Il calcio giovanile da padre

Aperto da RG-Lazio, 14 Lug 2023, 16:52

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RG-Lazio

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Come giá forse scritto in altri topic ho un figlio di 7 anni (Lazialissimo  :D :since). Da due anni gioca a calcio in un´associazione di quartiere.

Premessa n1. Sinceramente preferirei giocasse per ore al parco, ma non troviamo mai bambini, pertanto si ritrova a giocare con me, ergo l´associazione é l´unico posto in cui puó giocare a calcio con altri bambini.

Detto questo, quasi nessuno si prende la briga di allenare i bambini in questa etá. Pertanto é anche un lavoro di padri. Per farla breve mi ritrovo a fare anche il co-allenatore.

Mi diverte ma noto delle derive in me e nel mondo del calcio giovanile. Partiamo dal calcio giovanile. Sono un pó scioccato dall´eccessivo ""professionismo"" impresso ai bambini di soli 7 anni. I bambini si allenano piú che giocare. Nell´ultima partita che abbiamo fatto c´era una squadra (famosa per avere un settore giovanile produttivo) i cui bimbi erano fin troppo smaliziati a livello tattico. Ho visto bambini stare con i gomiti alti durante i ""rinvii"" del portiere, tirare pantaloncini e magliette. Delle malizie che sono insegnate, a quell´etá i bambini non fanno ste robe. La nostra associazione che cerca in primis di far divertire i bambini e avvicinarli allo sport e infatti i nostri bambini non le fanno queste cose. Detto francamente vedo in questi bambini troppa costruzione e poca fantasia. boooo. Non mi piace

Da padre...ho sempre detto a mio figlio che deve provare tanti sport ma lui vuole giocare solo a calcio. Quando lo alleno peró tendo a rimproverarlo se non si impegna. Pur volendo che si diverta solo, alla fin fine tendo a incitarlo a migliorare e vincere (questo ovviamente anche con gli altri). Anche nell´associazione abbiamo iniziato a dividere i bambini o meglio iniziato a pensare di dividerli secondo capacitá. Ci hanno giá rubato 3 dei piú bravi. Tra l´altro mio figlio non é tra i piú bravi (paga un pó di gap fisico essendo quasi sempre il piú basso) peró tuttosommato lotta e si diverte. Peró ecco mi scoccia parecchio che giá a 7 anni debba prendere coscienza che non sará calciatore, vede gli altri giá selezionati da squadre piú """blasonate""". Per me a 7 anni deve in qualche modo sognare.

Non so, sono in difficoltá perché una parte logica di me vorrebbe che facesse altro perché vedo un mondo (il calcio giovanile) bruttino che ha un effetto negativo su di me, nonostante con gli allenatori e gli altri padri aiutanti cerchiamo di riflettere. Certo quando fa un goal, un bel passaggio o un contrasto giosco con lui e li vedo nel suo sorriso la magia fanciullesca del gioco del calcio...peró booo, a volte noi adulti siamo delle merde

RubinCarter

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A sette anni si cambia facilmente ,tu lascialo scegliere senza essere pressante. Si deve divertire lui.

Tu comprati le cuffie da caccia perché ne sentirai di ogni.

Se trovi un centro ma soprattutto un mister sensibile umano e preparato ,seguilo.
;)

PS.verso i 12 anni appariranno i piottari. Mannaliaffanculo.

Slasher89

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Questo è uno dei motivi per cui il calcio italiano non produce quasi più nulla.

Non ci sono bambini che si divertono giocando, a 9 anni devono essere dei professionisti.

Il calcio deve essere divertimento almeno fino ai 13/14 anni, i bambini devono sapere che non è importante vincere o perdere ma divertirsi ed essere leali e corretti in campo con compagni e avversari.

Io, nel lontano 2001, smisi di giocare perchè arrivò un allenatore che si mise in testa di farci farci la preparazione atletica. Figuriamoci se io, a 12 anni, avevo voglia di passare l'estate a fare flessioni e ripetute invece di andare al mare o giocare fino allo sfinimento sotto casa con i miei amici.

La follia del calcio, oggigiorno, è questa.

