Scrivo di getto, colpito profondamente da questa notizia. Anche perchè, da divoratore di gialli, apprezzavo il suo stile sobrio, asciutto ma estremamente coinvolgente. Mi manca già. Ciao, Giorgio.
Nooo.
a me ha iniziato a stare simpatico, artisticamente parlando, con questa
mi dispiace davvero :(
Porch' i' mondo che ci ho sotto i piedi!
Ciao Giorgio.
Un grandissimo artista che ha saputo passare dal cabaret, al cinema, dallo scrivere libri alla pittura.
Una persona che non poteva che suscitare simpatia.
Mi spiace e soprattutto mi mancheranno i suoi libri, che per genere e stile a me piacevano molto.
Ciao Giorgio.
No!
Rip
Mi dispiace tantissimo, uno dei miei autori preferiti, ho letto tutti i suoi libri. Mi mancherà.
Ciao Giorgio, riposa in pace.
Brutta notizia...RIP
Che fulmine a ciel sereno,
Cia Giorgio.
È morto Giorgio Faletti, oggi a Torino. Era ricoverato all'Ospedale Molinette, aveva annullato tutti gli impegni perchè non stava bene. Personaggio televisivo e scrittore, autore di best seller, era nato ad Asti il 25 novembre 1950.
http://www.repubblica.it/spettacoli/tv-radio/2014/07/11/news/giorgio_faletti-90628487/
mi spiace molto. Ottimo scrittore e cabarettista :(
mi spiace molto
ottima artista
R.I.P.
Questa notizia è un colpo proprio, quanto mi dispiace.
Come scrittore è stato una rivelazione, il suo primo libro " Io Uccido" mi era piaciuto moltissimo.
Riposa in pace caro Giorgio.
Non sapevo stesse male... mi è sempre stato simpatico... RIP Giorgio :(
Un dispiacere immenso.
(http://img.tapatalk.com/d/14/07/04/ygy3ahu2.jpg)
Comunicato ufficiale e coeso inviato con Tapatalk
Scusate.
Ho aperto adesso topic su "let the good Times..."
Accorpate pure.
Comunicato ufficiale e coeso inviato con Tapatalk
R.I.P.
Accidenti...
:(
Sit tibi terra levis
Mi dispiace. Mi sembra assurdo...
:(
Era divertente anche a Drive In, anzi di gran lunga il piu' divertente. Il personaggio di Passerano Marmorito era uno spettacolo. Sta malattia li mortacci sua, bisogna fermarla un giorno.
Mi dispiace :(
Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente
Citazione di: anderz il 04 Lug 2014, 14:47
Mi dispiace :(
Forse possiamo cambiarla ma è l'unica che c'è
Questa vita di stracci e sorrisi e di mezze parole
Forse cent'anni o duecento è un attimo che va
Fosse di un attimo appena
Sarebbe con me tutti vestiti di vento ad inseguirci nel sole
Tutti aggrappati ad un filo e non sappiamo dove
Minchia signor tenente che siamo usciti dalla centrale
Ed in costante contatto radio
Abbiamo preso la provinciale
Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c'asse vedesse che non c'era
E abbiam montato l'autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C'era l'asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l'esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c'è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente
Minchia signor tenente lo so che parlo col comandante
Ma quanto tempo dovrà passare per star seduto su una volante
La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c'è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente
Minchia signor tenente per cui se pensa che c'ho vent'anni
Credo che proprio non mi dà torto
Se riesce a mettersi nei miei panni magari non mi farà rapporto
E glielo dico sinceramente
Minchia signor tenente
Capolavoro
Una persona con un buon talento in vari campi.
Non é stato il migliore in nulla.
Ma é stato bravo quando era un comico, é stato bravo quando ha voluto scrivere una canzone ed é stato bravo quando ha cominciato a scrivere gialli.
E' stato uno dei pilastri di una delle più belle trasmissioni comiche degli anni 80.
Emilio.
Gli sketch di lui che faceva Loredana Berté o lo stilista Tamburino mi facevano piegare in due dalle risate.
Non li trovo su Youtube.
