Mercato estivo 2018: fase operativa 01 luglio - 17 Agosto

Aperto da Duca, 08 Lug 2018, 19:18

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IL_CICLONE

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Citazione di: sorazio il 07 Ago 2018, 09:12
ché significa un accordo di mesi fa?

Da novembre scorso che me lo dice......

sorazio

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Citazione di: IL_CICLONE il 07 Ago 2018, 09:21
Da novembre scorso che me lo dice......
ma cosa staremmo aspettando in tutto ciò?

Kobra

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Citazione di: arturo il 07 Ago 2018, 09:17
trovate l'articolo che sto fenomeno ha scritto per lo stesso giornale demmerda tuttosporc del 31 luglio 2017 , che se famo 4 risate. 8)

Lazio, il non mercato e quel tabù di nome Juventus
Mercato e Supercoppa: lo strano avvicinamento dei biancocelesti al big match con i bianconeri. Keita e non solo, quanti dubbi in casa Lazio
lunedì 31 luglio 2017
Claudio Chiarini

TORINO - Uno strano mercato, quello della Lazio. Ma, guardando al passato, neppure troppo. Parliamo di corsi e ricorsi storici, di eventi che si succedono puntualmente da quando è iniziata l'era Lotito. Il ciclo è questo: se un anno la squadra va bene e raggiunge, quando addirittura non supera, gli obbiettivi prefissati ad inizio stagione, la stagione successiva sarà inevitabilmente un flop. Dunque, visto che lo scorso campionato è stato raggiunto l'obiettivo Europa League, condito per giunta da una insperata quanto intrepida finale di Coppa Italia, persa contro gli imbattibili della Juve, ma gustosissima perché conquistata eliminando i rivali cittadini della Roma, questo sarà inevitabilmente l'anno del flop.
E se il buon giorno si vede dal mattino, la cattiva stagione è preannunciata dal mercato. La Lazio ha perso Biglia, il suo capitano nonché metronomo di centrocampo, finito al Milan, e sta per perdere due dei suoi gioielli più preziosi: Keita Balde e de Vrij, destinati con tutta probabilità alla Juventus in cambio di un cinquantino globale (se andrà bene).
E chi è arrivato, o arriverà, al loro posto? Lucas Leiva per Biglia, ma il brasiliano è un mediano. Punto. Inzaghi, conscio della perdita di Keita e altrettanto cosciente che nessun degno sostituto sarà acquistato, ha subito provveduto al cambio di modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 con l'avanzamento di FA10, al secolo Felipe Anderson, al ruolo di seconda punta. Ma questa coperta risulterà troppo corta allorquando partirà anche de Vrij, unico dominante difensivo a disposizione del tecnico biancoceleste, che neppure verrà degnamente sostituito sul mercato.
In nome di quale strategia tutto ciò? Nel nome della strategia della valorizzazione della rosa e del tetto agli ingaggi imposto da Lotito. Leiva a parte, pertanto, sono stati acquistati solo giocatori di secondo piano, alias riserve. Marusic per dare respiro a Basta; Caicedo, uno che ha una media realizzativa simile a quella del reietto Djordjevic e una vaga simiglianza col buon Makinwa, per dare respiro a Immobile; Di Gennaro, buon jolly di centrocampo. Per il resto l'idea del duo Lotito-Tare pare essere quella di valorizzare i giovani. In pole position ci sono Murgia, Lombardi, Palombi e Luiz Felipe (quest'ultimo 1 presenza in Primavera e 7 presenze condite da 1 gol in B con la maglia della Salernitana, collezionate complessivamente in Italia). In caso di improvvise emergenze magari si provvederà a rispolverare elementi arrivati anni fa in pompa magna come il "Coco" Perea (detto anche "il Cavani colombiano") e Mauricio, che ad oggi stentano a trovare collocazione persino in prestito gratuito.Ma quest'anno, chissà come mai, gli ultras laziali, che sino a pochi mesi fa vedevano Lotito come il fumo agli occhi, sembrano essere tutti contenti. Stranezze del calcio.
Comunque una prima verifica circa la bontà, o meno, delle strategie del duo Lotito-Tare la si potrà avere tra pochi giorni, il 13 agosto, in occasione della sfida impossibile: la finale di Supercoppa italiana quando la Lazio si ritroverà di fronte la sua bestia nera storica, quella Juventus contro la quale non vince dal lontanissimo dicembre 2003 (2-0 all'Olimpico firmato da Corradi e Fiore). Poi 13 anni senza più vittorie: nelle successive 23 sfide 17 sconfitte e appena 6 pareggi. La numerologia è interessante: il 13, il 17 e il 23 sono tre numeri legati alla sorte, buona o cattiva. A chi arriderà stavolta la fortuna? 



