Il calcio giovanile, come il papà-ultras-allenatore, sono oramai la rovina di tutto, anche del futuro calcistico italiano.
L'ha detto bene Marco Amelia recentemente: per rilanciare il calcio italiano occorre chiudere le scuole calcio!
E ha descritto i sommi manager che incontra, quelli che vanno in panchina in giacca e cravatta con in campo ragazzini di 10 anni.
Ricordo il mio mister, veniva direttamente dal lavoro cantieristico, con la tuta zozza.
E ricordo i cazziatoni che mi faceva perché andavo male a scuola.
E il cazziatone generale alla squadra, quando perdemmo una partita per un mio errore (ero portiere).
Fui bersagliato da tutti i compagni fin da subito, al punto da non volermi neanche fare la doccia e scappare subito a casa, non presentandomi al successivo allenamento.
Chiamò a casa per sapere come stavo e soprattutto dirmi di venire al prossimo allenamento.
Quel pomeriggio urlò ai compagni di non permettersi mai più di denigrare un compagno per un errore perché tutti ne abbiamo commessi e ne avremmo commessi. Dopo la strigliata, li ha fatti correre intorno al campo per 2 ore e mezza, tranne me che feci il normale allenamento da portiere.
A termine allenamento, alcuni erano troppo stanchi per farsi la doccia e sono tornati a casa zozzi, altri si sono fatti la doccia con me ovviamente scusandosi per il loro comportamento.
Al giorno d'oggi una cosa del genere non succede più
Il manager prenderebbe le parti della squadra contro me, reo di aver commesso un errore che ci ha fatto perdere.
Mio figlio, lazialissimo, ma disamorato di calcio, ha scelto il suo personalisimo sport: correre coi kart.
Lì fortunatamente i piloti vengono trattati tutti con lo stesso guanto, ma stendiamo un velo pietosissimo sui padri che si credono novelli Horner.
Durante una gara/lezione mio figlio, 6 anni, ha passato 14 giri su 15 a chiudere tutte le porte e le traiettorie di sorpasso ai due fenomeni di 10/12 anni alle sue spalle (che a bocce ferme, girano 1.5/2 secondi più veloci di mio figlio), mi sono trovato a litigare col padre di uno di loro che ha iniziato a inveire verso mio figlio, incitando il figlio a sbatterlo fuori (come se sotto il casco e col frastuono del kart potesse sentirlo), al mio disappunto mi ha inveito che quel lentone di mio figlio doveva levarsi dal kaiser perché il suo fenomeno era più veloce ne stava per nascere un parapiglia ma un altra mamma venne in mio soccorso spiegandogli che se il suo fenomeno non riusciva a superare regolarmente un lentone, tanto fenomeno non era.
Questo padre era nero, ma nero davvero.
Alla fine sono riusciti a passare mio figlio ma ovviamente con una manovra scorrettissima, tanto che nel briefing post gara, gli istruttori comminarono sanzioni per quel sorpasso spiegando che non si può sorpassare in questo modo.
I fenomeni, ovviamente risentiti, se la sono cantata coi genitori, che da neri erano diventiati un rosso violaceo.
Questo per dire che, nel calcio e anche in altri sport puoi anche trovare gli istruttori corretti, ma saranno altri a rovinare l'amore per lo sport in virtù della competizione smodata fin da subito.
@Dissi
Se puoi, porta tuo figlio alla scuola calcio a Frascati.
La gestisce un mio caro amico e ti assicuro che la prima cosa a cui tengono, è ciò che tu cerchi.
Lui si diverte davvero coi bambini.