Ebbene si ne ho sofferto in passato ed anche in maniera "pesante", le motivazioni c'erano e giustificavano queste reazioni che il medico all'epoca definì "normali per persone molto sensibili".
Ma oggi, che tutto gira abbastanza bene, dove non mancano gli affetti, il lavoro i punti cardine, non capisco perché..non capisco perché sono giorni che senza un motivo relae le labbra formiccicolano, il ciore accellera, la testa scoppia ed il respiro si fa affannoso..
La paura di ripiombare in quel baratro mi devasta, la valeriana non fa più effetto..
Eppure so che è un disturbo così comune..ma se ne potrà mai uscire realmente?
:(
Credo ne soffra anche freezer qui dentro.
Come dimostri tu, non sono legati a motivazioni specifiche, e questo li rende ancora piu' agghiaccianti.
Io non credo di averne mai avuti, per cui non commento, ti mando solo un grande abbraccio.
Azzu, ma che me dici??? :o l'altra sera ne parlavano per televisione e l'ho seguito con interesse. Na cosa pazzesca...Pazzesco anche il modo in cui la medicina ufficiale, o meglio, quella del medico di famiglia (seguito dall'opinione generale) ha trattato per anni questa "patologia"(non so se il termine è proprio). Per i tempi che viviamo nessuno può ritenersi immune.
Azzu, un abbraccio
ne soffre mia moglie azzù..
è brutto perchè non c'è una causa specifica che li fa scattare, ti abbraccio e come consiglio a lei, prendi più che puoi coscenza quando ti scattano, e li passi, di quanto fossero ingiustificati.
esempio di mia moglie:
ho paura di uscire, mi prendono attacchi di panico, immagino che magari mi prendono dolori allo stomaco e mi trovo fuori casa, poi ti forzi , esci, vedi che non ti succede nulla.
Ecco bisogna prendere consapevolezza che spesso sono attacchi ingiustificati, capire che anche se ti dovessero prendere, hai sempre una soluzione.
Ma non è facile reprimere quelle sensazioni, bisogna prenderne coscenza.
c'è sempre un motivo, forse ancora non sai quale sia, ma il motivo c'è.
La valeriana non serve a nulla.
Citazione di: Azzurra il 16 Ott 2013, 11:35
Ebbene si ne ho sofferto in passato ed anche in maniera "pesante", le motivazioni c'erano e giustificavano queste reazioni che il medico all'epoca definì "normali per persone molto sensibili".
Ma oggi, che tutto gira abbastanza bene, dove non mancano gli affetti, il lavoro i punti cardine, non capisco perché..non capisco perché sono giorni che senza un motivo relae le labbra formiccicolano, il ciore accellera, la testa scoppia ed il respiro si fa affannoso..
La paura di ripiombare in quel baratro mi devasta, la valeriana non fa più effetto..
Eppure so che è un disturbo così comune..ma se ne potrà mai uscire realmente?
:(
Ci sono dei periodi che toccano dei picchi, e altri periodi meno intensi, però può capitare che gli attacchi si ripresentino anche in apparenti condizioni di serenità, per risolverli "definitivamente" ci sono delle figure che possono aiutare a trovarne la causa e a risolverli...hai mai pensato di consultare uno specialista? :))
Citazione di: Azzurra il 16 Ott 2013, 11:35
...
Ma oggi, che tutto gira abbastanza bene, dove non mancano gli affetti, il lavoro i punti cardine, non capisco perché..non capisco perché sono giorni che senza un motivo relae le labbra formiccicolano, il ciore accellera, la testa scoppia ed il respiro si fa affannoso..
...
E' che sti maledetti sono primi in classifica!!!
Siamo su Friends e la battuta ci può stare anche se è un argomento che merita il massimo della serietà.
Semplice e banale consiglio: semmai ti ricapiteranno, corri dai tuoi figli, e abbracciali.
Personalmente nulla mi rasserena come abbracciare il
nanerottolo (scusa fede ;) ).
Il mio personalissimo consiglio: accettare che non sempre c'è un motivo, almeno non conscio e presente nella struttura degli eventi quotidiani o meno. Trova "un rito", un gesto o una azione, che ti faccia sentire al sicuro (e che non ti sta succedendo e succederà nulla).
Per me, ad esempio, era bere dell'acqua..
Citazione di: laziAle82 il 16 Ott 2013, 11:55
Il mio personalissimo consiglio: accettare che non sempre c'è un motivo, almeno non conscio e presente nella struttura degli eventi quotidiani o meno. Trova "un rito", un gesto o una azione, che ti faccia sentire al sicuro (e che non ti sta succedendo e succederà nulla).
Per me, ad esempio, era bere dell'acqua..
bevevi acqua durante l'attacco di panico?
ne soffriva una mia ex ragazza con cui sono stato 2 ann ie mezzo.
gli sono iniziati quando ha smesso di sniffare.
lo abbiamo sempre associato a quello e allo stare in mezzo alla gente, magari sbagliando. gli capitava in luoghi pubblici e affollati.
Citazione di: laziAle82 il 16 Ott 2013, 11:55
Il mio personalissimo consiglio: accettare che non sempre c'è un motivo, almeno non conscio e presente nella struttura degli eventi quotidiani o meno. Trova "un rito", un gesto o una azione, che ti faccia sentire al sicuro (e che non ti sta succedendo e succederà nulla).
Per me, ad esempio, era bere dell'acqua..
Giustissimo, il problema poi però è
SE diventi dipendente da qulla cosa/azione che ti fa sentire al sicuro...
Per me comunque è stata guardare i cartoni animati di Magica Emi :))
EDIT: finché è acqua o cartoni animati tanto tanto, ma antidepressivi o alcolici o cibo so' dolori..
Azzu', :luv:
in passato per due volte ho visto la morte in faccia e da li gli attacchi di panico e le cure che ne sono seguite, ora non ne avrei motivi ..cmq bò
La sola paura dell'attacco di panico puo' scaturire lo stesso.
Non si cura l'attacco in se, bisogna solo sapere che durante quel minuto (perchè quello dura, il resto è solo paura di quello che è appena successo), non ti potrà succedere assolutamente nulla.
Se pero' diventano invalidanti (guidare con attacchi di panico non è un granchè) allora devi far ricorso ai farmaci, ma senza pensarci troppo. E' solo stando bene con i farmaci che si puo' affrontare il problema.
Citazione di: Boom! il 16 Ott 2013, 11:57
bevevi acqua durante l'attacco di panico?
Quale sarebbe il problema?
Citazione di: laziAle82 il 16 Ott 2013, 12:22
Quale sarebbe il problema?
ah nulla complimenti, io rimanevo completamente bloccato. Ma è un palliativo.
Citazione di: Boom! il 16 Ott 2013, 12:25
ah nulla complimenti, io rimanevo completamente bloccato. Ma è un palliativo.
Complimenti per cosa?
Non capisco cosa intendi dire, o sotto intendere, sin dal primo intervento su di me.
Ti farebbe bene parlare chiaro, imho.
Citazione di: laziAle82 il 16 Ott 2013, 12:27
Complimenti per cosa?
Non capisco cosa intendi dire, o sotto intendere, sin dal primo intervento su di me.
Ti farebbe bene parlare chiaro, imho.
non sono ironico. Complimenti per il fatto che riuscivi a reagire al panico.
IMHO
Gli attacchi di panico sono un guaio della vita.
i motivi possono essere molteplici: L'ansia di una abbondono, aver sprecato qualcosa di importante, non poter tornare più indietro, non essere capiti, aver la consapevolezza(errata) di aver buttato una vita,...
io sono anche dell'idea che una volta che sei stata "preda" dopo lo sarai per sempre. Bisogna solo saperci convivere.
infine,
due "gnappetti" credo possano essere un valido aiuto.
Mi è capitato di avere degli attacchi in luoghi molto affollati. Quando lavoravo a Roma e prendevo la metro era un disastro: ero costretto a tenere gli occhi chiusi e certe volte non bastava. Una volta mi è mancato il respiro, sono andato in tachicardia e a termini buttando giu un paio di persone sono scappato.
ti sono vicino come e quanto solo una persona che sa, può essere.
Perchè bisogna passarci dentro, esserci dentro per sapere.
Non per capire o per cercare di trovare un motivo, perchè quello non c'è, il più delle volte.
E hai voglia a cercare di analizzare, razionalizzare, dirsi che va tutto bene, che c'è che chi sta peggio.
E' una battaglia: a volte ti senti solo, altre sai di poter contare sugli affetti e sugli amici più cari, ma alla fine rimani tu con te stesso.
Per quello non riesco e non posso darti un consiglio, ma solo una carezza virtuale.
Sappi che le persone che hai più care, hanno bisogno di te. Questa, forse, l'unica molla per trasformare l'ansia in gioia, l'essere triste in allegria.