Ai miei figli non ho imposto nulla se non di scegliersi uno sport da fare due volte a settimana. Il grande è rimasto a fare piscina, il piccolo quest'anno dovrebbe cominciare con il calcio.

Scialoja

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Citazione di: Slasher89 il 18 Lug 2023, 09:15
Questo è uno dei motivi per cui il calcio italiano non produce quasi più nulla.

Non ci sono bambini che si divertono giocando, a 9 anni devono essere dei professionisti.

Il calcio deve essere divertimento almeno fino ai 13/14 anni, i bambini devono sapere che non è importante vincere o perdere ma divertirsi ed essere leali e corretti in campo con compagni e avversari.

Io, nel lontano 2001, smisi di giocare perchè arrivò un allenatore che si mise in testa di farci farci la preparazione atletica. Figuriamoci se io, a 12 anni, avevo voglia di passare l'estate a fare flessioni e ripetute invece di andare al mare o giocare fino allo sfinimento sotto casa con i miei amici.

La follia del calcio, oggigiorno, è questa.

Ai miei figli non ho imposto nulla se non di scegliersi uno sport da fare due volte a settimana. Il grande è rimasto a fare piscina, il piccolo quest'anno dovrebbe cominciare con il calcio.

Ricordo di aver fatto lo stesso ragionamento da ragazzino quando praticavo basket. Era uno sport che mi piaceva tantissimo, più del calcio (almeno nel praticarlo). Dopo 2 anni bellissimi alla scuola di basket arrivò un allenatore che metteva al primo posto schemi, tattiche e vittorie. In pochi mesi mi disamorai, fino a lasciare definitivamente quello sport, poi mai più praticato né seguito. Come età avevo circa 9 anni.
In linea di massima penso, come dici anche tu, che fino ad una certa età certe cose dovrebbero rimanere fuori, anche se dall'altra penso che forse nasca proprio lì la prima scrematura tra chi punta e ha la mentalità per diventare un ipotetico professionista e chi no.

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italicbold

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Che io abbia uno dei miei più cari amici che ha allenato per dieci anni nel settore giovanile delle merde l'ho già scritto.
Un anno gli cambiarono di categoria e al suo posto (credo fossero bambini di 10 anni) era stato chiamato un ex calciatore (peraltro anche alla Lazio). Questo il primo giorno si presentò con un grosso malloppo di dossier e cartelline dicendo che aveva passato l'estate in inghilterra per studiare gli allenamenti della prima squadra del Manchester United, con schemi, posizioni e tattiche. E voleva metterli in pratica.
Con ragazzini di 10 anni.
Dopo un paio di mesi molti genitori chiamarono il mio amico, che aveva avuto un'altra categoria, per dire che i bambini non volevano più andare agli allenamenti.
Dovette intervenire la società se non ricordo male.

Slasher89

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Quando, intorno ai 9 anni, passammo dalla squadra dell'oratorio all'Axa Calcio (che in quegli anni stava diventando la Tottey Soccer School) venimmo inquadrati come terza squadra della classe 88 e quindi cominciammo a giocare a 11 e sotto età.

Prendevamo batoste ovunque ma credo di non essermi mai divertito come in quei due anni, a nessuno (genitori compresi) interessava il risultato e parliamo di 8 o 9 gol presi a partita.

Giocavamo, andavamo d'accordo e ci divertivamo.

Anche l'anno successivo, in cui tornammo a giocare con i pari età, formammo un bellissimo gruppo e cominciammo anche a vincere ma il risultato era sempre e comunque secondario. Mi capitava spesso di giocare due partite al giorno.

Poi arrivò il Rinus Michels de noantri e sfasciò tutto.

