il papà riluttante

Aperto da porgascogne, 07 Mar 2014, 10:24

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porgascogne

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e beh, insomma, c'è questo fotografo, phillip toledano, che io conoscevo un po' per il suo progetto phonesex
http://www.mrtoledano.com/
diventa papà ed è sgomento: non felice, non imbarazzato, non avvolto dalla luce divina
sgomento
(che per me è la reazione più logica e quella più umanamente comprensibile)
e cosa fa? come tutti i fotografi seri, organizza un fotoprogetto di quattro anni e mezzo
dall'arrivo di Loulou
questo è il risultato
http://thereluctantfather.com/#
che io trovo di una bellezza straziante e di un'onestà di difficile paragone
in minimissima parte, ho vissuto anche io queste emozioni: non quelle rispettabilissime ma standard, no
più che altro quelle che lui racconta su alcuni aspetti del suo rapporto con Loulou

mi accingo a comprare il suo libro, perché riconosco che - seppure solo per un attimo, un labilissimo attimo - mi sono trovato in quella stessa situazione che lui racconta, soprattutto all'inizio: "Quando Loulou è nata mi trovavo in sala parto. Mi ricordo la luce dorata del Sole che inondava la stanza e la mia sensazione strana. Dissi solo: "Diavolo, ma è enorme!" E' assurdo: da un lato c'ero io come mi sentivo. Dall'altro, io come mi sarei dovuto sentire. Nei film, quando nasce un bambino viene accolto da fuochi d'artificio, lacrime e applausi. Io mi sentivo solo strano. Come potevo io essere un padre? Non è una cosa che accade a tutte le persone adulte? Ero travolto da uno tsunami d'amore? Per niente."
ma è pur vero che, per me, in quel momento, lo stupore ha prevalso sul vuoto
un vuoto che, credo, pervada molti padri: come se a partorire fossero loro, come se ad essere svuotati fossero loro
forse si, ma del loro egoismo, della loro superficialità, del loro guardarsi l'ombelico
a me è successo questo e non sapevo come inquadrarlo

poi, stamattina, esce questa cosa, e contemporaneamente Federica mi invia il link (quando si dice la sintonia  :luv: )
http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/06/foto/il_pap_riluttante_come_ho_imparato_ad_amare_mia_figlia-80363475/1/?ref=HRESS-1#1
vedo le foto, leggo le didascalie, sorrido ed ho le lacrime agli occhi, perché "l'arrivo di Loulou (Marta, per me) mi ha fatto prendere in seria considerazione la mia mortalità Quando lei avrà 20 anni io ne avrò 60. Le sembrerò un vecchietto? Sarò confuso dal modo in cui si vestirà e parlerà? Alzerà gli occhi al cielo e dirà: "Oh, papà...". Oppure saremo amici? Berremo tazze di the in cucina, parlando del suo ultimo boyfriend?"

mi accorgo che su alcune cose, è come se avessi scritto io: sulla gravità dell'amore, sull'ironia come - mia - unica chiave di accesso al mondo
lui scrive: "All'inizio di questo libro ho parlato di 'gravità'. Anche l'amore ha la sua forza di gravità e, naturalmente, era inevitabile che io le soccombessi. Quando le persone mi dicevano che la mia vita sarebbe cambiata quando Loulou avrebbe cominciato a sorridere, avevano ragione. Il senso dell'umorismo è ciò con cui mi connetto al mondo. E' il mio linguaggio. Così quando Loulou ha iniziato a parlarmi, è stato straordinario. La prima volta che l'ho presa in giro e lei ha preso in giro me, ho pianto. Ci capivamo l'un l'altra."
io sono alla fase dei sorrisi e dei versetti - non satanici: celestiali -