Un abbraccio
argomento,delicato ed intriseco,la moltitudine di mille problematiche,inconscie e consce che vengono fuori in vari aspetti.e quelli descritti da Azzurra e LaziALE82,sono stati anche miei,oggi molto ma molto più blandi dopo anni grazie al sostegno,e alla medicina ma,soprattutto al sapere il perchè,la conoscenza, ed il convivere con gli attacchi sia di panico che d"ansia.il mio percorso è stato lungo,e doloroso,sotto certi aspetti,ma mi hanno aiutato non poco in un processo di.. lo chiamerei di crescita,soggettiva personale.
C'è una bella associazione che si occupa precisamente di questo: la LIDAP (Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia,
da Agorafobia e da attacchi di Panico). Un mio amico ne è collaboratore e me ne ha parlato molto bene:
http://www.lidap.it
Tesoro, conosco personalmente la cosa, ne ho sofferto per lungo tempo ed ho pensato anche di avere qualche brutto male.... tachicardia, brividi, sudori freddi, nausee, vertigini, affanno e dopo che passa, un senso di stanchezza infinito.... ho cercato di reagire quando mi hanno prescritto dei tranquillanti ed ho avuto paura di diventarne dipendente. venivano senza motivo, una volta stavo al telefono con mia sorella per il suo compleanno, stavo sdraiata sul letto e ridevo... a fine telefonata ho pensato di morire.... da li ho anche deciso di smettere di fumare. era il 25 gennaio 2011 alle 22,30......
E' lo stress, per qualsiasi cosa, anche quella che sembra meno pesante... ancora oggi, anzi... diciamo ultimamente mi succede, ma in maniera molto lieve... ho "solo" delle vertigini che mi immobilizzano
Fatti un bel check-up, ne ho sofferto per un anno. Erano solo gli occhiali con l'asse sbagliato. Capisco ancora oggi la paura di ricaderci.
(scusa, sto con un tablet. Appena possoti racconto meglio la mia esperienza passata e odierna, quello stato e' terrificante.)
Stai su, se non hai problemi forse e sol8 paura. VINCILA!!!
Citazione di: gaspare il 16 Ott 2013, 20:20
Stai su, se non hai problemi forse e sol8 paura. VINCILA!!!
Questa è una cosa che non ho mai capito.
Quando qualcuno ha problemi di salute connessi al sistema nervoso o alla psichiatria, dallo stress alla depressione, il consiglio più frequente è sempre lo stesso: stai su, vinci le paure, affronta i tuoi problemi, fatti forza, ecc.
Saranno pure consigli giusti ma non ne ho mai senti di simili per problemi di altra natura. Nessuno si sognerebbe di dire ad un conoscente con un'insufficienza renale "fatti forza e vai avanti" o "fatti coraggio e le tue coronarie si libereranno d'incanto da ogni occlusione". Mai.
Perché in entrambi i casi non si consiglia semplicemente di affidarsi al miglior professionista o struttura sanitaria che si conosce?
Ovviamente ho preso lo spunto dalla sola frase citata senza alcuna polemica con l'estensore del post che, molto probabilmente, ne sa più di me.
"se non hai problemi"
era questa la chiave. Quelli che tu citi sono problemi concreti.
La paura invece rimane, mentre non e semplicemente un ca.o. Si puo vincere da soli o con i giusti compagni di viaggio che semplicemente ti danno forza.
un abbraccio azzurra, fai un check-up prima di tutto. Okkio che siano chebsiano i migliori professionisti.
( sto sempre con un tablet, quindi non intervero piu. E un argomento serio)
Citazione di: gaspare il 16 Ott 2013, 21:49
"se non hai problemi"
era questa la chiave. Quelli che tu citi sono problemi concreti.
La paura invece rimane, mentre non e semplicemente un ca.o. Si puo vincere da soli o con i giusti compagni di viaggio che semplicemente ti danno forza.
un abbraccio azzurra, fai un check-up prima di tutto. Okkio che siano chebsiano i migliori professionisti.
( sto sempre con un tablet, quindi non intervero piu. E un argomento serio)
Ribadisco
Citazione di: Neal il 16 Ott 2013, 20:56
Ovviamente ho preso lo spunto dalla sola frase citata senza alcuna polemica con l'estensore del post che, molto probabilmente, ne sa più di me.
Non era mia intenzione rispondere al tuo post. Ho solo preso spunto da una frase, estrapolata dal resto, per fare una riflessione.
Ti racconto la mia storia. Ho sofferto di attacchi di panico per 10 anni. Tutto cominciò una sera, all'improvviso, tachicardia, sudorazione fredda, paura di morte imminente. Feci chiamare l'ambulanza, all'ospedale il dottore si mise a ridere, 30 gocce di valium e a casa (grazie [...]).
Giorno dopo, sempre di sera, stessa cosa, di nuovo all'ospedale e di nuovo valium, la diagnosi sempre la stessa: "attacchi di panico", consiglio del dottore: "devi stare rilassato, non hai nulla" (arigrazie [...]).
Io, non sapendone nulla, continuai ad assumere valium ogni qual volta pensassi di avere un attacco (e fidati che lo pensavo spesso). Dopo qualche anno, passato l'esame di maturità, una brutta storia con una e un grave lutto in famiglia, terapie con vari incapaci, ho deciso di andare da un grande psichiatra. Terapia farmacologica (antidepressivo) e psicoterapia. Sono bastate 4 sedute, non ho piu' avuto attacchi di panico. Purtroppo il troppo valium preso mi aveva creato dipendenza e se rimanevo senza erano cazzi amari.
Poco dopo mi ha tolto l'antidepressivo e ora vivo normalmente, certamente l'ansia, quella di base, non passa, sono fatto cosi', ma almeno non ho più quel problema invalidante che è l'attacco di panico. Purtroppo la dipendenza da xanax/valium non è passata ancora, non mi va di farne a meno sinceramente, vedrò piu' avanti.
Ne soffro da due anni, da quando dopo una banale visita cardiologica mi sono ritrovato in una stanza di terapia intensiva e poi operatoria nel giro di 15 ore.
Prima di me ne ha sofferto mia moglie; a conti fatti questa brutta bestia alberga in casa da dieci anni.
Cerchiamo di tenerla sotto controllo con i farmaci soliti, non sempre ci si riesce; il brutto è quando mi vengono in ufficio, solitamente il sabato che sono da solo, indi le gocce tocca portarmele appresso per non impanicarmi del tutto.
Solidarietà a tutti coloro che ne soffrono o ne hanno sofferto.
Sto scoppiando :(
Citazione di: Azzurra il 17 Ott 2013, 10:01
Sto scoppiando :(
prendi i farmaci, li hanno inventati per far star bene le persone.
Non immaginavo che la loro incidenza fosse cosi' alta.
Un abbraccio a tutti.
Citazione di: Boom! il 17 Ott 2013, 10:16
prendi i farmaci, li hanno inventati per far star bene le persone.
Gli ho presi in passato mi strodinavano solo..devo solo tornare dalla dottoressa e capire che cacchio sta succedendo! :(
Citazione di: Azzurra il 17 Ott 2013, 10:18
Gli ho presi in passato mi strodinavano solo..devo solo tornare dalla dottoressa e capire che cacchio sta succedendo! :(
cosa hai preso? se ti stordiscono forse le dosi sono sbagliate
Citazione di: Boom! il 17 Ott 2013, 10:20
cosa hai preso? se ti stordiscono forse le dosi sono sbagliate
lexodan 20 gocce me le diete il medico, poi la specialista mi tolse tutto
Citazione di: bak il 17 Ott 2013, 09:59
il brutto è quando mi vengono in ufficio, solitamente il sabato che sono da solo
scusa la domanda, hai paura che se ti sentissi male, essendo solo, non ci sarebbe nessuno ad aiutarti?
Citazione di: Azzurra il 17 Ott 2013, 10:21
lexodan 20 gocce me le diete il medico, poi la specialista mi tolse tutto
20 gocce so tantissime, ma che idioti.
Hai mai provato coi Fiori di Bach Azzu'?
Citazione di: giorgione il 17 Ott 2013, 10:37
Hai mai provato coi Fiori di Bach Azzu'?
si.. :(
ma riesci a fare qualcosa o hai dei dubbi sui farmaci? perchè me sembra che tu sia un po' troppo immobile.
Citazione di: Boom! il 17 Ott 2013, 10:46
ma riesci a fare qualcosa o hai dei dubbi sui farmaci? perchè me sembra che tu sia un po' troppo immobile.
tesoro non sono immobile la mia storia con questo mostro ha putroppo radici profonde e molto complicate avevo solo 13 anni quando qualcosa si è rotto in via definitiva, la mia paura di adesso è solo capire la motivazione e ripiombare in quell'incubo, non sono immobile anche perchè a differenza di allora ora non posso permettermelo. Aprire questo topic era solo un modo di confrontarsi su quello che putroppo sembra un male davvero comune
Ciao Azzurra, ho iniziato ad avere attacchi di panico circa tre anni fa ed ormai fanno parte della mia quotidianeità.