Citazione di: italicbold il 04 Lug 2014, 16:50
Una persona con un buon talento in vari campi.
Non é stato il migliore in nulla.
Ma é stato bravo quando era un comico, é stato bravo quando ha voluto scrivere una canzone ed é stato bravo quando ha cominciato a scrivere gialli.
E' stato uno dei pilastri di una delle più belle trasmissioni comiche degli anni 80.
Emilio.
Gli sketch di lui che faceva Loredana Berté o lo stilista Tamburino mi facevano piegare in due dalle risate.
Non li trovo su Youtube.
verissimo
a me era piaciuto molto in un filmetto (cemento armato) nel quale faceva la parte di un boss della mala romana
davvero spietato
Quando l'ho saputo oggi ci sono rimasto malissimo!
Non sapevo fosse malato.
Mi dispiace tantissimo.
Quasi me ne stupisco da solo di quanto mi sia dispiaciuto, ma tant'è.
Rip Giorgio, sei stato grande!
Una grande testa. Da intendere in maniera positiva. Ciao Giorgio!
Minetti: "Faletti? Comunista testa di c..."
In una conversazione col padre, Nicole Minetti racconta di avere conosciuto Giorgio Faletti a una cena. Il giudizio è impietoso: "Una [...] comunista. Un tipo insoddisfatto della vita". Il motivo? Il giudizio negativo dello scrittore sul sistema "mignottocratico" di Berlusconi. Parole al vetriolo anche per l'ex sindaco di Milano Letizia Moratti, rea di non essere proprio un bello spettacolo in costume da bagno: "Una cosa inguardabile". E poi il gran finale: l'amica del bunga bunga Barbara Faggioli dice a Nicole che B. è bloccato a Roma per la morte di Cossiga, ma la consigliera confida di non essere informata sui fatti perché, durante le meritate vacanze, ha letto solo riviste di gossip di Gisella Ruccia
9 maggio 2012
fattoquotidiano.it
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/05/09/minetti-faletti-comunista-testa/196959/
e questa la risposta di Faletti
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/07/04/quando-faletti-commento-frasi-della-minetti-non-sono-comunista-testa-di-cazzo-si/287240/
OT
Mi piacerebbe che Lazionet se possibile, spostasse questo thread in "Let the Good Times...", che mi sembra il luogo più adatto per un personaggio come Giorgio Faletti. Grazie
EOT
Debbo fare una confessione.
Ce ne sono stati tantissimi in Italia, particolarmente fra le schiere degli scrittori professionisti, dei giornalisti-belle-penne, dei frequentatori e/o dei giurati di Premi Letterari, degli ospiti fissi in trasmissioni di libri, etc. che hanno storto la bocca (a dire poco) quando Giorgio Faletti ha cominciato a scrivere (e a vendere tutto quell'incredibile numero di copie).
- Ma come, un comico! Uno capace al massimo di scrivere quattro battute. Uno come Fabio Volo :roll: questo magari i libri se li fa scrivere da qualche disperato ghost-writer...
:x
Io ero fra questi.
Io ho rosicato, e manco poco. Lo confesso. Rifiutandomi persino di avvicinarmi a uno di quei libri (che pure, in casa mia giravano).
C'era un motivo: per un lungo periodo, circa sei o sette anni nei primi anni '90, Faletti scriveva una rubrica su un settimanale di automobilismo. E in contro-pagina, lui a sinistra, io a destra, c'era la mia rubrica, che usciva ugualmente tutte le settimane.
La sua era ovviamente di taglio satirico, scherzoso, sempre pungente; la mia era più specifica, di sport, di auto produzione, di attualità, di costume.
Scriveva bene, Faletti. Però (non certo a detta solo mia) anche i miei pezzi, messi così "a fronte aperta" dall'altra parte della pagina, uno davanti all'altro, non sfiguravano, anzi.
E lo sapeva pure lui, ne sono certo.
Siamo andati avanti per un bel po', ma purtroppo ci siamo incrociati solo una volta, per un momento, un saluto senza neanche avere il tempo di scambiare quattro parole.
