La cucina italiana e la tradizione

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Offline Lativm88

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La cucina italiana e la tradizione
« il: 27 Mar 2023, 15:45 »
Prendo spunto dall'ormai incredibile eco che ha avuto l'articolo pubblicato sul Financial Times circa le bugie alla base della cucina tradizionale italiana per sapere cosa ne pensate.

Qui ci sono molti topic dedicati al cibo, sono curioso di sentire la vostra.


Re:La cucina italiana e la tradizione
« Risposta #1 il: 27 Mar 2023, 16:15 »
mah, l'articolo l'ho letto (come riportato dai media italiani). mi sembra più sensazionalistico che di sostanza, col titolo un po' tirato per il collo.
che l'origine della carbonara sia dibattuta, ci sta.
del parmigiano dice una cosa ben precisa: che in italia ha avuto una sua evoluzione che lo ha allontanato dalla sua forma originaria. poi che nel wisconsin ci sia un formaggio più simile all'antico parmigiano rispetto a quello attuale, ci può stare, perché no. Io mi stupisco ogni volta se penso che dalla combinazione di due soli ingredienti possano essere nati così tanti formaggi diversi. che ce ne siano di simili mi pare statisticamente scontato.

Re:La cucina italiana e la tradizione
« Risposta #2 il: 27 Mar 2023, 16:19 »
abusiamo di carboidrati/zuccheri.
altro non so.

Offline Lativm88

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Re:La cucina italiana e la tradizione
« Risposta #3 il: 27 Mar 2023, 16:27 »
Quello che io trovo di vero è che l'integralismo culinario sia una cosa abbastanza recente.

A cosa sia dovuto, non lo so, ma io ricordo (non sono vecchissimo) che nella mia infanzia la maggior parte dei ristoranti (buoni o meno) proponevano un'astratta cucina panitaliana.

L'attenzione al prodotto locale è molto, molto più recente. Io credo che di vero c'è che, passato il boom dell'industrializzazione e della standardizzazione dei prodotti (una sola varietà di mela perché più bella a vedersi, magari trentina etc) si sia cominciato a scavare all'indietro sia per il recupero di alcune colture che stavano soccombendo alla standardizzazione gastronomica perché non facilmente replicabili o reperibili, sia perché si cercava di dare nobiltà alla cucina stessa.

Quindi se da un lato si recuperava, dall'altro si inventava di sana pianta o si cercava di rendere un piatto tradizionale quello che era solo per la festa o le occasioni molto speciali. Con tutte le micro differenze che ogni cucina d'Italia aveva da una frazione all'altra.

Però sono non so se riesco ad essere daccot con lo storico del cibo Grandi quando dice che è la fase di cucina standard panitaliana ad essere la "tradizione" dalla quale abbiamo inventato poi le ricette tradizionali (salvo alcuni esempi davvero inventati dopo la seconda guerra) e non invece che sia stata quella fase ad essere "eccezionale" per la tensione alla standardizzazione delle colture e l'industrializzazione dei processi che hanno, invece, interrotto una tradizionale culinaria che, adesso, riprendiamo anche inventandola in alcune parti.
 

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