I primi sono stati così violenti che per due settimane non sono nè andato al lavoro nè uscito di casa perchè credevo che stavo per morire..deglutizione impossibile, mancanza di respiro, malessere generale, tachicardia, impossibilità di vedere la tv (questo è stato un bene), di leggere, di intraprendere un discorso costruttivo con chicchessia..
Ma tutti questi sintomi non erano la cosa peggiore; ciò che mi devastava era l'impossibilità di comunicare a chi mi stava vicino ciò che provavo, sentivo e di conseguenza la loro "indifferenza " e talvolta "fastidio" verso il mio stato..
Mi ha aiutato, anzi forse è più corretto "salvato", una mia amica..anche lei soffriva di questa patologia e mi è stata vicina, mi ha rassicurato, coccolato.
A distanza di tempo, passata la fase peggiore, ho preso coscienza che il suo impegno mi ha salvato la vita.
Allora ho deciso di farmi aiutare, sono stato per due anni da uno psicologo e contemporaneamente assumevo dei farmaci (antidepressivi e sedanti) e debbo dire che mi hanno aiutato..poi per paura di diventarne dipendente ho smesso di assumerli.
Oggi ancora si ripresentano questi attacchi però ho imparato a conviverci, ad accettarli senza combatterli, a veicolarli verso strade meno dannose; è vero che adesso invece di durare qualche minuto o qualche ora durano interni giorni, durante i quali ho il respiro affannato o piuttosto ho difficoltà a deglutire o mi sveglio la mattina totalmente dolorante a causa dell'irrigidimento dei muscoli durante il sonno, ma sono sintomi più gestibili, non violenti, che con il tempo si stanno "addolcendo"..
Comunque ho imparato che parlarne, con qualcuno che sa ascoltare, è la migliore terapia..parlarne con la mia amica è valso tanto quanto parlarne con lo psicologo..
Un abbraccio forte forte.
Citazione di: Boom! il 17 Ott 2013, 10:22
scusa la domanda, hai paura che se ti sentissi male, essendo solo, non ci sarebbe nessuno ad aiutarti?
Si. A volte sono da solo sul piano ed ho una paura bestia di sentirmi male.
ma, ripeto, dipende tutto dal vortice che mi ha inghiottito due anni fà.
Citazione di: bak il 17 Ott 2013, 11:35
Si. A volte sono da solo sul piano ed ho una paura bestia di sentirmi male.
ma, ripeto, dipende tutto dal vortice che mi ha inghiottito due anni fà.
Se puoi farlo, buttati per terra quando ti succede. Cioè, simula che ti stai sentendo male.
Provato in prima persona su consiglio di uno psichiatra, è favoloso, ti rialzi e stai benissimo.
Praticamente tu hai paura della situazione, la crei, vedi che non succede nulla e ti passa.
(non farti vedere ovviamente :pp )
Citazione di: Azzurra il 17 Ott 2013, 10:50
tesoro non sono immobile la mia storia con questo mostro ha putroppo radici profonde e molto complicate avevo solo 13 anni quando qualcosa si è rotto in via definitiva, la mia paura di adesso è solo capire la motivazione e ripiombare in quell'incubo, non sono immobile anche perchè a differenza di allora ora non posso permettermelo. Aprire questo topic era solo un modo di confrontarsi su quello che putroppo sembra un male davvero comune
io vorrei solo che ti passassero, pure se non ti conosco. Vorrei che chiunque abbia questo problema facesse immediatamente qualcosa, io mi ci sono crogiolato e ora ho una dipendenza.
tutto qui
Ne soffre anche mia moglie anche se attualmente in maniera sporadica.
Per lo più soffre quando si trova in mezzo a tanta gente, oppure in spazi stretti.
A quanto ne so ... poco a dire il vero, non è una patologia dalla quale si esce facilmente.
Come dice Adler si riesce con il tempo a gestirne gli affetti ed a limitarne i pericoli, spesso co l'uso di qualche farmaco da portare con se.
Mi moglie è riuscita un paio di volte con il mio aiuto a limitare la cosa cercando un rifugio apartandosi ed uscendo quindi dalla confusione, e sdraiandosi.
Spero tu possa riuscire a contenere questi stati emotivi.
che poi il confine tra l'attacco di panico e la depressione è veramente labile.
L'attacco di panico è la manifestazione di un equilibrio che si è rotto.
E' quando non riesci a dare il giusto peso alle cose, è quando anche il solo programmare di andare a fare la spesa ti sembra una montagna invalicabile.
E' paura. E la paura ti rende insicuro, fragile, indifeso.
Sotto c'è uno stato di depressione.
Ne parlò con coraggio Freezer, perchè c'è sempre una certa ritrosia a parlare di questi temi, a riconoscere la depressione come una malattia invalidante per il tuo fisico, per le tue relazioni, per le persone che ti stanno accanto.
L'attacco di panico è ansia.
L'ansia ha diversi livelli di intensità.
Puoi essere ansioso di natura e, ad esempio, voler cercare di arrivare sempre in orario
Puoi essere ansioso e studiare come un matto per preparare un esame, arrivare davanti al prof e non ricordarti nemmeno come ti chiami
Puoi essere ansioso e non riuscire a dormire e la tua mente passa il tempo ad inseguire mille pensieri e fai un countdown angoscioso per quando dovrai alzarti
Tutto questo fiacca, sfinisce e arriva un quadro ancora più complesso che si chiama depressione.
I farmaci aiutano e molto: non bisogna vergognarsene, vanno dosati scientemente da un medico che ti segue e non interrotti a casaccio che si fa ancora peggio.
Citazione di: Azzurra il 17 Ott 2013, 10:21
lexodan 20 gocce me le diete il medico, poi la specialista mi tolse tutto
20 gocce? ma chi è questo assassino che ti ha prescritto sta dose da elefante???? a me dissero di iniziare per qualche giorno con 5 gocce, e poi piano piano aumentare fino a 10-12...
Citazione di: bak il 17 Ott 2013, 11:35
Si. A volte sono da solo sul piano ed ho una paura bestia di sentirmi male.
ma, ripeto, dipende tutto dal vortice che mi ha inghiottito due anni fà.
anche io nel periodo peggiore quando riccardo partiva per il fine settimana vivevo un incubo... e sistematicamente la notte mi sentivo male....
Citazione di: Pag il 17 Ott 2013, 19:02
20 gocce? ma chi è questo assassino che ti ha prescritto sta dose da elefante???? a me dissero di iniziare per qualche giorno con 5 gocce, e poi piano piano aumentare fino a 10-12...
durante il viaggio di nozze a new york con una bella turbolenza sull'atlantico mi presi 20 gocce...
se prima stavo a tremila, dopo me rodeva pure il chiulo :)
Citazione di: Pag il 17 Ott 2013, 19:02
20 gocce? ma chi è questo assassino che ti ha prescritto sta dose da elefante???? a me dissero di iniziare per qualche giorno con 5 gocce, e poi piano piano aumentare fino a 10-12...
sono i classici neurologi che, anzichè, tentare di risolvere il problema alla radice, ti stordiscono di farmaci.
Per dire, a mia madre il neurologo ha prescritto 40 gocce di Stiliden e 10 di Lexotan a notte. Dopo un'ischemia.
Citazione di: Pag il 17 Ott 2013, 19:09
anche io nel periodo peggiore quando riccardo partiva per il fine settimana vivevo un incubo... e sistematicamente la notte mi sentivo male....
capitava a mia moglie spesso, con tutto che io ero in casa.
Un abbraccio sincero ed affettuoso a tutti coloro che soffrono di questo male.
Citazione di: ssl_1900 il 16 Ott 2013, 12:04
ne soffriva una mia ex ragazza con cui sono stato 2 ann ie mezzo.
gli sono iniziati quando ha smesso di sniffare.
Molto collegate le due cose, ma lì uno se la va a cercare, come facevo io.
Per risolvere può aiutare uno xanax sempre in tasca, che poi non prendi mai. Ed il capire che è solo il campanello d'allarme inceppato, in realtà non c'è nessun pericolo. Per chi ha dimestichezza con le droghe, psichedelici in primis, è un passo più facile perchè si è abituati a slegare percezione da realtà.
EDIT: puoi fare una prova, durante un attacco brutale prendi un lexotan, minias, xanax, quello che ti pare. Godi, e poi ti farà molto meno paura l'attacco di panico, se sai che quando vuoi lo neutralizzi. Esso si nutre, come il mostro di IT, della tua paura per lui.
E' chiaro che siamo su un forum e non è che una persona voglia o possa dire tutto .
Magari mi sbaglio , però .
Azzurra non è da poco che hai cambiato tipo di lavoro ? Che era quello che "speravi" e "volevi" da tanto ?
Potrebbe essere un panico da paura del nuovo ?
O la paura di non farcela , di non essere all'altezza ?