WhiteNoise

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Topic interessante.
Il mio ha 7 anni come il tuo ma fa un altro sport. Ha fatto nuoto, atletica con la Lazio durante il covid, dall'anno scorso gioca a rugby.
Quello che dici è vero, ma non ovunque.
Dove gioca ora, ad esempio, è il contrario: si basano molto sull'inclusione e sul divertimento, ma conosco altre squadre (la minoranza) dove si ragiona diversamente: in partita giocano solo quelli bravi, si deve giocare incazzati, sportività sì ma conta prima vincere.
Questi giorni sto al paese e ieri sera ho assistito ad una partita di calcio di un torneo tra ragazzini (11-12 anni). Esultanze smodate al gol, con gesti ad imitare i vari campioni. Uno addirittura, dopo un gol, si è messo a fare i gestacci ai bambini che tifavano per l'altra squadra.
Nel rugby è vietato anche fare la manina dopo una meta...
Il calcio porta a questo. Mio figlio l'anno scorso, sempre al paese, dopo un gol (completamente casuale perché ha i piedi a banana) è venuto da me a dirmi "Papà hai visto? Gli ho fatto la busta!". In quel momento ho capito che non gli avrei mai permesso di giocare a calcio. Per fortuna l'ha capito da solo e a calcio non si diverte, perché "tutti vogliono la palla tutta per loro e non ci si aiuta".

mr_steed

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Questa "dicotomia" esiste da sempre, ovunque... Anche molti film e telefilm americani mostrano spesso conflitti tra genitori e allenatori dei propri figli (degli sport più vari) tra chi spinge per la competitività e chi per la semplice voglia di giocare.

Per risolvere il problema credo basterebbe fare una distinzione tra le società, come con le squadre amatoriali "over". Ossia creare circuiti di scuole calcio non competitive che non facciano "interi campionati" ma solo tornei amatoriali con società di pari livello (affiancate in parallelo ai campionati agonistici riservati alle squadre maggiormente competitive, collegate direttamente alle grandi società) per tutti i bambini (e i genitori) che volessero semplicemente limitarsi a giocare con propri coetanei e non voler necessariamente diventare calciatori da grandi.

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Dissi

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Mio figlio ha giocato per 10 anni a basket, ringraziando iddio sempre in una squadra di pippe
Ad un certo punto avrebbe potuto fare il salto in una squadra più competitiva, ma non essendo un fenomeno ha preferito rimanere con le pippe, che incidentalmente sono diventati i suoi amici più cari
Si è divertito, pure prendendo belle scanizze, ha fatto attività fisica e soprattutto gioco di squadra.
Se non sei un predestinato il fine ultimo dello sport è questo IMHO

Mate

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Il calcio giovanile, come il papà-ultras-allenatore, sono oramai la rovina di tutto, anche del futuro calcistico italiano.

L'ha detto bene Marco Amelia recentemente: per rilanciare il calcio italiano occorre chiudere le scuole calcio!
E ha descritto i sommi manager che incontra, quelli che vanno in panchina in giacca e cravatta con in campo ragazzini di 10 anni.

Ricordo il mio mister, veniva direttamente dal lavoro cantieristico, con la tuta zozza.
E ricordo i cazziatoni che mi faceva perché andavo male a scuola.
E il cazziatone generale alla squadra, quando perdemmo una partita per un mio errore (ero portiere).
Fui bersagliato da tutti i compagni fin da subito, al punto da non volermi neanche fare la doccia e scappare subito a casa, non presentandomi al successivo allenamento.
Chiamò a casa per sapere come stavo e soprattutto dirmi di venire al prossimo allenamento.
Quel pomeriggio urlò ai compagni di non permettersi mai più di denigrare un compagno per un errore perché tutti ne abbiamo commessi e ne avremmo commessi. Dopo la strigliata, li ha fatti correre intorno al campo per 2 ore e mezza, tranne me che feci il normale allenamento da portiere.
A termine allenamento, alcuni erano troppo stanchi per farsi la doccia e sono tornati a casa zozzi, altri si sono fatti la doccia con me ovviamente scusandosi per il loro comportamento.

Al giorno d'oggi una cosa del genere non succede più
Il manager prenderebbe le parti della squadra contro me, reo di aver commesso un errore che ci ha fatto perdere.

Mio figlio, lazialissimo, ma disamorato di calcio, ha scelto il suo personalisimo sport: correre coi kart.
Lì fortunatamente i piloti vengono trattati tutti con lo stesso guanto, ma stendiamo un velo pietosissimo sui padri che si credono novelli Horner.