So solo (e la cosa mi riempi' di orgoglio all'epoca, potete immaginare, perchè Giorgio Faletti era già Giorgio Faletti, allora) che la volta che chiamai il Direttore al telefono per fargli il pianto greco, per dirgli che insomma... prendevo troppo poco... io tengo famiglia... uuu purtau 'u pane, Papà... :lol: e lui bellamente mi rispose (ed era vero) :
- Guardi Nanni, non so che dirle... lei prende lo stesso compenso che diamo a Giorgio Faletti...
Era un grande appassionato di automobilismo, Giorgio Faletti. Si vedeva dai "riferimenti sportivi" che faceva quando scriveva pezzi diversi. Te ne accorgi, no? quando uno dice di essere esperto di una cosa che alla fine rappresenta la tua materia primaria, se spara cazzate o sa di cosa si sta parlando. QUante volte ci succede, per dire, di incontrare sedicenti "Laziali" che magari nell'ambito di un altro discorso ti sparano nomi sbagliati (il giocatore della Lazio Assunçao :roll: esperienza personale... :xx ), o riferimenti inesatti ("mi ricordo di Lazio-Reggiana, ultima partita dell'anno dello scudetto... :wall: )
Ecco, Giorgio Faletti le sapeva le cose. Si vedeva. Se parlava di Fangio o di John Surtees, di rally, di Chris Amon, di Mario Andretti o di Formula 3, era evidente che conosceva perfettamente quelle cose, le aveva seguite con passione. E amate, sopratutto.
E poi, grazie ovviamente al suo nome che "attirava curiosità e sponsor", era riuscito pure a fare un paio di stagioni da pilota "vero". Corse nel Campionato Italiano Turismo, con un Peugeottino 106 bianco, sempre preparatissimo, sempre veloce. Ma la sua passione erano i rallies (aveva pure fatto qualcosa da ragazzetto, a livello locale, lui era di Asti, una zona dove il rallismo è seguitissimo). Gli avevano affidato macchine da assoluto, più volte. Addirittura al Rallye di Sanremo, mi pare nel 1993 o '94, guidò un vero mostro, una Lancia Delta Integrale ufficiale della Martini Racing, finendo per cappottarsi ma riuscendo a finire in un onorevolissimo 15° posto assoluto. E parliamo di un rally di Campionato del Mondo, dove c'erano tutti i più grandi, Finlandesi, Svedesi, Francesi, tutti! Un'altra volta, con un'altra Lancia Delta Integrale, in una corsa in Umbria rischiò davvero di farsi male, allora decise che era ora di smettere... e proprio in quegli stessi anni iniziò a scrivere.
Per cui, oggi, tutto ciò premesso, io confesso di essermi comportato male con te. Forse per rosicamento, forse per supponenza. Forse per faciloneria, o chissà, per invidia? mi sono rifiutato sin dall'inizio di leggere qualsiasi cosa (oltre le rubriche di automobilismo) tu avessi scritto.
Mi spiace, cercherò di porre rimedio, riprendendoli uno a uno i tuoi libri, da "Io uccido", e leggendomeli per bene.
E chissà, magari mi piaceranno.
:muchlove:
Comunque che i libri di Giorgio Faletti li hanno scritti due ghost writer italiani che vivono in USA è acclarato.
Citazione di: purple zack il 14 Lug 2014, 17:31
Comunque che i libri di Giorgio Faletti li hanno scritti due ghost writer italiani che vivono in USA è acclarato.
Acclarato ? Dove ? Fonte ?
Citazione di: purple zack il 14 Lug 2014, 17:31
Comunque che i libri di Giorgio Faletti li hanno scritti due ghost writer italiani che vivono in USA è acclarato.
Sicuro?
Tutti? Anche "Io uccido?" :o
Citazione di: purple zack il 14 Lug 2014, 17:31
Comunque che i libri di Giorgio Faletti li hanno scritti due ghost writer italiani che vivono in USA è acclarato.
Mia Nonna mi diceva, certe volte prima di parlare conta fino a dieci e poi statte zitto.
Citazione di: Nanni il 14 Lug 2014, 17:41
Mia Nonna mi diceva, certe volte prima di parlare conta fino a dieci e poi statte zitto.
