che non c'entra nulla con il romanzo ma con lo stato d'animo di quando nonostante non manchi all'apparenza nulla qualcosa dentro è spezzato, vuoto e allora si cerca di riempirlo cercando qualcosa che ci faccia sentire migliori.
a quantoi è accaduto?
A me.
Guardando il film tirato dall'omonimo romanzo.
Me s'era sfrantumato lo scroto dalla noia.
A tutti credo manchi qualcosa, la felicità completa data dal sentirsi completamente appagati non credo sia di questo mondo.
Tocca sempre fa i conti con il: chi si accontenta gode...
dipende sempre co' che cosa li vuoi riempire, 'sti vuoti
Citazione di: italicbold il 24 Set 2013, 12:13
A me.
Guardando il film tirato dall'omonimo romanzo.
Me s'era sfrantumato lo scroto dalla noia.
idem, e come venditore di libri usati cerco di sconsigliarlo contro i miei interessi, ma mi capitano tutte insegnanti estasiate dalla trama, quindi ultimamente dico che non l'ho letto :p
Non ho letto il film e non ho visto il romanzo :).
Però il topic sembra il topolino che potrebbe partorire il vulcano. Le vie per essere felici...? Non sono d'accordo con chi rimanda ad un altro mondo (che non nego).
L'insoddisfazione? Parliamone.
Citazione di: Azzurra il 24 Set 2013, 12:11
che non c'entra nulla con il romanzo ma con lo stato d'animo di quando nonostante non manchi all'apparenza nulla qualcosa dentro è spezzato, vuoto e allora si cerca di riempirlo cercando qualcosa che ci faccia sentire migliori.
a quantoi è accaduto?
tutti i giorni.
comunque prima di svaccare il topic di Azzurra, che poi me pista, anche io mi sento spesso così e allora mi viene in mente sempre la canzone talk dei Coldplay...Do you feel like a puzzle, you can't find your missing piece?...
Panza, io intendo felici perchè appagati. Se tu senti che non ti manca nulla e sei felice per questo, bella per te.
Io mi alzo tutte le mattine co na certa smania.....ma forse è carattere.
Citazione di: Giorgio 1971 il 24 Set 2013, 13:02
Panza, io intendo felici perchè appagati. Se tu senti che non ti manca nulla e sei felice per questo, bella per te.
Io mi alzo tutte le mattine co na certa smania.....ma forse è carattere.
e chi ha detto che io sia felice? Magara, però ci provo qui ed ora, sempre. E' forse una tela di penelope. Ci si deve lavorare.
Citazione di: italicbold il 24 Set 2013, 12:13
A me.
Guardando il film tirato dall'omonimo romanzo.
Me s'era sfrantumato lo scroto dalla noia.
:lol: :lol: :lol: :lol:
dici che me lo posso risparmià eh?
Citazione di: primodrudi il 24 Set 2013, 13:02
comunque prima di svaccare il topic di Azzurra, che poi me pista, anche io mi sento spesso così e allora mi viene in mente sempre la canzone talk dei Coldplay...Do you feel like a puzzle, you can't find your missing piece?...
io non ti ho mai pistato al massimo minacciato :x :)
Citazione di: iDresda il 24 Set 2013, 13:32
:lol: :lol: :lol: :lol:
dici che me lo posso risparmià eh?
Avoja!
Citazione di: Azzurra il 24 Set 2013, 14:14
io non ti ho mai pistato al massimo minacciato :x :)
metto le manO avanti, nse sa mai :)
mi è successo spesso.. al momento no, non mi lamento :p
Citazione di: Azzurra il 24 Set 2013, 12:11
che non c'entra nulla con il romanzo ma con lo stato d'animo di quando nonostante non manchi all'apparenza nulla qualcosa dentro è spezzato, vuoto e allora si cerca di riempirlo cercando qualcosa che ci faccia sentire migliori.
a quantoi è accaduto?
io non ho capito :(
ci pensavo ogni volta che mi chiudevo in bagno con l'intrepido da ragazzino........
il mio periodo è di totale stordimento. A volte penso di non esser nemmeno in diretta. Me sarvo cor pilota automatico.
Ho lucidi intervalli, ma boh, ci sono stati periodi migliori. Credo.