Non faccio il medico ma i cambiamenti possono influire o almeno è quello che penso io .
ingenuamente, quando ho cominciato a soffrirne, credevo che parlarne allontanasse la paura, credevo che spiegare questi momenti potesse donarmi un minimo di serenità, mi sbagliavo non c'è niente e nessuno che può farti sentire meglio di quello che avverti, se vuoi cambiare lo stato delle cose deve essere disposto, te stesso, a fare qualcosa per cambiarlo.
un abbraccio forte da me e dal mio amico panico.
Umiltà, Umorismo, Umanità.
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 08:58
ingenuamente, quando ho cominciato a soffrirne, credevo che parlarne allontanasse la paura, credevo che spiegare questi momenti potesse donarmi un minimo di serenità, mi sbagliavo non c'è niente e nessuno che può farti sentire meglio di quello che avverti, se vuoi cambiare lo stato delle cose deve essere disposto, te stesso, a fare qualcosa per cambiarlo.
un abbraccio forte da me e dal mio amico panico.
Umiltà, Umorismo, Umanità.
Un post da brividi. E' proprio vero che se le cose non le provi puoi fa tavole rotonde o parlarne pé settimane...ma...
Free, io l'abbraccio lo do solo a Te. Forza!!! come a BaK e a ErnestoC. Forza Ragà.
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 08:58
ingenuamente, quando ho cominciato a soffrirne, credevo che parlarne allontanasse la paura, credevo che spiegare questi momenti potesse donarmi un minimo di serenità, mi sbagliavo non c'è niente e nessuno che può farti sentire meglio di quello che avverti, se vuoi cambiare lo stato delle cose deve essere disposto, te stesso, a fare qualcosa per cambiarlo.
un abbraccio forte da me e dal mio amico panico.
Umiltà, Umorismo, Umanità.
grazie, piano piano ce la farò di nuovo
;)
Citazione di: Azzurra il 18 Ott 2013, 09:23
grazie, piano piano ce la farò di nuovo
;)
e a te è scontato. Dai eh!!! :)
Citazione di: COLDILANA61 il 17 Ott 2013, 21:17
E' chiaro che siamo su un forum e non è che una persona voglia o possa dire tutto .
Magari mi sbaglio , però .
Azzurra non è da poco che hai cambiato tipo di lavoro ? Che era quello che "speravi" e "volevi" da tanto ?
Potrebbe essere un panico da paura del nuovo ?
O la paura di non farcela , di non essere all'altezza ?
Non faccio il medico ma i cambiamenti possono influire o almeno è quello che penso io .
Ottima osservazione. Credo ci possa stare (almeno una delle concause)
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 08:58
ingenuamente, quando ho cominciato a soffrirne, credevo che parlarne allontanasse la paura, credevo che spiegare questi momenti potesse donarmi un minimo di serenità, mi sbagliavo non c'è niente e nessuno che può farti sentire meglio di quello che avverti, se vuoi cambiare lo stato delle cose deve essere disposto, te stesso, a fare qualcosa per cambiarlo.
un abbraccio forte da me e dal mio amico panico.
Umiltà, Umorismo, Umanità.
queste parole mi fanno capire che sei sulla strada giusta e vedi la luce se non addirittura un bel panorama....
sono proprio contento per te.
Scusate se "insozzo" questo topic con una cosuccia da poco che mi è accaduta pochi mesi fa.
Ero al Modigliani Forum di Livorno per l'incontro nazionale di Emergency. La giornata era passata tranquillamente, anzi, posso confessare di essermi pure divertito parecchio. Arrivo alla sera per il concerto, che avrebbe chiuso la manifestazione (Mannoia, Litfiba, il Mannarino di Livorno di cui non ricordo ora il nome, Nada e pure l'oramai ex presidente dell'Inter presente tra gli spettatori :)) ), e che si sarebbe tenuto proprio in questo palazzetto. Con il mio gruppo ci mettiamo sulle tribune fronte palco, posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:
(http://www.holzbau.rubner.com/images/content/458521_38702_1_S_0_600_0_4084287/2.jpg)
Da quel preciso istante mi sento girare la testa e mi sembra quasi di cadere da seduto, come se non avessi appigli con, boh, la gravità :o. Sudo freddo, ma cerco di farmi forza perché non voglio allarmare nessuno. Passo due ore quasi immobile, aggrappato al mio seggiolino, cercando di fissare il palco. Non mi è mai mancato il respiro anche se il cuore era un po' accellerato.
Una volta terminato il concerto ed usciti, tutto è tornato alla normalità.
Una fobia del genere vertigini o cos'altro?
Citazione di: Maremma Laziale il 18 Ott 2013, 10:06
Scusate se "insozzo" questo topic con una cosuccia da poco che mi è accaduta pochi mesi fa.
Ero al Modigliani Forum di Livorno per l'incontro nazionale di Emergency. La giornata era passata tranquillamente, anzi, posso confessare di essermi pure divertito parecchio. Arrivo alla sera per il concerto, che avrebbe chiuso la manifestazione (Mannoia, Litfiba, il Mannarino di Livorno di cui non ricordo ora il nome, Nada e pure l'oramai ex presidente dell'Inter presente tra gli spettatori :)) ), e che si sarebbe tenuto proprio in questo palazzetto. Con il mio gruppo ci mettiamo sulle tribune fronte palco, posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:
(http://www.holzbau.rubner.com/images/content/458521_38702_1_S_0_600_0_4084287/2.jpg)
Da quel preciso istante mi sento girare la testa e mi sembra quasi di cadere da seduto, come se non avessi appigli con, boh, la gravità :o. Sudo freddo, ma cerco di farmi forza perché non voglio allarmare nessuno. Passo due ore quasi immobile, aggrappato al mio seggiolino, cercando di fissare il palco. Non mi è mai mancato il respiro anche se il cuore era un po' accellerato.
Una volta terminato il concerto ed usciti, tutto è tornato alla normalità.
Una fobia del genere vertigini o cos'altro?
Mi hai inquietato, purtroppo non ho alcuna conoscenza o esperienza per dirti cosa possa esser stato. Ma questo episodio non ha ne prima né dopo, vero? nemmeno un accenno?
Citazione di: Maremma Laziale il 18 Ott 2013, 10:06
Scusate se "insozzo" questo topic con una cosuccia da poco che mi è accaduta pochi mesi fa.
Ero al Modigliani Forum di Livorno per l'incontro nazionale di Emergency. La giornata era passata tranquillamente, anzi, posso confessare di essermi pure divertito parecchio. Arrivo alla sera per il concerto, che avrebbe chiuso la manifestazione (Mannoia, Litfiba, il Mannarino di Livorno di cui non ricordo ora il nome, Nada e pure l'oramai ex presidente dell'Inter presente tra gli spettatori :)) ), e che si sarebbe tenuto proprio in questo palazzetto. Con il mio gruppo ci mettiamo sulle tribune fronte palco, posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:
(http://www.holzbau.rubner.com/images/content/458521_38702_1_S_0_600_0_4084287/2.jpg)
Da quel preciso istante mi sento girare la testa e mi sembra quasi di cadere da seduto, come se non avessi appigli con, boh, la gravità :o. Sudo freddo, ma cerco di farmi forza perché non voglio allarmare nessuno. Passo due ore quasi immobile, aggrappato al mio seggiolino, cercando di fissare il palco. Non mi è mai mancato il respiro anche se il cuore era un po' accellerato.
Una volta terminato il concerto ed usciti, tutto è tornato alla normalità.
Una fobia del genere vertigini o cos'altro?
Mi sembrano vertigini a tutti gli effetti.
xanax, è stato detto?
Citazione di: Kim Gordon il 18 Ott 2013, 12:09
xanax, è stato detto?
questioni di convinzioni personali, preferisco vivere, male, ma vivere, lo sto provando sulla mia pelle quanto è difficoltoso, ma in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto.
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 12:33
questioni di convinzioni personali, preferisco vivere, male, ma vivere, lo sto provando sulla mia pelle quanto è difficoltoso, ma in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto.
mica te capisco, che c'ha lo xanax che non va?
Citazione di: Boom! il 18 Ott 2013, 13:26
mica te capisco, che c'ha lo xanax che non va?
è un farmaco.
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 12:33
questioni di convinzioni personali, preferisco vivere, male, ma vivere, lo sto provando sulla mia pelle quanto è difficoltoso, ma in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto.
freezer, lo so, che è difficile, ma non bisogna diffidare sempre e comunque dei farmaci se presi con lo strettissimo controllo medico.
Quando tu mi dici "in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto" ci vedo dentro tanti messaggi:
1. rari: non devono essere rari
2. senti una pienezza che non hai mai conosciuto: è sintomo di una sensibilità estrema, altissima, e per questo impegnativa: Foscolo diceva: "fatto dalla natura a sentir troppo...": ecco, estremizzo, ma anche una pienezza troppo piena è sintomo di un non equilibrio.
Equilibrio che è necessario trovare.
