oggi in tarda mattinata la cantavo in giro per Spoleto, sedetevi che ora vi
conto la scena....
......con mia moglie ci facciamo una camminata quando ad un certo punto incrocio un papà che vestiva una maglia dai colori scandalosi con in braccio un bebè di pochi mesi, nel passargli accanto mi viene in mente questa canzone e mi metto a canticchiarla. Io purtroppo stamattina non indossavo una maglietta targata Lazio, anche per non essere troppo ripetitivo visto che mia moglie mi dice spesso: "sempre co 'ste majette della Lazio te vesti"....
Comunque noi continuiamo la passeggiata, dopo un po' rieccotelo di nuovo: stavolta non più solo con il bebè ma con altri amici, uomini e donne. Sempre per rispetto nei confronti di mia moglie (sapevo che qualcosa mi sarebbe uscito fuori dalla bocca e volevo evitare l'incrocio con il magliettato piscioruggine) cerco di evitarlo infilandomi in un negozio nel quale passiamo una quindicina di minuti buoni.
Quando esco avviene l'inevitabile: lui e la sua compagnia erano lì a dieci metri e uno di loro bofonchiava in romanesco: "Ao, ma 'ndo caxxo sta na ggggelateria, nun ciò vvoja de rifamme nantra vorta sta salita pe annà lassù"........
Molto educatamente mi avvicino e gli dico: "Guardi, c'è una gelateria venti metri più avanti oppure ce ne sta un'altra cinquanta metri più in su, basta guardare bene"
e poi continuo: "Ma cos'ha fatto lì? Che è quella macchia nera sul viso?...........
.................
...................
......................
ah, sissì

, ho capito: è il segno della coppainfaccia"
ho ripreso per mano mia moglie e abbiamo continuato verso casa sentendo un po' di moccoli da parte loro ma respirando gioia pura a pieni polmoni