Durante una gara/lezione mio figlio, 6 anni, ha passato 14 giri su 15 a chiudere tutte le porte e le traiettorie di sorpasso ai due fenomeni di 10/12 anni alle sue spalle (che a bocce ferme, girano 1.5/2 secondi più veloci di mio figlio), mi sono trovato a litigare col padre di uno di loro che ha iniziato a inveire verso mio figlio, incitando il figlio a sbatterlo fuori (come se sotto il casco e col frastuono del kart potesse sentirlo), al mio disappunto mi ha inveito che quel lentone di mio figlio doveva levarsi dal kaiser perché il suo fenomeno era più veloce ne stava per nascere un parapiglia ma un altra mamma venne in mio soccorso spiegandogli che se il suo fenomeno non riusciva a superare regolarmente un lentone, tanto fenomeno non era.
Questo padre era nero, ma nero davvero.
Alla fine sono riusciti a passare mio figlio ma ovviamente con una manovra scorrettissima, tanto che nel briefing post gara, gli istruttori comminarono sanzioni per quel sorpasso spiegando che non si può sorpassare in questo modo.
I fenomeni, ovviamente risentiti, se la sono cantata coi genitori, che da neri erano diventiati un rosso violaceo.

Questo per dire che, nel calcio e anche in altri sport puoi anche trovare gli istruttori corretti, ma saranno altri a rovinare l'amore per lo sport in virtù della competizione smodata fin da subito.

@Dissi
Se puoi, porta tuo figlio alla scuola calcio a Frascati.
La gestisce un mio caro amico e ti assicuro che la prima cosa a cui tengono, è ciò che tu cerchi.
Lui si diverte davvero coi bambini.

Dissi

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Citazione di: Mate il 18 Lug 2023, 11:30
@Dissi
Se puoi, porta tuo figlio alla scuola calcio a Frascati.
La gestisce un mio caro amico e ti assicuro che la prima cosa a cui tengono, è ciò che tu cerchi.
Lui si diverte davvero coi bambini.

Mio figlio ormai ha 20 anni e gioca a basket ai campetti, quando può :DD
e fa anche l'arbitro, sempre di basket
mia figlia invece allena sempre basket, ma in inghilterra e con gli universitari (bella forza,direte ..)

Gio

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Un buon compromesso è il calcio a 5. Girano meno soldi e nell'ambiente c'è meno pressione. Ci sono belle realtà a Roma. Molte società offrono ai ragazzi anche la possibilità di proseguire la carriera nelle squadre maggiori che giocano nei campionati nazionali o regionali, evitando l'abbandono dello sport a 17 - 18 anni.
Molti considerano il calcio a 5 lo sport di chi non ce l'ha fatta col calcio, ma non è vero, è uno sport diverso (e c'è sempre una palla che rotola).

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Mate

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Citazione di: Dissi il 18 Lug 2023, 11:51
Mio figlio ormai ha 20 anni e gioca a basket ai campetti, quando può :DD
e fa anche l'arbitro, sempre di basket
mia figlia invece allena sempre basket, ma in inghilterra e con gli universitari (bella forza,direte ..)

Mea culpa...ho sbagliato utente...era per RG-Lazio
Sorrryyyyy

RG-Lazio

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Grazie per i consigli ma non vivo a Roma...vivo a Francoforte. Ergo le problematiche son le stesse, se non che i crucchi cmq producono tanto.

In ogni caso, la federazione tedesca ha imposto il "Funino" a tutte le squadre under 10. Il funino é un tentativo, ben riuscito a mio modo di vedere, di riprodurre il calcio di strada. Si gioca 3vs3 con 4 porte. Fin quando abbiamo fatto Funino andava tutto bene.

Poi l´allenatore si é messo in testa che il Funino é poco performante e noioso per alcuni e cosí abbiamo preso parte a tornei 6 vs 6...tornei in cui alcune squadre ci hanno fatto a pezzi e questo a frustrato i bambini. A questo punto abbiamo deciso di prepararli un pó meglio.

Al momento dalle mie parti, ci sono alcune scuole che lavorano ""professionalmente"" e altre che sono associazioni in cui i bambini si divertono. Noi apparteniamo alla seconda ma in fondo abbiamo la tentazione di """professionalizzare""" i nostri allenamenti.