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Citazione di: Kobra il 07 Ago 2018, 09:28
Lazio, il non mercato e quel tabù di nome Juventus
Mercato e Supercoppa: lo strano avvicinamento dei biancocelesti al big match con i bianconeri. Keita e non solo, quanti dubbi in casa Lazio
lunedì 31 luglio 2017
Claudio Chiarini

TORINO - Uno strano mercato, quello della Lazio. Ma, guardando al passato, neppure troppo. Parliamo di corsi e ricorsi storici, di eventi che si succedono puntualmente da quando è iniziata l'era Lotito. Il ciclo è questo: se un anno la squadra va bene e raggiunge, quando addirittura non supera, gli obbiettivi prefissati ad inizio stagione, la stagione successiva sarà inevitabilmente un flop. Dunque, visto che lo scorso campionato è stato raggiunto l'obiettivo Europa League, condito per giunta da una insperata quanto intrepida finale di Coppa Italia, persa contro gli imbattibili della Juve, ma gustosissima perché conquistata eliminando i rivali cittadini della Roma, questo sarà inevitabilmente l'anno del flop.
E se il buon giorno si vede dal mattino, la cattiva stagione è preannunciata dal mercato. La Lazio ha perso Biglia, il suo capitano nonché metronomo di centrocampo, finito al Milan, e sta per perdere due dei suoi gioielli più preziosi: Keita Balde e de Vrij, destinati con tutta probabilità alla Juventus in cambio di un cinquantino globale (se andrà bene).
E chi è arrivato, o arriverà, al loro posto? Lucas Leiva per Biglia, ma il brasiliano è un mediano. Punto. Inzaghi, conscio della perdita di Keita e altrettanto cosciente che nessun degno sostituto sarà acquistato, ha subito provveduto al cambio di modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 con l'avanzamento di FA10, al secolo Felipe Anderson, al ruolo di seconda punta. Ma questa coperta risulterà troppo corta allorquando partirà anche de Vrij, unico dominante difensivo a disposizione del tecnico biancoceleste, che neppure verrà degnamente sostituito sul mercato.
In nome di quale strategia tutto ciò? Nel nome della strategia della valorizzazione della rosa e del tetto agli ingaggi imposto da Lotito. Leiva a parte, pertanto, sono stati acquistati solo giocatori di secondo piano, alias riserve. Marusic per dare respiro a Basta; Caicedo, uno che ha una media realizzativa simile a quella del reietto Djordjevic e una vaga simiglianza col buon Makinwa, per dare respiro a Immobile; Di Gennaro, buon jolly di centrocampo. Per il resto l'idea del duo Lotito-Tare pare essere quella di valorizzare i giovani. In pole position ci sono Murgia, Lombardi, Palombi e Luiz Felipe (quest'ultimo 1 presenza in Primavera e 7 presenze condite da 1 gol in B con la maglia della Salernitana, collezionate complessivamente in Italia). In caso di improvvise emergenze magari si provvederà a rispolverare elementi arrivati anni fa in pompa magna come il "Coco" Perea (detto anche "il Cavani colombiano") e Mauricio, che ad oggi stentano a trovare collocazione persino in prestito gratuito.Ma quest'anno, chissà come mai, gli ultras laziali, che sino a pochi mesi fa vedevano Lotito come il fumo agli occhi, sembrano essere tutti contenti. Stranezze del calcio.
Comunque una prima verifica circa la bontà, o meno, delle strategie del duo Lotito-Tare la si potrà avere tra pochi giorni, il 13 agosto, in occasione della sfida impossibile: la finale di Supercoppa italiana quando la Lazio si ritroverà di fronte la sua bestia nera storica, quella Juventus contro la quale non vince dal lontanissimo dicembre 2003 (2-0 all'Olimpico firmato da Corradi e Fiore). Poi 13 anni senza più vittorie: nelle successive 23 sfide 17 sconfitte e appena 6 pareggi. La numerologia è interessante: il 13, il 17 e il 23 sono tre numeri legati alla sorte, buona o cattiva. A chi arriderà stavolta la fortuna?
Che merda. Spero gli sia andata tutta per traverso già con la supercoppa. Per me è lazialunto, non stercoraro. C'è tutto l'armamentario


sorazio

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Sì, ma il MU deve mettere soldi veri.
120 mio più Darmian e Mata.
Noi ci andiamo a prendere Paquetà/Van de Beek e Barrow/Lincoln (giocatori del genere tra i mille U23 nel taccuino di Tare).
E ci avanzano 65-70 mio.