Citazione di: porgascogne il 24 Set 2013, 12:29
dipende sempre co' che cosa li vuoi riempire, 'sti vuoti
che perla :lol:
(con la e! :DD)
Citazione di: Azzurra il 24 Set 2013, 12:11
che non c'entra nulla con il romanzo ma con lo stato d'animo di quando nonostante non manchi all'apparenza nulla qualcosa dentro è spezzato, vuoto e allora si cerca di riempirlo cercando qualcosa che ci faccia sentire migliori.
a quantoi è accaduto?
se è spezzato non è vuoto.
Il matematico Curtis Cooper della University of Central Missouri, negli Stati Uniti, ha annunciato di avere identificato il più grande numero primo fino a ora calcolato. Il numero è composto da 17.425.170 cifre e se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte. Il nuovo numero primo, che per la precisione corrisponde a 257.885.161-1, ne ha superato uno identificato cinque anni fa dalla University of California di Los Angeles.
In matematica, un numero primo è un numero naturale maggiore di 1 che può essere diviso solamente per 1 e per se stesso. Quindi 2, 3, 5, 7, 11, 13... sono tutti numeri primi, mentre 4, 6, 8... non lo sono perché possono essere divisi per più numeri, e sono quindi detti composti. I numeri primi sono tutti dispari (i pari sono sempre divisibili per 2) a parte il 2, unico numero pari che può essere diviso solo per 1 e per se stesso. Il numero primo trovato da Cooper è quindi un lunghissimo numero dispari che si ottiene moltiplicando il 2 per se stesso per 57.885.161 di volte e sottraendo infine un'unità che lo rende dispari e non divisibile, se non per se stesso e per 1.
Il nuovo numero primo più lungo conosciuto deriva dalla Great Internet Mersenne Prime Search (GIMPS), un progetto di calcolo distribuito (tanti computer in rete che insieme fanno i calcoli) nato con lo scopo di ricercare i "numeri primi di Mersenne", cioè quei numeri primi che hanno forma 2p-1, dove "p" è a sua volta un numero primo. Il progetto va avanti da 16 anni circa e ha consentito di scoprire 13 numeri primi di Mersenne, su un totale di 48 numeri di Mersenne noti. Il teologo e matematico francese Marin Mersenne tra il XVI e il XVII secolo compilò una prima lista di numeri nella forma 2n-1. Buona parte dei numeri di Mersenne non sono primi, ma il sistema è comunque uno dei migliori conosciuti per calcolare e identificare nuovi numeri divisibili solo per loro stessi e per 1.
Come spiega Konstantin Kakaes su Slate, anche se i matematici non possono determinare se un numero molto grande è primo fino a quando non hanno fatto i calcoli, la distribuzione statistica dei numeri primi è ben conosciuta. Alla determinazione di come sono distribuiti, i matematici arrivarono dopo secoli di analisi, realizzando infine il cosiddetto "teorema dei numeri primi", che dà una descrizione (seppure approssimativa) di come sono distribuiti i primi nella successione dei numeri. Mentre cercavano di capirci di più sui numeri primi, i matematici identificarono molte altre proprietà matematiche, a partire da quelle dei numeri reali (quelli con uno sviluppo decimale, cioè con la virgola).
La teoria dei numeri primi fu dimostrata in maniera indipendente alla fine dell'Ottocento da due matematici, il francese Jacques Hadmard e il belga Charles Jean de la Vallée-Poussin. Nei decenni successivi il tema dei primi fu affrontato da molti matematici, con grandi discussioni, ma senza notevoli progressi nella pratica. Le cose cambiarono alla fine degli anni Settanta quando un gruppo di docenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT) pubblicò una ricerca descrivendo un nuovo algoritmo, chiamato RSA dai nomi dei suoi tre ideatori (Ron Rivest, Adi Shamir e Leonard Adelman).
Nel loro studio, i ricercatori ipotizzavano la creazione di un cifrario asimmetrico composto da chiavi pubbliche. Il sistema si basa su due chiavi distinte, una usata per cifrare e l'altra per decifrare i messaggi. Anche se le due chiavi sono dipendenti, da una non è possibile risalire all'altra e viceversa. Molti dei sistemi di cifratura che usiamo ancora oggi, specialmente su Internet, sono derivati dall'algoritmo RSA, che si basa in buona parte sulla conoscenza dei grandi numeri primi.
