Con la filosofia, l'impostazione e le possibilità economiche che ha, Lotito sbaglia sempre a non vendere i giocatori davanti a una buona offerta. Trattenere a lungo un calciatore che vuole andare a guadagnare di più da un'altra parte significa vederlo giocare a pene di canide fino a ridosso della scadenza del suo contratto, per poi andarsene a due spicci, a parametro zero, o finire addirittura il suo rapporto con la Lazio con una causa in tribunale. Gli unici rinnovi di giocatori "appetibili" riusciti finora a Lotito sono quelli di Zauri, che con il contratto nuovo è improvvisamente diventato una pippa, e di Radu, ottimo difensore, ottimo elemento per lo spogliatoio, ma troppo spesso infortunato per diventare una colonna della squadra. Il rinnovo di Ledesma sappiamo per quali traversie sia passato, un buon rinnovo che abbiamo fatto è stato quello di Mauri. Per il resto, le permanenze lunghe non sono mai state vantaggiose, da Pandev, allo stesso Rocchi, che ha avuto un rendimento eccellente con il primo contratto, e assai più discutibile con il secondo. Una squadra che si autofinanzia non può permettersi di lanciare un giocatore ai massimi livelli, magari pagando già (proporzionalmente alle sue finanze) molto il cartellino, per poi trattenerlo triplicandogli l'ingaggio: Hernanes andava ceduto a giugno, senza aspettare offerte folli, non siamo la riomma e non abbiamo alle spalle Cosa Nostra. Il mancato dinamismo sul mercato degli ultimi anni, secondo me, dipende molto dalla riluttanza a cedere, prova ne sia l'età media della rosa di quest'anno. L'ultima sessione proficua di mercato, quella che portò Marchetti, Lulic e Klose, è seguita alla cessione di Kolarov (12 mesi prima) e a quella di Lichtsteiner.