PER ME saremmo più forti.

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in inghilterra parlano di offerta imminente dello utd di 138 milioni di sterline.

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Citazione di: DajeLazioMia il 07 Ago 2018, 09:52
Sì, ma il MU deve mettere soldi veri.
120 mio più Darmian e Mata.
Noi ci andiamo a prendere Paquetà/Van de Beek e Barrow/Lincoln (giocatori del genere tra i mille U23 nel taccuino di Tare).
E ci avanzano 65-70 mio.

PER ME saremmo più forti.
magari a lungo andare si. Ad oggi, il 3511 e' impostato con Savic come punto cardine.
Prendere Fellaini o un Yaya Toure' renderebbe il passaggio meno indolore, perche' darebbero un alternativa simile di gioco (oltre il palleggio - il lancio lungo del portiere sul giocatore).
Avere il solo Mata, in un ipotetico 3421 non sarebbe male, ma li' devi veramente rinforzare anche dietro.

blu73

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Citazione di: arturo il 07 Ago 2018, 09:17
Sembra?
E' un  concentrato di cazzate che la metà basta .
Ho visto che è nato a Roma , quindi presumo sia stercoraro o lazialunto .
P.S. per chi è  capace , :S trovate l'articolo che sto fenomeno ha scritto per lo stesso giornale demmerda tuttosporc del 31 luglio 2017 , che se famo 4 risate. 8)

Presto fatto

TORINO - Uno strano mercato, quello della Lazio. Ma, guardando al passato, neppure troppo. Parliamo di corsi e ricorsi storici, di eventi che si succedono puntualmente da quando è iniziata l'era Lotito. Il ciclo è questo: se un anno la squadra va bene e raggiunge, quando addirittura non supera, gli obbiettivi prefissati ad inizio stagione, la stagione successiva sarà inevitabilmente un flop. Dunque, visto che lo scorso campionato è stato raggiunto l'obiettivo Europa League, condito per giunta da una insperata quanto intrepida finale di Coppa Italia, persa contro gli imbattibili della Juve, ma gustosissima perché conquistata eliminando i rivali cittadini della Roma, questo sarà inevitabilmente l'anno del flop.
E se il buon giorno si vede dal mattino, la cattiva stagione è preannunciata dal mercato. La Lazio ha perso Biglia, il suo capitano nonché metronomo di centrocampo, finito al Milan, e sta per perdere due dei suoi gioielli più preziosi: Keita Balde e de Vrij, destinati con tutta probabilità alla Juventus in cambio di un cinquantino globale (se andrà bene).
E chi è arrivato, o arriverà, al loro posto? Lucas Leiva per Biglia, ma il brasiliano è un mediano. Punto. Inzaghi, conscio della perdita di Keita e altrettanto cosciente che nessun degno sostituto sarà acquistato, ha subito provveduto al cambio di modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 con l'avanzamento di FA10, al secolo Felipe Anderson, al ruolo di seconda punta. Ma questa coperta risulterà troppo corta allorquando partirà anche de Vrij, unico dominante difensivo a disposizione del tecnico biancoceleste, che neppure verrà degnamente sostituito sul mercato.
In nome di quale strategia tutto ciò? Nel nome della strategia della valorizzazione della rosa e del tetto agli ingaggi imposto da Lotito. Leiva a parte, pertanto, sono stati acquistati solo giocatori di secondo piano, alias riserve. Marusic per dare respiro a Basta; Caicedo, uno che ha una media realizzativa simile a quella del reietto Djordjevic e una vaga simiglianza col buon Makinwa, per dare respiro a Immobile; Di Gennaro, buon jolly di centrocampo. Per il resto l'idea del duo Lotito-Tare pare essere quella di valorizzare i giovani. In pole position ci sono Murgia, Lombardi, Palombi e Luiz Felipe (quest'ultimo 1 presenza in Primavera e 7 presenze condite da 1 gol in B con la maglia della Salernitana, collezionate complessivamente in Italia). In caso di improvvise emergenze magari si provvederà a rispolverare elementi arrivati anni fa in pompa magna come il "Coco" Perea (detto anche "il Cavani colombiano") e Mauricio, che ad oggi stentano a trovare collocazione persino in prestito gratuito.Ma quest'anno, chissà come mai, gli ultras laziali, che sino a pochi mesi fa vedevano Lotito come il fumo agli occhi, sembrano essere tutti contenti. Stranezze del calcio.
Comunque una prima verifica circa la bontà, o meno, delle strategie del duo Lotito-Tare la si potrà avere tra pochi giorni, il 13 agosto, in occasione della sfida impossibile: la finale di Supercoppa italiana quando la Lazio si ritroverà di fronte la sua bestia nera storica, quella Juventus contro la quale non vince dal lontanissimo dicembre 2003 (2-0 all'Olimpico firmato da Corradi e Fiore). Poi 13 anni senza più vittorie: nelle successive 23 sfide 17 sconfitte e appena 6 pareggi. La numerologia è interessante: il 13, il 17 e il 23 sono tre numeri legati alla sorte, buona o cattiva. A chi arriderà stavolta la fortuna? 