I primi suscitano da sempre molto interesse da parte dei matematici perché in un certo senso mostrano una struttura nascosta e poco scontata del mondo che ci sta intorno. Tra le funzioni più interessanti sul tema c'è la funzione zeta di Riemann, che ha molta importanza per quanto riguarda la teoria analitica dei numeri e di conseguenza per la fisica, per il calcolo delle probabilità e per la statistica. La funzione deve il suo nome al matematico e fisico tedesco Bernhard Riemann, che nella seconda metà dell'Ottocento ipotizzò una relazione tra gli zeri e la distribuzione dei numeri primi, la cosiddetta "congettura di Riemann".
La congettura è considerata il più importante problema aperto della matematica e c'è un premio da un milione di dollari per chi riuscirà a risolverlo, messo in palio dal Clay Mathematics Institute di Cambridge, Massachusetts (Stati Uniti). Se fosse dimostrata, la congettura di Riemann avrebbe grandi conseguenze sulla teoria dei numeri primi. La scoperta di un singolo enorme primo non ha particolari ripercussioni sulle nostre conoscenze del mondo. La loro successione potrebbe, però, aiutare i matematici a capire meglio come sono distribuiti e se vi siano particolari schemi ricorrenti.
Citazione di: orchetto il 24 Set 2013, 14:53
Il matematico Curtis Cooper della University of Central Missouri, negli Stati Uniti, ha annunciato di avere identificato il più grande numero primo fino a ora calcolato. Il numero è composto da 17.425.170 cifre e se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte. Il nuovo numero primo, che per la precisione corrisponde a 257.885.161-1, ne ha superato uno identificato cinque anni fa dalla University of California di Los Angeles.
In matematica, un numero primo è un numero naturale maggiore di 1 che può essere diviso solamente per 1 e per se stesso. Quindi 2, 3, 5, 7, 11, 13... sono tutti numeri primi, mentre 4, 6, 8... non lo sono perché possono essere divisi per più numeri, e sono quindi detti composti. I numeri primi sono tutti dispari (i pari sono sempre divisibili per 2) a parte il 2, unico numero pari che può essere diviso solo per 1 e per se stesso. Il numero primo trovato da Cooper è quindi un lunghissimo numero dispari che si ottiene moltiplicando il 2 per se stesso per 57.885.161 di volte e sottraendo infine un'unità che lo rende dispari e non divisibile, se non per se stesso e per 1.
Il nuovo numero primo più lungo conosciuto deriva dalla Great Internet Mersenne Prime Search (GIMPS), un progetto di calcolo distribuito (tanti computer in rete che insieme fanno i calcoli) nato con lo scopo di ricercare i "numeri primi di Mersenne", cioè quei numeri primi che hanno forma 2p-1, dove "p" è a sua volta un numero primo. Il progetto va avanti da 16 anni circa e ha consentito di scoprire 13 numeri primi di Mersenne, su un totale di 48 numeri di Mersenne noti. Il teologo e matematico francese Marin Mersenne tra il XVI e il XVII secolo compilò una prima lista di numeri nella forma 2n-1. Buona parte dei numeri di Mersenne non sono primi, ma il sistema è comunque uno dei migliori conosciuti per calcolare e identificare nuovi numeri divisibili solo per loro stessi e per 1.
Come spiega Konstantin Kakaes su Slate, anche se i matematici non possono determinare se un numero molto grande è primo fino a quando non hanno fatto i calcoli, la distribuzione statistica dei numeri primi è ben conosciuta. Alla determinazione di come sono distribuiti, i matematici arrivarono dopo secoli di analisi, realizzando infine il cosiddetto "teorema dei numeri primi", che dà una descrizione (seppure approssimativa) di come sono distribuiti i primi nella successione dei numeri. Mentre cercavano di capirci di più sui numeri primi, i matematici identificarono molte altre proprietà matematiche, a partire da quelle dei numeri reali (quelli con uno sviluppo decimale, cioè con la virgola).