Così come scrivi, sembri ancora sull'altalena e invece bisogna scendere e guardare il mondo con sereno distacco.
Scusa se mi sono permesso.
Citazione di: Adler Nest il 18 Ott 2013, 14:13
freezer, lo so, che è difficile, ma non bisogna diffidare sempre e comunque dei farmaci se presi con lo strettissimo controllo medico.
Quando tu mi dici "in quei rari squarci di luce, sento una pienezza dentro che non ho mai conosciuto" ci vedo dentro tanti messaggi:
1. rari: non devono essere rari
2. senti una pienezza che non hai mai conosciuto: è sintomo di una sensibilità estrema, altissima, e per questo impegnativa: Foscolo diceva: "fatto dalla natura a sentir troppo...": ecco, estremizzo, ma anche una pienezza troppo piena è sintomo di un non equilibrio.
Equilibrio che è necessario trovare.
Così come scrivi, sembri ancora sull'altalena e invece bisogna scendere e guardare il mondo con sereno distacco.
Scusa se mi sono permesso.
ma figurati trovo sempre costruttivo il dialogo,
vorrei rispondere alle tue domande o affermazioni che siano, ma lo trovo indelicato nei confronti dell'argomento trattato, mi limito solo a dire che è vero io sono ancora sull'altalena e non riesco ancora a vedere le cose "con un sereno distacco", ma è anche vero che sto imparando a conoscermi piano piano e quella pienezza di cui parlo non è un estremizzazione di una condizione ma forse quella normalità che non ho mai conosciuto.
ti abbraccio
Il primo attacco l'ho avuto a 3 anni. A sei ero già divorata dagli incubi. Qualche anno di pseudo calma, poi a 16 ho ricominciato, con, in più, insonnia e anoressia, oltre a fobie di vario tipo. A trenta sono stata costretta ad andare in terapia. Ero in ginocchio. A 35 un'altra terapia. Stavo meglio, ma quando avevo 37 anni è morto mio fratello. Insonnia, panico, fobie, DCA, e molte altre cose che non sto a raccontare perché altrimenti potresti personalizzarle. Una delle cose più laceranti che accompagnano il panico è la sensazione fortissima di essere completamente indifesi. Tornando alla mia esperienza, dopo la morte di Antonio, avevo l'intera famiglia su di me. Sono stata costretta a licenziarmi e a non lavorare per un anno. Perfino un prete pregò i miei genitori di lasciarmi un po' di vita. Ma mia madre era già invalida da tempo, mio padre è un depresso cronico e mio fratello (l'altro) dava i numeri. Tuttora non capisco come ho fatto a rimanere in piedi.
I miei attacchi sono cronici, ormai. L'unico consiglio che posso darti: curali, subito. Farmacoterapia e analisi o psicoterapia. Ti consiglio, inoltre un esperto di farmacoterapia. I medicinali dati a cazzo di cane fanno malissimo. Con me non funziona più niente, ma per un motivo molto semplice: le mie situazioni contingenti sono infernali. Dovrei scappare e far trovare la mia foto a Chi l'ha visto, per sfangarla. Ma non posso farlo.
In becco all'aquila. Io tuttora li combatto senza alcuna sottomissione. So di non poter vincere, ma almeno ci provo. Fortunatamente, sono un caso a parte. Non lo dico per suscitare la compassione di nessuno, non mi serve e non fa bene. E' solo il condensato della mia vita, al netto dei traumi che ho subito dalla primissima infanzia.
Ti abbraccio.
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 14:33
ma figurati trovo sempre costruttivo il dialogo,
vorrei rispondere alle tue domande o affermazioni che siano, ma lo trovo indelicato nei confronti dell'argomento trattato, mi limito solo a dire che è vero io sono ancora sull'altalena e non riesco ancora a vedere le cose "con un sereno distacco", ma è anche vero che sto imparando a conoscermi piano piano e quella pienezza di cui parlo non è un estremizzazione di una condizione ma forse quella normalità che non ho mai conosciuto.
ti abbraccio
ti abbraccio anch'io.
Vedrai quanto è bello essere normali.
E una volta constatato, il tuo percorso ti renderà speciale perchè più forte.
Citazione di: Fiammetta il 18 Ott 2013, 15:12
Il primo attacco l'ho avuto a 3 anni. A sei ero già divorata dagli incubi. Qualche anno di pseudo calma, poi a 16 ho ricominciato, con, in più, insonnia e anoressia, oltre a fobie di vario tipo. A trenta sono stata costretta ad andare in terapia. Ero in ginocchio. A 35 un'altra terapia. Stavo meglio, ma quando avevo 37 anni è morto mio fratello. Insonnia, panico, fobie, DCA, e molte altre cose che non sto a raccontare perché altrimenti potresti personalizzarle. Una delle cose più laceranti che accompagnano il panico è la sensazione fortissima di essere completamente indifesi. Tornando alla mia esperienza, dopo la morte di Antonio, avevo l'intera famiglia su di me. Sono stata costretta a licenziarmi e a non lavorare per un anno. Perfino un prete pregò i miei genitori di lasciarmi un po' di vita. Ma mia madre era già invalida da tempo, mio padre è un depresso cronico e mio fratello (l'altro) dava i numeri. Tuttora non capisco come ho fatto a rimanere in piedi.
I miei attacchi sono cronici, ormai. L'unico consiglio che posso darti: curali, subito. Farmacoterapia e analisi o psicoterapia. Ti consiglio, inoltre un esperto di farmacoterapia. I medicinali dati a cazzo di cane fanno malissimo. Con me non funziona più niente, ma per un motivo molto semplice: le mie situazioni contingenti sono infernali. Dovrei scappare e far trovare la mia foto a Chi l'ha visto, per sfangarla. Ma non posso farlo.
In becco all'aquila. Io tuttora li combatto senza alcuna sottomissione. So di non poter vincere, ma almeno ci provo. Fortunatamente, sono un caso a parte. Non lo dico per suscitare la compassione di nessuno, non mi serve e non fa bene. E' solo il condensato della mia vita, al netto dei traumi che ho subito dalla primissima infanzia.
Ti abbraccio.
Una carezza per te dal più profondo del cuore.
qualche considerazione sparsa
- nelle donne conta moltissimo la fase ormonale del mese, alcuni momenti si caratterizzano da picchi ormonali che incidono fortemente sull'umore
- il post parto, dunque, momento in cui gli ormoni femminili si stanno riequilibrando dopo una tempesta, è un periodo a rischio
- l'equilibrio glicemico è un'altro fattore che incide fortemente sull'umore e sull'ansia (il calo improvviso di zuccheri manda un messaggio di allarme - ansia - al nostro organismo) - attenzione a cosa si mangia e quando
- l'avere a che fare con bambini piccoli mette a dura prova il nostro sistema nervoso (specialmente se si lavora)
questo potrebbe spiegare perchè certi giorni si e altri no
certo non sono fattori scatenanti (anche se possono diventarlo), di base c'è sempre uno stress non riconosciuto, represso. a quel punto l'organismo urla la sua richiesta d'aiuto con l'allarme massimo: quello della morte. ma è una "simulazione", un urlo per chiedere più forte possibile aiuto e attenzione.
alcuni psicologi dicono che l'attacco di panico può essere l'inizio di una nuova percezione di se stessi, come l'inizio turbolento di una nuova (e più libera) strada.
ricorderò sempre una mia amica che vinse la paura degli attacchi quando durante l'ennesima avvisaglia si disse (e disse ad alta voce) ok vieni, tanto peggio così non posso stare, meglio la morte!
poi ogni caso è a se...
Pessima serata, ho accompagnato mia figlia a fare ripetizioni di grec. Nel frattempo con mia moglie siamo andati a fare spese; mi ha preso un dolore al petto fortissimo, sudavo manco fossimo ad agosto ed avevo le gambe di legno.
Mi sono fermato, diverse persone sono uscite fuori da un bar per soccorrermi, mia moglie non sapeva che pesci prendere :(
ps prima di uscire m'ero preso 4 gocce di rivotril proprio perchè avevo notato che qualcosa non quadrava.
@ Maremma Laziale stessa ed identica sensazione a Genova, quartiere Castelletto. Paura del vuoto ed attacco di panico simile a quello di stasera. Era il giorno di Argentina Messico mondiali 2010. E chi se lo scorda.
Bentrovata sister Fiammetta, un abbraccio fortissimo.
Buonasera, mi chiamo Diego ed anche io ho sofferto di attachi di panico.
Se posso essere di aiuto, ho conosciuto il "drago" nel 1990, credo di averlo cavalcato.
Anche nel momento più buio, più profondo come un pozzo, c'è sempre e dico sempre e ripeto sempre un tepore che scalda, un luogo in cui sentirsi protetti, insomma avrei tanto da dire ma in sostanza
dico che vi voglio bene, vi abbraccio forte forte, solo chi ha visto il drago in volto sa cosa vuol dire.
Se ne esce ve lo dico se ne esce cazzo, non è facile ma se ne esce.