peraltro, ho sempre desiderato essere un padre tenero, non morbido, tenero
ed a volte non è necessario scrivere e lasciare una cosa che viene da te, da dentro di te
puoi usare anche le parole degli altri, quando ne vale la pena e per me, quanto scrive sotto, la vale tutta la pena
pena che, ovviamente, svanisce ogni volta che LE vedo
(e basta sostituire Carla con Fede e Loulou con Marta)
"Voglio terminare chiedendo scusa a Carla. So che il mio candore è stato spesso duro per lei. Ero così fissato con questa idea dell'onestà che ho dimenticato la sua realtà. La meraviglia di Loulou, la pura gioia dell'essere madre. E voglio chiedere scusa a Loulou. Un giorno lei guarderà queste foto e leggerà queste parole. Voglio che sappia che anche se per me l'inizio della sua vita è stato sconcertante, sono così orgoglioso che lei sia qui ora. Ti amo tantissimo, Loulou.
E già che ci sono, voglio dire una cosa alla futura Loulou. Per favore, non indossare pantaloni con la scritta 'juicy' sul sedere. Per favore, non diventare un goth, o una emo (o qualsiasi cosa faranno fra 15 anni) fissandomi malinconicamente attraverso sei strati di ombretto nero. Ricordati. Prima che tuo padre fosse genitore, era una persona. Giovane, e confusa, proprio come te
."

ed io, invece, voglio chiedere scusa anche a mio padre, mai tenero
ma molto, molto più giovane di me, quando sono nato io
e per questo, confuso, molto più di me

ed io me lo dimentico troppo spesso








p.s.: questo topic è dedicato a Sigurd, per due motivi: uno dei quali è perché è il mio fotografo preferito
ed è dedicato anche a Nanni: il papà che vorrei diventare

laziAle82

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Ci sono questi due enormi lacrimoni gonfi di emozione che ciondolano accanto agli occhi.
grazie.

fede75

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ho letto tutto con marta fra le braccia.. :))




:luv:

telegraph road

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Citazione di: porgascogne il 07 Mar 2014, 10:24
... mi ha fatto prendere in seria considerazione la mia mortalità Quando lei avrà 20 anni io ne avrò 60. Le sembrerò un vecchietto? Sarò confuso dal modo in cui si vestirà e parlerà? Alzerà gli occhi al cielo e dirà: "Oh, papà...". Oppure saremo amici? Berremo tazze di the in cucina, parlando del suo ultimo boyfriend?

ieri mentre asciugavo Andrea dopo la doccia, ero accovacciato e lui mi fa: Papà stai diventando coccia pelata!

:s


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Rorschach

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Mi sembra vagamente narcisistico.

porgascogne

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Rorschach

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Citazione di: porgascogne il 07 Mar 2014, 12:02
cosa?

Pubblicare e mettere a disposizione del mondo le immagini della bambina accompagnandole da un unico punto di vista.

A me fa quest'effetto.

Poi vorrei scrivere molto e commentare le domande e le incertezze del padre, ma ci vorrebbe un libro e forse non basterebbe nemmeno (e sarebbe comunque solo un altro POV).


porgascogne

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ma infatti non credo - poi, aho', non c'ho mica parlato - che lui intenda che quello E' l'unico POV esistente
io credo che sia uno dei tanti, ma molto più frequente di quanto non si pensi
sovrastato com'è dall'ondata di passionalità obbligatoria che sembra doversi provare

insomma, se una madre - e questo è incontrovertibilmente vero - una madre, dico, cioè, colei che ha tenuto dentro 'sti alieni  :p , che c'è cresciuta insieme, che ha sviluppato capacità di resistenza inumane, insomma, se lei dopo il parto in molti casi si trova ad essere inadeguata, lontana, distante, sgomenta, come si può pensare che un padre non abbia questo stesso tipo di feeling?