La teoria dei numeri primi fu dimostrata in maniera indipendente alla fine dell'Ottocento da due matematici, il francese Jacques Hadmard e il belga Charles Jean de la Vallée-Poussin. Nei decenni successivi il tema dei primi fu affrontato da molti matematici, con grandi discussioni, ma senza notevoli progressi nella pratica. Le cose cambiarono alla fine degli anni Settanta quando un gruppo di docenti del Massachusetts Institute of Technology (MIT) pubblicò una ricerca descrivendo un nuovo algoritmo, chiamato RSA dai nomi dei suoi tre ideatori (Ron Rivest, Adi Shamir e Leonard Adelman).
Nel loro studio, i ricercatori ipotizzavano la creazione di un cifrario asimmetrico composto da chiavi pubbliche. Il sistema si basa su due chiavi distinte, una usata per cifrare e l'altra per decifrare i messaggi. Anche se le due chiavi sono dipendenti, da una non è possibile risalire all'altra e viceversa. Molti dei sistemi di cifratura che usiamo ancora oggi, specialmente su Internet, sono derivati dall'algoritmo RSA, che si basa in buona parte sulla conoscenza dei grandi numeri primi.
I primi suscitano da sempre molto interesse da parte dei matematici perché in un certo senso mostrano una struttura nascosta e poco scontata del mondo che ci sta intorno. Tra le funzioni più interessanti sul tema c'è la funzione zeta di Riemann, che ha molta importanza per quanto riguarda la teoria analitica dei numeri e di conseguenza per la fisica, per il calcolo delle probabilità e per la statistica. La funzione deve il suo nome al matematico e fisico tedesco Bernhard Riemann, che nella seconda metà dell'Ottocento ipotizzò una relazione tra gli zeri e la distribuzione dei numeri primi, la cosiddetta "congettura di Riemann".
La congettura è considerata il più importante problema aperto della matematica e c'è un premio da un milione di dollari per chi riuscirà a risolverlo, messo in palio dal Clay Mathematics Institute di Cambridge, Massachusetts (Stati Uniti). Se fosse dimostrata, la congettura di Riemann avrebbe grandi conseguenze sulla teoria dei numeri primi. La scoperta di un singolo enorme primo non ha particolari ripercussioni sulle nostre conoscenze del mondo. La loro successione potrebbe, però, aiutare i matematici a capire meglio come sono distribuiti e se vi siano particolari schemi ricorrenti.
non ce la faccio. Un riassuntino?
Citazione di: Azzurra il 24 Set 2013, 12:11
..nonostante non manchi all'apparenza nulla qualcosa dentro è spezzato, vuoto e allora si cerca di riempirlo cercando qualcosa che ci faccia sentire migliori.
seriamente..
si, può capitare e mi ci son trovata..
riempire quel vuoto cercando nuovi stimoli viene naturale e aiuta sicuramente a passare il "momento no"..
però poi, ciò che serve davvero per quel qualcosa dentro che si è spezzato, è analizzare i motivi del proprio malessere, e capire quel "nonostante" ... per la mia esperienza meglio affrontare se manca qualcosa oltre l'apparenza :))
Citazione di: Panzabianca il 24 Set 2013, 15:04
non ce la faccio. Un riassuntino?
I numeri primi , crescendo , soffrono sempre più spesso di solitudine .
Citazione di: Splash21 il 24 Set 2013, 15:06
I numeri primi , crescendo , soffrono sempre più spesso di solitudine .
Grazie Splash, illuminante :)
Citazione di: orchetto il 24 Set 2013, 14:53Il numero è composto da 17.425.170 cifre e se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte. Il nuovo numero primo, che per la precisione corrisponde a 257.885.161-1 [...]
'sta parte è meglio riscriverla così:
Il numero è composto da 17.425.170 cifre e se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte. Il nuovo numero primo, che per la precisione corrisponde a 2
57.885.161-1 [...]
8)
tanto pe' rompe er cazzo, eh
Citazione di: iDresda il 24 Set 2013, 13:32
:lol: :lol: :lol: :lol:
dici che me lo posso risparmià eh?
il film non l'ho visto, ma il romanzo m'è piaciuto assà!
siamo spesso soli; e altrettanto spesso ci caghiamo sotto quando troviamo qualcuno che ci accompagni...