Vi voglio bene
Ciao Azzurra,
Anch'io ho sofferto di attacchi di panico e posso affermare che se non li vivi non capisci il dramma di chi ci sta dentro. Per anni ne avevo sentito parlare da persone che mi circondavano e li avevo trattatiti con ironia come dei malati immaginari. Poi improvvissamente dopo un lungo periodo di stress (avevo passto un paio di anni terribili) mentre ero a lavoro la sensazione di stare per morire. Ero in una riunione con tante persone usci di corsa andai in bagno mi sciacquali la faccia mi guardai allo specchio terrorizzato, convinto di avere un infarto e che fossero gli ultimi attimi della mia vita. Poi dopo qualche minuto mi feci coraggio e non capendo cosa mi stesse succedendo mi feci forza rientrai in riunione non vedendo di tornare a casa. Da li un calvario che si è concluso definitivameente dopo anni ma che per i primi mesi è stato invalidante.
Il problema vero è che in pochi sanno realmente cosa sono ed i primi a saperne di meno sono proprio i medici di base.
Dopo Anni in cui li ho studiati per uscirne posso dirti cose che forse giá sai ma spero che un'esperienza in più ti possa essere di aiuto.
Per uscire dalla crisi ci vuole sia una cura farmacologica (ansiolitici) che psicologica (la psicoterapia). Io all'inizio mi sono rifiutato di prendere farmaci ed è stato solo un prolungare l'agonia. Il Lexotan mi ha permesso di tornare alla vita normale ( lo prendevo subliguale solo in caso di attacco) la terapia mi ha aiutato ad affrontarli. La terapia non serve per risolvere i problemi che ti rendono la vita infelice, quello è un percorso lungo che dura anni. La terapia serve per riuscire ad affrontarli convincendoti che è la tua testa che ti sta prendendo in giro e che non ha fiisicamente nulla.
Passata la fase acuta inizia la riabilitazione per prevenire che riappaiano. Si deve uscire dall'utilizzo dell'ansiolitico perchè l'ansiolitico è solo un male che scaccia un altro male, ma poi va tolto pure quello. Poi si deve iniziare a fare qualcosa per evitare di rifarsi risommergere dallo stress. Qui secondo me la ricetta è solo una: fare dello sport. Per me è stato molto difficile perchè ero forte sovrappeso. Ho smesso di fumare (anche le sigarette sono fonte di dipendenza e quindi di stress), Ho fatto un controllo completo per essere certo di non avere nulla ed ho iniziato a correre tre volte a settimana. Mi è cambiata completamente la vita ed ora lexotan ed attacchi di panico sono solo un lontano ricordo. Sono passati tanti anni per chiudere definitamente il capitolo, ma è tutto veramente finito.
Tieni duro e non mollare se nè può uscire ed iniziare una vita nuova ed ancora più bella. Se ti può essere utile puoi scrivermi in privato.
Citazione di: Maremma Laziale il 18 Ott 2013, 10:06
posizionati nè tanto in alto nè tanto in basso. Ad un certo punto osservo l'enorme e bel tabellone sul soffitto. Questo per intenderci:
(http://www.holzbau.rubner.com/images/content/458521_38702_1_S_0_600_0_4084287/2.jpg)
Una fobia del genere vertigini o cos'altro?
non credo si tratti di attacco di panico da quello che dici ma piuttosto di cervicale o un disturbo delle orecchie (se tutto è finito dopo il concerto, magari alcune frequenze ti danno fastidio...).
Sabato ho avuto un attacco di panico...erano diversi mesi ormai che non mi succedeva più...sembrava messo alle spalle definitivamente come problema...
Ultimamente ho subito diversi cambiamenti importanti nella mia vita, che hanno stravolto le mie abitudini e la routine quotidiana, non so se possa aver influito, probabilmente si, visto che già da giorni avevo avuto delle avvisaglie...
I cambiamenti sono stati in positivo, è vero, ma hanno comunque cambiato tante, troppe cose della mia vita, in maniera forse troppo marcata, questo mi ha messo in un continuo stato di agitazione crescente, ansia, e alla fine ecco qua, è arrivato l'attacco...
"aver dentro il mare d'inverno.."
Sto topic me lo sto leggendo con grande attenzione e partecipazione emotiva.
Posso solo immaginare ma nemmeno tanto quello che avete provato e che provate. Daje regà. Ve sto vicino
Un abbraccio a tutti.
in questo momento anche la Lazio non aiuta molto in tutto ciò.. :)
Citazione di: ernestocalisti il 21 Ott 2013, 09:42
in questo momento anche la Lazio non aiuta molto in tutto ciò.. :)
Tu ci scehrzi ma è vero coem se dice in dalle mie parti "quanno va male mozzicano pure le pecore" :o
Citazione di: Freezer67 il 18 Ott 2013, 08:58
un abbraccio forte da me e dal mio amico panico.
Umiltà, Umorismo, Umanità.
Quoto Freezer, in tutto..io sto usando anche queste armi nella mia guerra..
Citazione di: Azzurra il 21 Ott 2013, 09:44
Tu ci scehrzi ma è vero coem se dice in dalle mie parti "quanno va male mozzicano pure le pecore" :o
Azzurra, in quei momenti io cerco di aggrapparmi a tutto ciò che possa darmi "sollievo", come può essere anche una vittoria della Lazio..
Me ne sono interessato di questa situazione perchè ne soffre una donna a cui ci facevo il filo. E ho notato che in pratica gli vengono(o vengono più facilmente) quando si presentano situazioni sgradevoli. Comunque vengono favoriti da situazioni di stress e dal pensare negativo. Il non essere razionali poi aiuta queste situazioni.
Comunque noto che i casi sono in aumento e le paure possono essere anche per i casi più strani e disparati, anche ciò che per molti sarebbe un'inezia. Puoi conservare il sangue freddo mentre un motociclista ti viene addosso e poi provare terrore pensando che nel treno la persona che ti è seduta vicino possa essere una indemoniata.
Ciò che può aiutare contro gli stati d'ansia è respirare a pieni polmoni, interessando soprattutto l'addome.
Io per colpa di una storia finita di merda, ho l'ansia a mille
È passato più di un anno
Ora sto per andare a vivere con un altra ragazza(domenica) che spero diventi mia moglie e la madre dei miei figli (ho scritto spero, sempre per colpa dell'ansia , perché lei ha già detto si a tutte e due le mie speranze)
Però ogni minimo problema, sto di merda, non dormo sudo freddo
Cazzo prima non mi succedeva.
Citazione di: cry il 23 Gen 2017, 20:07
Io per colpa di una storia finita di merda, ho l'ansia a mille
È passato più di un anno
Ora sto per andare a vivere con un altra ragazza(domenica) che spero diventi mia moglie e la madre dei miei figli (ho scritto spero, sempre per colpa dell'ansia , perché lei ha già detto si a tutte e due le mie speranze)
Però ogni minimo problema, sto di merda, non dormo sudo freddo
Cazzo prima non mi succedeva.
Prova a pensare così: l'ansia, gli attacchi di panico, possono venire perchè perdi il lavoro, la casa, i figli (a causa di una separazione) per un lutto, non perchè stai con una ragazza e, se va male, ti lasci e non ci sono i figli di mezzo.
Di donne, al mondo, ce ne sono in abbondanza, anche troppe, quindi tira il fiato, gonfia il petto e vai avanti, i problemi sono altri, cazzarola!
Citazione di: alasinistra il 23 Gen 2017, 20:43
Prova a pensare così: l'ansia, gli attacchi di panico, possono venire perchè perdi il lavoro, la casa, i figli (a causa di una separazione) per un lutto, non perchè stai con una ragazza e, se va male, ti lasci e non ci sono i figli di mezzo.
Di donne, al mondo, ce ne sono in abbondanza, anche troppe, quindi tira il fiato, gonfia il petto e vai avanti, i problemi sono altri, cazzarola!
sono d'accordissimo con te, in realtà pensò sempre e esattamente quello che hai scritto tu!
Però purtroppo,almeno per ora, non mi è di aiuto, ma sono convinto che mi passerà!
Citazione di: alasinistra il 23 Gen 2017, 20:43
Prova a pensare così: l'ansia, gli attacchi di panico, possono venire perchè perdi il lavoro, la casa, i figli (a causa di una separazione) per un lutto, non perchè stai con una ragazza e, se va male, ti lasci e non ci sono i figli di mezzo.
Di donne, al mondo, ce ne sono in abbondanza, anche troppe, quindi tira il fiato, gonfia il petto e vai avanti, i problemi sono altri, cazzarola!