sul presunto narcisismo, mah

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Luca Signifer

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Citazione di: porgascogne il 07 Mar 2014, 10:24
e beh, insomma, c'è questo fotografo, phillip toledano, che io conoscevo un po' per il suo progetto phonesex
http://www.mrtoledano.com/
diventa papà ed è sgomento: non felice, non imbarazzato, non avvolto dalla luce divina
sgomento
(che per me è la reazione più logica e quella più umanamente comprensibile)
e cosa fa? come tutti i fotografi seri, organizza un fotoprogetto di quattro anni e mezzo
dall'arrivo di Loulou
questo è il risultato
http://thereluctantfather.com/#
che io trovo di una bellezza straziante e di un'onestà di difficile paragone
in minimissima parte, ho vissuto anche io queste emozioni: non quelle rispettabilissime ma standard, no
più che altro quelle che lui racconta su alcuni aspetti del suo rapporto con Loulou

mi accingo a comprare il suo libro, perché riconosco che - seppure solo per un attimo, un labilissimo attimo - mi sono trovato in quella stessa situazione che lui racconta, soprattutto all'inizio: "Quando Loulou è nata mi trovavo in sala parto. Mi ricordo la luce dorata del Sole che inondava la stanza e la mia sensazione strana. Dissi solo: "Diavolo, ma è enorme!" E' assurdo: da un lato c'ero io come mi sentivo. Dall'altro, io come mi sarei dovuto sentire. Nei film, quando nasce un bambino viene accolto da fuochi d'artificio, lacrime e applausi. Io mi sentivo solo strano. Come potevo io essere un padre? Non è una cosa che accade a tutte le persone adulte? Ero travolto da uno tsunami d'amore? Per niente."
ma è pur vero che, per me, in quel momento, lo stupore ha prevalso sul vuoto
un vuoto che, credo, pervada molti padri: come se a partorire fossero loro, come se ad essere svuotati fossero loro
forse si, ma del loro egoismo, della loro superficialità, del loro guardarsi l'ombelico
a me è successo questo e non sapevo come inquadrarlo

poi, stamattina, esce questa cosa, e contemporaneamente Federica mi invia il link (quando si dice la sintonia  :luv: )
http://www.repubblica.it/esteri/2014/03/06/foto/il_pap_riluttante_come_ho_imparato_ad_amare_mia_figlia-80363475/1/?ref=HRESS-1#1
vedo le foto, leggo le didascalie, sorrido ed ho le lacrime agli occhi, perché "l'arrivo di Loulou (Marta, per me) mi ha fatto prendere in seria considerazione la mia mortalità Quando lei avrà 20 anni io ne avrò 60. Le sembrerò un vecchietto? Sarò confuso dal modo in cui si vestirà e parlerà? Alzerà gli occhi al cielo e dirà: "Oh, papà...". Oppure saremo amici? Berremo tazze di the in cucina, parlando del suo ultimo boyfriend?"

mi accorgo che su alcune cose, è come se avessi scritto io: sulla gravità dell'amore, sull'ironia come - mia - unica chiave di accesso al mondo
lui scrive: "All'inizio di questo libro ho parlato di 'gravità'. Anche l'amore ha la sua forza di gravità e, naturalmente, era inevitabile che io le soccombessi. Quando le persone mi dicevano che la mia vita sarebbe cambiata quando Loulou avrebbe cominciato a sorridere, avevano ragione. Il senso dell'umorismo è ciò con cui mi connetto al mondo. E' il mio linguaggio. Così quando Loulou ha iniziato a parlarmi, è stato straordinario. La prima volta che l'ho presa in giro e lei ha preso in giro me, ho pianto. Ci capivamo l'un l'altra."
io sono alla fase dei sorrisi e dei versetti - non satanici: celestiali -

peraltro, ho sempre desiderato essere un padre tenero, non morbido, tenero
ed a volte non è necessario scrivere e lasciare una cosa che viene da te, da dentro di te
puoi usare anche le parole degli altri, quando ne vale la pena e per me, quanto scrive sotto, la vale tutta la pena
pena che, ovviamente, svanisce ogni volta che LE vedo
(e basta sostituire Carla con Fede e Loulou con Marta)
"Voglio terminare chiedendo scusa a Carla. So che il mio candore è stato spesso duro per lei. Ero così fissato con questa idea dell'onestà che ho dimenticato la sua realtà. La meraviglia di Loulou, la pura gioia dell'essere madre. E voglio chiedere scusa a Loulou. Un giorno lei guarderà queste foto e leggerà queste parole. Voglio che sappia che anche se per me l'inizio della sua vita è stato sconcertante, sono così orgoglioso che lei sia qui ora. Ti amo tantissimo, Loulou.
E già che ci sono, voglio dire una cosa alla futura Loulou. Per favore, non indossare pantaloni con la scritta 'juicy' sul sedere. Per favore, non diventare un goth, o una emo (o qualsiasi cosa faranno fra 15 anni) fissandomi malinconicamente attraverso sei strati di ombretto nero. Ricordati. Prima che tuo padre fosse genitore, era una persona. Giovane, e confusa, proprio come te
."

