pare nel 1993 o '94, guidò un vero mostro, una Lancia Delta Integrale ufficiale della Martini Racing, finendo per cappottarsi ma riuscendo a finire in un onorevolissimo 15° posto assoluto. E parliamo di un rally di Campionato del Mondo, dove c'erano tutti i più grandi, Finlandesi, Svedesi, Francesi, tutti! Un'altra volta, con un'altra Lancia Delta Integrale, in una corsa in Umbria rischiò davvero di farsi male, allora decise che era ora di smettere... e proprio in quegli stessi anni iniziò a scrivere.
Per cui, oggi, tutto ciò premesso, io confesso di essermi comportato male con te. Forse per rosicamento, forse per supponenza. Forse per faciloneria, o chissà, per invidia? mi sono rifiutato sin dall'inizio di leggere qualsiasi cosa (oltre le rubriche di automobilismo) tu avessi scritto.
Mi spiace, cercherò di porre rimedio, riprendendoli uno a uno i tuoi libri, da "Io uccido", e leggendomeli per bene.
E chissà, magari mi piaceranno.