Spero vorrai perdonarmi se ti quoto e, ti prego, non recepire male ciò che sto per dirti. Il tuo approccio è in buona fede e, soprattutto, ha un fondo di correttezza ineccepibile:
Ubi major minor cessat. Potrei dirti che hai sempre ragione, ma non ritengo sia così. Vedi, perfino questa meravigliosa e logica verità non può saltare a pie' pari la dimensione individuale, ossia ciò che forma profondamente e unicamente un individuo. Le sue capacità, le sue fragilità, perfino il suo candore, ma anche i suoi più profondi bisogni, non necessariamente nobili e puri, anche essenzialmente egoistici. I bisogni primari sono comuni a noi tutti. Sono quelli che ci qualificano come appartenenti alla stessa specie. Eppure, quelli individuali, fermo restando i primari e sulla piattaforma di questi, viaggiano per strade e direzioni diverse. Diversamente, non si parlerebbe di "razza umana", ma di "tessuto umano" (ovviamente in senso collettivo). Ok, l'ho presa larga, scusami. :DD Veniamo a Cry. Lui potrebbe semplicemente avere un problema di attaccamento. E' un problema doloroso ma, se tenuto sotto controllo, assolutamente sanabile. Però è un problema, perché non saper lasciare andare le persone, anche e soprattutto quelle che ci hanno ferite, può essere un problema enorme. Perciò, Cry, Alasinistra ha ragione a metà. Esistono cose più gravi, è vero. Io spero tu non ne abbia, perché altrimenti staresti celando un problema diverso di cui questo è solo il sintomo. Anzi, voglio assolutamente credere tu non ne abbia. E allora vorrei dirti qualcosa: trova dei momenti autentici per te, per sgombrare la mente e pensare senza ferirti, per congedarti e salutare il tuo passato. Facci pace. E' una cosa che ti è successa, ma non è la tua vita. E' solo una parte piccola e rilevante della tua vita. Se riuscirai, il tuo respiro si tranquillizzerà e il galoppo del cuore si calmerà. Poi respirerai sempre meglio, abbraccerai e amerai meglio. Soprattutto, imparerai ad amare senza paura di perdere. Nessun essere umano può amare condizionato dalla paura di perdere. Non esisterebbe più amore, sarebbe solo un groviglio di emozioni massacrante. Fai pace con la tua storia e, vedrai, il resto saprai apprezzarlo quanto dovresti. Ti faccio tanti auguri per la tua nuova vita. Vivila bene: è unica, è la tua vita.
@ Fiammetta
Hai fatto bene a quotarmi, io ho banalizzato, stile bar dello sport, un argomento delicato, ma credo che tutto sommato non abbia dato un consiglio sbagliato, suggerendo di creare una ipotetica scala di valori prima di cadere nell'insicurezza.
Tu, Fiammetta, hai certamente parole e argomenti migliori per incoraggiare il nostro amico.
Usale piu' spesso, please! :since
l'errore che si fa spesso con gli attacchi di panico è proprio quello del parlarne come se eviscerare un ipotetico disagio potesse portare a soluzione. cosa che non si fa, per esempio, con il diabete o con la sciatica.
gli attacchi di panico vanno risolti con metodi mirati, medicine cioè.
se si perde tempo, se si sottovaluta il problema, se si "parla" appunto, l'attacco di panico diventa una bella depressione. e là sò cazzi.
Non esistono solo i medicinali per gli attacchi di panico
Convivo con gli attacchi di panico ormai da anni, dovuti ad esperienze passate, vicine e lontane..i medicinali aiutano a non sprofondare nella depressione, a rimanere sopra quella linea grigia dopo della quale c'è il nero più nero che ci sia.
Però i medicinali sono un aiuto, non un rimedio.
Io, fortunatamente, ho trovato un aiuto eccezionale nella mia attuale analista; in pochi mesi ha sviscerato la mia anima e la mia psiche individuando i punti scatenanti di questa "malattia", perché di questo si tratta.
Oggi posso dire di aver risolto il primo dei grandi problemi, quello dal quale è partito tutto il resto.
Ora sotto con gli altri.
Comunque, come già detto, la vita è bellissima ed unica, merita di essere vissuta appieno combattendo, piangendo e ridendo insieme alle persone che ami.
E in tutto questo non dimentichiamoci che siamo Laziali, individui unici con una tempra ed un'anima speciale.
continuo a non essere d'accordo.. i medicinali sono il rimedio, l'analisi, le parole solo un conforto.
Citazione di: pan il 24 Gen 2017, 13:08
continuo a non essere d'accordo.. i medicinali sono il rimedio, l'analisi, le parole solo un conforto.
Credo che si differente per ognuno di noi.
Ho preso medicinali e nel contempo andavo in analisi, dalla mia prima analista, ma i risultati non si vedevano.
Ho cambiato analista e dopo circa un mese ho tolto i farmaci, sto molto meglio di prima, senza il loro ausilio.
Sono diversi mesi che non prendo nulla e gli attacchi di panico si sono diradati.
Citazione di: pan il 24 Gen 2017, 13:08
continuo a non essere d'accordo.. i medicinali sono il rimedio, l'analisi, le parole solo un conforto.
Scusami, dal basso di tre terapie vorrei semplicemente dirti qualcosa: nessuno ha messo in discussione il fatto che si abbia bisogno di un aiuto specifico. Nessuno, men che meno io che, per cercare di riuscire semplicemente a respirare, ho chiesto aiuto cinque volte, non una.
Ciò premesso, Cry ha parlato di ansia. L'ansia è diversa dal panico. L'ansia è ciò che precede e può strutturarsi in panico. Allora Cry, potresti fare come a volte ho dovuto fare io: 15 gocce di Xanax e passa la paura. Oppure potresti seriamente riflettere sul fatto che, se una storia va male, fa parte della vita, ma non è la vita, è solo una parte. Oppure fare tutte e due, perché vedi, puoi prendere una varietà infinita di farmaci, ma se non riconosci il generatore della tua ansia e lo spegni, prenderai farmaci a vita. Io, di contro, ho fiducia negli esseri umani, nella capacità di non precipitare, soprattutto quando si hanno punti di riferimento così importanti, da progettare un futuro insieme. Potresti decidere e diventare consapevole che se hai paura di perdere, finirai per condizionare talmente la tua nuova storia che, a meno di clamorose botte di fortuna, perderai anche questa. Una storia che tu vuoi e che la tua donna, per tua stessa ammissione vuole senza riserve. E allora sì, avrai il panico.
Pan, questo non è conforto (e anche se lo fosse, non vedo cosa ci sia di male, anzi). E' un appello alla logica. L'ansia può essere smontata, basta non farla lievitare. Occorre sapere che è la spia di un processo insorgente che potrebbe complicarsi e portare al panico. Quando non ci si riesce si chiede aiuto. Non prima di aver tentato, però. Altrimenti esisterebbero più psichiatri che avvocati.
eh lo so sono argomenti delicatissimi e io troppo sbrigativa.
non c'è niente di male nel conforto della parola, in qualcuno che ti ascolta o nell'eviscerare i problemi esistenziali dal concepimento in giù. perché, a meno di non essere tulipani, tutti abbiamo vissuto traumi, dolori, lutti,sradicamenti. alcuni si psicanalizzano e arrivano al nocciolo dei problemi da quando hanno dodici anni, altri non ne hanno questa facoltà e giustamente si affidano a chi, con una bella laurea, riesce a far arrivare ad una certa origine dei dolori.
ma.. e qua subentra il parere personale:
sia chi ha trovato il nocciolo della questione a dodici anni sia chi si affida allo psicologo per me ha necessità di una terapia farmacologica se trattasi di attacchi di panico conclamati.
perchè, per me, hanno a che fare con serotonina, dopamina, cervello fatto ad minchiam e non per il mal di vivere di cui sopra.
Pan, mi costringi a ripetermi: l'ansia non è panico.
EDIT: aggiungo che i dodicenni da te citati non ho mai avuto l'onore di conoscerli. Ma capisco, un'altra adepta del Dio chimica. Va beh, nella vita c'è posto per qualsiasi credo. io, di contro, nelle mani di una che afferma che il vissuto non c'entra con i disturbi, non mi ci metterei nemmeno se mi pagasse lei e profumatamente.
lo so che l'ansia non è panico, fiammetta, io rispondevo non alle belle parole del tuo primo post bensì a chi, ed è discorso vecchio che sento da secoli, presume che gli attacchi di panico (perchè all'inizio di quello si parlava) siano qualcosa ascrivibile unicamente al carattere, all'indole, ai dispiaceri. . io invece no, non penso di risolverli con una bella chiacchierata dallo psicologo. questo fa di me un'adepta della chimica? vabbè, accollamoselo..
(a parte che te potrei rispondere col tono tuo. tu hai detto che c'è di male nel conforto.. io di rimando non ti ho risposto "ma capisco, un'altra adepta del Dio parola di conforto".
io invece che credo nelle medicine me becco dell'adepta.
Che bello rileggere Fiammetta, anche se in un topic non proprio allegro.
Io ho sofferto di attacchi di panico. Dico ho sofferto perché sono passati circa dieci anni dall'ultima volta.