ed io, invece, voglio chiedere scusa anche a mio padre, mai tenero
ma molto, molto più giovane di me, quando sono nato io
e per questo, confuso, molto più di me

ed io me lo dimentico troppo spesso








p.s.: questo topic è dedicato a Sigurd, per due motivi: uno dei quali è perché è il mio fotografo preferito
ed è dedicato anche a Nanni: il papà che vorrei diventare

:clap: io ho impiegato 8 mesi per "digerire" il mio primo figlio

GuyMontag

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* 1.167
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Ho passato le stesse mille vite del papà inadeguato.
Gli stessi dubbi, le stesse sensazioni (bé, più o meno, ovviamente), moltiplicate per due, duemilioni. Ho dovuto crescere due gemelli, maschio e femmina, e garantisco che è stato più difficile del compito del Maestro nel 1974.

Ora hanno 21 anni, potrei scrivere il seguito.

E peccato che non sono un fotografo e non ho immortalato quel momento in cui, con Beatrice di tre anni, siamo andati al Bambin Gesù a fare una visita oculistica. Lei seduta tutta compunta accanto a me con un vestitino grigio in sala d'attesa. Papà, che devo dire? Un momento come tanti, però... Ci pensi dopo, ma aver vissuto quel momento, con lei, ha reso la mia vita meritevole di essere vissuta.

italicbold

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* 45.263
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Citazione di: lagazzella il 07 Mar 2014, 12:08
Pubblicare e mettere a disposizione del mondo le immagini della bambina accompagnandole da un unico punto di vista.

Beh, in fondo, se ci pensi bene, tutto é narcisistico. Anche io che ora sto scrivendo a te.
Philip Toledano é un fotografo. Voleva raccontare un momento chiave nella sua vita.
Lo ha fatto con le immagini.
Fosse stato uno scrittore ci avrebbe scritto un libro, fosse stato un pittore avrebbe fatto un quadro.
Tutto, in questo senso, é narcisista.

Comunque, tornando sulla cosa, io credo che c'é un altro aspetto che é importante.
E che io, avendo condiviso la stessa esperienza di Toledano e di Porga, sento che non viene sottolineato abbastanza.
Ovvero che Loulou, come Marta, é una bambina, quindi femmina.
E per un padre l'estraniamento , é ancora più marcato. Quella stranezza di cui parla Toledano viene ancora di più messa in evidenza dal fatto che una figlia, per un padre, é veramente un pianeta sconosciuto. Da scoprire ogni giorno, in cui ogni giorno ci ritroviamo persi, dispersi,  incapaci di trovare il minimo cammino.
Per un padre, nei confronti di una figlia, non c''é neanche la consolazione, in qualche modo di aver già percorso i sentieri che potrà percorrere. Proprio un pianeta sconosciuto.
Entusiasmante e terrificante allo stesso tempo.

porgascogne

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Citazione di: italicbold il 07 Mar 2014, 12:47io, avendo condiviso la stessa esperienza di Toledano e di Porga, sento che non viene sottolineato abbastanza.
Ovvero che Loulou, come Marta, é una bambina, quindi femmina.
E per un padre l'estraniamento , é ancora più marcato. Quella stranezza di cui parla Toledano viene ancora di più messa in evidenza dal fatto che una figlia, per un padre, é veramente un pianeta sconosciuto. Da scoprire ogni giorno, in cui ogni giorno ci ritroviamo persi, dispersi,  incapaci di trovare il minimo cammino.
Per un padre, nei confronti di una figlia, non c''é neanche la consolazione, in qualche modo di aver già percorso i sentieri che potrà percorrere. Proprio un pianeta sconosciuto.