Citazione di: emi-grato il 24 Set 2013, 23:56
il film non l'ho visto, ma il romanzo m'è piaciuto assà!
siamo spesso soli; e altrettanto spesso ci caghiamo sotto quando troviamo qualcuno che ci accompagni...
a proposito di cagarsi sotto, provate a farvi operare all'intestino poi ne riparliamo,
altro che accompagnamenti
:x :=))
Citazione di: emi-grato il 24 Set 2013, 23:56
altrettanto spesso ci caghiamo sotto quando troviamo qualcuno che ci accompagni...
e si finisce per allontanarlo e rimanere di nuovo...
Citazione di: sigurd il 24 Set 2013, 18:14
'sta parte è meglio riscriverla così:
Il numero è composto da 17.425.170 cifre e se fosse scritto per intero in un file di testo di un computer occuperebbe circa 22,5 megabyte. Il nuovo numero primo, che per la precisione corrisponde a 257.885.161-1 [...]
8)
tanto pe' rompe er cazzo, eh
Provo a rompere un po' anch'io e chiedo a te che mi sembri particolarmente ferrato in materia.
Mi sembra di capire che matematici in molte università nel mondo investano tempo, intelligenza e risorse per individuare numeri primi sempre più grandi.
Mi sembra anche di capire che siano talmente bravi da riuscirci fino ad individuare il numero 2
57.885.161-1
Bello.
La mia domanda è ovvia: ora che sappiamo che esiste il numero primo 2
57.885.161-1 cosa ci facciamo?
Citazione di: orchetto il 24 Set 2013, 14:53
Il matematico Curtis Cooper della University of Central Missouri, negli Stati Uniti, ha annunciato di avere identificato il più grande numero primo fino a ora calcolato.
(http://i1.ytimg.com/vi/JpJ0V15hOMU/hqdefault.jpg)
Citazione di: orchetto il 24 Set 2013, 14:53
Il matematico Curtis Cooper della University of Central Missouri, negli Stati Uniti, ha annunciato di avere identificato il più grande numero primo fino a ora calcolato. Il numero è 71 ..
Citazione di: porgascogne il 24 Set 2013, 14:50
tu mi capisci
sennò è brutto assai :DD
comunque i numeri primi mi hanno fatto venire in mente questo "caso"
http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,14046.80.html (http://www.lazio.net/forum/index.php/topic,14046.80.html)
Citazione di: Neal il 25 Set 2013, 12:49
Provo a rompere un po' anch'io e chiedo a te che mi sembri particolarmente ferrato in materia.
prima inesattezza. La più grave :)
Citazione di: Neal il 25 Set 2013, 12:49
Mi sembra di capire che matematici in molte università nel mondo investano tempo, intelligenza e risorse per individuare numeri primi sempre più grandi.
non è così. C'è una sorta di club internazionale di gente che presta parte della propria capacità di calcolo per trovare questi numeri primi. E' un lavoro che fanno decine di milioni di processori in giro per il mondo, non degli umani.
Quello che fanno i matematici - quelli di loro che si occupano di queste cose, intendo - è cercare di sapere qualcosa di più su questi numeri primi.
Un giorno,
forse, qualcuno dimostrerà una di queste tre cose:
1. l'ipotesi di Riemann è vera;
2. l'ipotesi di Riemann è falsa;
3. l'ipotesi di Riemann è indifferente.
Costui avrà il proprio nome scritto nella storia della matematica a caratteri cubitali, e il mondo inizierà a cercare nuove idee per la crittografia.
E adesso attendiamo che Cartesio mi faccia il culo 8)
Citazione di: iDresda il 24 Set 2013, 13:32
:lol: :lol: :lol: :lol:
dici che me lo posso risparmià eh?
Lascia perde.
Ma sul serio.
C'e' una mia recensione in merito al film.
Una cosa inguardabile.
Se provi a guardarlo come film serio.
Se invece lo guardi con l'occhio innamorato del trash, allora potresti vivere momenti indimenticabili.
Citazione di: sigurd il 26 Set 2013, 22:17
1. l'ipotesi di Riemann è vera;
2. l'ipotesi di Riemann è falsa;
3. l'ipotesi di Riemann è indifferente.
ma chi cazzo è?