e beh, insomma, c'è questo fotografo,
phillip toledano, che io conoscevo un po' per il suo progetto
phonesexhttp://www.mrtoledano.com/diventa papà ed è sgomento: non felice, non imbarazzato, non avvolto dalla luce divina
sgomento(che per me è la reazione più logica e quella più umanamente comprensibile)
e cosa fa? come tutti i fotografi seri, organizza un fotoprogetto di quattro anni e mezzo
dall'arrivo di Loulou
questo è il risultato
http://thereluctantfather.com/#
che io trovo di una bellezza straziante e di un'onestà di difficile paragone
in minimissima parte, ho vissuto anche io queste emozioni: non quelle rispettabilissime ma standard, no
più che altro quelle che lui racconta su alcuni aspetti del suo rapporto con Loulou
mi accingo a comprare il suo libro, perché riconosco che - seppure solo per un attimo, un labilissimo attimo - mi sono trovato in quella stessa situazione che lui racconta, soprattutto all'inizio: "
Quando Loulou è nata mi trovavo in sala parto. Mi ricordo la luce dorata del Sole che inondava la stanza e la mia sensazione strana. Dissi solo: "Diavolo, ma è enorme!" E' assurdo: da un lato c'ero io come mi sentivo. Dall'altro, io come mi sarei dovuto sentire. Nei film, quando nasce un bambino viene accolto da fuochi d'artificio, lacrime e applausi. Io mi sentivo solo strano. Come potevo io essere un padre? Non è una cosa che accade a tutte le persone adulte? Ero travolto da uno tsunami d'amore? Per niente."
ma è pur vero che, per me, in quel momento, lo stupore ha prevalso sul vuoto
un vuoto che, credo, pervada molti padri: come se a partorire fossero loro, come se ad essere svuotati fossero loro
forse si, ma del loro egoismo, della loro superficialità, del loro guardarsi l'ombelico
a me è successo questo e non sapevo come inquadrarlo
poi, stamattina, esce questa cosa, e contemporaneamente Federica mi invia il link (quando si dice la sintonia

)
http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/06/foto/il_pap_riluttante_come_ho_imparato_ad_amare_mia_figlia-80363475/1/?ref=HRESS-1#1vedo le foto, leggo le didascalie, sorrido ed ho le lacrime agli occhi, perché "
l'arrivo di Loulou (Marta, per me) mi ha fatto prendere in seria considerazione la mia mortalità Quando lei avrà 20 anni io ne avrò 60. Le sembrerò un vecchietto? Sarò confuso dal modo in cui si vestirà e parlerà? Alzerà gli occhi al cielo e dirà: "Oh, papà...". Oppure saremo amici? Berremo tazze di the in cucina, parlando del suo ultimo boyfriend?"
mi accorgo che su alcune cose, è come se avessi scritto io: sulla gravità dell'amore, sull'ironia come - mia - unica chiave di accesso al mondo
lui scrive: "
All'inizio di questo libro ho parlato di 'gravità'. Anche l'amore ha la sua forza di gravità e, naturalmente, era inevitabile che io le soccombessi. Quando le persone mi dicevano che la mia vita sarebbe cambiata quando Loulou avrebbe cominciato a sorridere, avevano ragione. Il senso dell'umorismo è ciò con cui mi connetto al mondo. E' il mio linguaggio. Così quando Loulou ha iniziato a parlarmi, è stato straordinario. La prima volta che l'ho presa in giro e lei ha preso in giro me, ho pianto. Ci capivamo l'un l'altra."
io sono alla fase dei sorrisi e dei versetti - non satanici: celestiali -
peraltro, ho sempre desiderato essere un padre tenero, non
morbido, tenero
ed a volte non è necessario scrivere e lasciare una cosa che viene da te, da dentro di te
puoi usare anche le parole degli altri, quando ne vale la pena e per me, quanto scrive sotto, la vale tutta la pena
pena che,
ovviamente, svanisce ogni volta che
LE vedo
(e basta sostituire Carla con Fede e Loulou con Marta)"
Voglio terminare chiedendo scusa a Carla. So che il mio candore è stato spesso duro per lei. Ero così fissato con questa idea dell'onestà che ho dimenticato la sua realtà. La meraviglia di Loulou, la pura gioia dell'essere madre. E voglio chiedere scusa a Loulou. Un giorno lei guarderà queste foto e leggerà queste parole. Voglio che sappia che anche se per me l'inizio della sua vita è stato sconcertante, sono così orgoglioso che lei sia qui ora. Ti amo tantissimo, Loulou.
E già che ci sono, voglio dire una cosa alla futura Loulou. Per favore, non indossare pantaloni con la scritta 'juicy' sul sedere. Per favore, non diventare un goth, o una emo (o qualsiasi cosa faranno fra 15 anni) fissandomi malinconicamente attraverso sei strati di ombretto nero. Ricordati. Prima che tuo padre fosse genitore, era una persona. Giovane, e confusa, proprio come te."
ed io, invece, voglio chiedere scusa anche a mio padre, mai tenero
ma molto, molto più giovane di me, quando sono nato io
e per questo, confuso, molto più di me
ed io me lo dimentico troppo spesso
p.s.: questo topic è dedicato a Sigurd, per due motivi: uno dei quali è perché è il mio fotografo preferito
ed è dedicato anche a Nanni: il papà che vorrei diventare