In realtá non é semplice. Non sappiamo letteralmente che pesci prendere. Io stesso aiuto ma non capisco granché di calcio giovanile. Trovo assolutamente sbagliato che venga data la possibilitá di professionalizzare il calcio giovanile.   

italicbold

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Citazione di: RG-Lazio il 20 Lug 2023, 11:36
Grazie per i consigli ma non vivo a Roma...vivo a Francoforte.

Portalo a giocare a rugby.
Qualche anno fa, mi sembra il 2018, sono venuto a fare un torneo a Offenbach. Ogni anno fanno un torno senior per ricordare, credo, un ex giocatore loro. C'eravamo noi dalla Francia poi, se non ricordo male due altre squadre tedesche e una squadra israeliana, Bellissima struttura e gran bell'ambiente.
Il week end fu veramente molto divertente e c'erano parecchi bambini.

RG-Lazio

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Citazione di: italicbold il 20 Lug 2023, 11:48
Portalo a giocare a rugby.
Qualche anno fa, mi sembra il 2018, sono venuto a fare un torneo a Offenbach. Ogni anno fanno un torno senior per ricordare, credo, un ex giocatore loro. C'eravamo noi dalla Francia poi, se non ricordo male due altre squadre tedesche e una squadra israeliana, Bellissima struttura e gran bell'ambiente.
Il week end fu veramente molto divertente e c'erano parecchi bambini.

Se vieni di nuovo  :beer: :beer:

Cmq a Regby lo spezzano il mio aquilotto. Giá a calcio fa fatica perché é quasi sempre il piú basso.

In ogni caso, vorrei provi altri sport, ma non ci sente. Ci tenevo anche a fargli fare un sport di combattimento, di arte marziale, ma non ci sente proprio....solo e soltanto calcio

italicbold

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Citazione di: RG-Lazio il 20 Lug 2023, 11:58
Cmq a Regby lo spezzano il mio aquilotto. Giá a calcio fa fatica perché é quasi sempre il piú basso.

Purtroppo ho smesso, ma se capito da quelle parti con piacere.
Il rugby comunque è uno sport per tutti i tipi di fisico. Ci sono piccoletti che sgusciano come leprotti.
Poi, normalmente, fino a una certa età gli educatori fanno attenzione ai contrasti.
Potresti avere una bella sorpresa perché, in genere, l'ambiente è sempre molto positivo.

kelly slater

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Bellissimo topic, RG, grazie!

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kurt

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Ho un figlio di 23 anni con disturbo della sfera autistica, Asperger e quando da poco avevamo scoperto che aveva dei problemi ho deciso che, per aiutarlo a socializzare al di fuori dell'asilo e fare movimento, poteva essere utile uno sport di squadra, così l'ho inserito nelle giovanili della società principale della cittadina dove abitiamo (la prima squadra viaggia tra la prima e la seconda categoria, niente di che). Il bimbo sembrava portato, postura, calcio e tocco di palla erano innati, il grosso problema era la sua totale refrattarietà a qualsiasi indicazione dell'allenatore. Anarchico, inadatto al gioco di squadra e onestamente poco appassionato al calcio. C'è da dire che anche chi lo seguiva non era decisamente in grado di coinvolgerlo, purtroppo impreparato a gestire un bimbo con quei problemi; dopo pochi mesi lo abbiamo ritirato dalla squadra perché stava diventando un problema con aumento della frustrazione e irritabilità. Lo abbiamo iscritto a nuoto, ho patito un po' perché ci tenevo che provasse a giocare a calcio. Qualche tempo dopo, un sabato mattina, in un'uscita di jogging sono passato davanti al campetto, c'era una partitella con dei bimbetti dell'età di mio figlio e i due allenatori urlavano come degli ossessi neanche si stessero giocando la finale di Champions. Sono rimasto scioccato per la violenza verbale ed ho capito che forse la scelta di mollare quell'ambiente è stata giusta.

Adler Nest

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Citazione di: RubinCarter il 15 Lug 2023, 13:05
A sette anni si cambia facilmente ,tu lascialo scegliere senza essere pressante. Si deve divertire lui.

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PS.verso i 12 anni appariranno i piottari. Mannaliaffanculo.

molto d'accordo.

Potrei raccontare mille mila episodi avendo avuto un figlio che è arrivato fino agli allievi del Parma.
I genitori sono una rovina.

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