:wall:
Citazione di: Nanni il 14 Lug 2014, 17:41
Mia Nonna mi diceva, certe volte prima di parlare conta fino a dieci e poi statte zitto.
è uscito un articolo sulla stampa 3 anni fa, mai smentito da nessuno, con tanto di intervista dei due e libro scritto in inglese antecedente ai romanzi di faletti
ora non lo trovo, non è che si trova tutto on line. se proprio non riuscite ad accettare la cosa domani vado alla nazionale e mi spulcio le "stampa" di 3 anni fa circa.
o anche sticazzi. io l'ho letto. se ce volete crede, bene. se no, me lo sto inventando perché mi sta sul cazzo faletti, che vi devo dì.
Citazione di: purple zack il 14 Lug 2014, 18:53
è uscito un articolo sulla stampa 3 anni fa, mai smentito da nessuno, con tanto di intervista dei due e libro scritto in inglese antecedente ai romanzi di faletti
ora non lo trovo, non è che si trova tutto on line. se proprio non riuscite ad accettare la cosa domani vado alla nazionale e mi spulcio le "stampa" di 3 anni fa circa.
o anche sticazzi. io l'ho letto. se ce volete crede, bene. se no, me lo sto inventando perché mi sta sul cazzo faletti, che vi devo dì.
Mai smentito ve'?
http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_22/faletti_scrivo_libri_carioti_640e28f4-8ee8-11de-b751-00144f02aabc.shtml
Citazione di: anderz il 14 Lug 2014, 19:01
Mai smentito ve'?
http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_22/faletti_scrivo_libri_carioti_640e28f4-8ee8-11de-b751-00144f02aabc.shtml
sulla stampa non l'hanno mai smentito. non leggo il corriere e non mi informavo molto on line all'epoca.
comunque smentita così, discutibile. sulla stampa ricordo proprio il virgolettato del presunto ghost writer. e ora mi ricordo pure la cosa degli strani doppi sensi.
Citazione di: anderz il 14 Lug 2014, 19:01
Mai smentito ve'?
http://www.corriere.it/cultura/09_agosto_22/faletti_scrivo_libri_carioti_640e28f4-8ee8-11de-b751-00144f02aabc.shtml
E' di 5 anni fa . Parla solo di "Io sono Dio" . Non vale .
Spulcia meglio . :)
LA STAMPA
CULTURA
22/08/2009
"Scusate se prendo fate per topolini"
Dopo le accuse di plagio dovute all'uso di anglicismi, Giorgio Faletti difende il suo libro Io sono Dio
L'attore e scrittore Giorgio Faletti
E dunque, eccomi qui. Trascinato sul banco degli imputati da diversi quotidiani e settimanali per il linguaggio del mio ultimo romanzo, Io sono Dio O meglio, per cinque frasi che ho utilizzato nei dialoghi fra i personaggi che, ricordo a tutti, sono americani. Queste frasi non sono passate invano sotto la lente di due signore. Che non hanno esitato a puntare il dito accusatore, scrivendo a blog e fornendo la loro consulenza per acconci articoli di denuncia. Con un briciolo di orgoglio premetto che, se a un romanzo giallo con una trama, dei personaggi, un necessario coinvolgimento del lettore, l'unico appunto che può essere mosso è l'uso di cinque frasi, giudico il risultato estremamente positivo. Come i pareri della critica e dei lettori hanno confermato.
Le persone che mi accusano sono due signore che hanno un blasone di tutto rispetto. Si tratta di Franca Cavagnoli, traduttrice di ben tre premi Nobel, laureata in Questo e Quello e insegnante di Quell'altro e Altro ancora e Eleonora Andretta che può vantare lo stesso tipo di retroterra culturale con il ruolo di esaminatrice per l'ammissione a Cambridge come ciliegina sulla torta. Devo dire che ho inizialmente osservato con un certo divertimento il nascere di questa polemica balneare e non ho ritenuto opportuno disturbare queste due signore mentre si godevano i loro cinque minuti di popolarità. Ma ora che la polemica si è spostata dalle mie scelte letterarie alla mia onestà di essere umano, penso che anche la difesa abbia diritto a far sentire la sua timida voce. Per prima cosa vediamo le cinque frasi incriminate.