ecco
non sapevo come dirlo

l'hai detto tu
:luv:

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blow

*
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* 20.008
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Citazione di: porgascogne il 07 Mar 2014, 12:48
ecco
non sapevo come dirlo

l'hai detto tu
:luv:

ESATTAMENTE!
;)

seagull

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* 12.036
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.....e mi permetto di aggiungere, un pianeta ancor più sconosciuto quando tua figlia sta per diventare mamma lei stessa (a prescindere dalla futura gioia del divenire nonno, mia figlia è diventata un rebus in mesi recenti).

Brujita!

*
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* 11.573
Registrato
Citazione di: italicbold il 07 Mar 2014, 12:47
Beh, in fondo, se ci pensi bene, tutto é narcisistico. Anche io che ora sto scrivendo a te.
Philip Toledano é un fotografo. Voleva raccontare un momento chiave nella sua vita.
Lo ha fatto con le immagini.
Fosse stato uno scrittore ci avrebbe scritto un libro, fosse stato un pittore avrebbe fatto un quadro.
Tutto, in questo senso, é narcisista.



Quoto  :p

sigurd

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* 11.095
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Citazione di: porgascogne il 07 Mar 2014, 10:24[...]
ecco, me so' messo a piagne
mo' giro il thread alla bisiaca così se mette a piagne anch'ella

grazie Thor+Gascoigne

sigurd

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* 11.095
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p.s.: p*****io che foto

porgascogne

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sono contentone, pe'
:p

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Stiso

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* 1.709
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Citazione di: italicbold il 07 Mar 2014, 12:47
Comunque, tornando sulla cosa, io credo che c'é un altro aspetto che é importante.
E che io, avendo condiviso la stessa esperienza di Toledano e di Porga, sento che non viene sottolineato abbastanza.
Ovvero che Loulou, come Marta, é una bambina, quindi femmina.
E per un padre l'estraniamento , é ancora più marcato. Quella stranezza di cui parla Toledano viene ancora di più messa in evidenza dal fatto che una figlia, per un padre, é veramente un pianeta sconosciuto. Da scoprire ogni giorno, in cui ogni giorno ci ritroviamo persi, dispersi,  incapaci di trovare il minimo cammino.
Per un padre, nei confronti di una figlia, non c''é neanche la consolazione, in qualche modo di aver già percorso i sentieri che potrà percorrere. Proprio un pianeta sconosciuto.
Entusiasmante e terrificante allo stesso tempo.

Ho due figlie femmine, ormai adolescenti. Sottoscrivo anche la punteggiatura di quello che dice IB.

Le figlie femmine obbligano i padri ad un rapporto profondo e articolato. Non esiste il canale comunicazionale classico che potrebbe stabilirsi tra padre e figlio maschio. La leggera e non impegnativa "passaggi e tiri in porta" a villa Pamphili non può essere usata per comunicare così come è inutilizzabile la passione comune per una squadra di calcio.

Il papà, con le figlie femmine, è costretto ad impegnarsi, ad imparare una nuova lingua, a guardare con occhi nuovi.

Neal

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C'è un ulteriore elemento.
Nel momento in cui presi in braccio il mio primo figlio, sentii la responsabilità di farlo crescere nel miglior modo possibile. Quest'improvvisa responsabilità che, curiosamente, non avevo avvertito nei nove mesi precedenti, mi fece comprendere mio padre.

Nella paura che potesse capitare qualsiasi cosa a quel frugoletto, ebbi la sensazione di avere gli stessi pensieri di mio padre e riuscii finalmente comprenderlo: a vederlo per quello che era, con i suoi pregi e le sue debolezze.

Il tutto non filtrato con gli occhi da "figlio". Con lo stesso affetto ma senza i rancori di un adolescente (di quasi 40 anni) che in lui vedeva principalmente un giudice e lo specchio di quella parte di me che meno mi piaceva.

Ecco, nel diventare padre cambiò il mio modo di essere figlio. Questo fu il maggiore sgomento che provai.

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