Una vera sibilla 'sto chiarini... ma di mestiere fa il mutandaro abusivo?


DajeLazioMia

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Citazione di: vaz il 07 Ago 2018, 09:55
in inghilterra parlano di offerta imminente dello utd di 138 milioni di sterline.
Più Mata e ne parliamo. Sarebbe una offerta importantissima.

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skizzo87

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Comunque mata guadagna 140k sterline a settimana -7.28 mln di sterline all'anno... Ho capito che c'ha il contratto in scadenza 2019, ma non credo che verrebbe da noi per guadagnarne meno della meta'.

RubinCarter

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Citazione di: sorazio il 07 Ago 2018, 09:52
100+fellaini darmian e mata ci si può lavorare

ellamadonna.

Citazione di: vaz il 07 Ago 2018, 09:55
in inghilterra parlano di offerta imminente dello utd di 138 milioni di sterline.

questa mi sembra più verosimile.

Cmq giovedì chiude il mercato. Se non si muove pogba oggi...


vaz

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sarebbero, al cambio, 154 pippi.
direi che ci saremmo.

DajeLazioMia

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Citazione di: skizzo87 il 07 Ago 2018, 10:03
Comunque mata guadagna 140k sterline a settimana -7.28 mln di sterline all'anno... Ho capito che c'ha il contratto in scadenza 2019, ma non credo che verrebbe da noi per guadagnarne meno della meta'.
ha 30 anni.
4 anni a 3 mio più bonus.
Non dico sia facile, ma se ci riesci Mata da noi sarebbe un campione, imho.

E con 140 mio di euro fai la spesa, compri chi vuoi nel livello medio-alto, soprattutto i giovani talenti più forti in circolazione (ripeto: Paquetà e Barrow per dirne 2).

E se vendi Basta e Wallace prendi qualosa di importante anche lì.
Citazione di: vaz il 07 Ago 2018, 10:07
sarebbero, al cambio, 154 pippi.
direi che ci saremmo.
Ah ok, avevo letto euro. Allora sì.

Duca

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Il tempo comunque si fa davvero scarso...
O hanno già fatto il pacchetto "out - SMS a cifre folli" e "in - soldi e alternative da favola" oppure Sergej resta.
Io mi accontenterei anche solo di una punta al posto di Caceido e sarei già molto contento... :roll:

IL_CICLONE

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Ma Cassano che cerca una squadra ambiziosa senza voler percepire lo stipendio fino a Giugno ???

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vaz

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ce stanno tanti lavori, magari qualche cesso da pulire a formello glielo troviamo

Gasco luis veron

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Citazione di: Kobra il 07 Ago 2018, 09:28
Lazio, il non mercato e quel tabù di nome Juventus
Mercato e Supercoppa: lo strano avvicinamento dei biancocelesti al big match con i bianconeri. Keita e non solo, quanti dubbi in casa Lazio
lunedì 31 luglio 2017
Claudio Chiarini