«Non girare intorno al cespuglio». In Inglese, per esortare una persona che sta tergiversando si dice: «Don't beat around the bush», frase idiomatica che nella traduzione letterale diventa esattamente quella che ho utilizzato io. Per quel che mi riguarda la frase raggiunge benissimo lo scopo che si prefigge e credo che un autore, se vuole fare girare la gente intorno al cespuglio invece che fargli menare il can per l'aia, sia quantomeno libero di farlo. «Pensavo che una ventina di grandi vi avrebbero fatto comodo». Nel gergo dei bassifondi i biglietti da mille dollari vengono chiamati «grands». Forse se avessi utilizzato il termine «verdoni» niente sarebbe successo, perché è una parola ormai acquisita nel linguaggio italiano, dimenticando che nasce dal fatto che i dollari sono verdi e che dunque in Italia non dovrebbe avere significato alcuno.
«Non te ne devo una, ma mille». Secondo la Pubblica Accusa il concetto per avere un senso dovrebbe essere espresso con la frase «Ti devo un favore grosso come una casa». In Piemonte c'è un modo di dire: «Questa la puoi raccontare per una», che si usa ad esempio quando qualcuno esce vivo per miracolo da un incidente stradale. Potrei, volendo, essere accusato anche di «piemontesismo», ma allora temo sia nei guai pure Andrea Camilleri... «La fata del dentino a te porta la marijuana». Lo so benissimo che da noi esiste il topolino e non la fata e di questo faccio pubblica ammenda. Tuttavia devo confessare di avere dei complici. Proprio l'altra sera, vedendo un film con Ben Affleck, Il diario di Jack, mi sono accorto che in un dialogo i protagonisti parlavano della fatina del dentino. Avvertirò i distributori italiani che la mannaia sta per abbattersi anche sul film. A meno che questo fatto non sia passato inosservato e dunque c'è da chiedersi maliziosamente perché. «Smettere di sentirsi falene davanti a una candela». Questa è un piccolo personale orgoglio. Pur essendo depositario di un decoroso inglese, ignoravo del tutto l'espressione «Like mooths to flame» quindi questa espressione, che indica precarietà, è del tutto frutto della mia fantasia. A meno che non mi si voglia far credere che le falene italiane indossino perennemente una tuta d'amianto.
Ecco, tutto qui. Questi sono i capi d'accusa. Confesso di non riuscire a trattenere un sorriso e di sentirmi anche un poco stupido nell'aver avuto la necessità di rispondere a qualcosa che, onestamente, ha un leggero tocco di ridicolo. Quello che mi ha spinto a farlo, come ho detto all'inizio, è che da questa risibile querelle estiva e premestruale si sia arrivati come sempre a ipotizzare un fantomatico scrittore fantasma che è il vero autore dei libri che pubblico a mio nome. Per carattere e per scelta ho sempre condotto la mia vita privata al di fuori dei «si dice» e dei «pare che», facendo il mio lavoro con onestà e nei limiti delle mie capacità, tenendomi lontano dai gossip e dai mezzucci di fortuna per agguantare al volo un successo passeggero. Ho corso dei rischi quando avrei potuto restare a coltivare un orticello che nel corso del tempo avrebbe dato ortaggi sempre più avvizziti. Questo qualcuno può chiamarlo incoscienza ma io, nel mio piccolo lessico provinciale, mi ostino a chiamarlo coraggio. Forse non sono e non sarò mai un grande scrittore ma ho la fortuna di scrivere storie che appassionano dei lettori e di essere il solo responsabile di quello che faccio, disposto a riscuotere i meriti e ad accollarmene i demeriti. Utilizzando sempre e ancora il coraggio e la determinazione di cui parlavo prima. A questo punto tuttavia, essendo anche un essere umano, concedetemi, una breve risposta alle mie due amiche pluriblasonate. Non ho motivo di dubitare del valore della signora Franca Cavagnoli come traduttrice. Ma il fatto che si traducano dei Premi Nobel a volte può essere fuorviante e indurre a facili entusiasmi, che andrebbero tenuti a bada. Non credo che il barista di Del Piero nel tempo si sia convinto di saper tirare le punizioni anche lui. Sul fatto poi che usare quelle frasi sarebbe come tradurre «L'ultima cena», che in inglese si dice «The last supper» con il termine «L'ultima zuppa», suvvia signora, mi stupisco di lei. Anche la mia povera mamma, a forza di andare al supermercato e trovarsi sugli scaffali dei barattoli di Campbell, sapeva che in inglese la zuppa si chiama soup.