Non so se può servire, ma io ho raccontato spessissimo la mia ultima esperienza, che è stata terrorizzante, cercando di descriverla nei suoi aspetti più grotteschi, di fatto rendendola (per chi ascolta, e forse con gli anni anche per me), un aneddoto divertente.
Non so se questo mi ha aiutato, non ne ho idea. Nel corso degli anni non ho più avuto quegli attacchi devastanti, che mi paralizzavano le braccia e la lingua, ma solo accenni che sono riuscito a controllare. Forse la consapevolezza di quello che è successo al mio corpo mi ha aiutato a contrastare sul nascere queste manifestazioni.
Mi piace pensare che non succederà più, e che se succederà saprò come controllare la cosa.
So che non è facile, la mia solidarietà ( e anche umana simpatia) a chi ha vissuto e continua a vivere questa esperienza.
Citazione di: pan il 24 Gen 2017, 14:34
eh lo so sono argomenti delicatissimi e io troppo sbrigativa.
non c'è niente di male nel conforto della parola, in qualcuno che ti ascolta o nell'eviscerare i problemi esistenziali dal concepimento in giù. perché, a meno di non essere tulipani, tutti abbiamo vissuto traumi, dolori, lutti,sradicamenti. alcuni si psicanalizzano e arrivano al nocciolo dei problemi da quando hanno dodici anni, altri non ne hanno questa facoltà e giustamente si affidano a chi, con una bella laurea, riesce a far arrivare ad una certa origine dei dolori.
ma.. e qua subentra il parere personale:
sia chi ha trovato il nocciolo della questione a dodici anni sia chi si affida allo psicologo per me ha necessità di una terapia farmacologica se trattasi di attacchi di panico conclamati.
perchè, per me, hanno a che fare con serotonina, dopamina, cervello fatto ad minchiam e non per il mal di vivere di cui sopra.
Pan, "cervello fatto ad minchiam" detto a una persona che soffra anche solo d'ansia è un'affermazione di una violenza che io trovo inaudita. Inaudita. Mi sono tenuta nel risponderti, perché sono una persona rispettosa. A nessuno è o dovrebbe essere mai consentito di liquidare cose così complesse come i disturbi del sistema emozionale, in modo così inqualificabile. Prendi le medicine, cervello minchione. Che bellezza, mi compiaccio.
Colgo l'occasione per ringraziare Alasinistra e Arkham. E' un piacere anche per me. Per quanto riguarda Arkham: tu non hai dismesso il panico, diciamo che lui si è allontanato quando hai sfoderato la tua arma migliore. Un'arma potentissima, che consiglio a tutti: il sorriso.
"ad minchiam" per noi non continentali è colloquiale, significa, come si sa, fatto male, non perfetto ma non con tono brutto. lo direi, se avessi l'epatite, ho il fegato fatto ad minchiam. lo direi, se avessi un aneurisma, ho il cuore fatto ad minchiam.
non si capisce perché, se soffrendo di attacchi di panico, e non dandogli una valenza emozionale ma fisica, io non possa dire che il cervello è fatto ad minchiam. è un organo.
è quello il punto, non so come spiegarmi. la pensiamo diversamente non c'è bisogno di parlare di rispetto, di adepti, di liquidare.. per la sottoscritta non è la mia anima a stare male, è il mio cervello che funziona male e fa intristire la mia anima. ovviamente, pensandola così, cambia proprio tutto il presupposto e ovviamente si ribalta completamente il tenore dei consigli che uno può dare.
All'inizio pensavo fossero stati di ansia: sudorazione fredda improvvisa, battiti accelerati, vampate che ti salgono, tremolio alle mani e nei movimenti. Sensazione sconquassante di stare per morire. La prima l'ho avuto verso i dieci anni...poi sembra che ci sia stato un susseguirsi di attacchi dopo la scomparsa di mio padre due anni fa. Uno stato veramente brutto e pericoloso per chi magari sta guidando. Tra l'altro non mi è chiaro come nascono e perchè esplodono così all'improvviso, da soli o magari mentre stai in metro. Non prendo medicinali...mi passano facendo dei grossi respiri e trovandomi un posto a sedere...ma a volte sento che durano anche una ventina di minuti. Non so se devo preoccuparmi seriamente...
Un abbraccio a tutti
Mah, Vince', il fatto che ti passino da soli non significa che tu abbia risolto il problema, anzi pare proprio di no. Anch'io sono in grado di smontarli essendo una veterana, almeno le basi le ho imparate. Dipende anche dalla violenza dell'attacco in ogni caso. Il fatto è che si ripresentano e dunque, mi pare che al momento non trovino soluzione. Il problema è, come dicevo prima, il generatore. Ti faccio un esempio. Il primo attacco l'ho avuto a tre anni. Lo ricordo perfettamente. So anche perché l'ho avuto. Più avanti nella vita ho avuto il panico per ragioni disparate, ma tutte rilevanti. E, purtroppo, devo aggiungere, anche più che ragionevoli. Infatti ho perso ciò che temevo di perdere. Anche se è andata peggio di quanto immaginassi. Se il generatore è la perdita da lutto (lo preciso, perché la perdita dei vivi non sussiste. I vivi non si perdono, separano le proprie strade dalle nostre), allora in tutta coscienza ti consiglio di intraprendere un percorso terapeutico. La perdita deve sempre trovare una sua collocazione, altrimenti fa ammalare. Se la tua persona urla attraverso la paura, dalle ascolto e vai a cercare di capire di cosa si tratta.
Scusa, ora devo andare. Le mie sottopersonalità stanno scioperando contro il padrone di turno (questa frase è solo per matti veri). :DD
Ti abbraccio.
Un abbraccio forte Teré.
:luv:
:luv: :luv: :luv:
Ciao, Andrea.
Devo ringraziarvi, poi leggerò bene tutti i messaggi che avete scritto, dal più dolce al più crudo, servono tutti, ma soprattutto è importante la considerazione che avete dato al mio problema(seppur minimo).
Grazie ancora
Continuerò a scrivere e ad aggiornarvi sulla mia situazione, che è ad un punto di svolta molto importante.
Grazie 😘
anch'io ho avuto un'esperienza del genere. non saprei proprio se definirla attacco di panico, ero in ospedale, qualche giorno dopo il trapianto, non respiravo, avevo la pressione bassissima, un malessere generale (mai provato un magone del genere) ed avevo paura di morire sotto i ferri (dovevo rientrare in sala operatoria per la quinta volta :=)) ). non è mai più succcesso (né prima né dopo). consigli dai più esperti?
Citazione di: edge24 il 25 Gen 2017, 12:48
anch'io ho avuto un'esperienza del genere. non saprei proprio se definirla attacco di panico, ero in ospedale, qualche giorno dopo il trapianto, non respiravo, avevo la pressione bassissima, un malessere generale (mai provato un magone del genere) ed avevo paura di morire sotto i ferri (dovevo rientrare in sala operatoria per la quinta volta :=)) ). non è mai più succcesso (né prima né dopo). consigli dai più esperti?
Non è un attacco di panico, questa è fifa da operazione. La cosa più normale del mondo. Dovrò operarmi anch'io. Prevedo che mi faranno gentilmente indossare una camicia di forza. :DD
Citazione di: edge24 il 25 Gen 2017, 12:48
anch'io ho avuto un'esperienza del genere. non saprei proprio se definirla attacco di panico, ero in ospedale, qualche giorno dopo il trapianto, non respiravo, avevo la pressione bassissima, un malessere generale (mai provato un magone del genere) ed avevo paura di morire sotto i ferri (dovevo rientrare in sala operatoria per la quinta volta :=)) ). non è mai più succcesso (né prima né dopo). consigli dai più esperti?
isterico :=))
Sono quasi due settimane che convivo con la mia donna, sto meglio,sono impegnato al massimo tutta la giornata , ho cambiato decisamente vita, abito in un altra regione(Umbria , nella bellissima San gemini,vedo spesso grigioni che adoro),faccio il pendolare con il treno , vengo tutti i giorni a Roma!
È ancora poco per dire esattamente se l'ansia è "passata", ho semplicemente ansie diverse dal solito, tipo non riuscire a prendere il treno, arrivare tardi a lavoro, ma faccio una corsa a perdifiato e sembra che passa tutto.
penso che gli attacchi di panico siano dovuti ad un disturbo dell'ansia .
l'ansia forse quando diventa eccessiva scatena queste brutte sensazioni, c'è chi gli prende in un modo e chi in un altro ma l'ansia genera brutti scherzi purtroppo.
Citazione di: marco87 il 09 Feb 2017, 22:53
penso che gli attacchi di panico siano dovuti ad un disturbo dell'ansia .
l'ansia forse quando diventa eccessiva scatena queste brutte sensazioni, c'è chi gli prende in un modo e chi in un altro ma l'ansia genera brutti scherzi purtroppo.
sono d'accordo!
Io ho sempre avuto varie ansie, ma davo poco peso, dopo un paio di brutte storie, ho iniziato ad accusare di più queste ansie .