TORINO - Uno strano mercato, quello della Lazio. Ma, guardando al passato, neppure troppo. Parliamo di corsi e ricorsi storici, di eventi che si succedono puntualmente da quando è iniziata l'era Lotito. Il ciclo è questo: se un anno la squadra va bene e raggiunge, quando addirittura non supera, gli obbiettivi prefissati ad inizio stagione, la stagione successiva sarà inevitabilmente un flop. Dunque, visto che lo scorso campionato è stato raggiunto l'obiettivo Europa League, condito per giunta da una insperata quanto intrepida finale di Coppa Italia, persa contro gli imbattibili della Juve, ma gustosissima perché conquistata eliminando i rivali cittadini della Roma, questo sarà inevitabilmente l'anno del flop.
E se il buon giorno si vede dal mattino, la cattiva stagione è preannunciata dal mercato. La Lazio ha perso Biglia, il suo capitano nonché metronomo di centrocampo, finito al Milan, e sta per perdere due dei suoi gioielli più preziosi: Keita Balde e de Vrij, destinati con tutta probabilità alla Juventus in cambio di un cinquantino globale (se andrà bene).
E chi è arrivato, o arriverà, al loro posto? Lucas Leiva per Biglia, ma il brasiliano è un mediano. Punto. Inzaghi, conscio della perdita di Keita e altrettanto cosciente che nessun degno sostituto sarà acquistato, ha subito provveduto al cambio di modulo, passando dal 4-3-3 al 3-5-2 con l'avanzamento di FA10, al secolo Felipe Anderson, al ruolo di seconda punta. Ma questa coperta risulterà troppo corta allorquando partirà anche de Vrij, unico dominante difensivo a disposizione del tecnico biancoceleste, che neppure verrà degnamente sostituito sul mercato.
In nome di quale strategia tutto ciò? Nel nome della strategia della valorizzazione della rosa e del tetto agli ingaggi imposto da Lotito. Leiva a parte, pertanto, sono stati acquistati solo giocatori di secondo piano, alias riserve. Marusic per dare respiro a Basta; Caicedo, uno che ha una media realizzativa simile a quella del reietto Djordjevic e una vaga simiglianza col buon Makinwa, per dare respiro a Immobile; Di Gennaro, buon jolly di centrocampo. Per il resto l'idea del duo Lotito-Tare pare essere quella di valorizzare i giovani. In pole position ci sono Murgia, Lombardi, Palombi e Luiz Felipe (quest'ultimo 1 presenza in Primavera e 7 presenze condite da 1 gol in B con la maglia della Salernitana, collezionate complessivamente in Italia). In caso di improvvise emergenze magari si provvederà a rispolverare elementi arrivati anni fa in pompa magna come il "Coco" Perea (detto anche "il Cavani colombiano") e Mauricio, che ad oggi stentano a trovare collocazione persino in prestito gratuito.Ma quest'anno, chissà come mai, gli ultras laziali, che sino a pochi mesi fa vedevano Lotito come il fumo agli occhi, sembrano essere tutti contenti. Stranezze del calcio.
Comunque una prima verifica circa la bontà, o meno, delle strategie del duo Lotito-Tare la si potrà avere tra pochi giorni, il 13 agosto, in occasione della sfida impossibile: la finale di Supercoppa italiana quando la Lazio si ritroverà di fronte la sua bestia nera storica, quella Juventus contro la quale non vince dal lontanissimo dicembre 2003 (2-0 all'Olimpico firmato da Corradi e Fiore). Poi 13 anni senza più vittorie: nelle successive 23 sfide 17 sconfitte e appena 6 pareggi. La numerologia è interessante: il 13, il 17 e il 23 sono tre numeri legati alla sorte, buona o cattiva. A chi arriderà stavolta la fortuna?

Questa e' la tua opinione e sei liberissimo di esprimerla.

QUESTI SONO I FATTI, degli ultimi 10 anni:

Juve: 15 trofei

Inter: 9 trofei

LAZIO: 3 trofei

Napoli: 3 trofei

Milan: 1 trofeo

Rommers: ZERO TITULI!!!!!!



Nel cambio L.leiva-Biglia ci siamo palesemente rinforzati!

La lazio dopo un buon primo anno, il secondo lo progetta per fare flop? SCORSO ANNO SUPERCOPPA.

La lazio non vince mai con la juve? SCORSO ANNO SUPERCOPPA

Keita alla juve? LOTITO, HA PREFERITO PRENDERSI DUE PISCHELLI, NETO E JORDAO PIUTTOSTO CHE DARLO ALLE ZEBRE!

La Roma e' andata varie volte in champions e noi no? PER BEN TRE VOLTE CE L' HANNO RUBATA CON SITUAZIONE EXTRA CALCISTICHE, VEDI LO SCANDALO ARBITRALE DELLO SCORSO ANNO, mentre i rommers li spingono sempre verso l' obiettivo con var e tagliavento vari!

Basta, o serve altro?

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