Ricordo invece alla signora Andretta, di certo padrona di un inglese migliore del mio, che la lingua italiana è piena di modi di dire mutuati da lingue straniere ormai talmente parte del linguaggio che nessuno ci fa più caso. Penso di essere solo responsabile, nel caso, di averne introdotti dei nuovi. Ho visto la sua foto sul settimanale da cui ha lanciato la sua polemica e devo dire che sono rimasto colpito dal suo viso assorto mentre regge fra le mani il mio libro. Pensare che una signora così piacente e così colta abbia trascurato la sua vita privata per esaminare i miei discutibili scritti e impiegato parte del suo tempo per scrivere al blog di Beppe Severgnini mi onora. E mi rende nello stesso tempo invidioso, perché con me il tempo è così avaro che me ne resta pochissimo, impegnato come sono nel mio lavoro, che è scrivere personalmente i miei romanzi. In questo mondo barbaro e bizantino, ognuno esibisce il blasone che ha, ricco o povero che sia. Il cronista del quotidiano che ha sollevato il vespaio conclude il suo pezzo con un inquietante interrogativo, con un afflato molto più cabarettistico che letterario. Prendendo a prestito una canzone di Carosone, dopo avermi rivolto l'appunto «tu vuo' fa l'americano» mi chiede «sient'a me chi t'o fa fà»? Mi sia concesso terra terra di rispondere con un'altra domanda: 12 milioni di copie vendute solo in Italia possono essere considerate un motivo esauriente? E credo che questo sia in definitiva il mio vero crimine. In questo paese dove il successo è considerato una colpa è estremamente facile trovarsi di fronte a dei censori animati da uno spirito che gli inglesi indicano con la parola envy che, come possono testimoniare le mie amiche traduttrici, ha un significato inequivocabile. Si traduce in italiano con una semplice parola: invidia.
Pensa che Io sono Dio è l'unico libro di Faletti che non ho letto.
Comunque uno scrittore bravo ma sopravvalutato che ha scritto un libro, "Appunti di un venditore di donne", sottovalutato.
Citazione di: purple zack il 14 Lug 2014, 18:53
è uscito un articolo sulla stampa 3 anni fa, mai smentito da nessuno, con tanto di intervista dei due e libro scritto in inglese antecedente ai romanzi di faletti
ora non lo trovo, non è che si trova tutto on line. se proprio non riuscite ad accettare la cosa domani vado alla nazionale e mi spulcio le "stampa" di 3 anni fa circa.
o anche sticazzi. io l'ho letto. se ce volete crede, bene. se no, me lo sto inventando perché mi sta sul cazzo faletti, che vi devo dì.
E' un problema di opportunità, di tempi e di modi, amico mio. Di sensibilità e di educazione.
Puoi aprirci un thread apposito sui ghost-writer, discutere e sviluppare tutto il discorso sulle tue fonti, ne troverai infinite del resto ne sono sicuro. Puoi quello che ti pare.
Questo thread si chiamava "Giorgio Faletti, addio".
E poi Tare è froscio, ormai è acclarato.
Citazione di: arkham il 14 Lug 2014, 19:16
Pensa che Io sono Dio è l'unico libro di Faletti che non ho letto.
Comunque uno scrittore bravo ma sopravvalutato che ha scritto un libro, "Appunti di un venditore di donne", sottovalutato.
Appunti di un venditore di donne, lo sto rileggendo ora.
Meraviglioso.