ESCLUSIVA - Filomeno (Radio LT3 di Rosario): "Vi racconto il vero Bielsa. Alla Lazio sa di poter lasciare il segno..."
Un'icona. Un metodo per gli addetti ai lavori. In Argentina, certamente, un fenomeno popolare. Chiamatelo pure 'Bielsismo', e siamo sicuri che dalle parti di Rosario sapranno dirvi di cosa si tratta. L'unico uomo ancora in vita ad avere uno stadio intitolato a suo nome: El Coloso del Parque, tempio del Newell's Old Boys, ribattezzato nel 2009 'Estadio Marcelo Bielsa', in onore proprio del tecnico che rivoluzionò il club e tutto il calcio albiceleste, regalando all'anima 'Leprosa' della città il Campionato Apertura del '90 e il Clausura del '92. El Loco Bielsa. Se n'è parlato molto di lui in questi giorni, tra follie narrate e mai confermate, video motivazionali carpiti in Francia ai tempi del Marsiglia e i tanti attestati di stima di chi lo ha conosciuto sul campo. Per conoscere ancora più da vicino il principale candidato alla panchina biancoceleste, la redazione de
Lalaziosiamonoi.it ha contattato il noto giornalista argentino Nico Filomeno, speaker radiofonico di Radio LT3 e grande conoscitore di Bielsa e di tutto il mondo Newell's Old Boys.
Che ricordi personali ha di Bielsa? A Rosario è quasi un mito...
"Bielsa ha lasciato qui un ricordo indelebile, soprattutto per i risultati ottenuti al Newell's e per aver dato il via ad una vera e propria scuola di pensiero calcistica. Con Marcelo come tecnico la squadra ha offerto il miglior calcio della sua storia e per poco non vince anche la Copa Libertadores. A Rosario, Bielsa non è solo un ricordo, ma un presente (lo stadio è intitolato a lui) e anche un futuro, per le speranze di rivederlo ancora un giorno su quella panchina. I rosarini non dimenticheranno mai quella volta che nel 2009 preferì non essere nominato 'cittadino illustre' perché quella nomina avrebbe poi occupato un posto troppo importante per la sua vita. Questo la dice lunga sul valore della sua persona".
Non ha vinto molto nella sua carriera, eppure tutti i giocatori che ha allenato hanno ancora un ottimo ricordo di lui. Perché seconde lei?
"I giocatori si ricordano di lui non solo per la sua metodologia di gioco o per gli allenamenti, ma anche per il suo modo di gestire il gruppo. È un allenatore capace di alzare il telefono semplicemente per salutare o ringraziare un giocatore del passato che ha allenato ai suoi inizi di carriera. Ha questo dono innato di stabilire una distanza professionale con i calciatori, ma allo stesso tempo di dimostrare loro affetto con un gesto o una parola al momento opportuno".
È soprannominato 'El Loco'. Può raccontarci qualche aneddoto della sua 'follia'? Ad esempio in Italia si racconta che è solito alzarsi di notte per provare gli schemi tattici con i suoi collaboratori...
"Poche storie raccontate su di lui hanno avuto poi conferma. Quando era ct dell'Argentina si diceva che si alzava alle 4 di mattina per comminare all'interno della sede di Ezeiza (quartier generale della nazionale Albiceleste, ndr) con lo scopo di pianificare le partite e gli eventuali convocati. Durante la sua infanzia fu fermato dalle forze dell'ordine per aver giocato a pallone nel quartiere con i suoi amici. Una volta rilasciato, non volle abbandonare il commissariato finché non gli fu restituito anche il pallone per ricominciare la partita interrotta. O quella volta che in Messico, da allenatore dell'Atlas di Guadalajara, andò da Ricardo Lunari (appena acquistato dall'Universidad Católica in Cile, per 1 milione di dollari) e gli disse: "Io voglio soltanto che tu sappia che non vali un milione di dollari... vai pure ad allenarti tranquillamente". Sì, anche questo è Bielsa".
Abbiamo visto i tanti video motivazionali diffusi sul web, soprattutto quelli del suo periodo a Marsiglia. È questo il 'Bielsismo' o c'è dell'altro?
"Il Bielsismo è molto più di un video motivazionale. È il calcio giorno per giorno, minuto per minuto, così lo vive Bielsa. È innovazione, il creare nuove idee. Il Bielsismo è il perfezionamento costante di una scuola di pensiero che è nata a partire dall'inizio della sua carriera con Jorge Griffa, suo storico collaboratore".
Si dice che scelga sempre squadre specifiche, per storia, tradizione o caratteristiche. La Lazio può essere la destinazione adeguata per lui? Può far bene in un campionato complicato come quello italiano?
"Nessuno può dire quale sia il club giusto per Bielsa. Chi avrebbe mai detto che sarebbe andato ad allenare l'Athletic Bilbao o l'Olympique Marsiglia? Penso che se Bielsa dirà sì alla Lazio sarà perché si sentirà sicuro di poter fare un gran lavoro nel campionato italiano, adattandosi alle caratteristiche dei suoi giocatori, imponendo però un ritmo di allenamento e un principio di gioco. Ha avuto successo nel calcio argentino e spagnolo, ha rinnovato lo stile di gioco in Cile e ha emozionato i francesi!".
da lalaziosonoloro